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lunedì 6 febbraio 2017

LEISURE_Aldo Coppola "Bellezza senza tempo"



La Bellezza. Uno dei grandi temi che da sempre impegna il genere umano nella ricerca di definizioni che combinano emozione e vissuto, filosofia e quotidianità. Le implicazioni con la sofisticazione dell’intelletto sono notevoli, al punto da invitare a interessanti digressioni attorno al tema. Tuttavia, essa implica innumerevoli contaminazioni anche con il nostro quotidiano, ossia con chi siamo, con quello che facciamo, con che modo e atteggiamento ci proponiamo e presentiamo alla società. Un concetto autentico di bellezza, che si spinge oltre la mera superficialità per lambire territori più aulici e soavi.
Utili in tal senso le argomentazioni portate avanti nella storia dai grandi pensatori. Per Oscar Wilde “La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera, il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna”, così come “La Bellezza non può essere interrogata: regna per diritto divino” e ancora La Bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l'una sull'altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l'eternità”. Per Fëdor Dostoevskij “La Bellezza salverà il mondo”, mentre per Emir Kusturica “La Bellezza femminile è il punto più vicino fra il genere umano e l’eternità”. Per concludere questo breve excursus filosofico con Arthur Schopenhauer e Hermann Hesse per i quali, rispettivamente, “La Bellezza è una lettere aperta di raccomandazione che conquista subito i cuori” e “La Bellezza rende felice non colui che la possiede, ma colui che la può amare e desiderare”.
Per tornare ai giorni nostri, la bellezza è stata cara anche a un grande interprete di una delle sue forme di espressione più forte ed emblematica, dall’intensa ed indiscussa valenza comunicativa: Aldo Coppola. Non un semplice parrucchiere o hairstylist che dir si voglia, bensì un innovatore nel mondo dei capelli, sia in termini operativi che di prodotto. Una personalità poliedrica che ha combinato l’attività professionale con la formazione, collaborando con la stampa e i più importanti eventi glamour. Il tutto nell’ottica di una visione dallo stampo mondiale, che l’ha condotto a conquistare numerosi mercati esteri, complice la sua cultura del capello.
Per lui e la sua attività la Bellezza è sempre stata centrale, ricoprendo un ruolo di spicco sia in termini estetici che artistici. Ma quanto dura la bellezza? La bellezza è un attimo fugace che un cuore, una mente o un grande fotografo possono rendere eterno.
Ed è proprio questo che Aldo Coppola a essere raccontato nella mostra Aldo Coppola “Bellezza senza tempo”, visitabile sino al 2 marco 2017 alla Triennale di Milano. Esposti oltre 250 scatti d’autore: un percorso emozionale che narra della bellezza senza tempo e della sua evoluzione attraverso le immagini immortalate da Oliviero Toscani, Javier Vallhonrat, Fabrizio Ferri, Giampaolo Barbieri, Carlo Orsi, David Bailey e molti altri, protagoniste delle sue campagne di comunicazione.
Proiezioni e reportage della sua vita frenetica fra saloni, backstage delle sfilate e dei set fotografici, beauty show testimoniano il suo instancabile lavoro con i magazine, gli stilisti e i fotografi più importanti del mondo. Dai confronti artistici con Giorgio Armani al rapporto da fratello con Oliviero Toscani, Aldo non era un uomo che si fermava alla mera performance professionale, era un uomo con cui non potevi fare a meno di voler esplorare l’universo della bellezza. Quella senza tempo.
La mostra è un percorso multi-sensoriale che attraverso dodici temi, racconta cinque decenni di storia italiana.
Un viaggio nella vena artistica dell’uomo che ha saputo diventare un punto di riferimento della coiffeur, della moda e del costume internazionale.
Un viaggio attraverso le sfumature della colorimetria, la metamorfosi delle forme, la magia della fotografia.
Un viaggio di condivisione dell’amore per il proprio lavoro.
Un viaggio di innovazione e avanguardismo tangibile e trasferibile.
Un viaggio di tenacia, ricerca e successi.
Un viaggio che racconta la storia di un uomo ma anche di molti uomini.
Un viaggio di passione per l’arte e per la sua semplicità.
Un viaggio attraverso la bellezza come forma di genio che non necessita spiegazioni.
Un viaggio dedicato alle donne, alla loro capacità di trasformare e trasformarsi.
Un viaggio che Aldo Coppola presenta attraverso immagini, video, parole e racconti.
Un viaggio semplice, meraviglioso ed eterno… proprio come lo è una rosa rossa.

