venerdì 17 febbraio 2012

LEISURE_A Carnevale ogni scherzo vale!!!








A Carnevale ogni scherzo vale! Volenti o nolenti, come ogni tradizione che si rispetti va osservata e rispettata…e se proprio non vogliamo vestirci in maschera né assaporare una delle tante varianti dolciarie, apprezziamone almeno i colori e l’atmosfera festaiola. 
Oggi come allora, come secoli fa per la precisione, quando nell’antica Grecia si svolgevano le dionisiache e nella Roma imperiale i saturnali romani: momenti catartici nel corso dei quali si stravolgevano le consuetudini sociali - fatte di obblighi e gerarchie – a favore di temporanei ribaltamenti dei ruoli, lasciandosi andare allo scherzo e, alle volte, alla dissolutezza. Attimi di festa ma ancor più di rinnovamento simbolico, dominato dal caos, dall’assenza di rigore e disciplina, elementi che riemergevano automaticamente intatti, come se nulla fosse stato, l’indomani alla conclusione dei goliardici festeggiamenti e accompagnati da quella vena malinconica per quello che per pochi giorni si era simulato di avere/non avere e di essere/non essere. Numerose le tracce giunte sino ai giorni nostri dall’antichità di quest’usanza folkloristica, in voga sin dai primordi dell’umanità, quasi a testimoniare con un grido soffocato la situazione di disagio vissuta eternamente dall’uomo, desideroso quindi di ribaltare in qualsiasi modo il suo status quo, alla disperata ricerca di quella felicità spensierata, tanto agognata ma altrettanto rifiutata. Il Navidium Isidis (carro navale di Iside) – la festa in onore della dea egizia Iside, importata anche nell’antica Roma – comportava la presenza di gruppi mascherati, come attestato da Lucio Apuleio nelle “Metamorfosi”. I Romani erano invece soliti rappresentare la fine del vecchio anno con un uomo chiamato Mamurio Veturio, coperto di pelli di capra, portato in processione e colpito con bacchette. In Babilonia poco dopo l’equinozio primaverile veniva messo in scena il processo di fondazione del cosmo con una processione che allegoricamente ritraeva le forze del caos mentre cercavano di contrastare la creazione dell’universo; a guidare il tutto una nave a ruote su cui le due divinità Sole e Luna percorrevano la grande via della festa – simbolo della parte superiore dello Zodiaco – verso il santuario di Babilonia, simbolo della terra.
In un mix di rimandi mitologici, di scontri tra vita e morte, tra cielo, terra e inferi, il Carnevale è approdato anche nella Firenze medicea, dove si organizzavano scenografiche mascherate su carri chiamati ‘trionfi’ e accompagnate da canti carnascialeschi, canzoni a ballo di cui Lorenzo il Magnifico ne era spesso autore. Nella Roma papalina si svolgevano invece la ‘corsa dei barberi’ (cavalli da corsa) e la ‘gara dei moccoletti’ accesi che i partecipanti cercano di spegnersi a vicenda. 
Etimologicamente, il termine deriva dal latino ‘carnem levare’ (eliminare la carne), ad indicare il banchetto del martedì grasso, ultimo giorno di Carnevale e vigilia della Quaresima, periodo di astinenza e digiuno.

Protrattosi nella storia dei tempi e dell’umanità, in Italia ha trovato molte configurazioni, ciascuna legata in maniera specifica e radicata a una Città tanto da essere abbinata al nome della stessa: ne sono un esempio il Carnevale di Venezia, di Viareggio, di Ivrea, di Acireale, di Sciacca. Ritenuti tra i più importanti al mondo, la loro fama si spinge ben oltre i confini nazionali, attirando ogni anno per i loro festeggiamenti turisti, curiosi e appassionati.
A Milano il Carnevale diventa Ambrosiano, portando con sé tratti che lo caratterizzano dal rito classico: leggenda vuole che il vescovo sant’Ambrogio fosse impegnato in un pellegrinaggio e avesse annunciato il proprio ritorno per carnevale; i milanesi lo aspettarono, prolungando il rito fino al suo arrivo e provocando uno slittamento del conteggio delle tempistiche di 4 giorni.
Ma il Carnevale senza ombra di dubbio più scenografico, fantasioso, sorprendente e sfarzoso è quello di Venezia. In Laguna, complice l’atmosfera, i festeggiamenti divengono magici. Un momento celebrato dalla Città come un vero e proprio evento, fitto di manifestazioni di svariato tipo - mostre d’arte, sfilate di moda, spettacoli teatrali, ecc. – e vissuto dal pubblico con grande pathos e partecipazione. Aperto ufficialmente dal volo dell’angelo in Piazza S. Marco, è un susseguirsi di giornate di festa, immersi nella meraviglia lagunare, sospesi tra la fantasia e il reale; la città cambia volto e per un attimo sembra di essere ai tempi di Casanova: lungo le calli  e per i canali si aggirano maschere e costumi bellissimi, veri e propri capolavori sartoriali, frutto di un’artigianalità e di una maestria manuale d’altri tempi. Vedere per credere: molteplici sono le botteghe veneziane, con tanto di laboratorio annesso, visitabili tutto l’anno, specializzate nella realizzazione di queste meraviglie. Un amore quello della Laguna per il Carnevale nato nell’antichità – il primo riferimento risale a 900 anni fa - e portato avanti nei secoli come tradizione prestigiosa e mondana. “Buongiorno Siora Maschera” era il saluto che risuonava in ogni angolo veneziano al tempo del Doge Foscari. Immortalato dai versi di Goldoni (“Qui la moglie e là il marito. Ognuno va dove gli par. Ognun corre a qualche invito, chi a giocar chi a ballar.”), apprezzato da intellettuali e grandi dame come Sissi d’Austria, Wagner, Byron, George Sand, Ugo Foscolo, il Carnevale veneziano negli anni ha sempre rinnovato la propria immagine, sposando di volta in volta un tema o un personaggio che rimandano alla grande tradizione artistica-culturale della Città, ma non solo.
E se è vero quanto si dice Paese che vai, usanza che trovi, sicuramente l’aspetto più gourmand non lascia insoddisfatti. Ogni angolo d’Italia propone la sua dolce specialità culinaria: bugie, castagnole, cenci alla fiorentina, chiacchiere, frittelle di mele, frittelle, migliaccio, krapfen alla crema e alla marmellata, orruviolos, struffoli, pignolata, tortelli alla milanese, zeppole… Infinite possibilità per ogni esigenza di palato, ciascuna con la propria tradizione, sunto emblematico della storia di una cultura giunta sino a noi, pronta a prenderci per la gola e a farci vivere ogni volta un magico viaggio nel tempo.  

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