giovedì 11 dicembre 2014

ART & CULTURE_L'uomo e la terra di Van Gogh





La genialità artistica di Vincent Van Gogh si mette in mostra a Milano nell’ambito di un’esposizione promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta e organizzata da Palazzo Reale di Milano, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE. Realizzata anche grazie al sostegno del Gruppo Unipol, è patrocinata dall’Ambasciata del Regno dei paesi Bassi a Roma e inserita negli eventi ufficiali del Van Gogh Europe, l’istituzione di recente costituzione sostenuta dal governo olandese a tutela e promozione dell’opera di Van Gogh.
Fil rouge della mostra, una lettura inedita dell’artista che mira a legarlo idealmente alle tematiche di Expo 2015: la terra e i suoi frutti, l’uomo al centro del mondo reale, la vita rurale e agreste correlata al ciclo delle stagioni.
Un’interpretazione per nulla azzardata se si pensa che in un’epoca in cui la maggior parte degli artisti rivolgeva lo sguardo al paesaggio urbano, frutto dell’industrializzazione europea della fine del XIX secolo – come accadeva appunto per i neoimpressionisti Seurat e Signac – Van Gogh sposta la sua attenzione verso il paesaggio rurale e il mondo contadino. La vita e le mansioni della tradizione agreste diventano per lui materia di studio, considerando questa come soggetto dalla nobile e sacra accezione e i lavoratori della terra figure eroiche e gloriose: dai primi disegni realizzati in Olanda fino agli ultimi capolavori dipinti nei pressi di Arles, Van Gogh esprime la propria affinità verso gli umili, immedesimandosi con loro e rappresentando il loro dignitoso contegno.
Il visitatore è accompagnato nell’esplorazione di circa 50 lavori dell’artista, alla scoperta di opere note e di altre mai viste prima: un’esperienza unica nel suo genere con la quale comprendere ed esplorare il complesso rapporto tra uomo e natura, fatica e bellezza, rivivendo, al contempo, gli stati d’animo che l’autore ha trasferito nelle sue creazioni.
Il corpus centrale della mostra è costituito, come per l’esposizione del 1952, da opere provenienti dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, a cui si aggiungono lavori provenienti dal Van Gogh Museum di Amsterdam, dal Museo Soumaya-Fundación Carlos Slim di Città del Messico, dal Centraal Museum di Utrecht e da collezioni private normalmente inaccessibili. Tra i capolavori concessi dal Kröller-Müller Museum alla mostra milanese, si citano L’autoritratto del 1887, il Ritratto di Joseph Roulin del 1889, Vista di Saintes Marie de la Mer del 1888, la Testa di pescatore del 1883 e Bruciatore di stoppie, seduto in carriola con la moglie del 1883.
A corollario, una mise en scène degna di nota, firmata dall’archistar giapponese Kengo Kuma.

