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giovedì 26 gennaio 2017
LEISURE_MANOLO BLAHNIK. The Art of Shoes
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giovedì 22 settembre 2016
ART & CULTURE_Crafting the future
Milano in questi giorni è moda. Ma non
solo. Proprio ieri, in occasione della giornata di apertura della fashion week,
è stata inaugurata la mostra “Crafting the future”, visitabile al Mudec – Museo delle Culture (via Tortona
56, Milano) fino al 13 ottobre.
Realizzata con la cura di Franca Sozzani e con la co-cura di Sara Maino, con la direzione artistica
di Luca Stoppini e il coordinamento
di Federico Poletti, espone una
selezione di eccellenze artigianali e aziende made in Italy che stanno
investendo nello sviluppo di nuove tecnologie applicate alla moda con
particolare attenzione alla sostenibilità. Artigianalità, Heritage, Innovazione e Sostenibilità sono temi sempre più importanti per capire
l’evoluzione del sistema moda.
La peculiarità della mostra consiste
nell’aver messo in dialogo le migliori realtà produttive con i designer per
realizzare una serie di progetti. Tutti le creazioni on show sono frutto di
questa collaborazioni e sono state realizzate ad hoc per l’esposizione, pronte
per essere messe in vendita. Un ponte tra capacità manifatturiera tutta
italiana, cultura del progetto, nuove visioni e sperimentazioni tra artigianato
e moda.
Il percorso si snoda attraverso numerose
installazioni tematiche che affrontano le molteplici sfumature del sistema
moda. Fil rouge, l’eccellenza nella sua autenticità.
INSTALLAZIONI TEMATICHE
Gioiello Contemporaneo /
Contemporary Jewellery
Ricami di nuova generazione/ New
Generation Embroideries Artigianato come Family Business/ The Artisan Family
Business Arte applicata al tessuto / Applied Textile Art
L’arte del bottone / The Art of
Button-making
Storie di Denim sostenibile /
Sustainable Denim Stories Sperimentazione Tessile / Experimenting Textiles
Tessitura Etica / The Ethical
Weaver
Segni e Colori: tingere al
naturale / Signs and Colours: Natural Dye
Il mestiere della calzatura / The
Shoemaker’s Craft
La seta come forma d’arte / Silk
as an Art Form
Maglieria 3D / 3D Knitwear
Antiche tecniche, nuove
interpretazioni / Ancient Techniques, New Interpretations Modisteria Live
Making / Millinery Live Making
Nuove frontiere del Sartoriale /
Breaking Sartorial Boundaries Occhiali su Misura / Bespoke Eyewear
Viaggiare nel tempo / Time Travel
Crafting the future
Mudec
– Museo delle Culture
Via
Tortona 56, Milano
Fino
al 13 ottobre
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giovedì 16 ottobre 2014
BOOK_Design e Moda
Un parterre di
grandi personaggi ieri sera alla Triennale di Milano per presentare
ufficialmente il libro Design & Moda – Progetti, Corpi, Simboli,
Giunti Editore – Ottagono. Gillo
Dorfles, Elio Fiorucci, Oliviero Toscani e Franca Sozzani (di cui si è ascoltata un’intervista registrata),
ognuno dal canto loro, hanno spiegato cosa rappresentano la moda e il design
nonché le possibili forme di dialogo. Dalla viva voce di chi ha vissuto in
prima linea la storia – e, quindi, l’evoluzione – del costume è stato possibile
ripercorrere uno spaccato del tempo, ossia un passato sempre più chiave di
volta per comprendere il futuro. E così, se Gillo Dorfles ha posto l’accento
sul fatto che la moda sia design e che, di diritto, caratteristiche quali la
progettazione, la corporeità e il simbolismo (come enunciato dal sottotitolo
del libro), siano parte imprescindibile di una sua completa comprensione, Elio
Fiorucci ha ribadito il concetto secondo il quale ciascuno si deve vestire come
meglio ritiene e, soprattutto, come si sente maggiormente a suo agio,
oltrepassando il limitativo concetto di “code”, sempre più corsia di
incanalamento verso l’omologazione e l’assenza di libertà. A chiosa, l’intervento
di Oliviero Toscani, per il quale, oggigiorno, sempre più persone hanno bisogno
di sembrare piuttosto che di essere, e, quindi, l’importanza di vivere il
futuro immaginando.
