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mercoledì 13 settembre 2017

LEISURE_the MICAM 84




Nei prossimi giorni Milano sarà fashion week. Dal 20 al 25 settembre, infatti, andranno in scena le collezioni per la primavera-estate 2018 con 63 sfilate, 94 presentazioni, 2 presentazioni su appuntamento e 20 eventi in calendario. Ma non è tutto…per la prima volta, infatti, in linea con la nuova sinergia di conciliare le manifestazioni moda presenti a Milano, dal 17 al 20 settembre andrà in scena l’84esima edizione di “the MICAM”: in tal modo, l’ultimo giorno del salone dedicato alla calzatura coinciderà con il primo della settimana della moda.
L’unificazione di sfilate e fiere milanesi negli stessi giorni è il risultato di un progetto ambizioso, frutto della volontà da parte di tutta la filiera della moda e con il supporto delle istituzioni di “fare sistema”: una sovrapposizione “strategica”, che si pone l’obiettivo di rendere Milano vero e proprio simbolo del made in Italy.
A sostegno del manifatturiero italiano si schierano anche i grandi brand del mondo della moda: confermata, infatti, la presenza nella Fashion Square dei big Fendi, Salvatore Ferragamo, Gucci, Prada e Tod’s, a cui si aggiungono nuovi ed importanti adesioni come Giorgio Armani, Jimmy Choo, Sergio Rossi ed Ermenegildo Zegna.
Continua inoltre il viaggio nei gironi infernali della “Divina Commedia”, il tema scelto da Assocalzaturifici per il lancio della nuova campagna immagine dell’esposizione internazionale della calzatura: dopo la “Lussuria”, a settembre “the MICAM” sceglie di puntare sulla “Seduzione” per raccontare la bellezza e la qualità artigianale della scarpa italiana.
Non mancheranno sfilate, seminari e presentazioni a cura di WGSN, nel ricco palinsesto della the MICAM Square al Padiglione 7 e, tra gli appuntamenti, un’imperdibile serata il 17 settembre presso la the MICAM Fashion Square al Padiglione 1 con l’ospite d’eccezione Bob Sinclar.

E ancora, dal 15 al 30 settembre, presso Spazio Borgonuovo, nel quadrilatero della moda milanese, the MICAM presenterà una speciale mostra fotografica ideata da Giovanni Gastel sul tema delle ”similitudini”. Il famoso fotografo partirà da un dettaglio delle calzature Made in Italy, selezionate tra gli associati di Assocalzaturifici, per ricercare oggetti o particolari da abbinare, al fine di comporre l’immagine.