Van Gogh – L’uomo e la terra
Fino all’8 marzo 2015

Palazzo Reale,  Milano

martedì 9 dicembre 2014

BOOK_Photoshow


Quando la storia della fotografia passa per le grandi mostre internazionali. Questo il focus d’analisi della pubblicazione deluxe Contrasto Editore Photoshow, un progetto ideato e curato da Alessandra Mauro con la collaborazione di critici di valenza internazionale. Il libro, un’affascinante e suggestiva galleria d’immagini, traccia il percorso storico delle pratiche espositive legate alla fotografia attraverso alcuni momenti, undici in particolare, che hanno segnato altrettanti punti di svolta, andando a costituire i diversi capitoli del volume. I casi affrontati non intendono esaurire il panorama, ma sicuramente rappresentano gli snodi cruciali circa l’evoluzione delle modalità di riempimento di uno spazio fisico attraverso le immagini fotografiche, le quali sono divenute, in tal modo, accessibili a una fruizione collettiva e hanno trasformato quello stesso spazio in un luogo diverso, speciale, dove la fotografia ha avuto modo di raccontare una storia, sostenere una tesi, affermare uno sguardo.
Infatti, prima ancora del suo atto di nascita ufficiale (agosto 1839), prima  ancora di essere raccolta e stampata in un libro, la fotografia è stata esposta in una serie di mostre e presentata al pubblico perché tutti potessero conoscerla e apprezzarla.
Come un lungo e avvincente racconto, i capitoli di questo volume, illustrati dalle immagini d’epoca e dagli allestimenti originali, ripercorrono i momenti salienti, i protagonisti, le opere di una storia ancora in evoluzione. E se è vero che allestire una mostra significa cercare alleati per una battaglia, tante sono state quelle condotte dalla fotografia in nome di un’identità linguistica da affermare e ribadire.
Otto capitoli sono dedicati a eventi espositivi diventati in breve altrettanti spartiacque ed esempi di una nuova modalità percettiva ed espositiva. Un capitolo è dedicato a quattro mostre proposte da un’unica istituzione, il Museum of Modern Art di New York, che ha a lungo rappresentato il paradigma fotografico a cui riferirsi. Due capitoli, infine, sono dedicati non tanto a singoli eventi ma a personalità che hanno impresso un forte cambiamento nel panorama espositivo fotografico: Alfred Stieglitz e la sua pioneristica galleria di New York, 291, e Robert Delpire e la sua esperienza alla direzione del Centre National de la Photographie. Una conversazione con Quentin Bajac, attuale direttore del dipartimento di fotografia del MoMa, introduce il volume e riporta i temi trattati pagina dopo pagina.
Il percorso proposto è cronologico, con salti temporali più o meno vistosi: dal 1839 al 2001 fermandosi a qualche anno da oggi.
Dalla prima mostra fotografica, a Parigi nell’agosto 1839, alla Great Exhibition di Londra del 1851, alla tedesca Film und Foto del 1929, alle grandi mostre del MoMA di New York – prima fra tutte, The Family of Man – per arrivare a quelle del nuovo millennio, come Here is new york per cui, all’epoca dei social network e delle piattaforme di condivisione delle immagini, curare mostre di fotografia significa affrontare le sfide di una società “visiva” come  la nostra.
Photoshow è il frutto di un lungo lavoro collettivo, con testi e contributi di curatori e studiosi internazionali tra i più attenti a quanto è avvenuto, avviene e sta per avvenire nella fotografia: Gerry Badger, Quentin Bajac, Michel Frizot, Alessandra Mauro, Paul-Louis Roubert, David Spencer, Alessia Tagliaventi, Charles Traub, Lélia Wanick Salgado e Francesco Zanot.

Alessandra Mauro, curatrice del volume, è direttrice editoriale di Contrasto e direttrice artistica della Fondazione Forma per la Fotografia di Milano. Ha curato numerose mostre e pubblicazioni dedicate alla fotografia.

Photoshow
FORMATO: 20 x 26,5 cm
CONFEZIONE: Cartonato
PAGINE: 272
FOTOGRAFIE: 100  ca.
Prezzo 45 Euro
Traduzione dall’inglese: Arianna Gasbarro, Davide Vergnano

Traduzione dal francese: Teresa Albanese, Guia Boni

giovedì 4 dicembre 2014

BOOK_Giorno per giorno, l’avventura


È un Bonatti al lavoro quello che emerge dalle pagine di Giorno per giorno, l’avventura. Appunti radiofonici. Scorrendo il volume si rivivono gli eventi, i nomi e luoghi che il grande alpinista teneva a rievocare raccontando a braccio sulla base dei suoi appunti o scegliendo le pagine migliori dei suoi libri, e si leggono le domande che avrebbe fatto agli ospiti invitati in trasmissione. Chiamato all’inedita “avventura” radiofonica, per la prima volta Bonatti si trova a poter usare solo la voce per suscitare nel pubblico le emozioni da lui provate e per ricreare nella fantasia degli ascoltatori le immagini da lui raccolte nei luoghi più inesplorati della Terra. Frammenti di memoria, itinerari, appunti, quindi; ma anche note scritte nelle pause tra un intervento e l'altro: il libro diviene così lo sguardo nel pensiero e nella memoria del grande personaggio, rappresentando una sorta di “making of”, di dietro le quinte dell’avventura targata Walter Bonatti. Un’avventura comunicativa, preparata con dedizione, passione e impegno, quintessenza di montagna, mondo e pensieri privati che in questa forma non hanno mai trovato validazione. Perché come affermava lo stesso Bonatti, scoprire se stessi è indubbiamente la più stimolante delle avventure, ma lo è ancor più se questa ricerca ha per sfondo la grande natura intatta, rimasta fuori dalla portata di chi troppo spesso non sa, o non vuole, coglierne la preziosità. La natura è vita ed è la nostra stessa salvezza, non soltanto fisica.
Il libro si inserisce nel filone che celebra la figura di Walter Bonatti, affiancandosi alla mostra Walter Bonatti. Fotografie di grandi spazi, visitabile sino all’8 marzo 2015 a Palazzo della Ragione Fotografia di Milano.



