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mercoledì 22 giugno 2016

ABOUT_Lusso e dintorni



“Lusso: s.m. (dal lat. luxus, -us, sovrabbondanza, eccesso nel modo di vivere). Sfoggio di ricchezza, di sfarzo, di magnificenza; tendenza (anche abituale, come tenore di vita) a spese superflue, incontrollate, per l’acquisto e l’uso di oggetti che, o per la qualità o per l’ornamentazione, non hanno un’utilità corrispondete al loro prezzo e sono volti a soddisfare l’ambizione e la vanità più che un reale bisogno”. Così recita l’Enciclopedia Treccani alla voce lusso, un fenomeno che dalla definizione stessa appare fortemente legato al contesto sociale e culturale di un’epoca: probabilmente, infatti, se negli anni ’50 era un lusso possedere un’automobile, oggi questo non lo è più, avendo lasciato il posto piuttosto al modello di supercar posseduto…questo sì che fa lusso. Si tratta quindi di un concetto mutevole e che tuttavia, denigratori compresi, ha sempre affascinato l’umanità, rappresentando modi e oggetti di vita da desiderare e a cui ambire, visibili e riconoscibili da chiunque. Una sorta di formulario le cui diciture sono risuonate per l’uomo, nel corso dei tempi, una specie di distinzione: se le rispetti entri di diritto nell’universo lusso, altrimenti ne resti fuori. A ben guardare, da ciò scaturisce una divisione della società al proprio interno: ecco perché probabilmente è idolatrato dai suoi sostenitori, che lo interpretano come una molla propulsiva per il progresso nonché come un’importante industria, e denigrato dai suoi detrattori, che lo vivono come uno smacco morale o, peggio ancora, un indebolimento. Un desiderio, quello dell’uomo, di dimostrare il suo grado di benessere e prestigio, diffuso sin dagli antichi egizi che si facevano tumulare con tanto di gioielli, suppellettili, armi e a volte mezzi di locomozione: tutti quegli oggetti, in altre parole, che in vita li avevano accompagnati nella loro scalata sociale, testimoniandone visibilmente l’ascesa graduale. Una voglia di grandeur che ancora oggi ci accompagna - forse non fino alla tomba - condizionando le nostre scelte. Connesso alla moda, però, spesso e volentieri viene snaturalizzato della purezza del suo significato, venendo associato a oggetti inondati di loghi in caratteri cubitali nel tentativo di far comprendere appieno di quale maison siano i capi e gli accessori indossati: un’ostentazione alquanto gridata che risulta nettamente in contrasto con una sussurrata esaltazione di raffinatezza quale è in realtà il lusso. Perché sì, con lusso si intende proprio un prodotto di altissima qualità, realizzato artigianalmente, nel rispetto delle più nobili tecniche produttive, con l’utilizzo di pregiati materiali e un culto meticoloso dei dettagli. Non è un logo gridato né un eccesso provocatorio ad ogni costo, bensì un bell’oggetto o, altresì, potersi permettere lo stile di vita che più piace. Il lusso è pertanto qualcosa di evocato ed accennato, che emoziona e non aggredisce, che suggella l’armonia di un’atmosfera che attiene intimamente a un vero e proprio modo di vivere. Il tutto girando al largo dalla volgarità di cui ne è addirittura il contrario, come asserisce madame Chanel. Accedere al lusso non è semplice e non solo per i prezzi spesso alla portata non proprio di tutti: ci vuole una vera e propria predisposizione mentale. Il lusso deve essere sognato e non perché se ne sente il bisogno, bensì perché rappresenta uno stile in perfetta sintonia con la nostra persona e a cui ambire…necessario quindi un percorso propedeutico che educhi a questo universo, infondendone la magia dello spirito. In virtù delle sue caratteristiche intrinseche, il lusso si colora di una sfumatura eterna: ha una storia, che conferisce prestigio, e soprattutto un futuro, che infonde uno slancio avantgarde. Esula dal campo degli oggetti alla moda che hanno letteralmente il tempo di una stagione. Riassume in sé tradizione e progresso e non è affatto democratico come spesso ultimamente molti si ostinano ad affermare: se fosse per tutti che lusso sarebbe? (sulle orme di un interrogativo ormai celebre posto da un lussuosissimo Tom Ford…). È per pochi, è qualcosa di limitato: ecco perché le famose limited edition godono sempre di un senso di lusso innato. Disponibili in nei numeri e per poco tempo…più élitario di così. Impossibile non notare quindi come trascenda dai bisogni meramente funzionali e si spinga oltre. Ma in questo modo giunge a conquistare una sfera di noi stessi che esula anche da quelli che sono i nostri desideri più reconditi, approdando a quella dimensione che profuma di sogno. Lambisce quindi il nostro intimo, soddisfa un piacere segreto e  appaga l’edonismo. Il lusso è quindi per noi stessi in prima istanza e soltanto dopo si connota delle varie e possibili implicazioni sociali e culturali. Il lusso per antonomasia diviene sinonimo di personalità, un bene che non si può comprare e che cristallizza lo stile e il lifestyle. Sicuramente una cornice amena aiuta e rende tutto più armonico. Non si cada però nell’errore di ritenere che quest’ultima sia la sola condizione necessaria: imprescindibile è la nostra naturale propensione ad assaporare e vivere il sogno. Un’inclinazione che fortunatamente non ha prezzo, rivelandosi quindi, in un certo qual modo, la cosa più lussuosa che si possa sognare di avere. Lusso inteso quindi come carattere, con un pizzico di magia. Con l’obbligo di non fossilizzarsi sulla questione e godersi la “conquista” di questo universo su invito.