venerdì 14 ottobre 2016

ART & CULTURE_Giovanni Gastel, la mostra



L’arte fotografica di Giovanni Gastel protagonista di una spettacolare mostra ospitata a Palazzo della Ragione Fotografia di Milano fino al 13 novembre 2016. “Giovanni Gastel”, questo il titolo dell’esposizione, realizzata a cura di Germano Celant, è promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo della Ragione, Image Service ed in collaborazione con Civita, Contrasto e GAmm Giunti. Esposta, un’ampia antologica del ricco percorso del fotografo, dai suoi esordi negli anni ’70 ad oggi, che mira a presentare la complessità della sua ricerca nell’ambito della moda, dell’informazione e della sperimentazione visiva. Un viaggio per immagini nell’universo di Giovanni Gastel, che consente di tracciarne l’evoluzione stilistica e la formazione teatrale, il rapporto con la poesia e il profondo legame con il mondo della moda e del design. Un percorso creativo che trova nella commistione delle forme d’arte e nel dialogo le sue ragioni d’essere. Ed è così che emerge un ritratto vero e proprio di Giovanni Gastel, in cui si intrecciano le vicende biografiche, famigliari e professionali nonché il metodo di lavoro, basato sull’analisi e la proposta seriale del soggetto trattato. Una lettura inedita, che contestualizza le sequenze fotografiche, prodotte per riviste e settimanali, quale proposta narrativa e poetica, composta di diversi capitoli. Un modo di “scrivere” per immagini, riflesso delle parole che appaiono nelle sue poesie e nella sua scrittura autobiografica. Il corpus espositivo comprende un intreccio tra materiali relativi alle vicende biografiche quanto documenti che testimoniano la classicità e la varietà della sperimentazione del fotografo-artista.
Per capire il profilo culturale di Giovanni Gastel è importante rapportarlo al contesto in cui sviluppa la sua formazione. Nato a Milano nel 1955 da Ida Pace Visconti di Modrone, detta Nane, appartenente alla famiglia Visconti che risale all’undicesimo secolo e dal 1277 al 1447 ha governato il Ducato di Milano, e da Giuseppe Gastel, imprenditore, ha sapientemente combinato due mondi differenti ma fonti di grandi ispirazioni quali quello dell’alta aristocrazia italiana e quello dell’imprenditoria borghese. Un magico sodalizio, enfatizzato dal boom culturale ed industriale degli anni ’70, che ha accompagnato Giovanni nella sua prima formazione estetica e artistica in ambito teatrale, influenzato dallo zio Luchino Visconti. Il legame con la parola si consolida poi nella scrittura poetica, che sin dagli anni del liceo lo appassiona al punto da pubblicare nel 1971, a soli 16 anni, una prima raccolta di liriche, Kasbah. Dal 1972, durante i viaggi in Africa e sulla costa del Mediterraneo, comincia a scattare immagini, come ricerca autonoma del medium fotografico. Nello stesso anno vende la sua prima fotografia, anche se solo in seguito capirà il suo valore professionale. Tra il 1975 e 1976 comincia a produrre still life per la casa d’aste Christie’s ed elabora l’identità visiva di diverse aziende italiane.
Nei primi anni ’80 l’incontro con la sua agente Carla Ghiglieri lo porta alle prime importanti collaborazioni con il mondo della moda, in particolare, con Vogue Italia ed Edimoda, editore di “Donna” e “Mondo Uomo”, dove forma il suo immaginario, legato al fenomeno dell’esplosione globale del Made in Italy. È il periodo in cui scatta servizi nei quali diversifica il suo punto di vista: dall’indossato di 4 Colori Almeno, “Donna”, 1982, allo still life di Design Mare, “Mondo Uomo”, 1985. Questo periodo lo porta anche a sviluppare legami con stilisti e maison quali Capucci, Krizia, Versace. Dal 1987 al 1997, anni passati tra Parigi e Milano, elabora con Dior e Guerlain il rinnovamento della loro immagine, lavorando sia sui cataloghi di collezione sia su specifici oggetti come i profumi Samsara (1989) o Miss Dior (1992) o i gioielli Chopard (2002). Al contempo, sia il modo di interpretare lo still life in una visione ironica e personale, sia la qualità delle immagini scattate in studio o in esterno per la moda, trovano riconoscimento anche nel mondo della fotografia. Sono dedicate al suo lavoro diverse esposizioni personali, tra cui Convergenze di Stili, Trussardi – Gastel, 1982-1987 (1987) e Gastel per Donna (1991) fino a Giovanni Gastel. La fotografia velata (1997) che fa il punto sul suo lavoro d’informazione e immaginazione nell’universo della moda e del design e che permette al fotografo-artista di aprirsi maggiormente alla sperimentazione e alla ricerca visiva a 360 gradi. Dai primi anni ’80 a oggi Gastel ha collaborato con più di 50 testate italiane e internazionali e pubblicato circa 130 copertine; ha prodotto più di 500 tra campagne e cataloghi per diverse case di moda e grandi firme di beauty, gioiello e design; ha scattato più di 300 ritratti in bianco e nero e a colori.
In 40 anni la ricchezza della sua arte fotografica si è sviluppata attraverso l’uso privilegiato del banco ottico e delle lastre Polaroid 20x25, aprendosi alla tecnologia digitale non appena ne ha intuito le potenzialità.
Un display labirintico espone tutto ciò, che passa in rassegna il carattere della sua narrativa, la modalità personale dell’uso della luce e il confronto con i soggetti. È un ininterrotto scambio tra la sua formazione e la sua professione, il suo muoversi nel mondo imprenditoriale e dei media contemporanei, sempre coltivando la sua passione poetica. Il dedalo, ideato dallo studio Lissoni Architettura, amplifica la creatività molteplice di Gastel che si muove tra fashion e design, ritratto e still life, senza dimenticare di estendere sempre di più il limite estetico e tecnico del fotografare.  
A corollario dell’esposizione, una monografia pubblicata da Silvana Editoriale S.p.A., a cura di Germano Celant e con progetto grafico dello studio GraphX. Un viaggio per immagini che solca le tappe fondamentali della vita artistica di Gastel: le riviste, le campagne pubblicitarie, le mostre.

