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giovedì 5 maggio 2016

STYLE_Il mocassino


Codici vestimentari a parte, non si può evitare di citare il mocassino, proponendone brevemente la sua storia. Adorabile modello del guardaroba maschile, felice compagno di mises formali in doppio petto così come di look casual – fintamente trasandati quel tanto che basta per denotare una naturale inclinazione al culto dell’eleganza -, è stato sdoganato anche nell’universo femminile, assumendo un ruolo d’indubbia rilevanza per abbinamenti d’avanguardia, quintessenza di glamour, stile ed eccentrica novità.
Una novità, tuttavia, relativamente recente, visto che il mocassino tout court vanta una radicata appartenenza alla scena del costume. Una tradizione che ha cavalcato secoli di storia e cultura, legandolo alle civiltà più disparate. I primi antenati delle nostre tanto adorate dandy shoes, infatti, vanno ricercati negli Indiani del Nord America e nei loro pezzi unici di morbida pelle che fasciavano il piede per alzarsi lungo i fianchi. Un’origine oltre che formale anche semantica: il termine mocassino, infatti, deriva dalla traduzione della parola “calzatura” nella lingua Algonquan, parlata dai pellerossa.
Bisogna aspettare fino al 1932, però, perché il mocassino si diffonda nella forma più simile a quella attuale: siamo negli anni in cui la famiglia americana Spaulding inizia la produzione di comode calzature ispirate a quelle indossate per la mungitura dai produttori lattiero-caseari norvegesi, ritratti in un servizio del magazine Esquire. Scarpe che, a loro volta, devono la loro origine a quelle dei Lapponi, ricavate da più pezzi di cuoio cuciti insieme.
Gli anni ’30 segnano una svolta: il mocassino vive il suo periodo d’oro, apprezzato nella forma e valorizzato nella sua calzata. Nel 1936 l’azienda americana GH Bass, di proprietà del fabbricante di stivali John R. Bass, lancia i Weejun Loafer, dove Weejun sta per Norwegian (norvegese), mentre Loafer significa “scansafatiche”. A Bass si deve un’altra importante invenzione, che diventerà la cifra stilistica per antonomasia del mocassino: la mascherina a forma di labbra, destinata in seguito a ospitare la tipica monetina da un penny. Leggenda narra che questo intaglio stondato sia stato ispirato dalla bocca della moglie di John – Alice Bass – che baciava sempre le sue calzature prima di uscire. Favolistica a parte, inizialmente il mocassino Weejun non viene bocciato dai critici di moda in quanto “slipper” (babbuccia) e quindi sconsigliabile per gli utilizzi quotidiani e formali.
Dal canto suo, però, questa particolare scarpa vanta una comodità unica e impareggiabile rispetto a quella offerta dai modelli comunemente indossati. Un confort che induce Fred Astaire ad adottarla come calzatura d’ordinanza sia per quanto balla il tip tap che per le uscite più mondane, abbinata a un sofisticato frac. È il preludio di un’apoteosi sancita dai giovani americani dei campus universitari, che li eleggono parte integrante dell’abbigliamento informale. Sempre loro è l’abitudine di inserire nella mascherina a forma di labbra quel penny che diviene una sorta di accessorio dell’accessorio. Tanto da ribattezzare il mocassino – a ragion veduta – “penny loafer”.
Dagli anni ’50 fino ai ’70, complice un benessere economico sempre maggiore e un desiderio crescente di seguire le tendenze o, addirittura, dettare moda, lo stile Ivy League esce dai campus americani per approdare nelle strade di tutto il mondo e in ogni categoria sociale. Bandite tutte le distinzioni/discriminazioni che lo volevano relegato a un look da camera e vietato negli abbinamenti formali, il mocassino conquista la scena universale dello stile, divenendo uno dei simboli di un’eleganza d’antan, figlia di un culto del buon gusto e della sua esaltazione per mezzo di tutti quei dettagli volti a enfatizzare un’implicita – quanto naturale – vocazione al vestir bene.
Conquista la scena artistica, grazie al favore dei jazzisti, così come quella manageriale, idolatrato nel suo fascino raffinato da operatori finanziari e capitani d’industria. È tempo di modernismo e voglia di rinnovamento, tanto che Fratelli Rossetti lo reinterpreta sostituendo la mascherina a bocca con un’applicazione di metallo rivettato e trattando la pelle con un inedito effetto sfumato-anticato. Siamo agli albori del 1968, periodo di grandi cambiamenti sociali e culturali in tutto il mondo: il marchio italiano, in anticipo sulla svolta epocale, con coraggio ne estetizza lo spirito rivoluzionario, lanciando la versione yacht, foderata in spugna in modo tale da essere indossata senza calze, e la rielaborazione in forma di stivale o sandalo.
Dalle modifiche radicali degli anni ’70 all’opulenza degli ’80 il passo è breve e, sulla scia di un continuo ed esaltante connubio tra moda e cultura, il mocassino si presenta in grande spolvero per calcare le scene delle occasioni più glamour. L’informalità a cui era stato relegato è ormai un vago ricordo: ora si propone in tutta la sua fulgida eleganza, emblema sempre più enfatizzato di un antico dandysmo pronto a riconquistare il ruolo di rilievo che gli spetta nella scena del costume. Rinnovato nelle linee, rivisitato nelle forme, interpretato in numerose varianti, spesso alquanto fantasiose, il mocassino approda nel guardaroba maschile, assurgendo a caposaldo di un’eleganza dinamica e confortevole, ma al tempo stesso raffinata e chic, pronta a imporsi a passi sempre più svelti quale nuovo concetto di eleganza. Eccolo quindi abbinato a look da day time così come a patinate mises da uscite di gala: è forse in questi anni che scopre la sua versatilità, grazie alla quale concedersi con garbo a casual outfit e, contemporaneamente, a première e red carpet, compagno di raffinati smoking nelle versioni più preziose, che lo vogliono imbellettato di passamanerie e ogni altro elemento volto ad arricchirne la foggia.

