mercoledì 3 giugno 2015

STYLE_Lebole Gioielli: new collections




Nuove collezioni in casa Lebole Gioielli. La prima, guarda all’affascinante mondo dell’architettura, prendendo, infatti, il nome dal famosissimo trattato De Architectura di Marco Vitruvio.
Un viaggio all’insegna dei monumenti più belli d’Italia. Il primo omaggio, realizzato negli orecchini, è al Duomo di Milano: una scelta non casuale in virtù di Expo 2015.
La coppia di bijoux è composta da due cerchi: uno dorato che rappresenta il mondo, dove è inciso il planisfero con l’Italia in evidenza e sopra la silhouette del Duomo di Milano in tessuto, mentre l’altro cerchio in tessuto sopra ha la sagoma dell’Italia in oro.
La diversità delle immagini e dell’uso del tessuto in alternanza crea l’asimmetricità che caratterizza tutte le collezione del brand.
Come vuole la tradizione, gli orecchini sono sempre realizzati in due misure, montati in ottone e pietre naturali.

Ma non è tutto, in quanto Lebole Gioielli ha in serbo altre grandi sorprese come la nascita di due originali collezioni: Kimono Silver & Silk e Kimono Art Deco
Entrambe utilizzano gli storici disegni Lebole, ossia il Kimono e l’ideogramma che significa luce. La vera novità sta nella reinterpretazione dei materiali per opera della quale gli orecchini diventano dei veri e propri gioielli.
La collezione Kimono Silk & Silver rimane più fedele alla prima collezione dove le antiche sete dei kimono giapponesi vengono stese su una lastra d’argento galvanizzata oro con un particolare procedimento brevettato. Le caratteristiche di unicità, pertanto, rimangono pressoché inalterate, ma l’orecchino diventa ora un gioiello grazie all’unione di un materiale prezioso, l’argento, con la seta.
Nella collezione Kimono Art Deco, composta sempre della coppia asimmetrica di Kimono & Ideogramma, invece, è ora l’antica tecnica dello smalto su lastra d’argento ad essere la parte decorativa del gioiello. I colori dello smalto sono bianco, nero e verde, alternati con pietre naturali nere e verdi e con perle. Giocando con questi tre colori di smalto e di pietre vengono create sei varianti.

Prezzi al pubblico:
De Architectura: 100 euro la coppia
Kimono Silk & Silver: grande 150 euro; piccolo 130 euro
Kimono Art Deco: grande 200 euro; piccolo 180 euro


giovedì 28 maggio 2015

PEOPLE_Alber Elbaz




Chez Lanvin dal 2001 in qualità di direttore artistico, Alber Elbaz ha saputo rendere moderno il romanticismo, preservando caratteristiche quali raffinatezza, stile ed eleganza delle sue creazioni e, al contempo, l’heritage della Maison. I suoi modelli sono inconfondibili: plissé, dettagli di nastri in seta e abiti gioiello a farla da padrone, svelando una dedizione quasi maniacale per la perfezione in tutte le sue sfumature e incontrando il favore di pubblico ed estimatori, tanto da essere tra i più ricercati della moda.
Lo stilista nasce a Casablanca, in Marocco, e studia allo Shenkar College of Textile Technology and Fashion di Tel Aviv. La sua formazione, però, si perfeziona ed impreziosisce a New York dove per sette anni lavora come braccio destro di Geoffrey Beene, couturier dell’alta società dell’East Coast. Nel 1996 diviene responsabile del prêt-à-porter per Guy Laroche, dove vi rimane per tre anni. Nel 1998 viene nominato direttore artistico per Rive Gauche di Yves Saint Laurent, ricevendo l’incarico di creare dallo stesso Saint Laurent. Durante questo periodo, Elbaz riesce nel non semplice compito di attrarre una clientela più giovane. I cambiamenti, però, cominciano a delinearsi: nel 2000, Rive Gauche by YSL passa sotto il controllo dell’allora Gruppo Gucci e al suo posto arriva Tom Ford. Dopo una breve ma intensa parentesi presso Krizia e diversi viaggi in giro per il mondo, nell’ottobre 2001 Elbaz ritorna alla moda francese grazie a Lanvin, la maison francese di couture fondata nel 1885 da Jeanne Lanvin. È l’inizio di un sodalizio tuttora in corso, che ha visto la genialità del couturier affermarsi ed esprimersi in tutta la sua magnificenza e il marchio trionfare in termini di creatività, acclamazione e apprezzamento. Lanvin, infatti, è tornata a brillare nel firmamento dei divini, affermandosi nel mondo della moda mondiale quale griffe dagli abiti affascinanti, suadenti, unici e preziosi. Desiderate e desiderabili, le creazioni Lanvin sono tornare ad essere il sogno di ogni donna, complice la realizzazione di un total look che ha visto l’introduzione di collezioni di borse, calzature e gioielleria.
Il successo di Alber Elbaz è andato di pari passo con quello della Maison, al punto da valergli numerosi riconoscimenti tra cui il CFDA International Fashion Award (2005 e 2006), il Couture Council Award for Artistry of Fashion (2007) e un premio del Fashion Group Intenational’s 24th Annual.

