mercoledì 12 marzo 2014

ART & CULTURE_“Manifesto della moda femminile futurista”, Milano 1920



“….La signora elegante sarà da noi trasformata in un vero e proprio complesso plastico vivente…mille nuove materie rivoluzionarie tumultuano in piazza reclamando di essere ammesse alla confezione della veste muliebre. Noi spalancheremo le porte degli ateliers di moda alla carta, al cartone, al vetro, alla stagnola, all’alluminio, alle maioliche, al caucciù, alla tela di imballaggio, alla stoppa, alla canapa, alle piante fresche”.
Questo proclamava il Manifesto della moda femminile futurista del 1920, preludio di abiti dinamici, aggressivi, urtanti, volitivi, agilizzanti, gioiosi, illuminanti”…dai colori muscolari “violettissimi, rossissimi, turchinissimi, verdissimi, gialloni, arancione, vermiglioni…”. Nasceva così il concetto futurista di vestito: insolente, acceso di colori iridasti, dinamico nelle linee, semplice e, soprattutto, di breve durata allo scopo di accrescere le attività industriali e dare un continuo godimento del nuovo al nostro corpo. Quasi ad affermare che il nostro destino era iniziato già 100 anni fa…

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