Walter Bonatti nasce a Bergamo nel 1930. Del 1951 è la sua prima grande impresa alpinistica: con Luciano Ghigo scala la parete est del Grand Capucin nel gruppo del Monte Bianco. Nel 1954 Bonatti è il più giovane partecipante alla spedizione capitanata da Ardito Desio, che porterà Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sulla cima del K2. Nel 1955 scala in solitaria e per la prima volta assoluta il pilastro sud-ovest del Petit Dru, nel massiccio del Monte Bianco. Nell’inverno del 1965 scala in solitaria la parete nord del Cervino aprendo una nuova via. È la sua ultima impresa di alpinista estremo. Successivamente si dedicherà all’esplorazione e all’avventura come inviato del settimanale Epoca, fino al 1979. A partire dagli anni Sessanta pubblica numerosi libri che narrano le sue avventure in montagna e negli angoli più sperduti del pianeta. Muore a Roma il 13 settembre 2011, all’età di 81 anni.

martedì 2 dicembre 2014

LEISURE_Dogue e Gattopolitan









Nella prestigiosa cornice meneghina del Grand Hotel et de Milan sono state presentate lo scorso 26 novembre le edizioni 2015 delle Agende “DOGUE” (giornaliera) e “GATTOPOLITAN” (settimanale): due strumenti utili per accompagnarci nel 2015, con tanto di consigli utili e storie del rapporto di personaggi famosi con i propri “4zampe”, nonché con le foto di cani e gatti inviate da padroni desiderosi di aiutare i meno fortunati.
Come per l’edizione 2014, infatti, anche quest’anno un terzo del ricavato della vendita sarà devoluto alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Sezione di Milano, che opera dagli anni Novanta sotto la guida della presidente Laura Rossi e, grazie al sostegno generoso dei suoi soci e all’impegno di molti volontari, si batte senza sosta per aiutare gli animali in difficoltà, abbandonati, maltrattati e non rispettati. Ogni anno nel Rifugio di Via Redecesio 5/A a Segrate (MI) vengono salvati e dati in adozione, tra cani e gatti, più di 500 trovatelli. Il ricavato di quest’anno - il costo di entrambe le Agende è di 15,00 € cadauna - verrà destinato alla ristrutturazione della pavimentazione e di alcuni box del Rifugio.
Una serata unica, resa possibile dal sostegno e dalla generosità a titolo completamente gratuito di numerose realtà: a partire dal prestigioso Grand Hotel et de Milan, offerto - come anche il cocktail - da Daniela Bertazzoni, che ha creduto nell’iniziativa; per seguire con la rinomata cantina Santa Margherita, per quanto concerne le bollicine, fino a Radio Monte Carlo che ha sostenuto il progetto con la presenza di Marco Fullone in veste di special guest e DJ Set dell’evento.
In esclusiva per la serata, inoltre, l’artista milanese Laura Zeni ha esposto un ciclo di opere dedicato al mondo dei quattro zampe: per l’occasione, una delle sue opere è stata anche riprodotta nelle Shopper d’Autore che si potevano acquistare insieme alle Agende.
L’atmosfera frizzante e piena di entusiasmo ha “scatenato” il pubblico presente e ha contribuito a fare in modo che la serata fosse un vero e proprio successo. Tra gli ospiti, numerosi volti del mondo dell’industria, della finanza, della cultura, dello spettacolo e del Jet Set: per citarne qualcuno, Ugo Conti con la moglie Arianna, Ana Laura Ribas, Guido Bagatta, Paola Caovilla, Beppe Modenese e Piero Pinto, Marinella Di Capua, Alessandra De Marco, Maureen Salmona, Anna Repellini con Mauro Del Vecchio, Barbara Bianchi Bonomi, Vera Castagna, Paola Gradi, Michela Bruni Reichlin. 

lunedì 1 dicembre 2014

LEISURE_Forma e Desiderio. The Cal - Collezione Pirelli





Forma e desiderio. In altre parole, il Calendario Pirelli, forse meglio noto come The Cal. Una tradizione rinnovatasi negli anni, che ha visto coinvolte le più autorevoli firme della fotografia mondiale e che ora, fino al 22 febbraio 2015, si mette in mostra a Palazzo Reale a Milano con una selezione di oltre 200 fotografie tratte dalle differenti edizioni.
L’esposizione - curata da Walter Guadagnini e Amedeo M. Turello, promossa dal Comune di Milano - Cultura con il patrocinio di Expo e organizzata e prodotta da Palazzo Reale e GAmm Giunti - nasce grazie al fondamentale contributo di Pirelli, che ai fini della selezione espositiva ha messo a disposizione il suo archivio, con migliaia di fotografie dei più grandi fotografi mondiali.

