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lunedì 26 ottobre 2015

LEISURE_Snoopy and Belle icone fashion a Milano






Nel loro viaggio intorno al mondo, Snoopy e sua sorella Belle hanno fatto tappa lo scorso weekend a Milano. Dopo New York, Stoccolma, Amsterdam e Parigi, la coppia di Beagle più famosa del pianeta si è fermata anche in Italia, nella città glamour per antonomasia, con la mostra “Snoopy & Belle in Fashion”. Teatro privilegiato, il prestigiosissimo Palazzo Cusani.
L’esposizione, dedicata alla moda di Snoopy, icona senza tempo della grande famiglia dei Peanuts, insieme a Belle, celebra, in chiave contemporanea, l’evento che trent’anni fa appassionò le più grandi firme della moda internazionale: Gianni Versace, Armani, Gucci, Oscar de la Renta, LL Bean, Missoni, Oleg Cassini e molti altri ancora furono chiamati a creare per loro un look personalizzato. Oggi come allora, la mostra ritorna con una nuova gamma di modelli e di stilisti prestigiosi – DKNY, Calvin Klein, Marant, Johnson, Kole, DSquared, Opening Ceremony, Ungaro, Von Furstenberg per citarne solo alcuni - che hanno adoperato la propria creatività e il loro personalissimo estro per realizzare abiti esclusivi e originali.
E così, durante il weekend appena passato, appassionati e cultori hanno potuto ammirare tale meraviglia, immergendosi in un mondo in bilico tra sogno e realtà e vivendo un’esperienza unica.
Snoopy e sua sorella Belle sono nuovamente in viaggio alla volta dell’Oriente: prossime tappe, Osaka, Hong Kong, Shanghai e Tokyo. Dopodiché vireranno verso il Sud America, incantando e divertendo con il loro stile senza tempo generazioni di pubblico cresciute insieme a loro.  


Quasi 65 anni fa, Charles M. Schulz ha creato un beagle di nome Snoopy e lo ha reso noto in tutto il mondo. In oltre mezzo secolo di strisce, raccolte, merchandising e cartoni animati, i PEANUTS hanno raggiunto mezzo mondo con 355 milioni di lettori, 1400 titoli tradotti in 26 lingue, 200 quotidiani: quest’anno Snoopy e i Peanuts vengono celebrati oltre che dalla mostra internazionale, con la prima uscita cinematografica, Snoopy & Friends, con la regia di Steve Martino, nelle sale italiane dal prossimo 5 novembre.

martedì 24 febbraio 2015

LEISURE_Tombini Art a Milano









Via MonteNapoleone e via Sant’Andrea saranno caratterizzate da 24 Tombini Art: pezzi unici ed originali, cesellati a rilievo e dipinti a mano, pensati e ideati site specific dagli stilisti che hanno aderito con entusiasmo al progetto scatenando la loro creatività. Giorgio Armani, Just Cavalli, Etro, Missoni, Larusmiani, Laura Biagiotti, Costume National, Moschino, 10 Corso Como, Prada, Trussardi, DSquared2, Versace, Iceberg, Brunello Cucinelli, Hogan, Alberta Ferretti, Valentino, Salvatore Ferragamo, Emilio Pucci, Giuseppe Zanotti Design, Ermenegildo Zegna sono le firme in ordine di percorso che hanno preso parte all’iniziativa. Due tombini, inoltre, sono stati progettati da due giovani promesse dello stile. Metroweb, infatti, ha indetto un contest in collaborazione con l’Istituto Marangoni di Milano, al quale hanno partecipato gli studenti, e una giuria composta da rappresentanti di Metroweb, Istituto Marangoni e Camera Nazionale della Moda Italiana (che ha collaborato attivamente al progetto) ha selezionato i due giovani fashion designer che hanno meglio interpretato il concept della mostra, Alessandro Garofolo e Santi, che avranno la soddisfazione di veder realizzato il loro tombino in via MonteNapoleone.