Estetica a parte, meritevole è un focus sulla sua elaborazione strutturale, magari con la specifica di qualche termine tecnico. La sagomatura viene realizzata con una cucitura sul tallone, la parte anteriore che copre le dita viene chiamata centrino o vaschetta, la fascia prima della linguetta sul collo del piede mascherina. La sua costruzione è l’esatto contrario di quella delle altre scarpe in cui la tomaia copre la punta, il collo e il calcagno, per scendere al sottopiede dove viene fissata. Vi è anche il modello montato o finto mocassino, costruito normalmente con tomaia unita al sottopiede. Quello detto tubolare, invece, può essere costruito senza suola o sottopiede o addirittura privo di entrambi: la suola è costituita da tomai e fodera unite insieme o dalla sola tomaia. Si tratta di un modello prettamente estivo, da indossare senza calze e, proprio per questo, definito da molti “caprese”. Fra i marchi storici che hanno fatto del mocassino uno dei loro tratti distintivi, oltre a Fratelli Rossetti vanno ricordati senza dubbio Quintè di Milano e Gucci, che l’ha adornato del suo celeberrimo morsetto. Più innovativo, ma non meno privo di fascino, il brand Tod’s, che ha rilanciato il mocassino da guida, ovvero quello tempestato di 133 gommini sulla suola: per un’aderenza di classe…qualunque sia l’occasione!

