Visualizzazione post con etichetta David Bailey. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta David Bailey. Mostra tutti i post

lunedì 6 febbraio 2017

LEISURE_Aldo Coppola "Bellezza senza tempo"



La Bellezza. Uno dei grandi temi che da sempre impegna il genere umano nella ricerca di definizioni che combinano emozione e vissuto, filosofia e quotidianità. Le implicazioni con la sofisticazione dell’intelletto sono notevoli, al punto da invitare a interessanti digressioni attorno al tema. Tuttavia, essa implica innumerevoli contaminazioni anche con il nostro quotidiano, ossia con chi siamo, con quello che facciamo, con che modo e atteggiamento ci proponiamo e presentiamo alla società. Un concetto autentico di bellezza, che si spinge oltre la mera superficialità per lambire territori più aulici e soavi.
Utili in tal senso le argomentazioni portate avanti nella storia dai grandi pensatori. Per Oscar Wilde “La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera, il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna”, così come “La Bellezza non può essere interrogata: regna per diritto divino” e ancora “La Bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l'una sull'altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l'eternità”. Per Fëdor Dostoevskij “La Bellezza salverà il mondo”, mentre per Emir Kusturica “La Bellezza femminile è il punto più vicino fra il genere umano e l’eternità”. Per concludere questo breve excursus filosofico con Arthur Schopenhauer e Hermann Hesse per i quali, rispettivamente, “La Bellezza è una lettere aperta di raccomandazione che conquista subito i cuori” e “La Bellezza rende felice non colui che la possiede, ma colui che la può amare e desiderare”.
Per tornare ai giorni nostri, la bellezza è stata cara anche a un grande interprete di una delle sue forme di espressione più forte ed emblematica, dall’intensa ed indiscussa valenza comunicativa: Aldo Coppola. Non un semplice parrucchiere o hairstylist che dir si voglia, bensì un innovatore nel mondo dei capelli, sia in termini operativi che di prodotto. Una personalità poliedrica che ha combinato l’attività professionale con la formazione, collaborando con la stampa e i più importanti eventi glamour. Il tutto nell’ottica di una visione dallo stampo mondiale, che l’ha condotto a conquistare numerosi mercati esteri, complice la sua cultura del capello.
Per lui e la sua attività la Bellezza è sempre stata centrale, ricoprendo un ruolo di spicco sia in termini estetici che artistici. Ma quanto dura la bellezza? La bellezza è un attimo fugace che un cuore, una mente o un grande fotografo possono rendere eterno.
Ed è proprio questo che Aldo Coppola a essere raccontato nella mostra Aldo Coppola “Bellezza senza tempo”, visitabile sino al 2 marco 2017 alla Triennale di Milano. Esposti oltre 250 scatti d’autore: un percorso emozionale che narra della bellezza senza tempo e della sua evoluzione attraverso le immagini immortalate da Oliviero Toscani, Javier Vallhonrat, Fabrizio Ferri, Giampaolo Barbieri, Carlo Orsi, David Bailey e molti altri, protagoniste delle sue campagne di comunicazione.
Proiezioni e reportage della sua vita frenetica fra saloni, backstage delle sfilate e dei set fotografici, beauty show testimoniano il suo instancabile lavoro con i magazine, gli stilisti e i fotografi più importanti del mondo. Dai confronti artistici con Giorgio Armani al rapporto da fratello con Oliviero Toscani, Aldo non era un uomo che si fermava alla mera performance professionale, era un uomo con cui non potevi fare a meno di voler esplorare l’universo della bellezza. Quella senza tempo.
La mostra è un percorso multi-sensoriale che attraverso dodici temi, racconta cinque decenni di storia italiana.
Un viaggio nella vena artistica dell’uomo che ha saputo diventare un punto di riferimento della coiffeur, della moda e del costume internazionale.
Un viaggio attraverso le sfumature della colorimetria, la metamorfosi delle forme, la magia della fotografia.
Un viaggio di condivisione dell’amore per il proprio lavoro.
Un viaggio di innovazione e avanguardismo tangibile e trasferibile.
Un viaggio di tenacia, ricerca e successi.
Un viaggio che racconta la storia di un uomo ma anche di molti uomini.
Un viaggio di passione per l’arte e per la sua semplicità.
Un viaggio attraverso la bellezza come forma di genio che non necessita spiegazioni.
Un viaggio dedicato alle donne, alla loro capacità di trasformare e trasformarsi.
Un viaggio che Aldo Coppola presenta attraverso immagini, video, parole e racconti.
Un viaggio semplice, meraviglioso ed eterno… proprio come lo è una rosa rossa.

Aldo Coppola “Bellezza senza tempo”
Triennale di Milano, viale Alemagna 6, Milano
Fino al 2 marzo 2017
Ingresso libero

