giovedì 28 novembre 2013

BOOK_Beppe Modenese: la sua vita in un libro



Beppe Modenese è stato il primo pr della moda italiana; ha inventato il made in Italy e la fashion week milanese; è il Presidente Onorario della Camera Nazionale della Moda Italiana: un uomo che ha posto le basi dell’italianità in termini di stile e gusto, portandola a livello internazionale quale punto di riferimento. Plausi riconosciuti a livello planetario già nel 1983 quando la testata Women Wear Daily lo definì “Italy’s Prime Minister of Fashion”, titolo che un anno prima gli aveva attribuito anche Adriana Mulassano. Questo e molto altro ancora, rivive oggi nella magiche pagine del libro b.m. Beppe Modenese, Minister of Elegance, edito Skira, che ripercorrono per immagini e aneddoti la meravigliosa vita, svelando molto della sua personalità. Eminenza della moda, Beppe Modenese si è sempre contraddistinto per la discrezione con la quale si è mosso e ha frequentato gli ambienti più prestigiosi della società: amico prima ancora che collaboratore di imprenditori e stilisti, fa parte di quella generazione che non ha bisogno di ostentate fatti e vissuto. Una vita, la sua, ricca di incontri speciali, colti con grande capacità e divenuti capisaldi nella storia della moda italiana. Correva l’anno 1952 quando conobbe Olga di Gresy e Giovanni Battista Giorgini, grazie ai quali comincia a lavorare nel negozio Il Ridotto di via Montenapoleone in cui convivevano antiquariato, artigianato, arte contemporanea e moda; nel 1954 incontra Piero Pinto, che gli sarà sempre al fianco, anche nei viaggi in giro per il mondo e nei quali sarà sempre ambasciatore della moda italiana; la stilista e regina delle pellicce, Jole Veneziani, è la prima ad affidargli le pubbliche relazioni, un mondo fino ad allora sconosciuto in Italia e di fondamentale importanza per Modenese per costruirsi i legami che ancora oggi può vantare. Segue un breve sipario televisivo con la trasmissione Vetrine, nella quale si occupa di antiquariato e moda. Beppe Modenese con il suo stile inconfondibile si reca a Parigi durante le sfilate dell’alta moda, conoscendo stilisti e direttori di prestigiose Maison; nel frattempo, sbarca negli Stati Uniti, ampliando ulteriormente la sua forma mentis. Il suo nome è sempre più importante, validato da abilità e competenze ancora oggi rare: diventa consulente per grandi aziende, consigliere fidato di numerosi stilisti…in poche parole, sinonimo di garanzia per chiunque abbia interessi nel mondo della moda.
Sulla scia di queste esperienze, Modenese sviluppa in Italia il concetto di manifestazione fieristica: è il 1968, infatti, quando organizza ModaParma, gettando le basi per la costruzione del sistema moda Italia e della centralità di Milano così come li intendiamo ancora oggi. Siamo agli albori degli anni ’70, epoca di trionfi economici senza eguali nonché del fenomeno del prêt-à-porter. Il capoluogo lombardo è in grande fermento: sta diventando il centro nevralgico della creatività, crocevia di tendenze e stili, dove si concentrano estri come quelli di Missoni, Krizia, Walter Albini, Cadette, Moschino, Armani e Versace. Tuttavia, manca una visione organica e d’insieme: et voilà che Modenese, il 3 ottobre 1979, tiene a battesimo il Centro Sfilate, progenitore di Milano Collezioni. Da lì in poi è stata un’ascesa continua. Di Modenese e della moda italiana, a validazione di quanto la sua figura sia stata emblematica per lo sviluppo del made in Italy. Dal 1987 al 2003 con lo Studio G.M. si occupa dell’ufficio stampa, le pubbliche relazioni e l’organizzazione di eventi della Camera Nazionale della Moda Italiana, con particolare riguardo per le manifestazioni Milano Moda Uomo, Milano Moda Donna e Roma Collezioni Alta Moda.
Il volume ripercorre questo magico mondo grazie a sei sezioni dedicate nonché ai preziosi contributi di alcuni tra le più importanti personalità dell’universo moda: da Franca Sozzani a Suzy Menkes, da John Fairchild a Cesare Cunaccia. A corollario, una ricchissima galleria fotografica in cui si vede scorrere sotto i nostri occhi incantati oltre mezzo secolo di storia: storia del costume, ma anche di un Paese.
La testimonianza romanzata di una delle vite più emblematiche del fashion internazionale, ma soprattutto un’eredità per noi tutti, in particolare per i giovani, i quali possono ritrovare nuovi stimoli per guardare oltre e non arrendersi, confidando nel proprio talento. Perché, come afferma lo stesso Modenese, “La moda non può mai fossilizzarsi, non può vivere sugli allori, non può accontentarsi di nostalgie”.

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