mercoledì 27 novembre 2013

LEISURE_Il Natale dei 100 alberi d'autore
















Come tradizione vuole, con il periodo natalizio arriva anche il consueto appuntamento “Il Natale dei 100 alberi d’autore”, quest’anno alla sua ventesima edizione. Un evento ideato e organizzato dall’Associazione Sergio Valente e destinato a unire moda, design e spettacolo per sostenere un progetto di solidarietà, complice la creazione di alberi originali, unici e fuori dagli schemi, a firma dei più grandi nomi del lifestyle italiano.
Ogni anno Sergio Valente chiama a sé stilisti, designer, artisti, architetti e imprenditori, chiedendo loro di dare libera interpretazione dell’albero di Natale: creazioni che vengono poi messe in vendita, destinando il ricavato ad associazioni benefiche e Onlus.
Quest’anno i proventi andranno all’associazione benefica “Lo vuole il cuore” Onlus, nata su ispirazione del Cardinale Francesco Coccopalmerio per garantire assistenza a famiglie e minori in difficoltà con un occhio, affinché aiuti i bambini profughi e orfani sbarcati a Lampedusa.
Boule di cristallo, led multicolor, cuscini etno-chic, angora ed eco-pelliccia, cachemire e seta sono solo alcuni dei materiali privilegiati per le opere che verranno presentate la sera del 29 novembre alle 18.30 durante il Charity Gala che si svolgerà presso il complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia a Roma e dove resteranno esposte anche nei giorni seguenti.
Ad oggi hanno aderito all’iniziativa: A.Testoni, Aant - Accademia Delle Arti E Nuove Tecnologie, Accademia Di Costume E Moda, Accademia Koefia, Agatha Ruiz De La Prada, Albino, Alv Andare Lontano Viaggiando, Angelo Marani, Anna Fendi Venturini, Antica Murrina Venezia, Antonio Grimaldi, Arnaldo Caprai Gruppo Tessile, Atelier Persechino, Blumarine, Borbonese, Brunello Cucinelli, Carlo Pignatelli, Caterina Balivo, Caterina Gatta, Chiara Boni, Ciani Emporio San Firenze, Co|Te, Cristina Ferrari Per Fisico, D'avossa Gioielli, Elementi Di Stile Di Flaminia Paglia Marzano, Emilio Pucci, Enrico Coveri, Enrico Miglio, Erika Calesini, Ermanno Scervino, Etro, Fabio Campoli Per Gian Marco Tognazzi, Fabio Grassi, Fausto Sarli, Ferdinando Codognotto, Flavia Padovan, Francesca Capaccioli Per Caterina Murino, Franco Ciambella, Fratelli Rossetti, Gabriele Fiorucci, Gallo, Gattinoni, Genny, Gian Paolo Giannotti, Gianmarco Chieregato, Gioielli Nana' By Talo', Gucci, Guerraz, Hydrogen, Intercoiffure Italia, Lello Esposito, Love Therapy By Elio Fiorucci, Luigi Scialanga, Marella Ferrera, Martino Midali, Missoni, Nanan, Nino Lettieri, Patrice Makabu, Raffaella Curiel, Raffaella Frasca, Re_Nate, Renato Balestra, Roberto Cavalli, Rossorame, Rougenoir, Roy Roger's, Salvatore Ferragamo, Seduzioni Diamonds Di Valeria Marini, Sergio Ciucci, Sofia Loren, Stella Jean, Stephanie Chinaglia - Fondazione Giorgio Chinaglia, Tosca D'aquino, Trudi-Sevi, V°73, Valentino, Via Delle Perle

lunedì 25 novembre 2013

LEISURE_Bags for Africa 2013 è vintage!



Come è ormai tradizione, anche quest’anno torna Bags for Africa. L’asta di beneficenza, organizzata da COOPI – Cooperazione Internazionale, si terrà il 26 novembre nel Salone d’Onore della Triennale di Milano, a partire dalle 18:30. L’evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Milano ed EXPO2015, in collaborazione con Camera Nazionale della Moda Italiana, Christie’s Italia, Morino Studio e Vanity Fair.
All’asta hanno aderito 45 aziende che hanno donato una borsa in stile vintage. Questa quarta edizione ha un tema speciale per ricordare un periodo memorabile non solo per la moda, ma anche per COOPI fondata nel 1965.
Oltre ai big della moda, verrà battuta all’asta anche una mini-collezione di borse realizzate da Martina Maggiorelli con le artigiane del progetto COOPI in Marocco. Martina aveva vinto il concorso “Giovani stilisti per una moda solidale” organizzato nella passata edizione in collaborazione con lo IED moda Milano.
Le borse verranno battute da Renato Pennisi della casa d’asta Christie’s. Madrina della serata la conduttrice televisiva Camila Raznovich.
Per la prima volta quest’anno, sarà possibile contribuire alla raccolta fondi di Bags for Africa anche facendo una donazione per 10 paia di occhiali di YOBE Eyewear, ognuno dedicato a una donna africana e alla sua storia. L’occhiale diventa un invito simbolico a guardare oltre i confini, a leggere dentro ognuno di noi.
I fondi raccolti saranno destinati ai progetti di COOPI contro la malnutrizione in Niger e Ciad. Donne e bambini i principali destinatari degli interventi: la sfida è quella di combattere la malnutrizione da più fronti, attraverso il rafforzamento delle capacità locali di diagnosticare, prendere in carico e curare la malnutrizione acuta; la diffusione delle buone pratiche nell’alimentazione della famiglia e dei neonati; la promozione del ruolo della donna; la gestione immediata dei casi di malnutrizione.
Le aziende che hanno aderito a Bags for Africa IV edizione: Agatha Ruiz de la Prada, Alberta Ferretti, Alviero Martini 1^ Classe, Antonio Marras, Braccialini, L’Autre Chose, Benedetta Bruzziches, Brunello Cucinelli, Carta e Costura, Cinzia Rocca, Cividini, COSTUME NATIONAL, CO I TE, Daniela Bentivoglio, Daniela Gerini, Eduardo Wongvalle, Ermanno Scervino, Fratelli Rossetti, Gabs, Giancarlo Petriglia, Giuseppe Zanotti Design, Hogan, John Richmond,  Lorenzo Riva, Marta Ferri, Martino Midali, Mywalit, Moschino, Piquadro, Renato Balestra, Roberto Cavalli, Rodo, Roger Vivier, Salvatore Ferragamo, Santoni, StefanomanO, Stella Jean, THALÉ BLANC, Tiziana Fausti, Tod’s, Trussardi, Valentino Orlandi, V°73, Vivienne Westwood, Zagliani.
Sponsor: IDMC, Ferrari, Spazio Libia3 Porcelanosa, YOBE Eyewear, Visconti Banqueting.