Come per le scorse edizioni, a chiusura della mostra open air (gennaio 2016) i tombini Art, dopo un attento restauro, saranno battuti all’asta da Christie’s, il cui ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza da Metroweb a favore dell’organizzazione non profit Oxfam Italia, Civil Society Participant di Expo 2015.

lunedì 27 maggio 2013

ABOUT_Il lato celebre dei jeans







“Ho detto spesso che mi sarebbe piaciuto inventare i jeans: il capo più spettacolare, più pratico e nonchalant. Hanno carattere, modestia, sex appeal e semplicità – tutto quello che spero esista nelle mie creazioni”: questo, forse, il rammarico più forte di Yves Saint-Laurent che, se anche non ha inventato i mitici jeans, ha in ogni caso segnato in maniera indelebile la storia del costume e della couture.
Rimpianti celebri a parte, i jeans nella loro essenzialità rappresentano valori emblematici come sincerità, autenticità, coscienza del proprio corpo. Nell’universale spettro del visibile che contempla tutte le gradazioni dell’azzurro denim, griffati o meno che siano, disegnati o ricamati, racchiudono sempre la giusta dose di poetica rudezza che li contraddistingue da decenni, rendendoli immortali. E se ufficialmente esiste una data per festeggiare il loro compleanno – 20 maggio 1873, quando l’ufficio americano dei brevetti rilascia al commerciante Levi Strauss e al sarto Jacob Davis l’autorizzazione a produrre in esclusiva pantaloni di cotone robusto tenuti insieme da rivetti metallici – la loro origine è italiana. Il loro nome, infatti, deriva dalla storpiatura di “Genova”, dove venivano tagliati e cuciti per i marinai che, dovendo traversare in lungo e in largo mari e oceani, richiedevano abiti in tessuti robusti, realizzati con la tela cobalto proveniente dalla città francese di Nimes, “de Nimes”, da cui deriva la parola “denim”.
Tutti ne possiedono almeno un paio nell’armadio, da alcuni sono addirittura considerati un modo di vivere, da altri il capo passe-partout in grado di risolvere ogni inconveniente vestimentario, da altri ancora un oggetto di culto, inviolabile nel suo valore più autentico, e infine non mancano quelli per i quali sono una moda permanente, una sorta di evergreen imperturbabile allo scorrere del tempo e delle stagioni. Tanto permanente da essere arruolato ufficialmente per la campagna pubblicitaria USA della MasterCard, noto marchio di carte di credito, dove le foto di tre icone rigorosamente in jeans per l’appunto – Marlon Brando, James Dean e Marilyn Monroe – sono utilizzate per lo slogan: “Trovare il jeans perfetto? Non ha prezzo”. Un’autorevolezza a tuttotondo, che pone in risalto il lato oscuro del denim, ossia quello di esaltare la seduzione e rivestire il desiderio: dall’adolescente Brooke Shields che sussurrava in uno spot per Calvin Klein “Cosa c’è tra me e i miei Calvin? Assolutamente niente” alla parata in blu che accompagnava i motti culturali anti-convenzionali degli anni ’70 e ’80. Andy Warhol nel 1971 firma un close-up di jeans maschile, con tanto di cerniera funzionante, per l’album Sticky Fingers dei Rolling Stones, il cui leader, Mick Jagger, pochi anni prima aveva fatto da testimone di nozze al matrimonio tra Catherine Deneuve e David Bailey completamente vestito in denim.
Le eroine del serial Charlie’s Angels ne fanno la loro divisa; si propone sportivo, invece, sulle gambe scattanti di Kelly McGillis in Top Gun (Tony Scott, 1986), aderente per Thandie Newton in Mission: Impossible 2 (John Woo, 2000), folk firmato Dsquared nel 2000 per il video Don’t tell me di Madonna e modaiolo per Anne Hathaway ne Il diavolo veste Prada (David Frankel, 2006). Anche se, meritatamente, le apparizioni cinematografiche più celebri e indimenticabili restano quelle di Marilyn Monroe: dalla sexy ma fragile Kay, la cantante di saloon de La magnifica preda (Otto Preminger, 1954) alla bella e ingenua Roslyn ne Gli spostati (John Huston, 1961). In entrambi i casi, i jeans esaltano le forme, mettendo in risalto però, al contempo, la personalità e l’autenticità della persona. Un capo d’abbigliamento che, per così dire, si spinge oltre il personaggio, per andare a scovare le inclinazioni più nascoste e celebrarle con l’onnipotenza visiva e immaginifica che solo un paio di jeans può garantire, restando inalterata nel tempo e proponendosi sempre nella fulgida essenza di informale formalismo.