mercoledì 1 giugno 2016

ART & CULTURE_City After the City



Fino al 12 settembre la Triennale di Milano è esposizione internazionale. In particolare, ospita la XXI Esposizione Internazionale dal titolo “21st Century. Design After Design”, dislocata in 12 sedi diverse, per un totale di 20 mostre: un modo per conoscere ed esplorare il mondo dell’arte e della cultura e, indirettamente, vivere la città di Milano. Molti gli appuntamenti in programma – dagli eventi ai festival, dalle esposizioni ai convegni - che ambiscono non tanto a dare visioni sul futuro, bensì cercano di decodificare il nuovo millennio, individuandone i cambiamenti che coinvolgono l’idea stessa di progettualità.
In particolare, al centro della riflessione sul futuro dell’urbanistica del XXI secolo, vi è il concetto che la città debba oltrepassare la combinazione di valori e motivazioni che la costituiscono attualmente. Questo il fil rouge che accomuna il gruppo di mostre dl titolo “City After The City”, ospitate nell’area di Expo Milano 2015, che per l’occasione è diventata Experience.
“City After The City” – un vero e proprio necklace of exhibitions – presenta una successione di situazioni rappresentative delle aspirazioni per una città diversa senza cadere nella nostalgia di una mitica città ideale e senza pretendere di raggiungere il luogo del radicamento nelle proprie origini.
“City after the city” indaga i sintomi di una tendenza planetaria all’andare oltre la città convenzionale, sintomi presentati al grande pubblico con metodi espositivi adeguati.
Nei due padiglioni del sito Expo prospicienti la piazza di ingresso al Cardo dalla passerella di Cascina Merlata, è allestito l’ambiente di “City After the City” con le mostre:

Lanscape Urbanism
A cura di
Gaia Piccarolo
Una trama narrativa inedita e una grande videoproiezione, accompagnano il visitatore in un paesaggio fatto di immagini e suoni. Un affresco ibrido fatto di rappresentazioni e prefigurazioni urbane, vedute panoramiche e progetti recenti, immergono il visitatore in un paesaggio visivo e sonoro evocativo di un nuovo orizzonte.

Urban Orchard
A cura di
Maite Garcia Sanchis
“Urban Orchard” mette in mostra l’immagine dei movimenti degli orti urbani a partire da una documentazione eterogenea. L’allestimento prevede 25 tavoli sui quali vengono disposti i materiali come in un archivio aperto. Ogni tavolo racconta un episodio particolare, un fatto artistico o un progetto attraverso riproduzioni, originali e oggetti.

Expanded Housing
A cura di
Matteo Vercelloni
La mostra è formata dalla selezione di una serie di prodotti d’arredo di varia scala e natura, di aziende italiane e internazionali. I pezzi, in bilico tra microarchitettura e pezzi di design, sono stati selezionati per la lorocapacità nel “generare spazio” al di là dalla loro collocazione e alludono a un’idea dell’abitare esterno, nei diversi paesaggi e nella natura che ci circondano.