Giovanni Gastel
Palazzo della Ragione Fotografia
Piazza Mercanti 1, Milano
Fino al 13 novembre 2016

venerdì 10 giugno 2016

PEOPLE_Giovanni Gastel



Giovanni Gastel, nobili origini milanesi, nasce nel 1955 da Giuseppe Gastel e Ida Visconti di Modrone. Uomo amabile e raffinato, nipote del regista Luchino Visconti, mostra sin dalla tenera età la sua vocazione per il teatro e la poesia, recitando nell’adolescenza in compagnie sperimentali e pubblicando all’età di sedici anni una raccolta di versi intitolata Casbah. Una vocazione che, ben presto, diviene artistica a tuttotondo, coinvolgendo le sfumature più recondite delle espressioni figurative della realtà. Negli anni ’70, il suo primo contatto con la fotografia: un momento che segna un sodalizio eterno, che ancora oggi accompagna Gastel nel suo viaggio attraverso la vita. Un viaggio vissuto e raccontato per immagini, le quali evocano e rimandano a luoghi e tempi lontani, con un coinvolgimento emozionale tale per cui risulta impossibile non vivere le sensazioni di quegli attimi con tutto il pathos e le suggestioni relativi. All’inizio realizza ritratti, piccoli still-life e qualche servizio di moda per bambini. Nel 1975-76 inizia a collaborare con la casa d’aste Christie’s e a fotografare per il Mipel. La svolta nel 1981, quando incontra Carla Ghiglieri che diventa il suo agente e lo avvicina al mondo della moda: un incontro fatale che segna l’evoluzione del suo percorso professionale. I suoi primi still-life compaiono nel 1982 sulla rivista Annabella; in seguito inizia a collaborare con Vogue Italia e poi – complici gli incontri con Flavio Lucchini e Gisella Borioli, editore e direttore di Edimoda - con le riviste Mondo Uomo e Donna. Da questo in momento in poi è un successo dopo l’altro: la sua attività s’intensifica e inizia a vantare importanti collaborazioni con le più prestigiose testate del settore sia italiane che internazionali. Gastel fotografa e interpreta la moda nella sua accezione più pura, proiettandola alla spettatore in tutta la sua bellezza e la sua forza emotiva. Nelle sue fotografie non vi è spazio per gli eccessi: tutto è ponderato; il suo stile è inconfondibile e la passione per l’arte trapela incontaminata in ogni scatto: un’ironia quasi poetica si combina sapientemente a un gusto sublime per l’equilibrio delle forme, dei contenuti e degli spazi. Uno stile divinamente personale che non disdegna però celebri rimandi a icone fotografiche del passato: nelle sue immagini, soprattutto negli still-life, impossibile non cogliere le reminiscenze della Pop Art e dell’opera di Irving Penn, armonizzate sulle note di un accordo sinfonico che rimanda all’arte rinascimentale.
L’eleganza, che sin dall’infanzia ha respirato soprattutto grazie alla madre, torna puntuale nel suo lavoro, ponendosi come cifra stilistica di un’attività attenta e precisa, che tiene conto della realtà pe renderla immaginifica attraverso l’obiettivo. I suoi scatti sono sofisticati ma moderni al tempo stesso, poetici e ironici, resi magici e unici per merito di un lavoro svolto “all’antica”, con un prezioso e raro banco ottico Deardorf, utilizzando solo polaroid o lastre di grande formato 20x25. Gastel adora sperimentare, tanto da poter essere definito, a ragion veduta, l’innovatore par excellence: le sue elaborazioni e contaminazioni portano a risultati fuori dall’ordinario, distanti e dilatati dal significato originario.