Creazioni chic ma al tempo stesso femminili, eleganti ma sensuali. Questo è il segreto del mood targato Alber Elbaz: abiti dall’allure unica, che scandiscono il loro stile al ritmo di emozione e ottimismo. Un viaggio nella ricerca della perfezione eterna. Perché come afferma lo stesso Elbaz, la ricerca della perfezione è la chiave che ogni giorno avvia in lui la curiosità di fare e adoperarsi.

mercoledì 27 maggio 2015

BOOK_Lettere a Yves Saint Laurent


“Se Coco Chanel ha liberato la donna, Yves Saint Laurent le ha dato il potere”. Questa è la viva voce di Pierre Bergé, compagno del grande couturier francese e al suo fianco per cinquant’anni. Una stima che ha contaminato vita professionale e privata, siglando un’unione che ha saputo andare oltre il tempo e contribuendo a mantenere viva la memoria di una delle figure più emblematiche della moda internazionale, alla quale vanno attribuite le evoluzioni e le scoperte più rilevanti e rivoluzionarie del codice vestimentario femminile.
Yves Saint Laurent, infatti, è ricordato soprattutto come l’inventore del prêt-à-porter che ha adattato al corpo femminile abiti di foggia maschile, generando un’inconfondibile contaminazione di genere, portatrice di un’inevitabile eguaglianza tra le parti. A questo e molto altro, Pierre Bergé dà ora voce con il libro “Lettere a Yves Saint Laurent”, regalando al lettore un punto di vista privilegiato sulla carriera – e ancora di più – sulle vicende personali dell’indimenticato couturier. Rivolgendosi all’amico scomparso, ne rivela gli aspetti più segreti. Un epistolario insolito, visto che il destinatario non è più tra i vivi, che copre poco più di un anno: dai giorni immediatamente successivi la morte dello stilista, avvenuta il 1° giugno 2008, all’agosto 2009.
Le lettere sono il resoconto di un’assenza sempre più presente, come affermato dallo stesso Bergé, in quanto il ricordo di Yves lo accompagna ovunque: nelle case che hanno abitato insieme, nei giardini di Marrakech che tanto hanno amato, così come, paradossalmente, anche nei luoghi in cui Saint Laurent non è mai stato.
Una raccolta aperta a tutto, che lettera dopo lettera, svela le fragilità e gli eccessi dell’amico così come un talento e una genialità unici nel loro genere, d’impari valore e d’ineguagliabile intensità, che hanno trovato nella moda la loro ragione d’essere.
Con grande semplicità e umanità Bergé rievoca il primo incontro, il loro amore, l’emozione che condividevano di fronte alla bellezza nonché gli ultimi anni, difficili e passati in solitudine, di Monsieur Saint Laurent.
Una vicenda di vita, in cui l’emozione, l’amore e la loro rispettiva intensità regnano sovrani, scandendo lo scorrere dei giorni di una persona indimenticabile, che molto ha dato di sé – se non tutto – per l’emancipazione femminile e la sua conseguente affermazione.
Sulla base di queste lettere, l’ispirazione del film Yves Saint Laurent di Jalil Lespert.