A completare l’incontro,
gli interventi di Giovanni Maria Conti,
autore della pubblicazione, Eleonora
Fiorani, Aldo Colonetti e Arturo
Dell’Acqua Bellavitis.
Design e moda è il terzo volume della collana
Giunti - Ottagono dedicata al made in Italy.
Dall’abitare (Design in Italia,
2010) al cibo (Design in cucina, 2012), si arriva dunque alla moda,
intesa come attività progettuale legata a tradizioni artigianali ma anche alla
ricerca tecnologica più sofisticata, a processi produttivi, materiali e
distretti manifatturieri specifici.
È un viaggio che l’autore, Giovanni Maria Conti, compie alla
scoperta degli artigiani, dei designer, delle fabbriche e degli stilisti
italiani, ma anche di coloro che da tutto il mondo vengono qua per far
realizzare le proprie idee. Da quest’accurato itinerario attraverso il
territorio, la storia e la fotografia del nostro Paese emerge un’unità di pensiero
e azione difficilmente replicabile altrove, un punto di forza ineguagliabile.
Il libro si apre con un contributo di Franca Sozzani, che
associa alla documentazione quotidiana messa in atto dal sistema Vogue la
capacità di andare al di là della cronaca e di cogliere l’essenza di qualsiasi
fenomeno, ovvero ciò che rimane rispetto alle novità che il mondo offre tutti i
giorni. Un’esperienza e un pensiero insostituibili.
Il primo capitolo - dedicato a “Il territorio della moda italiana”
e articolato in Storia, Industria, Distribuzione - racconta
l’evoluzione dal capo su misura all’abbigliamento in serie, senza dimenticare
mai la qualità artigianale, vero filo conduttore di tutto il sistema.
“I luoghi del quotidiano” – secondo capitolo, diviso in Corpo,
Città, Lavoro, Sport - costituisce l’orizzonte simbolico e antropologico
della possibilità di rinnovare i prodotti della moda guardando al di fuori delle tradizionali esperienze: è
nella commistione dei generi e delle specie che nasce l’innovazione.
L’“Atlante”, parte centrale del libro, è introdotto da tre
approfondimenti dedicati ai Modi della moda - in sostanza i nuovi
paradigmi da inizio Novecento ai giorni nostri, parafrasando un famoso libro di
Gillo Dorfles; ai Signori della moda, ovvero ai protagonisti – sarti,
stilisti, designer, artigiani, industriali - al centro di ogni cambiamento;
all’Innovazione, in particolare ai materiali, alle forme e alla cultura.
Il corpo centrale dell’“Atlante” non ha un andamento strettamente
cronologico in quanto raccoglie, all’interno delle tre grandi categorie del
sistema moda - Abbigliamento, Capospalla, Accessorio - una serie di
esperienze paradigmatiche: dal capo fatto in casa a immagini di riviste, dalla
grande serie alla modella che ha trasformato l’identità e l’immagine di un
prodotto; il tutto per dimostrare che la moda è un’attività “onnivora”, ovvero
trasforma ogni cosa che incontra.
Infine, l’“Immagine della moda”; in sostanza come l’Illustrazione,
la Fotografia, il Design e l’Architettura siano parte
integrante del progetto-moda: discipline e competenze senza le quali essa non
sarebbe in grado né di esistere né di svilupparsi nel mercato globale. Per
queste ragioni, il capitolo “Narrare per immagini”, dedicato alla
fotografia, è illustrato esclusivamente dai lavori di Oliviero Toscani, uno dei
pochi fotografi a raccontare la moda all’interno delle trasformazioni sociali,
dagli anni Sessanta a oggi.
