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mercoledì 1 luglio 2015

BOOK_Moda. Il nuovo made in Italy


Chi è oggi il testimone del bello e ben fatto italiano che ha reso grande il made in Italy nel mondo? Tolti i colossi internazionali, chi sta dominando la scena contemporanea della moda fatta in Italia? Quali sono i loro percorsi e i loro traguardi? Il libro “Moda. Il nuovo made in Italy” di Marco Magalini racconta le storie dei talenti di nuova generazione, italiani e non, che hanno deciso di produrre le loro collezioni in Italia, prendendosi così in carico la responsabilità di tramandare l’eccellenza manifatturiera e stilistica del nostro Paese.
Nel suo primo libro, il giovane giornalista Marco Magalini individua delle case history di successo che descrivono lo scenario contemporaneo della moda made in Italy. Una nuova generazione rispetto ai 'padri fondatori' del ready-to-wear italiano che sta traghettando il loro savoir faire nel futuro. Queste eccellenze si stanno distinguendo nei mercati internazionali per distribuzione, strategie innovative e profitti: Angelos Bratis, Benedetta Bruzziches, Camo, Casamadre, Christian Pellizzari, Co|te, Marcobologna, Paula Cademartori, Quattromani, San Andrès Milano, Stella Jean, SuperDuper Hats.
Far funzionare un marchio della moda richiede doti di grande imprenditoria, tanto oggi quanto negli anni Ottanta - afferma l’autore. Non sono semplici stilisti, ma dei veri e propri businessmen che si trovano ogni giorno a confrontarsi con un dato di fatto: “There's more to running a fashion business than designing pretty clothes”. La sfida è scommettere tutto su territorio, eccellenza manifatturiera, valori locali da ‘vendere’ in uno scenario globale e complesso, alfine di costruire un business model di successo che possa durare nel tempo”.
Edito da Giubilei Regnani, editore in collaborazione con il progetto Giovane Imprenditoria (www.giovaneimprenditoria.it), vanta la prefazione di Renzo Rosso, patron di Diesel (Only The Brave). Il libro è arricchito dall’immagine di copertina dell’illustratore Alvvino e le postfazioni del giornalista Federico Poletti e di Mario Dell'Oglio presidente di Camera Italiana Buyer Moda.

Moda. Il nuovo made in Italy

Di Marco Magalini, edito da Giubilei Regnani, 15€

giovedì 20 marzo 2014

LEISURE_Voce del verbo Moda









Al via oggi, giovedì 20 marzo, la seconda edizione di Voce del verbo Moda. Fino a domenica 23 Torino diventa il palcoscenico privilegiato di un evento che immagina, crea e racconta lo stile. Ideato e organizzato dal Circolo dei lettori di Torino, rappresenta un luogo di incontro e confronto, in cui raccogliere il pensiero e le idee attorno alla moda; uno spazio dove analizzare i fenomeni e le tendenze che producono continue innovazioni nello stile di vita e nel modo di pensare contemporaneo.
Attraverso le parole di chi la moda la crea, la studia e ne scrive si incrociano punti di vista, si raccontano storie, si analizzano parole e declinazioni che influenzano e determinano gli stili di vita della nostra società. La moda italiana, oggi più che mai, è un patrimonio collettivo di cultura materiale, un sapere fare che tiene insieme competenze artigianali, imprenditorialità e originalità di pensiero. Un insieme di valori fondati sulla capacità di produrre eccellenza che viene riconosciuto e apprezzato a livello internazionale. Voce del Verbo Moda porta le testimonianze di imprese artigiane del nostro Paese capaci di far convivere il loro bagaglio di talenti ed esperienze all’interno di un’economia globale.
Stilisti, esperti del settore, creativi, imprenditori, filosofi, scrittori e giornalisti sono le voci di un programma intenso, ricco di appuntamenti – tra lezioni di stile, conversazioni, avventure imprenditoriali Made in Italy, workshop, mostre, eventi, incontri, passeggiate e itinerari – che coinvolgono vie e piazze, luoghi e istituzioni della città.
Numerosi gli ospiti coinvolti. Da Natalia Aspesi a Quirino Conti, da Alberto Cavalli a Maria Luisa Frisa, da Diego Dalla Palma a Giusi Ferré, passando per Stella Jean, Alberta Ferretti, Ennio Capasa, Angelo Caroli, solo per citarne qualcuno.
Una Torino che vive e parla di moda. Sipari dedicati allo street style per comprendere come si veste la città, così come mostre allestite in luoghi pubblici e privati che raccontano lo stile nei suoi mille modi e linguaggi, tra presente e passato, tradizioni e avanguardie. Da Ersel, in Piazza Solferino, “Signorina Grandi Firme. Alta moda a Torino tra le due guerre” a cura di Chiara Massimello. A Palazzo Madama Piazza Castello “Chapeau Madame!” cappelli di signore torinesi 1920-1970 dalla collezione del Liceo Artistico A. Passone.
Piccoli tour nei luoghi della produzione d’eccellenza Made in Italy, invece, rappresentano veri e propri itinerari di stile, guidando il pubblico in un affascinante percorso articolato attorno alla cultura del fare, alla scoperta di metodi e segreti di un prodotto di qualità. I visitatori varcano le porte di atelier e laboratori storici rappresentativi della tradizione artigianale e industriale italiana, e assistono ad alcune fasi di produzione: dall’ideazione alla realizzazione materiale di un cappello, una giacca o un profumo. Un viaggio tra artigianalità e tecnologia, tradizione e modernità, passato e presente, dove le mani, coadiuvate dalla ricerca, sanno dare vita a ciò che l’immaginazione pensa.