Lettere a Yves Saint Laurent di Pierre Bergé

Archinto, 13,50€

lunedì 25 maggio 2015

LEISURE_Louis Vuitton Series 2 a Roma



Louis Vuitton protagonista della scena culturale capitolina con la rivoluzionaria EXHIBITION SERIES 2, ospitata fino al 7 giugno 2015 a Palazzo Ruspoli in via del Corso 418.
Moderna e inaspettata reinterpretazione
di una sfilata, questa mostra invita gli spettatori a scoprire le varie ispirazioni di Nicolas Ghesquière per la sua terza sfilata di prêt-à-porter in qualità 
di Direttore Artistico delle Collezioni Donna. Un viaggio nella mente dello stilista, che permette ai visitatori di comprendere il modo in cui si avvicina e reinterpreta 
i codici stilistici e i prodotti di lusso di una Maison con 160 anni di storia.
 L’esposizione, inoltre, permette di esplorare 
il modo in cui la visione di Ghesquière ispira le attuali creazioni e modella il futuro creativo targato Louis Vuitton. Il tutto, passeggiando per diversi temi stilistici e universi.

ABSTRACT TITLE
Il logo LV era in origine il marchio usato dal fondatore
 della Maison, Louis Vuitton, che iniziò la propria attività
 come produttore di bauli nel 1854. Il simbolo con le lettere 
LV all’interno di un cerchio fu registrato nel 1908 dal nipote Gaston-Louis Vuitton e questo logo apparve come preziosa firma sui lucchetti e sulle chiusure metalliche di molti bauli e valigie. Quando Nicolas Ghesquière è arrivato da Louis Vuitton, si è immerso immediatamente nelle molteplici sfaccettature
 della storia della Maison ed è stato subito attratto 
da questo logo, un motivo impresso molti anni prima su un baule che tuttavia ancora oggi conserva un’aria molto moderna. Ghesquière ha preso questo dettaglio dagli archivi dandogli nuova vita nella collezione di accessori. Riflesso su molteplici pannelli luminosi, il cerchio LV simboleggia come un logo centenario possa viaggiare attraverso gli anni e proiettarsi ancora verso il futuro.

TALKING FACES
Questa parte della mostra permette al visitatore di vivere 
la scenografia dell’inizio della sfilata Primavera/Estate 2015
 di Nicolas Ghesquière, svoltasi il 1° ottobre 2014 all’interno della nuova Fondation Louis Vuitton di Parigi pochi giorni prima della sua inaugurazione ufficiale.
“Un nuovo inizio è un momento molto delicato... Il giorno zero nel cuore di un progetto, con il nome in codice GEHRY-014.
 Gli spettatori sono invitati ad accomodarsi in uno spazio che per ora non esiste. Una nave circondata da un vasto giardino, una nave composta da 3.600 pannelli di vetro e 15.000 tonnellate di acciaio, una nave che funge da incubatore e che accende la creatività nelle teste delle persone. Un luogo segreto fino ad oggi. Ho dimenticato di dirvi che oggi, 1° ottobre, la Maison Louis Vuitton vuole esplorare l’abilità
 di viaggiare in qualsiasi parte dell’universo senza muoversi.
 Il viaggio inizia qui, in questo luogo che presto verrà chiamato FONDATION LOUIS VUITTON...”