giovedì 10 gennaio 2013

LEISURE_Ai blocchi di partenza Milano Moda Uomo








Ecco qualche numero per l’evento fashion che terrà banco nei prossimi giorni a Milano, mettendo in scena il meglio della moda maschile – abbigliamento e accessori - per l’autunno/inverno 2013-14: 12-15 gennaio 2013, 39 sfilate per 38 brand (doppio show per Ermenegildo Zegna), 27 presentazioni a cui sommarne 8 su appuntamento, 3 eventi speciali. Questo, in cifre, il sunto di Milano Moda Uomo. Dal punto di vista stilistico, lo spettacolo sarà tutto da ammirare, cercando di capire le tendenze per lui per la prossima stagione fredda. Comun denominatore a questo fitto susseguirsi di appuntamenti, l’eleganza tout court, declinata nella sua versione più formale così come in quella più urban e outwear, quintessenza, in ogni caso, di stile e creatività.
A fare da apripista la sfilata di Corneliani, a chiudere, martedì 15 gennaio, gli show di Dsquared2, Giorgio Armani, Diesel Black Gold che, per l’occasione, festeggia un anno dal ritorno sulle passerelle milanesi, Roccobarocco e Enrico Coveri. Storici brand italiani che si contendono la scena con alcuni tra i più importanti marchi stranieri – John Varvatos, Burberry Prorsum, Vivienne Westwood – a dimostrazione del ruolo centrale di Milano quale capitale e punto di riferimento dello stile maschile. Riconfermato, inoltre per l’imminente edizione di gennaio 2013, Daks, mentre si dà il bentornato a Belstaff, assente dalla kermesse milanese 2009.
La città diventerà così un crocevia di persone, culture, tendenze, interessi, ponendo al centro dell’attenzione lo stile in tutte le sue accezioni. A enfatizzare il ruolo così nevralgico di Milano, le eleganti boutique e gli showroom del centro che, per l’occasione, diventeranno teatro privilegiato per le presentazioni di moltissimi brand: dagli accessori - Alberto Moretti, Church’s, Car Shoes, Giuseppe Zanotti Design Homme, Fratelli Rossetti, Jimmy Choo Man, Valextra - all’abbigliamento - Ports1961, Pal Zileri, Roberto Cavalli Class, Ballantyne, Ermanno Scervino. Un modo per vivere da vicino le collezioni, apprezzandole nel dettaglio e scoprendole in ogni segreto sartoriale.
Sfilate, passerelle, presentazioni ma anche eventi speciali….a partire da Valentino che ha scelto Milano Moda Uomo per il lancio del camouflage, per proseguire con Caruso e il suo evento “In menswear do as the italians do” e finendo con la presentazione della capsule collection Sportmax “Carte blanche by Ambra Medda in collaboration with Ying Wu”.
Quattro giornate ricche di appuntamenti speciali e imperdibili, all’insegna della qualità e dello stile, declinati nelle loro sfaccettature più consone e in linea con le richieste del mercato. Non quindi una fiera delle vanità, bensì uno spettacolo dal vivo di un bello e ben fatto che diviene concreta testimonianza della moda che verrà.