Voce del verbo Moda
Dal 20 al 23 marzo 2014, Torino, sedi varie
Info e programma: www.vocedelverbomoda.it

giovedì 13 febbraio 2014

STYLE_Stella Jean pe 2014










Colore, fantasia e vita chez Stella Jean per la prossima Primavera Estate. La collezione si caratterizza per un perpetuo rincorrersi di trompe-l'œil culturali: rimandi ed ispirazioni che trovano validazione in splendide creazioni nate nel segno del proseguimento della collaborazione con l'agenzia dell'ONU International Trade Center (ITC), che ha favorito l'introduzione dei tessuti realizzati a telaio a mano dalle donne dei villaggi del Burkina Faso.
Elementi apparentemente eterogenei mettono in scena contrasti decisi, amalgamati e attenuati dalle linee sartoriali d’inequivocabile matrice europea. La collezione si ispira alle suggestive  immagini in bianco e nero degli aristocratici percorsi vacanzieri anni ’60: viaggi da sogno che iniziavano su un Aquariva  in partenza dalla Cote d’Azur, per approdare poi sull’affascinante ed indolente costiera italiana, da percorrere con spensieratezza in sella ad una Lambretta.
Le creazioni ri-disegnano una mappa che oltrepassa l’accezione geografica, per addentrarsi in quella filosofica-sentimentale: ogni capo non chiede unicamente di essere guardato e ammirato, ma di scorgere attraverso lo styling un senso più profondo, che va oltre il mero riflesso estetico.
La collezione si trasforma così in un diario di viaggio estemporaneo, in cui i racconti si rincorrono per incontrarsi in una narrativa per immagini nuova, ma ben radicata e conscia del suo passato. Lo Sguardo assume dignità propria ed viene eletto a traghettatore: per mezzo di un caleidoscopio culturale, risveglia un patrimonio di memorie comuni, attraverso il suo innesto all’interno del tessuto urbano contemporaneo.
Fondamentale per la comprensione della collezione, l’uso corretto dell’aggettivo “etnico”, che qui viene sottratto all’abuso e alle manipolazioni occidentali, per essere riconsegnato al suo autentico e ben più ugualitario contenuto. Il trompe-l'œil sorprende lo spettatore a ogni sguardo, creando giochi d’apparenze e di rimandi; il rigore delle linee orizzontali dei tessuti canvas utilizzati per i capi spalla e per le gonne dai tagli retrò, seppur richiamando per associazione di idee i rigati dei blazer dei college britannici, costituisce in realtà il portabandiera della cultura del Burkina Faso, stato dell’Africa occidentale e “terra degli uomini integri”. Le frontiere territoriali vengono così scisse da quelle mentali, meno visibili ma ben più tenaci e selettive.
Tra le etnie cui s’ispirano le creazioni, la prima è quella italiana, sottolineata dall’artigianalità dei capi unici in seta, in cui si fondono le tradizioni accademiche della pittura su stoffa e del ricamo a mano modulato artisticamente. Il tessuto wax costituisce invece lo stilema d’Africa, Paese del quale vuole rievocare la grandeur storica e non i tratti pittoreschi. Artigianalità occidentale e tradizione africana rappresentano due vive espressioni di slow fashion, entrambe distanti dalle tempistiche vorticose dell’industria moda, ma capaci di coniugarsi a capi veloci e passe-par-tout, come l’immancabile camicia a righe o come la camicia jeans dall’inconfondibile spirito decontractée.
Ad impreziosire i movimenti, i bijoux Anni ’50 che conferiscono uno stile raffinato e vagamente giocoso.
Elementi tipicamente maschili si affiancano ai classici capi del guardaroba femminile, generando un ritmo nuovo, capace di dare eco a un’eleganza inedita: le décolletées si alternano a mocassini da smocking in wax e gros-grain a contrasto; i capelli vengono rigorosamente raccolti sotto cappelli di foggia maschile, oppure avvolti da turbanti in wax o in pizzo sangallo; eleganti e rigorose camicie Guayabera cubane da uomo evidenziano una nuova femminilità composta


