martedì 3 aprile 2012

ABOUT_Da Fabergé ai maitres chocolatiers contemporanei




Pasqua è ormai alle porte e inevitabilmente il pensiero vola al celeberrimo uovo di cioccolato, di cui curioso è conoscerne le tradizioni.
Offrire uova pasquali decorate è infatti un’usanza secolare, simbolo d’immortalità, resurrezione e prosperità, in onore di un osannato risveglio della primavera. Da un’antica tradizione nascono quindi le meravigliose creazioni in cioccolato di alcuni maîtres chocolatiers italiani, preziose come le mitiche uova di Carl Fabergé, quelle che il gioielliere parigino realizzava in oro e argento, con pietre dure e smalti per la corte dello zar.
La tradizione dell’uovo, caricata di tutte le valenze simboliche, affonda radici profonde: già nell’antichità, secondo i culti pagani, il Cielo e la Terra sono ritenute le due metà di uno stesso uovo. Le uova sono simbolo del ritorno alla vita: non a caso nella Roma dei Cesari si usa dire “Omne vivum ex ovo”; simbolo dell’avvento della primavera, invece, per Greci, Cinesi, Persiani ed Egiziani che sono soliti scambiarsele in occasione delle festività propiziatorie e dell’equinozio. Con il Cristianesimo le uova diventano il simbolo della Resurrezione, un’usanza che si accentua nel Medioevo, periodo che vuole le uova benedette in Chiesa mangiate prima del banchetto. 
Nel XIV secolo si afferma la tradizione di offrire uova adornate con elementi preziosi: Edoardo I d’Inghilterra arriva ad acquistarne 450 rivestite d’oro da regalare ai suoi ospiti.
Le uova decorate più famose sono certamente quelle del maestro orafo Peter Carl Fabergé, che nel 1883 riceve dallo zar Alessandro III la richiesta di realizzare un regalo speciale per la zarina Maria Feodorovna. Ispirandosi alle uova di cioccolato con simpatica sorpresa – già allora molto diffuse in tutta Europa – Fabergé crea un uovo di platino smaltato che si apre per rivelarne uno più piccolo d’oro, che a sua volta contiene un pulcino d’oro e pietre preziose nonché una miniatura della corona imperiale. Un’esultazione gioiosa quella della zarina, che a Fabergé vale la nomina di gioielliere di corte, incaricato – tra le altre cose – di realizzare un uovo unico e prezioso ogni anno. La creazione di queste meraviglie, immediatamente copiate in cioccolato dai pasticceri di tutta Europa, occupa un anno intero. Le uova Fabergé divengono un vero must per un regalo di Pasqua esclusivo. I modelli sono preziosi e ispirati ai temi più svariati, tutti comunque volti a raffigurare iconograficamente la grandeur dell’impero dello zar: quello del 1900, per esempio, è decorato da una fascia in metallo con inciso l’itinerario della ferrovia e contiene un minuscolo treno d’oro. Un’opulenza maestosa che viaggia parallelamente agli sfrenati fasti di corte. Oggi se si vuole donare qualcosa di simile alle meraviglie di Fabergé bisogna rivolgersi ad alcuni grandi maîtres chocolatiers che proseguono la tradizione avviata da Francesco I di Francia, destinatario del primo uovo con sorpresa: di legno, ricoperto di preziosi intagli raffiguranti scene della passione di Cristo.
Per il primo uovo in cioccolato è necessario invece spingersi sino alla corte di Re Sole, amante del lusso e delle raffinatezze. Un’usanza che diviene florida nel XIX secolo, epoca in cui a Torino si sviluppa una vera e propria scuola di chocolatiers specializzati nella creazione di uova decorate, grandissime e meravigliose.
Le tecniche si sono affinate sempre di più e oggi assistiamo a dei veri e propri capolavori, frutto della passione e della manualità di abili artigiani che, oggi come allora, investono nella creazione di simili capolavori dedizione meticolosa, lavorando il cioccolato come Fabergé lavorava l’oro e le gemme. Per una preziosità gourmande tutta da mangiare

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