Animato da una curiosità senza limiti, interessato a scoprire il nuovo per condividerlo col fascino della resa fotografica, non si ferma mai, cogliendo ogni opportunità come una nuova sfida dalla quale far uscire riflessioni ed emozioni: nuovi stimoli che inducano alla ricerca di altre fonti d’ispirazione. Questo lo spirito che ha caratterizzato anche i suoi interventi in ambito formativo e con cui, intorno alla metà degli anni ’80, ha fondato la Gastel&Associati con Angelo Annibalini e Uberto Frigerio, volta all’inserimento dei giovani fotografi – sia cresciuti nel suo studio che incontrati durante i numerosi workshop - nel mondo professionale. Un impegno attivo e costante, il suo, nel mondo della fotografia, che lo avvicina anche all’Associazione Fotografi Italiani Professionisti, di cui è stato presidente dal 1996 al 1998 e in seguito presidente onorario. Ha lavorato per le testate più prestigiose del mondo: celeberrimi i suoi still-life per Vogue Gioielli, ottenuti dalla sovrapposizione di preziosi bijoux a ritratti di moda - posizionati in modo da creare figure insolite e curiose dal corpo di donna e dal volto delineato da forme astratte e preziose di spille e perle incastonate – e fotografati su un piano dominato da un effetto trompe-l’oeil alquanto efficace. Ha collaborato con le griffe più importanti: da Dior a Versace, da Tod’s a Krizia a Trussardi, passando per Guerlain, Fratelli Rossetti, Hogan. Numerose le mostre a lui dedicate tra cui: Fashion still-life, Galleria Diaframma di Milano (1986), Trussardi e Gastel, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica (1987) e Palermo (1991); Gastel per Donna, in via della Spiga a Milano (1991); Gioielli della Fantasia, Museo Teatrale della Scala Milano (1992). Fino ad arrivare al 1997, quando la Triennale gli dedica la grande personale Gastel, voluta e curata dallo storico d’arte contemporanea Germano Celant: circa 200 fotografie in mostra, che testimoniano la lunga e prolifica carriera dell’artista, consacrandolo nel firmamento dei divini.
Gastel è inconfondibile per lo stile e l’eleganza che permeano i suoi scatti così come per i dettagli più pratici, relativi ai procedimenti di lavorazione adottati: è solito, infatti, adottare l’utilizzo delle tecniche “old-mix” quelle a incrocio, delle rielaborazioni pittoriche, degli sdoppiamenti e delle stratificazioni, fino ad arrivare al ritocco digitale.
Un successo professionale consolidato nel tempo, tanto da portarlo ad apparire sulle più importanti riviste specializzate a fianco di altri celeberrimi fotografi italiani - quali Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna - o affiancato agli internazionali Helmut Newton, Richard Avendon, Annie Lebowitz, Mario Testino e Jurgen Teller.
Nel 2002, nell'ambito della manifestazione La Kore Oscar della Moda, ha ricevuto l'Oscar per la fotografia.
 Membro permanente del Museo Polaroid di Chicago, svolge la sua attività lavorativa nel suo studio in Via Tortona a Milano, dove continua a coltivare la sua passione per la ricerca fotografica a tuttotondo. Senza perdere di vista la poesia: l’ultima sua raccolta di versi ha per titolo Cinquanta. 