A proposito di Stella Jean
Stella Jean, giovane e talentuosa stilista di origine italo-haitiana, inizia a lavorare nel mondo della moda sfilando come modella per Egon Von Furstenberg. Ben presto, però, scopre la sua vera vocazione creativa: i suoi abiti devono raccontare chi lei sia e devono rendere bella colei che li indossa. Dal luglio 2011, quando si è distinta tra i vincitori del prestigioso concorso Who’s On Next, le sue collezioni continuano a ricevere l’apprezzamento di stampa e buyer internazionali. Il mood raffinato e prezioso di Stella Jean trae ispirazione dalla  sua multiculturalità che si traduce nella filosofia “Wax & Stripes Philosophy”, divenuta a ragion veduta la sua vera e propria cifra stilistica. I capi, venduti nei più importanti fashion store di tutto il mondo e indossati dalle donne più eleganti del globo, sono una personalissima interpretazione di stile senza tempo.

A proposito di ITC - THE INTERNATIONAL TRADE CENTRE’S ETHICAL FASHION INITIATIVE
La Ethical Fashion Initiative promossa da ITC favorisce la realizzazione di prodotti di moda, creati attraverso la collaborazione fra case di moda e comunità di micro produttrici in vari paesi africani e in Haiti. L’iniziativa ha creato un business fiorente che ha consentito a migliaia di micro imprenditrici di far parte della catena del valore della moda, sempre controllando (attraverso rigorose valutazioni di impatto e applicazione dei principi del Fair Labour) che si tratti di lavoro che conferisca dignità e indipendenza. La Ethical Fashion Initiative produce splendidi accessori in partnership con grandi Case di moda, tra cui Stella McCartney, Ilaria Venturini Fendi, Vivienne Westwood, Chan Luu, Sass & Bide, Osklen , United Arrows e Manor. La Ethical Fashion Initiative sostiene il lavoro di designer africani e internazionali. Anche Stella Jean, ha preso parte alla collaborazione e ha recentemente visitato il Burkina Faso in preparazione delle sue future sfilate. La Ethical Fashion Initiative crede in Stella Jean come un partner serio e affidabile che condivide i principi etici di tutta l’iniziativa.

giovedì 9 gennaio 2014

LEISURE_White Milano Gennaio 2014



Giornate di fermento per la moda. Dopo Pitti Uomo a Firenze, sarà la volta di Milano Moda Uomo e, in concomitanza, di White Milano che riaprirà le sue porte dall'11 al 13 gennaio con 150 espositori internazionali. L’edizione dedicata alle collezioni uomo e alle pre-collezioni donna per l'autunno-inverno 2014-15 mostra contenuti inediti sviluppati su sette aree tematiche, risultato di un’intensa attività di scouting in corso da più di un anno che ha incontrato l’approvazione dei buyer internazionali. Una strada tutta nuova quella intrapresa da WHITE, che rivela un’identità improntata all'internazionalità e all'innovazione nonché un progressivo e graduale avvicinamento al consumatore finale, che oggi gode di una potente arma di comunicazione per esprimere le proprie preferenze: i social.

