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lunedì 18 aprile 2016

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mercoledì 1 luglio 2015

BOOK_Moda. Il nuovo made in Italy


Chi è oggi il testimone del bello e ben fatto italiano che ha reso grande il made in Italy nel mondo? Tolti i colossi internazionali, chi sta dominando la scena contemporanea della moda fatta in Italia? Quali sono i loro percorsi e i loro traguardi? Il libro “Moda. Il nuovo made in Italy” di Marco Magalini racconta le storie dei talenti di nuova generazione, italiani e non, che hanno deciso di produrre le loro collezioni in Italia, prendendosi così in carico la responsabilità di tramandare l’eccellenza manifatturiera e stilistica del nostro Paese.
Nel suo primo libro, il giovane giornalista Marco Magalini individua delle case history di successo che descrivono lo scenario contemporaneo della moda made in Italy. Una nuova generazione rispetto ai 'padri fondatori' del ready-to-wear italiano che sta traghettando il loro savoir faire nel futuro. Queste eccellenze si stanno distinguendo nei mercati internazionali per distribuzione, strategie innovative e profitti: Angelos Bratis, Benedetta Bruzziches, Camo, Casamadre, Christian Pellizzari, Co|te, Marcobologna, Paula Cademartori, Quattromani, San Andrès Milano, Stella Jean, SuperDuper Hats.
Far funzionare un marchio della moda richiede doti di grande imprenditoria, tanto oggi quanto negli anni Ottanta - afferma l’autore. Non sono semplici stilisti, ma dei veri e propri businessmen che si trovano ogni giorno a confrontarsi con un dato di fatto: “There's more to running a fashion business than designing pretty clothes”. La sfida è scommettere tutto su territorio, eccellenza manifatturiera, valori locali da ‘vendere’ in uno scenario globale e complesso, alfine di costruire un business model di successo che possa durare nel tempo”.
Edito da Giubilei Regnani, editore in collaborazione con il progetto Giovane Imprenditoria (www.giovaneimprenditoria.it), vanta la prefazione di Renzo Rosso, patron di Diesel (Only The Brave). Il libro è arricchito dall’immagine di copertina dell’illustratore Alvvino e le postfazioni del giornalista Federico Poletti e di Mario Dell'Oglio presidente di Camera Italiana Buyer Moda.

Moda. Il nuovo made in Italy

Di Marco Magalini, edito da Giubilei Regnani, 15€

giovedì 10 gennaio 2013

LEISURE_Ai blocchi di partenza Milano Moda Uomo








Ecco qualche numero per l’evento fashion che terrà banco nei prossimi giorni a Milano, mettendo in scena il meglio della moda maschile – abbigliamento e accessori - per l’autunno/inverno 2013-14: 12-15 gennaio 2013, 39 sfilate per 38 brand (doppio show per Ermenegildo Zegna), 27 presentazioni a cui sommarne 8 su appuntamento, 3 eventi speciali. Questo, in cifre, il sunto di Milano Moda Uomo. Dal punto di vista stilistico, lo spettacolo sarà tutto da ammirare, cercando di capire le tendenze per lui per la prossima stagione fredda. Comun denominatore a questo fitto susseguirsi di appuntamenti, l’eleganza tout court, declinata nella sua versione più formale così come in quella più urban e outwear, quintessenza, in ogni caso, di stile e creatività.
A fare da apripista la sfilata di Corneliani, a chiudere, martedì 15 gennaio, gli show di Dsquared2, Giorgio Armani, Diesel Black Gold che, per l’occasione, festeggia un anno dal ritorno sulle passerelle milanesi, Roccobarocco e Enrico Coveri. Storici brand italiani che si contendono la scena con alcuni tra i più importanti marchi stranieri – John Varvatos, Burberry Prorsum, Vivienne Westwood – a dimostrazione del ruolo centrale di Milano quale capitale e punto di riferimento dello stile maschile. Riconfermato, inoltre per l’imminente edizione di gennaio 2013, Daks, mentre si dà il bentornato a Belstaff, assente dalla kermesse milanese 2009.
La città diventerà così un crocevia di persone, culture, tendenze, interessi, ponendo al centro dell’attenzione lo stile in tutte le sue accezioni. A enfatizzare il ruolo così nevralgico di Milano, le eleganti boutique e gli showroom del centro che, per l’occasione, diventeranno teatro privilegiato per le presentazioni di moltissimi brand: dagli accessori - Alberto Moretti, Church’s, Car Shoes, Giuseppe Zanotti Design Homme, Fratelli Rossetti, Jimmy Choo Man, Valextra - all’abbigliamento - Ports1961, Pal Zileri, Roberto Cavalli Class, Ballantyne, Ermanno Scervino. Un modo per vivere da vicino le collezioni, apprezzandole nel dettaglio e scoprendole in ogni segreto sartoriale.
Sfilate, passerelle, presentazioni ma anche eventi speciali….a partire da Valentino che ha scelto Milano Moda Uomo per il lancio del camouflage, per proseguire con Caruso e il suo evento “In menswear do as the italians do” e finendo con la presentazione della capsule collection Sportmax “Carte blanche by Ambra Medda in collaboration with Ying Wu”.
Quattro giornate ricche di appuntamenti speciali e imperdibili, all’insegna della qualità e dello stile, declinati nelle loro sfaccettature più consone e in linea con le richieste del mercato. Non quindi una fiera delle vanità, bensì uno spettacolo dal vivo di un bello e ben fatto che diviene concreta testimonianza della moda che verrà. 