martedì 3 maggio 2016

ART & CULTURE_Giovanni Gastel per Rolling Stone


Dalla “A” di Alessandra Amoroso alla “Z” di Zucchero, passando per Vasco e Paolo Conte, Ligabue e Francesco De Gregori, Mario Biondi e i Negramaro, Elisa e Giorgia, arrivando alle star dell’hip hop e del rap Emis Killa, Club Dogo, Fedez, J- Ax e Fabri Fibra. Decine gli artisti, i cantautori, i musicisti, i cantanti, ma tra loro anche gli autori, come Mogol e i dj, su tutti Claudio Cecchetto. E poi coloro che lavorano dietro le scene: discografici, promoter, produttori, manager.
Un progetto ideato da Rolling Stone Italia che ha invitato il grande fotografo Giovanni Gastel a curare un numero speciale dedicato ai protagonisti della musica italiana. Sono le “100 facce della musica italiana”, un progetto mai realizzato prima da un periodico: cento protagonisti del nostro mondo musicale ritratti dallo stile inconfondibile ed elegante di Giovanni Gastel. Scatti in bianco e nero e a colori, ritratti stretti, sguardi intensi rubati dalla macchina fotografica.
Un progetto che si spinge oltre la semplice iniziativa editoriale, divenendo protagonista di una mostra, complice la sua vocazione artistica. Fino al 25 settembre 2016, infatti, alla Villa Reale di Monza è visitabile “Giovanni Gastel per Rolling Stone. Le 100 facce della musica italiana”.
Sguardi profondi, sorrisi luminosi, la semplicità di un gesto, il lavoro di Giovanni Gastel racconta ed esprime l’anima e la personalità di ognuno dei personaggi immortalati: dalla popstar al rapper, dal discografico al gruppo rock. 100 ritratti che compongono il mappamondo artistico e definitivo della musica del nostro paese. Non un semplice progetto fotografico, bensì un vero e proprio atto di amore per la musica italiana, con i volti e i suoni che lo compongono, validandolo.
Tutti e 100 i soggetti sono stati ripresi in studio. Giovanni Gastel li ha guardati e ha parlato con loro in modo che la sua luce a led riflettesse esattamente gli occhi di ognuno. Ha così scovato un segno distintivo di ogni personaggio, tracciandone la personalità e il carattere. Ha raccolto i pensieri. I sorrisi. Ha cercato la fascinazione in ogni sguardo. E ha trovato una luce unica e magica, capace di svelare un universo e catturare l’attenzione di chiunque guardi queste fotografie. Si viene così a creare una sorta di dialogo ideale tra il protagonista immortalato e lo spettatore, instaurando una dimensione intima e famigliare, che porta al confronto e all’incontro. È così che la fotografia sprigiona tutta la sua forza dirompente, imponendosi come traghettatore in un’atmosfera magica e ideale, dove viene meno ogni conformismo e la passione – la passione per la vita – guida ciascuno di noi in un’onirica quanto reale esplorazione.  
Viene così a delinearsi un ritratto collettivo, tanto umano quanto emozionale, che illustra, nella sua semplicità, la complessità dell’essere umano.
Promossa da Nuova Villa Reale di Monza e Rolling Stone, la mostra è organizzata da Cultura Domani e curata da Denis Curti.
Le cento facce della musica italiana ritratte da Giovanni Gastel sono: Marco Alboni, Giovanni Allevi, Alessandra Amoroso, Biagio Antonacci, Renzo Arbore, Arisa, Malika Ayane, Claudio Baglioni, Franco Battiato, Samuele Bersani, Mario Biondi, Brunori Sas, Bugo, Caparezza, Vinicio Capossela, Pierpaolo Capovilla, Luca Carboni, Caterina Caselli, Andrea Castellari, Francesco Cattini, Claudio Cecchetto, Clementino, Club Dogo, Paolo Conte, Cesare Cremonini, Simone Cristicchi, Mimmo D’Alessandro & Adolfo Galli, Cristiano De André, Francesco De Gregori, Roberto De Luca, Dente, Adele Di Palma, Veronica Di Quattro, Cristina Donà, Ludovico Einaudi, Elisa, Emis Killa, Ensi, Fabri Fibra, Fedez, Tiziano Ferro, Eugenio Finardi, Ivano Fossati, Frankie hi-nrg, Max Gazzé, Giorgia, Dario Giovannini, Francesco Guccini, J-Ax, Jovanotti, Ligabue, Linus, Litfiba, Luci della Centrale Elettrica, Mannarino, Fiorella Mannoia, Marlene Kuntz, Marracash, Emma Marrone, Alessandro Massara, Marco Mengoni, Lorenzo Mieli, Mina, Ministri, Mogol, Gianni Morandi, Morgan, Gianna Nannini, Negramaro, Negrita, Mauro Pagani, Giuliano Palma, Massimiliano Pani, Omar Pedrini, Pierpaolo Peroni, Max Pezzali, Eros Ramazzotti, Enrico Rava, Francesco Renga, Andrea Rosi, Enrico Ruggeri, Salmo, Maurizio Salvadori, Ferdinando Salzano, Andrea Scrosati, Stefano Senardi, Daniele Silvestri, Sir Bob Cornelius Rifo, Subsonica, Fabio Treves, Claudio Trotta, Davide Van De Sfroos, Ornella Vanoni, Vasco, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Verdena, Nina Zilli, Zucchero, Paola Zukar.

Giovanni Gastel per Rolling Stone. Le 100 facce della musica italiana
Villa Reale di Monza
Secondo Piano Nobile
Viale Brianza 1
fino al 25 settembre 2016

