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giovedì 10 gennaio 2013

LEISURE_Ai blocchi di partenza Milano Moda Uomo








Ecco qualche numero per l’evento fashion che terrà banco nei prossimi giorni a Milano, mettendo in scena il meglio della moda maschile – abbigliamento e accessori - per l’autunno/inverno 2013-14: 12-15 gennaio 2013, 39 sfilate per 38 brand (doppio show per Ermenegildo Zegna), 27 presentazioni a cui sommarne 8 su appuntamento, 3 eventi speciali. Questo, in cifre, il sunto di Milano Moda Uomo. Dal punto di vista stilistico, lo spettacolo sarà tutto da ammirare, cercando di capire le tendenze per lui per la prossima stagione fredda. Comun denominatore a questo fitto susseguirsi di appuntamenti, l’eleganza tout court, declinata nella sua versione più formale così come in quella più urban e outwear, quintessenza, in ogni caso, di stile e creatività.
A fare da apripista la sfilata di Corneliani, a chiudere, martedì 15 gennaio, gli show di Dsquared2, Giorgio Armani, Diesel Black Gold che, per l’occasione, festeggia un anno dal ritorno sulle passerelle milanesi, Roccobarocco e Enrico Coveri. Storici brand italiani che si contendono la scena con alcuni tra i più importanti marchi stranieri – John Varvatos, Burberry Prorsum, Vivienne Westwood – a dimostrazione del ruolo centrale di Milano quale capitale e punto di riferimento dello stile maschile. Riconfermato, inoltre per l’imminente edizione di gennaio 2013, Daks, mentre si dà il bentornato a Belstaff, assente dalla kermesse milanese 2009.
La città diventerà così un crocevia di persone, culture, tendenze, interessi, ponendo al centro dell’attenzione lo stile in tutte le sue accezioni. A enfatizzare il ruolo così nevralgico di Milano, le eleganti boutique e gli showroom del centro che, per l’occasione, diventeranno teatro privilegiato per le presentazioni di moltissimi brand: dagli accessori - Alberto Moretti, Church’s, Car Shoes, Giuseppe Zanotti Design Homme, Fratelli Rossetti, Jimmy Choo Man, Valextra - all’abbigliamento - Ports1961, Pal Zileri, Roberto Cavalli Class, Ballantyne, Ermanno Scervino. Un modo per vivere da vicino le collezioni, apprezzandole nel dettaglio e scoprendole in ogni segreto sartoriale.
Sfilate, passerelle, presentazioni ma anche eventi speciali….a partire da Valentino che ha scelto Milano Moda Uomo per il lancio del camouflage, per proseguire con Caruso e il suo evento “In menswear do as the italians do” e finendo con la presentazione della capsule collection Sportmax “Carte blanche by Ambra Medda in collaboration with Ying Wu”.
Quattro giornate ricche di appuntamenti speciali e imperdibili, all’insegna della qualità e dello stile, declinati nelle loro sfaccettature più consone e in linea con le richieste del mercato. Non quindi una fiera delle vanità, bensì uno spettacolo dal vivo di un bello e ben fatto che diviene concreta testimonianza della moda che verrà. 

venerdì 26 ottobre 2012

LEISURE_L'estro di Enrico Coveri in mostra






















Dalla moda alla cultura, passando per le vie dell’arte. Questo e molto altro ancora è quello che si può vedere in mostra a Prato in un’esposizione dedicata a uno dei protagonisti del made in Italy qual è stato Enrico Coveri.
Irriverente, sconvolgente, esilarante, la sua moda ha stravolto con la forza del colore lo stile, traghettando su abiti e accessori sferzate d’ironia e allegria. Oggi come allora, la stessa brillantezza regna sovrana negli spazi dell’auditorium della Camera di Commercio di Prato, città natia dello stilista amico di Andy Warhol e Keith Haring, dove il suo estro trova valorizzazione tra vestiti, bozzetti, fotografie, copertine patinate, storyboard e video di sfilate. Un’immersione totale nell’universo targato Coveri, ma soprattutto nel colore e nella sua forza espressiva, nel suo valore semantico ed emozionale: un’esperienza unica nel suo genere, che suggestiona il visitatore inducendolo a una piacevole – e per nulla scontata – scoperta. A fare da guida, per l’appunto, il colore. Un colore che sussurra, dice, evoca: in ogni caso, in modo più o meno dirompente, riporta alla mente ricordi passati, ma pur sempre attuali perché nati dall’estro di uno dei geni indiscussi della moda italiana. Una forza espressiva pressoché unica, che permea gli ambienti così come lo speciale allestimento in linea, ovviamente, con il concept della mostra.
Il percorso espositivo non è meramente biografico e non mira nemmeno a ripercorrere fase dopo fase in modo didascalico l’evoluzione artistica dello stilista. Piuttosto, vive di emozioni, cogliendo gli elementi realmente innovativi dell’universo Coveri. Uno spirito che trapela già nel sottotitolo, “Da Prato al Made in Italy”: un excursus sentito e partecipato di quelli che sono stati i momenti salienti della sua storia, dal rapporto folgorante con l’arte – autenticato dall’amicizia con Andy Warhol, che disegnò personalmente il marchio Coveri, e Keith Haring (un tessuto color fucsia corre lungo lo scalone, riportando il riconoscibilissimo tratto grafico dell’artista) – al ruolo centrale di New York per quei mitici anni ’80, dal debutto parigino nel 1978 all’ascesa inarrestabile nel panorama della moda internazionale. Un viaggio infinito nella cultura a tutto tondo, caratterizzato da due note dominanti - la moda e l’arte -, alla scoperta del Coveri pensiero, riflesso speculare della sua stessa esistenza: lo stilista, infatti, viveva con allegria e brio, riuscendo in una perfetta contaminazione tra i due universi che tanto lo affascinavano.
Esposti una dozzina di abiti, tra cui svettano le luminescenze di quelli con le paillettes indossati da manichini sospesi a mezz’aria all’ingresso, una decina di quadri dipinti in qualche caso per lui da Urano Palma, Gianni Dova, Luciano Bartolini, Gianni Bertini e molti altri. A corollario, fotografie a firma dei più grandi interpretiBill King e Olivero Toscani in testa - e immortalanti le modelle che sarebbero poi divenute top: da Claudia Schiffer a Carré Otis, da Milla Jovovich a Naomi Campbell.