mercoledì 4 gennaio 2012

STORIE MADE IN ITALY_Diesel







Energia, irriverenza, dinamismo e vitalità, i valori alla base dello stile e dei prodotti Diesel, brand nato da un’idea “stupida ma anche geniale” come definita dallo stesso patron Renzo Rosso. Proprio lui, l’italiano che ha sfidato l’impossibile: vendere jeans agli americani. Riuscendo e anche alla grande. Renzo Rosso ama raccontare la storia del suo successo in modo piuttosto semplice, individuando in un’idea creativa (definita stupida), nel coraggio e nella voglia di portarla avanti per farla crescere, i fattori chiave. Tutto ha inizio ai tempi dell’Università, mentre studiava Economia e Commercio a Ca’ Foscari a Venezia e gli viene offerto un lavoro dal guru del casual italiano degli anni ’70, Adriano Goldschmied, proprietario di Genius Group, sotto cui confluivano tutti i marchi casual e denim più innovativi di quegli anni, Katharine Hamnett, Ten Big Boys, Goldie, Replay e Diesel. Ben presto Renzo Rosso ha l’idea fulminante: tanti marchi generavano soltanto confusione, ecco quindi la decisione di investire tutto su Diesel, guidato da un’idea di fondo controcorrente - stupida ma anche geniale - per cui un capo vintage possiede un fascino tutto suo, reso unico dalla storia che porta con sé. Detto in soldoni: più facilmente vendibile. Sin dal 1978 – anno di nascita dell’impresa – Diesel si è contraddistinta per una comunicazione innovativa e provocatoria, sopra le righe ma diretta. Ma non è tutto. La qualità e il Made in Italy sono sempre stati i punti di forza dell’impresa. Un “made” che non rappresenta solo un modo di dire, ma va ben oltre attenendo a tecniche e procedure che rendono unica la confortabilità di un jeans Diesel una volta indossato. Un successo premiato a livello mondiale e confermato dai numeri. Diesel è ormai divenuto un brand di lifestyle internazionale: il nuovo headquarter di Breganze in provincia di Vicenza - inaugurato il giorno del 55esimo compleanno di Renzo Rosso – accoglie 600 dipendenti e riunisce su 98.000 mq uffici e laboratori, un auditorium, ristorante aziendale, due campi da calcio esterni e uno interno, una palestra, un asilo per i figli dei dipendenti; una struttura ecocompatibile che produce energia con un impianto fotovoltaico e uno geotermico. Da Breganze vengono gestite le 20 filiali concentrate in Europa, Asia e America, i 5.000 punti vendita e gli oltre 400 negozi di proprietà. Diesel è il marchio storico del gruppo Only the Brave e in questi anni è divenuto un importante polo del luxury and casual wear con proprietà e licenze di marchi quali 55DS, Viktor & Rolf, Dsqaured, Vivienne Westwood, Marc Jacobs Menswear e Just Cavalli. Tutti brand che a diverso titolo hanno le medesime caratteristiche di Diesel: anticonvenzionali, innovatori, unici. Il volume d’affari è in costante crescita e in questo i monomarca rappresentano la chiave di volta: il loro design è curato in ogni dettaglio in modo che sia unico e irrepetibile, rendendo l’acquisto una vera e propria esperienza, stimolante e mai ripetitiva. Internet di contro sta facendo la sua parte, fornendo un imprescindibile strumento per cominciare e interagire direttamente col proprio pubblico. Per il futuro Renzo Rosso pensa a un nuovo polo, definito da lui stesso “premium”, a segnare la netta contrapposizione al lusso: linee contemporary per look freschi e moderni, indossabili su un red carpet così come a un aperitivo. In altre parole, un polo dell’easy-to-wear dove riunire con spirito democratico i brand del futuro e scommettere sulle nuove generazioni. Ma i progetti non finiscono qui. Da poco più di un anno Diesel ha puntato sulla collezione donna, affidata alle mani abili ed esperte di un team creativo completamente rinnovato. Sulla stessa lunghezza d’onda Diesel for Successful Living, la linea casa nata dal desiderio di affermarsi sempre più come lifestyle brand, nell’ottica che il cliente non scelga il marchio solo per il prodotto ma soprattutto per quello che rappresenta ed evoca: stile di vita, valori, approccio ironico, irriverente, inusuale, creativo. Modelli e materiali innovativi sono i capisaldi della home collection, i cui prodotti sono personalizzabili con i trattamenti che Diesel mette in tutte le sue collezioni e per la prima volta applicati al mondo del design. Importanti e dal know-how prestigioso i partner scelti: Moroso, Foscarini e Zucchi, leader nei rispettivi settori d’appartenenza. Un approccio innovativo, che spazia dalla moda al design, nella contemplazione di un marchio sempre più simbolo di una vera e propria filosofia. Un approccio per nulla stupid, come recita la celebre nonché provocatoria campagna pubblicitaria. Anzi…