A testimoniare il carattere originale di questo imminente appuntamento con le collezioni invernali è la sezione all'insegna dello streetwear nata dalla collaborazione con Jacopo Pozzati e Marco Evangelisti titolari degli store di nuova generazione Bottega Backdoor e La Ferramenta. Il progetto catalizzerà linguaggi differenti, mixando accenti scandinavi e passione per il made-in-Italy. Di grande impatto i nomi di provenienza nordica Our LegacySoullandVidurBWGH e Herschel Supply Co., che dialogheranno con il prodotto italiano di marchi emergenti come H.A.N.D. Have a nice dayCamoStudiopretzelEJXIIILC 23Dempool e AMPM.
Ritorna al salone l'inconfondibile selezione del concept store milanese Wok Store che porterà all'interno della WOK ROOM quindici marchi tra i più innovativi e ricercati nel panorama fashion internazionale. Conferma la sua presenza nella sezione curata da Federica Zambon e Simona Citarella anche Julian Zigerli, giovane designer svizzero attivo tra Zurigo e Berlino, che dà vita a creative collezioni stampate. Il giovane designer è stato scelto dallo stilista Giorgio Armani per sfilare all’Armani Teatro in occasione della settimana della moda milanese. Come accadde per la designer Stella Jean una delle protagoniste delle passate edizioni di White. Una scelta che spazia da collezioni di abbigliamento come Shallowww, design italo-spagnolo con forte richiamo al mondo di internet e alla tecnologia; fino a linee di accessori come Naviiv, nome tedesco che rivede il classico cappello con nuovi tagli e grafiche contemporanee per un prodotto tra haute-couture e streetwear. Premiato all'Inside WHITE Award di settembre, farà il suo ritorno alla WOK ROOM Lucio Vanotti, con un total look che esplora le proporzioni della moda maschile in una collezione che indaga nuove lunghezze, dimensioni e silhouettes. Debutto per Tricker’s brand di calzature inglesi hand-made e Örjan Andersson jeans brand svedese uomo e donna. Stile e qualità senza compromessi sono i codici espressivi del brand Uppercut. Creazioni street-vantgarde. Un mix and match di materiali, colori  e forme differenti, rifiniti con criteri di alta couture totally made-in-Italy.
Un occhio di riguardo per questa edizione è anche dato alla comunicazione dei brand presenti tramite la special area WOW White On Web, curata da un team di esperti del settore come Federico Poletti (Elle.it), Stefano Guerrini (GQ Italia), Peter Cardona (Marie Claire Ukraine e Man in Town), la fotografa Giorgia Polo e l’illustratore Marco Puccini. Uno spazio che diviene un set fotografico ad alto tasso di creatività. Per la prima volta, infatti, tutti gli espositori sono chiamati ad individuare tra le loro collezioni il must have della stagione. Still life di prodotto e total look verranno realizzati da esperti di moda e da giovani laureati in marketing digitale che hanno concluso uno stage presso Palestra delle Professioni Digitali. Progetto formativo promosso dall’Associazione Prospera, in collaborazione con Accenture Italia S.p.A., Expo Generation - Progetto Speciale Expo 2015 di Confindustria, Assolombarda, Federturismo e Sportello Stage-ACTL e rivolto a laureati non occupati provenienti da lauree umanistiche. Tutti i contenuti realizzati saranno veicolati sulle piattaforme social network.
Aria internazionale si respira invece nell’area DaTE, inaugurata lo scorso ottobre negli spazi di PROGETTOCALABIANAMILANO. La sezione realizzata in collaborazione con Dante Caretti CEO di Caretti Consulting, vede la partecipazione di marchi sperimentali e di ricerca come LaLoop, accanto a realtà già affermate come Spektre Sunglasses, Frost, Hoet, Ralph Vassen, Reiz, Vision of Division, Conservatoire International de Lunettes, Michel Henau, Bruno Chaussignand.
Tiene fede al suo carattere avantgarde la selezione del Basement, che spazierà dal total look italiano di ComeforbreakfastMasnada, Overcome, a quello coreano di A.Av e Byungmun Seo,  insieme ad accessori provenienti dall'estremo oriente come le borse Oops e quelle  “architettoniche” ed estremamente ricercate nella scelta dei materiali di The Loser Project e alle calzature di Diego Vanassibara e Dimissianos & Miller, nome dell'artigianato greco che, proprio a White, presenterà la sua prima collezione invernale.
Riconfermano la loro presenza al salone anche i designer di A.I. showroom, rassegna nata in seno ad AltaRoma che da quattro edizioni porta a WHITE le eccellenze dell'artigianato made in Italy. Cinque brand speciali tra cui le scarpe e bijoux sofisticati e preziosi di Jeni’; il brand Miss Gummo Hats & Bonnets, che rilegge in chiave contemporanea cappelli, headpieces, toques e cerchietti tutti handmade, e il label di Silvia Massacesi, la giovane creativa che esporrà borse eco sostenibili in sughero dal design ricercato, realizzate insieme alle detenute del carcere di Rebibbia.
Spazio alla bellezza, poi, con White Beauty, l'area dedicata alla profumeria artistica e alla cosmesi, che vede il ritorno di Blood ConceptAqva Bland, Meo Fusciuni e Rheyms
Sguardo a Oriente con Japanproxy distributore internazionale del “made in Japan” indipendente, di ricerca, fortemente orientato alla cura del design e alla qualità dei materiali, che, in collaborazione con il governo giapponese, porterà al salone 18 marchi del design nipponico, spaziando dalle collezioni di abbigliamento Is-Ness e Danke Design alle calzature Losers, passando per le linee di accessori Bag'N'NounBaggy Port6ShikiMacromauro. Un vero e proprio salto nel design e nella cultura del sol levante, che porterà a WHITE anche proposte di design, come le lampade Kyouei Design e l'oggettistica di Candy Design worksTsubota Pearl Life. Per celebrare questo progetto, fortemente voluto dal governo giapponese, sabato 11 gennaio è attesa la visita del vice-ministro dell’economia nipponica Midori Matsushima, a Milano anche per inaugurare il nuovo showroom giapponese JP HOME che ospita alcuni brand di ricerca presenti a WHITE. Lo spazio allestito dal team di WHITE sarà un imperdibile punto di riferimento per la moda ed il design internazionale: un momento d’incontro con lo stile di una cultura della Tokyo metropolitana. Un’opportunità per toccare con mano la passione e la tecnica artigianale delle proposte made-in-Japan. Durante la visita del vice ministro, WHITE ospiterà una performance musicale a metà strada tra il sound tradizionale giapponese e musica elettronica, eseguita dal duo di fama internazionale Sayaconcept.
Grande attesa, inoltre, per il progetto Shades Of a Gentleman ideato e curato da Nunzia Garoffolo insieme al team di WHITE. Protagonista Cesare Cunaccia, editor at large di Vogue Italia e L’Uomo Vogue, ideatore di una collezione di occhiali in corno fatti a mano per la Galleria Ottica di Venezia Boudoir di Alessandro De Lorenzo.  Il set è arricchito dalle creazioni di Atelier Santerasmo Cinque di Milano di Alessandro Leonardi, Santoni, Isaia, Max Kibardin, Louis Leeman. Un percorso narrativo ed emozionale, arricchito dagli scatti del Fashion and Art Photographer Mustafa Sabbagh e dal video di backstage dello shooting di Sabbagh "Shades Of Gentleman, Cesare Cunaccia seen by Mustafa Sabbagh", di Pietro Cremona