Aldo Coppola “Bellezza senza tempo”
Triennale di Milano, viale Alemagna 6, Milano
Fino al 2 marzo 2017
Ingresso libero

giovedì 24 novembre 2016

LEISURE_Isa Stoppi. The Book



“Il primo ricordo che ho del progetto, divenuto oggi un bellissimo libro, è Isa che apre un armadio pieno di giornali e scatole di fotografie e mi dice: “Non so se ho abbastanza materiale per fare un libro”. Mi misi a ridere. C’era tanto, tanto di più, da far sognare per mesi”. Parola di Adriana Glaviano, curatrice del volume “ISA STOPPI The Book” (Silvana Editoriale), preziosa raccolta degli scatti più significativi dell’icona italiana di stile ed eleganza, a dicembre nelle migliori librerie (272 pp. - 90,00 euro), che verrà presentato in anteprima nazionale oggi, Giovedì 24 Novembre presso lo Studio Gianpaolo Barbieri a Milano.
Con i testi di Cesare Cunaccia, il volume è una testimonianza unica e preziosa della bellezza senza tempo di Isa Stoppi, ambasciatrice italiana di eleganza nel mondo, amica di Andy Warhol, presenza fissa dei salotti più in vista a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, ma è anche una miscellanea unica nel suo genere del lavoro dei più importanti fotografi nella storia della moda.
La cover di Gianpaolo Barbieri è pura magia, una visione di charme e bellezza che, nel suo appartenere alla storia della fotografia e della moda, incornicia con precisione assoluta un periodo storico in cui l'eleganza era un diktat assoluto. Sono gli anni della collaborazione di Isa con Vogue America e Harper's Bazaar, dalla metà degli anni ’60, mentore la mitica editor Diana Vreeland. Sarà proprio l’obiettivo di Gianpaolo Barbieri, incantato dalla sua bellezza e amico per tutta la vita, a sancire il successo di Isa Stoppi. 
A New York, che diviene presto la sua città di elezione, viene ingaggiata da Eileen Ford, la più importante agenzia di modelle newyorkese e internazionale, e lavora con i maggiori fotografi dell’epoca, da Irving Penn a Richard Avedon, Hiro, Henry Clark, Helmut Newton, Jacques Henri Lartigue e molti altri. Accanto a lei Veruschka, Alberta Tiburzi, Mirella Petteni, Benedetta Barzini, Marisa Berenson e tutte le leggendarie modelle italiane divenute icone di moda e di stile negli USA in quegli anni. Le amicizie personali e professionali sono moltissime e tutte preziose, da China Machado, una delle donne più carismatiche, autentica regina di New York, ad attori ed artisti molto importanti come Warren Beatty, Tony Curtis, e altri incontrati nei parties esclusivi di quei tempi.
Grandi e importanti anche le amicizie italiane, come Oliviero Toscani, e la coppia Anna Piaggi e Alfa Castaldi, lui fotografo e lei geniale editor, musa di fotografi e stilisti, da lei conosciuti nell’ambiente intellettuale e bohémien di Milano. E’ molto vicina a grandi stilisti come Gianni Versace e Walter Albini, veri talenti creativi, veri e indimenticabili amici, e al mitico Valentino.
Negli anni ’70 Isa torna in Italia, a Milano, per seguire il suo grande amore. Inizia un secondo periodo della sua vita: altrettanto straordinario è il suo percorso come madre, affrontato con felicità e senza alcun rimpianto, con qualche incursione nel campo della moda, lavorando a Vogue Italia dove si occupa di haute couture e attualità.

Oggi Isa vive tra Milano e Ibiza, suo luogo dell'anima, accanto al mare che ha il colore dei suoi occhi.