Diventato in breve tempo un oggetto di culto, il Calendario da più di cinquant’anni interpreta i cambiamenti sociali e culturali e anticipa le tendenze delle nuove mode, attraverso l’occhio attento dei più celebrati autori contemporanei, da Herb Ritts a Richard Avedon, da Peter Lindbergh a Bruce Weber, da Peter Beard a Steve McCurry, da Patrick Demarchellier a Steven Meisel.
Un progetto ambizioso, che restituisce la giusta dimensione artistica a una delle più importanti campagne di comunicazione degli ultimi cinquant’anni, che ha saputo entrare nell’immaginario di ciascuno di noi grazie al fascino senza tempo delle modelle e al talento dei fotografi che l’hanno realizzato.
Con un percorso narrativo che va oltre la scansione cronologica, tipica dei calendari in sé, la galleria di immagini di “Forma e Desiderio” propone un itinerario tematico, seguendo un processo che esplora e accosta relazioni, analogie, citazioni e contrasti fra le immagini di oltre mezzo secolo. L’esposizione si sviluppa attraverso cinque stanze, ognuna delle quali dedicata agli elementi che accumunano le foto contenute nello spazio: dalla seduzione alla provocazione, dal mito all’eleganza.
La mostra si apre con la sezione L’incanto del mondo nella quale vengono presentate quelle fotografie che, almeno fino al 1972, venivano realizzate con l'intento di guidare lo spettatore attraverso due elementi fondamentali come il paesaggio e l’espressione delle modelle. 
Ne Il fotografo e la sua musa (sedotti dall’arte) si analizza l’omaggio a Leni Riefenstahl che Arthur Elgort le dedicò nel 1990, o quello di Clive Arrowsmith che l'anno successivo elaborò una sequenza di citazioni dei maestri dell’arte quali Delacroix, Velázquez, Rembrandt. Particolare è il caso di Annie Leibovitz che cita testualmente non solo i maestri della fotografia ma alcune precise immagini, al fine di trasformare le pagine del Calendario in una sorta di esercizio di gusto volutamente, e provocatoriamente, accademico.
La sezione Lo sguardo indiscreto, invece, è incentrata sulle immagini caratterizzate da un misto di provocazione, gioco, trasgressione, che segnano un altro degli elementi caratterizzanti l'identità stessa del Calendario.
Ne La natura dell’artificio si possono ammirare gli scatti di Brian Duffy, di Peter Knapp, fino a raggiungere i vertici nella ricostruzione del mondo per via di geometrie, ispirate dalle tracce del pneumatico sul corpo delle modelle, di Uwe Ommer; o ancora di Barry Lategan, o di Nick Knight, autore di una delle edizioni certo più anomale e sorprendenti, vocata alla sottolineatura di una sperimentazione linguistica che travalica il genere della composizione con figure per arrivare ai limiti della pura astrazione.

La mostra si chiude idealmente con Il corpo in scena che rimarca come, nella storia del Calendario, la combinazione tra modella e ambiente abbia assunto un ruolo centrale nella concezione della serie realizzata. Una concezione che si condensa nella sorprendente sequenza di Peter Lindbergh del 2002, dove la modella interpreta se stessa intenta a interpretare, a sua volta, il Calendario, in una totale e ricercata sovrapposizione di ruoli e di luoghi. In modo non meno eclatante, Peter Beard inscena un autentico viaggio nell’esotismo attraverso un gioco che sembra provocare lo spettatore e invitarlo e riflettere sul confine tra la realtà e le proprie proiezioni.
Presentato per la prima volta nel 1964, il Calendario Pirelli giunge alla sua quarantaduesima edizione con l’anno 2015, portando la firma di Steven Meisel. Una mostra che idealmente prosegue il tracciato segnato dall’esposizione allestita sempre a Milano a Palazzo Reale Sala delle Cariatidi nel 1997 dall’architetto Gae Aulenti, trasferitasi poi a Venezia e resasi itinerante attraverso le tappe in alcune delle principali capitali mondiali come Parigi, Berlino, Mosca, Buenos Aires e Tokyo.

Forma e Desiderio. The Cal – Collezione Pirelli
Fino al 22 febbraio 2015

Palazzo Reale, Milano