People in Motion
A cura di
Michele Nastasi
La mostra è suddivisa in tre sezioni. La prima è dedicata alle Mappe di Ali-ghiero Boetti, i celebri planisferi che l’artista faceva tessere e ricamare in Afghanistan e che assumono qui la valenza di un programmatico scambio di culture e identità, in un mondo in cui i confini e le bandiere sono in continuo mutamento. La seconda sezione è dedicata al dramma delle migrazioni e degli esodi che avviene oggi quotidianamente via mare e via terra, rappresentato nella forma di una narrazione visiva realizzata con fotografie di attualità di grande valore iconico. Ad esse sono accostate le immagini di altre sofferenze e lotte, per ribadire la continuità nella storia. La terza presenta le immagini di tre campi profughi in Africa e in Medio Oriente, nei quali è in corso o è già avvenuto il passaggio dal campo alla città.

Street Art
A cura di
Nina Bassoli
La Street art, diffusa nelle metropoli di tutto il mondo, risveglia un’attenzione speciale nei confronti della comunicazione sociale e visiva della strada. Per la sua natura effimera e fenomenologica la Street art è una lente privilegiata attraverso cui osservare le dinamiche vitali della città contemporanea.  Il layout della mostra riconduce ogni immagine all’oggetto di un poster, strumento tipico della comunicazione della strada, per comporre la loro varietà in un collage a più layer che si compone “dal vivo” durante la mostra. I poster, sovrapposti uno sull’altro attraverso un’azione-performance esprimono il continuo movimento della pelle della città, che cambia il proprio volto al contatto con gli interventi e con l’interazione da parte degli abitanti.

A corollario, l’Orto Planetario, un’installazione posta tra i padiglioni che ospitano le mostre. Novemila piante tra  specie di ogni genere, varietà cerealicole particolari, ortaggi ed erbe aromatiche, che saranno sostituite ogni mese e mezzo, in modo da rispettare i loro cicli vitali. Un’idea nata dall’architetto Pierluigi Nicolin e sviluppata dall’architetto paesaggista Maria Teresa D’Agostino. L’orto misura 1130 metri quadrati e si sviluppa su un’area di 3mila metri quadrati totali con, al centro, una vasca di fito-depurazione con tanto di  giardino acquatico. L’ingresso è costituito da un prato con alcuni platani: una sorta di percorso iniziatico alle esposizioni.