Bags for Africa – IV edizione
26 novembre 2013 – ore 18.30
Salone d’Onore - Triennale di Milano, via Alemagna 6, Milano 

giovedì 10 gennaio 2013

LEISURE_Ai blocchi di partenza Milano Moda Uomo








Ecco qualche numero per l’evento fashion che terrà banco nei prossimi giorni a Milano, mettendo in scena il meglio della moda maschile – abbigliamento e accessori - per l’autunno/inverno 2013-14: 12-15 gennaio 2013, 39 sfilate per 38 brand (doppio show per Ermenegildo Zegna), 27 presentazioni a cui sommarne 8 su appuntamento, 3 eventi speciali. Questo, in cifre, il sunto di Milano Moda Uomo. Dal punto di vista stilistico, lo spettacolo sarà tutto da ammirare, cercando di capire le tendenze per lui per la prossima stagione fredda. Comun denominatore a questo fitto susseguirsi di appuntamenti, l’eleganza tout court, declinata nella sua versione più formale così come in quella più urban e outwear, quintessenza, in ogni caso, di stile e creatività.
A fare da apripista la sfilata di Corneliani, a chiudere, martedì 15 gennaio, gli show di Dsquared2, Giorgio Armani, Diesel Black Gold che, per l’occasione, festeggia un anno dal ritorno sulle passerelle milanesi, Roccobarocco e Enrico Coveri. Storici brand italiani che si contendono la scena con alcuni tra i più importanti marchi stranieri – John Varvatos, Burberry Prorsum, Vivienne Westwood – a dimostrazione del ruolo centrale di Milano quale capitale e punto di riferimento dello stile maschile. Riconfermato, inoltre per l’imminente edizione di gennaio 2013, Daks, mentre si dà il bentornato a Belstaff, assente dalla kermesse milanese 2009.
La città diventerà così un crocevia di persone, culture, tendenze, interessi, ponendo al centro dell’attenzione lo stile in tutte le sue accezioni. A enfatizzare il ruolo così nevralgico di Milano, le eleganti boutique e gli showroom del centro che, per l’occasione, diventeranno teatro privilegiato per le presentazioni di moltissimi brand: dagli accessori - Alberto Moretti, Church’s, Car Shoes, Giuseppe Zanotti Design Homme, Fratelli Rossetti, Jimmy Choo Man, Valextra - all’abbigliamento - Ports1961, Pal Zileri, Roberto Cavalli Class, Ballantyne, Ermanno Scervino. Un modo per vivere da vicino le collezioni, apprezzandole nel dettaglio e scoprendole in ogni segreto sartoriale.
Sfilate, passerelle, presentazioni ma anche eventi speciali….a partire da Valentino che ha scelto Milano Moda Uomo per il lancio del camouflage, per proseguire con Caruso e il suo evento “In menswear do as the italians do” e finendo con la presentazione della capsule collection Sportmax “Carte blanche by Ambra Medda in collaboration with Ying Wu”.
Quattro giornate ricche di appuntamenti speciali e imperdibili, all’insegna della qualità e dello stile, declinati nelle loro sfaccettature più consone e in linea con le richieste del mercato. Non quindi una fiera delle vanità, bensì uno spettacolo dal vivo di un bello e ben fatto che diviene concreta testimonianza della moda che verrà.