lunedì 9 marzo 2015

ART & CULTURE_Stardust David Bailey


Oltre 300 scatti in mostra al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano per descrivere l’estro creativo di uno dei fotografi più emblematici ed influenti al mondo, colui che ha dato un contributo significativo all’evoluzione delle arti visive e ha ispirato Antonioni per il film “Blow-up”: David Bailey. “Stardust”, questo il titolo della mostra visitabile sino al 2 giugno 2015, offre al pubblico uno sguardo inedito su un artista iconico, che ha ritratto in modo creativo e sempre stimolante soggetti e gruppi: molti di loro famosi, alcuni sconosciuti, tutti coinvolgenti e memorabili.
Promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura e Tod’s, la mostra segna l’inizio di una collaborazione pluriennale tra la prestigiosa azienda internazionale e il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea per la produzione di grandi mostre sugli artisti protagonisti del nostro tempo.
Universalmente riconosciuto come uno dei padri fondatori della fotografia contemporanea, David Bailey (Londra, 1938) è l’autore di alcuni tra i ritratti più iconici degli ultimi cinque decenni. I suoi primi lavori hanno definito, e allo stesso tempo catturato, l'atmosfera degli anni ‘60 a Londra, quando con i suo scatti ha fatto nascere stelle di una nuova generazione, tra cui Jean Shrimpton e Penelope Tree. Scardinando le rigide regole che avevano guidato la precedente generazione di fotografi ritrattisti e di moda, Bailey ha saputo incanalare nel suo lavoro la novità e l'energia della street culture londinese, creando quella freddezza casual che ha contrassegnato il suo stile.
Curata dallo stesso artista e realizzata in collaborazione con la National Portrait Gallery di Londra e con il magazine ICON, la mostra contiene una vasta serie di fotografie, selezionate personalmente da Bailey come le immagini più significative o memorabili della sua carriera, che ha attraversato più di mezzo secolo.
Innovativa e provocatoria, l’opera d Bailey include immagini intense ed evocative di attori, scrittori, musicisti, registi, icone della moda, designer, modelli, artisti e persone incontrate nel corso dei suoi viaggi.
Il coinvolgimento tra artista e soggetto è palpabile e presente in tutti i suoi scatti: da quelli realizzati con celebrities come Meryl Streep, Johnny Depp, Jack Nicholson e Kate Moss, ai nudi di sconosciuti volontari che hanno posato per il suo progetto “Democracy” tra il 2001 e il 2005; dalle icone della musica come i Beatles o i Rolling Stones, a grandi protagonisti delle arti visive come Salvador Dalì ritratto insieme ad Andy Warhol, ma anche Francis Bacon o Damien Hirst.
Il percorso della mostra non procede cronologicamente, ma per temi, mettendo a confronto generei molto diversi: dalla fashion photography agli still lives, fino alla fotografia di viaggio. La mostra ripercorre per capitoli ritratti, luoghi e personalità insieme agli scatti raccolti da Bailey intorno al mondo: immagini dell’India, dell’Australia, della Papua Nuova Guinea e del Sudan convivono così in un continuum con quelle dell’East End londinese e quelle più glamour delle “Pin- Up”.
Per questa esposizione, l’artista ha realizzato nuove stampe in gelatina d’argento, che gli hanno permesso di rivedere ogni singola immagine. Il suo stile inimitabile e senza tempo cattura lo Zeitgeist e la vitalità della cultura moderna attraverso la sua peculiare interpretazione: le immagini trasmettono una creatività e un temperamento che sono inequivocabilmente targati Bailey.
A corollario della mostra, il catalogo, edito per l’Italia da Skira Editore, contenente un saggio di Tim Marlow, direttore alla Royal Academy di Londra.

Stardust David Bailey
Fino al 2 giugno 2015
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, via Palestro 14, Milano

mercoledì 2 aprile 2014

LEISURE_David Bailey in mostra a Londra










Una mostra dal titolo emblematico “Bailey’s Stardust”, perché, in effetti, proprio stelle sono quelle immortalate da David Bailey in oltre 50 anni di carriera e riunite fino al 1° giugno 2014 in una mostra alla National Portrait Gallery di Londra.
Complice la curatela dell’artista stesso, è esposta una ricca selezione di fotografie tratte da due dei più famosi libri pubblicati dal fotografo - Box of Pin-ups, una scatola contenente le immagini di personaggi mondani degli anni ’60, e Bailey's Democracy, serie di foto scattate a chiunque entrasse nel suo studio –, che ritraggono attori, scrittori, musicisti, politici, modelle e tanti altri volti incontrati nei viaggi in Australia, a Nuova Dehli e nelle Naga Hills, solo per citarne qualcuno. Dai personaggi della Swinging London a sconosciuti dell’East End londinese fino ai reportage di viaggio, il mondo onirico di Bailey si alterna tra notorietà e anonimato, scovando quanto di interessante vi sia in qualsiasi ambiente e in ogni angolo del mondo.
Particolare e suggestivo l’allestimento, che conta stanze contrastanti tra loro, come richiesto dal fotografo: non vi è da meravigliarsi, quindi, se alcune sale con personaggi noti si alternano con altre con volti sconosciuti. E così dai visi di Kate Moss, Francis Bacon, Mick Jagger, Jack Nicholson e molti altri, si passa agli scatti del documentario fotografico del 1974 in Papua Nuova Guinea o alle immagini della carestia in Africa Orientale, realizzate a sostegno dell’iniziativa Band Aid nel 1985. Il tutto nell’ambito di una riflessione concertata su vita e morte.
Una mostra tanto attesa quanto emblematica per la città di Londra, dal momento che per gli inglesi Bailey rappresenta un mito, degno detentore del titolo di Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico, conferitogli nel 2001 quale riconoscimento per il suo impegno artistico. E, al contempo, un doveroso tributo a un artista che all’età di 78 anni ha ancora il potere di incantare e affascinare, catturando l’attenzione di estimatori ma anche di semplici appassionati, vuoi la varietà dei temi da lui proposti.
Curiosità, anche il titolo Stardust è stato scelto da Bailey, rendendo omaggio all’omonima canzone composta nel 1927 da Hoagy Carmichael e tanto cara all’artista.
A corollario della mostra, sponsorizzata da Hugo Boss, che ha iniziato il suo programma internazionale a sostegno dell’arte vent’anni fa, la pubblicazione Bailey’s Stardust.

Bailey’s Stardust
National Portrait Gallery, Londra
Fino al 1° giugno 2014