MAGIC TRUNK
In questa parte della mostra, Louis Vuitton viene rappresentato da un baule, simbolo assoluto del viaggio della Maison dal passato al presente. Rappresenta un omaggio al genio di Louis il quale per primo tradusse un autentico “spirito del viaggio” attraverso i leggendari bauli e gli articoli da viaggio da lui stesso creati.
Una volta aperto, il baule rivela le origini della Maison Louis Vuitton e il modo in cui si è sviluppata la sua storia. Depositario di storie del design e tesori sia passati che presenti, questo magico baule racconta la vita della Maison attraverso ologrammi.

INFINITE SHOW
Questa sala di proiezione invita gli spettatori ad immergersi in modo totale nella presentazione della sfilata Primavera/Estate 2015 di Nicolas Ghesquière. Una proiezione continua delle 48 silhouette della sfilata permette al pubblico di scoprire o riscoprire gli stili, i modelli, i colori e i dettagli della collezione.

BACKSTAGE
48 modelle. 25 make-up artist sotto la direzione di Pat McGrath. 25 parrucchieri sotto la direzione artistica di Paul Hanlon.
 40 persone di staff dello Studio. 40 costumisti. Uno stilista: Nicolas Ghesquière. Jean Campbell apre la sfilata. Indossa un abito bianco di pizzo in vinile ricamato. L’intensità dell’ambientazione pre-sfilata
 appare con un affresco elegante e pieno di energia realizzato da 
Jean-Paul Goude, un sublime omaggio alla frenesia dei momenti che precedono l’accensione delle luci sulla passerella o, ancora, un tributo gioioso e infinito all’effervescenza creativa della moda.

SAVOIR-FAIRE
Seguiamo la costruzione di un’icona in tempo reale. Una visita nel cuore del savoir-faire, o del know-how artigianale, rivela i segreti dell’artigianalità: solo la mano può creare oggetti davvero eccezionali. All’interno dei laboratori della Maison, seguire la passione per l’artigianalità è il solo principio guida. Come è fatta una scarpa, un vestito o una borsa icona? Basti dire che sono necessari più di cento passaggi per creare una singola “Petite- Malle”, oggetto prezioso che richiede un’attenzione speciale, così come le calzature Louis Vuitton cucite a mano dagli esperti artigiani della Riviera del Brenta, nell’Atelier Louis Vuitton di Fiesso d’Artico. Alla Maison Louis Vuitton, il tempo necessario per creare un oggetto non è mai un problema: quando si tratta di vero lusso, solo il tempo può rivelare l’intera storia del prodotto.

ACCESSORIES GALLERY
La galleria presenta un avatar stampato in 3D della modella Marte Mei van Haaster con gli accessori della Collezione Primavera/Estate 2015. Agli accessori fanno eco pezzi provenienti dagli archivi Louis Vuitton come il baule-scarpiera appartenuto alla leggendaria attrice Greta Garbo.
“Ho sempre amato creare accessori. Per me sono sempre collegati alla collezione, hanno un posto importante nella creazione di un insieme, sia che completino o che affianchino un look. Acquistano le stesse intenzioni e hanno gli stessi obiettivi degli abiti. Una silhouette è un look completo”, afferma Nicolas Ghesquière.

POSTER ROOM
Fotografata da Annie Leibovitz, Juergen Teller e Bruce Weber, 
la campagna pubblicitaria “SERIES 2” per la Primavera/Estate 2015 porta avanti l’idea di permettere ai codici linguistici di tre artisti di confrontarsi l’uno con l’altro. Questo trittico polimorfico illustra una visione internazionale della moda attraverso le location scelte e l’interpretazione di ogni fotografo della Collezione Primavera/Estate 2015 di Ghesquière. In mostra anche storie di moda create da Patrick Demarchelier e Juergen Teller.

STICKERS CORRIDOR
Protagonisti di questa sezione, i disegni per le stampe della stagione: scatti divertenti e influenzati dalla pop-art sulla cultura al consumo. Tredici adesivi in tutto, che danno vita ad una storia grafica personalizzata.

Louis Vuitton Exhibition Series 2
Fino al 7 giugno 2015

Palazzo Ruspoli, via del Corso 418, Roma