City After The City
Fino al 12 settembre 2016

Area Expo, Milano

giovedì 6 novembre 2014

LEISURE_Lo Spazio al Museo










È stata inaugurata lo scorso 28 ottobre la nuova area Spazio al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano: un’attesissima esposizione permanente dedicata allo Spazio e all’Astronomia, dove immergersi in storie e tecnologie relative all’esplorazione del cosmo.  Affascinanti oggetti originali e inediti, esperienze interattive, approfondimenti e curiosità affiancano l’unico frammento di roccia lunare presente in Italia, raccolto nel 1972 dalla missione Apollo 17.
Un avvenimento epocale per un luogo più unico che raro, realizzato con il contributo di partner istituzionali e privati tra cui aziende italiane leader nel settore aerospaziale.
L’inaugurazione dell’area Spazio è un evento speciale” ha dichiarato Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologiaperché si tratta di un’esposizione di grande fascino, molto richiesta e attesa dai nostri pubblici. Fa parte della nostra missione raccontare le frontiere della ricerca e della tecnologia. L’esplorazione spaziale risponde a un bisogno dell’umanità di conoscere l’ignoto ma ha anche importanti ricadute sulla nostra vita che i cittadini devono conoscere. In questo settore il contributo dell’Italia in termini scientifici e industriali è di grande rilievo e la nostra esposizione intende valorizzarlo. Siamo inoltre orgogliosi di poter rendere visibile per tutti il frammento di roccia lunare portato a Terra dalla missione Apollo 17, l’ultima in cui l’uomo ha messo piede sulla Luna, ed esposto grazie al contributo di oltre mille sostenitori”.
L’esplorazione spaziale si sta riaccendendo dopo una fase di rallentamento” ha commentato Giovanni Caprara, curatore della nuova esposizione e Presidente Italian Space Societye nuove missioni sono all’orizzonte. Entro l’anno compirà il primo volo la nuova capsula Orion della Nasa destinata a portare gli astronauti oltre l’orbita della stazione spaziale internazionale e verso gli asteroidi, la Luna e in prospettiva Marte. La Cina prepara altri sbarchi di sonde automatiche sulla Luna e la Russia guarda al nostro satellite naturale per le nuove strategie. L’Esa europea sta per lanciare missioni verso Marte e Mercurio. L’Asi italiana condivide queste sfide della scienza e della tecnologia comprendenti dai vettori spaziali all’osservazione della Terra impegnando il mondo industriale alla frontiera della conoscenza. La nuova area Spazio del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci seguirà con le sue iniziative le nuove imprese proiettate nel futuro. Nello stesso tempo racconta la partecipazione dei nostri scienziati e tecnologi alle grandi esplorazioni spaziali compiute negli ultimi cinquant’anni le quali hanno collocato l’Italia tra le nazioni protagoniste dell’avventura cosmica”.  
Sono molto orgoglioso” ha commentato intervenendo all’inaugurazione Eugene Cernan, comandante della missione Apollo 17 e brand ambassador Omegache un campione lunare riportato dalla nostra ultima missione sia esposto e condiviso con tutti coloro che visitano il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. L’apertura di questa nuova esposizione interattiva sarà d’ispirazione ai giovani per sognare e accrescere il loro interesse verso l’esplorazione spaziale”.
L’area Spazio si trova accanto alla Galleria Leonardo nell’Edificio Monumentale del monastero olivetano in cui ha sede il Museo. Racconta quattro secoli di ricerca astronomica e spaziale, da Galileo ai giorni nostri con uno sguardo anche al futuro.
Attraverso due nuclei principali, Osservare lo Spazio e Andare nello Spazio, il visitatore viene accompagnato in questa esplorazione cosmica. I temi sono presentati secondo una modalità immersiva, interattiva e fortemente suggestiva grazie a Samsung, partner tecnologico del progetto, che mette a disposizione dei visitatori della nuova area i propri dispositivi e soluzioni all’avanguardia.
La prima parte dell’esposizione racconta l’osservazione dello Spazio dalla Terra con un particolare focus sugli “strumenti del mestiere” e sulle attività dell’astronomo del passato e della contemporaneità: osservare, misurare, interpretare e rappresentare gli oggetti celesti e lo Spazio nel suo insieme. Vengono esposti affascinanti oggetti originali tra cui i due globi celesti e i due terrestri di Coronelli e Moroncelli del XVII secolo, il modello di legno dell’Osservatorio Astronomico di Brera, il settore equatoriale di Sisson del 1774 - usato per i primi studi di Urano e per la scoperta dell’asteroide Esperia, prima scoperta scientifica dell’Italia unita ad opera di Giovanni Virginio Schiaparelli. Le postazioni interattive, progettate dal Museo insieme a ETT, mostrano ad adulti e bambini il mondo dell’astronomia nella sua concretezza e attualità.
Il visitatore entra poi in contatto con le tecnologie che permettono di esplorare lo Spazio e migliorare la conoscenza del Cosmo e della Terra, oltre che attivare servizi indispensabili per la vita di tutti i giorni. Viene introdotta inoltre la dimensione umana della conquista dello Spazio: da un lato i personaggi, gli oggetti, l’avventura e il sogno, dall’altro l’esperienza dell’ISS (International Space Station) e la professione dell’astronauta. Poiché i viaggi nello Spazio sono parte dell’immaginario collettivo, non mancano riferimenti alla letteratura, al cinema e ai videogiochi. Grazie alla partnership con Destiny sono esposti tre artwork e un’intervista esclusiva: per la prima volta un museo italiano di ambito scientifico espone in una collezione permanente contenuti speciali inerenti a un videogioco.
Sono qui esposti l’imponente Z9 - uno dei tre stadi del lanciatore Vega, il satellite San Marco per lo studio dell’atmosfera, il satellite Sirio per le telecomunicazioni e alcuni straordinari oggetti legati alle missioni lunari, tra cui la rarissima tuta Krechet che avrebbe dovuto essere indossata dai cosmonauti russi nel progetto poi abbandonato di sbarco sulla Luna. È inoltre riprodotta una porzione della Stazione Spaziale Internazionale con la cupola e una ricca selezione di contenuti legati a questo eccezionale laboratorio nello Spazio. Tra un countdown di lancio e i satelliti in sospensione, il visitatore può confrontarsi con le tecnologie fornite dalle aziende partner che permettono di raggiungere e lavorare nello Spazio.
Lungo il percorso di visita 27 postazioni multimediali Samsung, che includono large screen full HD, monitor Touch professionali e tablet, consentono di approfondire la conoscenza dello Spazio e la storia dell’Astronomia e di simulare in modo realistico l’osservazione e l’esplorazione del cosmo. Inoltre, grazie ad un’applicazione mobile Android, è possibile accedere a contenuti multimediali esclusivi.

Spazio
Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

Via San Vittore 21, Milano