lunedì 20 aprile 2015

BOOK_Louis Vuitton City Guide Milano


Mercoledì 22 aprile alle ore 18.30, la libreria Galleria Carla Sozzani di Milano si fa teatro di un appuntamento molto importante: Donatella Brun, Pierre Léonforte, Isabelle Valembras-Dahirel, autori della Louis Vuitton City Guide, raccontano Milano con il fotografo Giovanni Gastel, ospite speciale. A moderare l’incontro, Antonella Matarrese
Dalla “città e i suoi quartieri”, alle “istruzioni per l'uso”, nel suo progetto editoriale Pierre Léonforte, con l'aiuto di Isabelle Valembras, invita una personalità a dare il proprio e personale punto di vista sulla “sua” città. L’ospite accoglie il lettore e lo accompagna per tutto il percorso, rivelando alcuni indirizzi amati e le sue idiosincrasie al fine di fargli conoscere la città in un modo inedito e particolare.
Così, il fotografo Giovanni Gastel, riscopre una Milano vista da dietro la lente del suo obiettivo, aprendo il suo personale carnet di indirizzi e condividendo con il lettore i propri luoghi del cuore, mentre Donatella Brun accompagna nelle “passeggiate urbane”, proponendo veri e propri itinerari alternativi lontano dal flusso delle folle anonime e dai luoghi scontati.
Nella guida Louis Vuitton di Milano, ben 600 indirizzi racchiusi in 320 pagine, raccontano Milano, ricca capitale dell’economia italiana, sede dell’editoria e dell’industria della moda.
 Una Milano che inalbera fieramente un nuovo orizzonte urbano disegnato in occasione dell’Expo 2015 e si caratterizza per uno stile di vita internazionale, che attira visitatori da tutto il mondo.
Dal 1998 Louis Vuitton condivide con il pubblico il proprio spirito di viaggiatore ed esploratore urbano attraverso le sue City Guide. Quest'anno presenta la prima edizione italiana attraverso 5 destinazioni: Milano, Parigi, Londra, New York e Shanghai.
 Il compito di raccontare per immagini Milano è stato affidato al collettivo di fotografi Tendance Flue e al fotografo Alain Willaume.
Attese ogni anno dai viaggiatori di tutto il mondo, queste guide rivelano il carattere delle città, proponendo una selezione accurata di indirizzi scelti con fiuto e rigore. Gli autori sono giornalisti e scrittori affermati, forti personalità provenienti da Paesi e orizzonti diversi, pronti, se necessario, a preferire una piacevole nuova scoperta ad un indirizzo conosciuto, ma scontato; nasce così un percorso soggettivo che conduce dall’hotel più intimo alla migliore cioccolateria, passando dall'atelier di nicchia alla galleria d’arte più sorprendente.

Louis Vuitton City Guide – Milano

di Donatella Brun, Pierre Léonforte, Isabelle Valembras-Dahirel 13,8 x 21 cm, € 30

martedì 13 gennaio 2015

LEISURE_Gastel in the road






Dal 14 al 21 gennaio, complici le sfilate maschili, Milano rende omaggio al genio creativo di Giovanni Gastel con la mostra en plein air “Gastel on the Road”, curata da Alessandro Cocchieri e organizzata dall’Associazione MonteNapoleone in collaborazione con Camera Nazionale della Moda Italiana e con la partnership di Canon.
Via Montenapoleone, crocevia di tendenze, lussi, e stili, diventa teatro privilegiato di questa rassegna di 27 scatti che raccontano la figura dell’uomo e la sua evoluzione dagli anni ’80 ad oggi. Da Ettore Sottsass a Roberto Bolle, la mostra ripercorre un trentennio di storia in termini di cultura, società e moda, rivelando il ruolo centrale dell’eleganza e dello stile per l’immagine maschile.
Una sorta di passerella che tra pop e glamour con la quale scandire e celebrare la carriera del fotografo di moda milanese, validandone l’indiscusso talento. A Giovanni Gastel, infatti, il plauso d’aver immortalato alcune delle pagine più emblematiche della storia della moda e i volti iconici che, con il loro stile e la loro raffinatezza, hanno lasciato un segno indelebile nel corso degli anni.
Un invito ad addentrarsi in questa eclettica galleria per essere catturati in un magico mondo dove tutto parla di unicità e buon gusto, dove si va oltre la mera apparenza immaginifica per arrivare alla vera resa formale di volti, corpi e fascino. Dove l’eleganza diventa l’autentico significato della vita, non lasciando spazio ad emulazioni o ostentazioni. Volti che parlano di sé e per sé, senza nulla dover aggiungere, complice un’innata e naturale inclinazione al senso dello stile tout court inteso. A Giovanni Gastel il merito d’aver catturato queste suggestioni e averle rese eterne, cristallizzandole in immagini dalla potente forza evocativa e dal magnetico fascino incantatore.

Gastel on the road
Via Montenapoleone, Milano

Dal 14 al 21 gennaio 2015