L’edizione di WHITE gennaio segna anche l’importante rentrée dello showroom londinese Rainbowwave che ha scelto la kermesse milanese per presentare le pre-collezioni donna con i brand Hockeley, Eddie Borgo, Bella Freud, I am by Ileana Makri, Ancient Greek Sandals e Raquel Allegra.
Di altissimo profilo i brand protagonisti delle aree speciali. Primo tra tutti gli special guest del salone KTZ Kokon To Zai. Il brand più cool del momento sia in Europa che nel mondo asiatico per  la sua grande modernità di linguaggio, che coniuga moda e musica. I suoi capi in bianco e nero, percorsi da intricati motivi, ricordano i tatuaggi tribali e i modelli più preziosi sono realizzati con ricami in rilievo.
Un’area speciale è dedicata al brand Parajumpers prodotto a Treviso e nato in collaborazione tra Ape e Massimo Rossetti, che vanta esperienze sia come designer di abbigliamento, che come importatore di marchi americani per il mercato italiano. Parajumpers è un brand di giacche realizzate con materiali  tecnici presi in prestito dal mondo del paracadutismo. Le tasche sono destinate agli accessori progettati per il trasporto, come iPod, dispositivi GPS, telefoni cellulari.
Affezionatissimo a White riconferma la sua storica presenza il brand Massimo Alba che ospiterà all’interno della sua area speciale quattro brand di eccellenza. Le calzature made in Italy di Sentier; i cappelli hand-made in Germany by Scha; gli occhiali dall’anima vintage di Bob Sdrunk e infine gli accessori di Massimo Paloma.
Riconferma la sua presenza il marchio Felted disegnato da Gionata Malagodi che reinterpreta capi dell’heritage civile, militare ed outdoor e prodotti in Italia.
Un grande ritorno anche per Vans, contemporary lifestyle brand californiano con oltre quarant’anni di storia.
White riconferma la sua vocazione artistica visibile anche nei dettagli. Dopo gli scatti carichi di intensità di Stefano Guindani protagonisti del catalogo dello scorso settembre, per questa edizione White ha selezionato le fotografie artistiche firmate dal  fotografo Mustafa Sabbagh.