Design &
Moda – Progetti, Corpi, Simboli
di Giovanni Maria Conti, a cura di Aldo Colonetti
introduzione di Franca Sozzani
Giunti Editore – Ottagono
224 pagine, 39 €
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giovedì 28 novembre 2013
BOOK_Beppe Modenese: la sua vita in un libro
Beppe Modenese è stato il primo pr della moda italiana; ha inventato il made in Italy e la
fashion week milanese; è il Presidente Onorario della Camera Nazionale della
Moda Italiana: un uomo che ha posto le basi dell’italianità in termini di
stile e gusto, portandola a livello internazionale quale punto di riferimento. Plausi riconosciuti a livello planetario
già nel 1983 quando la testata Women Wear Daily lo definì “Italy’s
Prime Minister of Fashion”, titolo che un anno prima gli aveva
attribuito anche Adriana Mulassano. Questo e molto altro ancora, rivive oggi
nella magiche pagine del libro b.m. Beppe Modenese, Minister of Elegance,
edito Skira, che ripercorrono per immagini e aneddoti la meravigliosa vita,
svelando molto della sua personalità. Eminenza
della moda, Beppe Modenese si è sempre contraddistinto per la discrezione con
la quale si è mosso e ha frequentato gli ambienti più prestigiosi della società:
amico prima ancora che collaboratore di imprenditori e stilisti, fa parte di
quella generazione che non ha bisogno di ostentate fatti e vissuto. Una vita,
la sua, ricca di incontri speciali, colti con grande capacità e divenuti
capisaldi nella storia della moda italiana. Correva l’anno 1952 quando conobbe Olga di Gresy e Giovanni Battista
Giorgini, grazie ai quali comincia a lavorare nel negozio Il Ridotto di via
Montenapoleone in cui convivevano antiquariato, artigianato, arte contemporanea
e moda; nel 1954 incontra Piero Pinto,
che gli sarà sempre al fianco, anche nei viaggi in giro per il mondo e nei
quali sarà sempre ambasciatore della moda italiana; la stilista e regina delle pellicce, Jole Veneziani, è la prima ad
affidargli le pubbliche relazioni, un mondo fino ad allora sconosciuto in
Italia e di fondamentale importanza per Modenese per costruirsi i legami che
ancora oggi può vantare. Segue un breve
sipario televisivo con la trasmissione Vetrine, nella quale si occupa di
antiquariato e moda. Beppe Modenese con
il suo stile inconfondibile si reca a Parigi durante le sfilate dell’alta moda,
conoscendo stilisti e direttori di prestigiose Maison; nel frattempo,
sbarca negli Stati Uniti, ampliando ulteriormente la sua forma mentis. Il suo
nome è sempre più importante, validato da abilità e competenze ancora oggi
rare: diventa consulente per grandi
aziende, consigliere fidato di numerosi stilisti…in poche parole, sinonimo
di garanzia per chiunque abbia interessi nel mondo della moda.
Sulla
scia di queste esperienze, Modenese sviluppa in Italia il concetto di
manifestazione fieristica: è il 1968, infatti, quando organizza ModaParma, gettando le basi per la costruzione del
sistema moda Italia e della centralità di Milano così come li intendiamo ancora
oggi. Siamo agli albori degli anni ’70, epoca
di trionfi economici senza eguali nonché del fenomeno del prêt-à-porter. Il capoluogo lombardo è in
grande fermento: sta diventando il centro nevralgico della creatività, crocevia
di tendenze e stili, dove si concentrano estri come quelli di Missoni, Krizia, Walter Albini, Cadette,
Moschino, Armani e Versace. Tuttavia, manca
una visione organica e d’insieme: et voilà che Modenese, il 3 ottobre 1979,
tiene a battesimo il Centro Sfilate, progenitore di Milano Collezioni. Da lì in poi è stata un’ascesa continua. Di
Modenese e della moda italiana, a validazione di quanto la sua figura sia stata
emblematica per lo sviluppo del made in Italy. Dal 1987 al 2003 con lo Studio G.M. si occupa dell’ufficio stampa, le
pubbliche relazioni e l’organizzazione di eventi della Camera Nazionale della
Moda Italiana, con particolare riguardo per le manifestazioni Milano Moda Uomo,
Milano Moda Donna e Roma Collezioni Alta Moda.
Il volume ripercorre questo magico
mondo grazie a sei sezioni dedicate
nonché ai preziosi contributi di alcuni
tra le più importanti personalità dell’universo moda: da Franca Sozzani a
Suzy Menkes, da John Fairchild a Cesare Cunaccia. A corollario, una ricchissima galleria fotografica in
cui si vede scorrere sotto i nostri occhi incantati oltre mezzo secolo di
storia: storia del costume, ma anche di un Paese.
La testimonianza romanzata di una
delle vite più emblematiche del fashion internazionale, ma soprattutto
un’eredità per noi tutti, in particolare per i giovani, i quali possono
ritrovare nuovi stimoli per guardare oltre e non arrendersi, confidando nel
proprio talento. Perché, come afferma lo stesso Modenese, “La moda non può mai fossilizzarsi, non
può vivere sugli allori, non può accontentarsi di nostalgie”.
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