Coveri Story – Da Prato al Made in Italy
Auditorium della Camera di Commercio di Prato, via del Romito 71
Fino al 18 gennaio
Lunedì-venerdì 10.00-12.00/16.00-18.00; sabato e domenica 10.00-13.00/14.00-19.00
Ingresso gratuito

giovedì 25 ottobre 2012

PEOPLE_Enrico Coveri e la forza del colore












Segni particolari dello stile di Enrico Coveri (1942-1990) i colori. Questi divengono la chiave d’accesso a una moda entusiasta ed energica, che vuole trasmettere allegria e ottimismo: gli stessi cardini su cui si fonda anche la filosofia di vita dello stilista. Ogni nuance si carica di una forza cromatica che parla, grida e ride: coinvolge il mondo in un’euforica ed esaltante esperienza nel mondo della moda, spostando inevitabilmente l’attenzione da quelli che fino ad allora sono stati considerati i dettami e i riferimenti estetici. Una sorta di ribaltamento carnevalesco, che nel colore trova la sua guida. È così, quindi, che i rossi diventano rossissimi, i gialli perdono ogni pudore, gli aranci si fanno sfrontati, mentre il verde, il fucsia e il lilla gareggiano per sorprendere. La meraviglia del colore diventa lo slogan della cifra stilistica firmata Enrico Coveri, che sin dagli esordi dimostra di avere un’anima da protagonista indiscusso. L’Herald Tribune del 1978 così commenta la sua moda: “…c’è ironia e senso del colore, in una delle più belle collezioni presentate a Parigi”. Un senso del colore che diviene il leitmotiv delle sue linee, sia femminili che maschili, e che consente di riconoscere la sua impronta in ogni dove. Non vi è da stupirvi, quindi, se l’uomo Coveri indossa blazer rosa o violetto, dai rever luccicanti. Un dominio cromatico che cede il posto solo e soltanto a un altro dettaglio grazie al quale abiti e accessori splendono di luce propria: le paillettes. Queste diventano un elemento di utilizzo diffuso per lo stilista, al pari delle catene per Mademoiselle Chanel (Le Figaro commentava così “le paillettes stanno a Coveri come le catene a Chanel”, sulla scia di una proporzione dello stile, volta a ricercare l’effetto meraviglia nel rispetto delle regole del glamour e dell’eleganza).
Enrico Coveri presenta la sua prima collezione nel 1978 a Parigi alla Cour Carrè del Louvre: una sfida che vale doppio per lo stilista, visto che si trova nella capitale della couture e dell’eleganza classicamente intese. Un approdo nella Ville Lumière che avviene da giovanissimo, provenendo da Firenze – per la precisione Prato – dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, ha lavorato in teatro come scenografo e costumista ed è stato indossatore. Dal 1976 inizia una nutrita esperienza di stilista da Touche, che dura per nove anni: si tratta di un periodo che gli consente di esprimere molto di sé e del suo stile, di affinare le proprie visioni, focalizzando la sua cifra estetica e delineando sempre di più la sua immagine talentuosa. In altre parole, rappresenta il lasciapassare per conquistare con successo – e al primo colpo – la scena parigina della moda. La sua ascesa è folgorante tanto da conquistare pareri e approvazioni da tutto il mondo. Nel 1987 Parigi gli consegna la Grande Médaille de Vermeil, mentre l’Italia lo promuove commendatore prima dei 35 anni previsti dalla legge. Seguono altri attestati e riconoscimenti internazionali, che celebrano una moda adrenalinica in grado di scuotere gli animi e gli umori dalle canoniche interpretazioni del prêt-à-porter e gli consente di avere clienti del calibro di Liza Minnelli, Joan Collins, Sophia Loren, Margot Hemingway, Vanessa Redgrave, Bianca di Savoia.
Enrico Coveri è ormai lanciato nel firmamento dello stile, tanto da sviluppare diverse collezioni attorno alle quali si declina il suo ideale estetico e creativo: nel 1982 nascono le linee Sportwear, Jeans e Junior (fino ai 14 anni); nel 1983 è l’ora di Enrico Coveri Baby, seguita più avanti da Premiers Jours, dedicata ai neonati; nel 1985 battezza You Young, etichetta per le più giovani a cui segue la versione maschile. Firma il design per la casa, il make-up, gli accessori, l’abbigliamento sportivo, le pellicce, i profumi – tra i quali il più famoso, per l’appunto, si chiama Paillettes. In ogni caso, una sciarada di colori, tripudio di una creatività unica e inimitabile, che si è imposta nella scena del costume per la sua autentica ironia sapientemente combinata allo stile più raffinato, complici luccicanti sfumature di glamour. Ogni aspetto della vita diviene fonte d’ispirazione per Enrico Coveri, che lo reinterpreta con l’irriverente tocco del colore, con il quale ne enfatizza le caratteristiche più nascoste, alla volta della ricerca di un’avanguardia stilistica che si spinge oltre la meraviglia cromatica.