giovedì 16 ottobre 2014

BOOK_Design e Moda



Un parterre di grandi personaggi ieri sera alla Triennale di Milano per presentare ufficialmente il libro Design & Moda – Progetti, Corpi, Simboli, Giunti Editore – Ottagono. Gillo Dorfles, Elio Fiorucci, Oliviero Toscani e Franca Sozzani (di cui si è ascoltata un’intervista registrata), ognuno dal canto loro, hanno spiegato cosa rappresentano la moda e il design nonché le possibili forme di dialogo. Dalla viva voce di chi ha vissuto in prima linea la storia – e, quindi, l’evoluzione – del costume è stato possibile ripercorrere uno spaccato del tempo, ossia un passato sempre più chiave di volta per comprendere il futuro. E così, se Gillo Dorfles ha posto l’accento sul fatto che la moda sia design e che, di diritto, caratteristiche quali la progettazione, la corporeità e il simbolismo (come enunciato dal sottotitolo del libro), siano parte imprescindibile di una sua completa comprensione, Elio Fiorucci ha ribadito il concetto secondo il quale ciascuno si deve vestire come meglio ritiene e, soprattutto, come si sente maggiormente a suo agio, oltrepassando il limitativo concetto di “code”, sempre più corsia di incanalamento verso l’omologazione e l’assenza di libertà. A chiosa, l’intervento di Oliviero Toscani, per il quale, oggigiorno, sempre più persone hanno bisogno di sembrare piuttosto che di essere, e, quindi, l’importanza di vivere il futuro immaginando.
A completare l’incontro, gli interventi di Giovanni Maria Conti, autore della pubblicazione, Eleonora Fiorani, Aldo Colonetti e Arturo Dell’Acqua Bellavitis.

Design e moda è il terzo volume della collana Giunti - Ottagono dedicata al made in Italy.
Dall’abitare (Design in Italia, 2010) al cibo (Design in cucina, 2012), si arriva dunque alla moda, intesa come attività progettuale legata a tradizioni artigianali ma anche alla ricerca tecnologica più sofisticata, a processi produttivi, materiali e distretti manifatturieri specifici.
È un viaggio che l’autore, Giovanni Maria Conti, compie alla scoperta degli artigiani, dei designer, delle fabbriche e degli stilisti italiani, ma anche di coloro che da tutto il mondo vengono qua per far realizzare le proprie idee. Da quest’accurato itinerario attraverso il territorio, la storia e la fotografia del nostro Paese emerge un’unità di pensiero e azione difficilmente replicabile altrove, un punto di forza ineguagliabile.
Il libro si apre con un contributo di Franca Sozzani, che associa alla documentazione quotidiana messa in atto dal sistema Vogue la capacità di andare al di là della cronaca e di cogliere l’essenza di qualsiasi fenomeno, ovvero ciò che rimane rispetto alle novità che il mondo offre tutti i giorni. Un’esperienza e un pensiero insostituibili.
Il primo capitolo - dedicato a “Il territorio della moda italiana” e articolato in Storia, Industria, Distribuzione - racconta l’evoluzione dal capo su misura all’abbigliamento in serie, senza dimenticare mai la qualità artigianale, vero filo conduttore di tutto il sistema.
I luoghi del quotidianosecondo capitolo, diviso in Corpo, Città, Lavoro, Sport - costituisce l’orizzonte simbolico e antropologico della possibilità di rinnovare i prodotti della moda guardando al di fuori delle tradizionali esperienze: è nella commistione dei generi e delle specie che nasce l’innovazione.
L’“Atlante”, parte centrale del libro, è introdotto da tre approfondimenti dedicati ai Modi della moda - in sostanza i nuovi paradigmi da inizio Novecento ai giorni nostri, parafrasando un famoso libro di Gillo Dorfles; ai Signori della moda, ovvero ai protagonisti – sarti, stilisti, designer, artigiani, industriali - al centro di ogni cambiamento; all’Innovazione, in particolare ai materiali, alle forme e alla cultura.
Il corpo centrale dell’“Atlante” non ha un andamento strettamente cronologico in quanto raccoglie, all’interno delle tre grandi categorie del sistema moda - Abbigliamento, Capospalla, Accessorio - una serie di esperienze paradigmatiche: dal capo fatto in casa a immagini di riviste, dalla grande serie alla modella che ha trasformato l’identità e l’immagine di un prodotto; il tutto per dimostrare che la moda è un’attività “onnivora”, ovvero trasforma ogni cosa che incontra.
Infine, l’“Immagine della moda”; in sostanza come l’Illustrazione, la Fotografia, il Design e l’Architettura siano parte integrante del progetto-moda: discipline e competenze senza le quali essa non sarebbe in grado né di esistere né di svilupparsi nel mercato globale. Per queste ragioni, il capitolo “Narrare per immagini”, dedicato alla fotografia, è illustrato esclusivamente dai lavori di Oliviero Toscani, uno dei pochi fotografi a raccontare la moda all’interno delle trasformazioni sociali, dagli anni Sessanta a oggi.

Design & Moda – Progetti, Corpi, Simboli
di Giovanni Maria Conti, a cura di Aldo Colonetti
introduzione di Franca Sozzani
Giunti Editore – Ottagono

224 pagine, 39 €