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mercoledì 18 ottobre 2017

LEISURE_The Open House



Elle Decor Grand Hotel torna a Palazzo Morando, a un anno dal suo debutto, con il progetto-installazione ‘The Open House’ firmato da Antonio Citterio Patricia Viel, studio di architettura di fama internazionale, che vanta realizzazioni fiore all’occhiello nel settore hôtellerie (suoi, infatti, sono il milanese Mandarin Oriental, i Bulgari di Milano, Londra, Bali e Pechino, giusto per citarne qualcuno).
Un allestimento, quello ospitato a Palazzo Morando fino al 22 ottobre, che esplora un concetto di public hotel, buttando l’occhio sulle possibilità e funzioni degli spazi pubblici, ed offre al visitatore una vera e propria esperienza. Negli ultimi tempi, infatti, gli hotel hanno assunto un nuovo ruolo, rendendo fruibile il luogo in cui sorgono vuoi per una colazione di lavoro piuttosto che per un aperitivo o un thè, per una gym session o un pomeriggio alla spa. L’hotel, quindi, come luogo di socialità e non più solo come struttura dedita all’ospitalità alberghiera. Un’evoluzione interessante, che lo porta ad assumere una veste nuova e a creare un’atmosfera accogliente sotto diversi punti di vista.
L’accesso all’installazione avviene dal cortile dove si trova l’Open Bar; si passa quindi nella lounge La Biblioteca per poi entrare nel ristorante, visitare la Wunderkammer con oggetti in vendita e il Flower Market per acquistare un bouquet tailor-made; si attraversa quindi la Spa, dove l’elemento dell’acqua è trasfigurato nel marmo di Lehanneur e nel vetro di de Santillana, per poi sostare negli spazi Wellness, dove si parla della cura del corpo e si giunge al Concept Store. Lungo il percorso, i video di Davide Rapp dedicati ai 4 elementi.

Elle Decor Grand Hotel “The Open House”
Palazzo Morando, via Sant’Andrea 6, Milano
Fino al 22 ottobre 2017

Ingresso libero, 10.00 – 21.00 

mercoledì 8 febbraio 2017

LEISURE_Inside Out. The Social Life of Bags



Il cammino di affermazione della donna italiana attraverso le borse e il loro contenuto, che l’hanno accompagnata dai primi Anni Cinquanta a oggi. “Inside out. The social life of bags” è il titolo del progetto espositivo che apre a Palazzo Morando (via sant’Andrea, Milano) dal 13 al 14 febbraio, portando Mipel nelle strade del capoluogo lombardo.
Promossa da Aimpes, con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico e di ITA – Italian Trade Agency, patrocinata dal Comune di Milano, l’esposizione è curata da Fabiana Giacomotti, scrittrice e docente di Linguaggi della Moda all’Università “La Sapienza” di Roma. Essa si svolgerà in concomitanza della 111esima edizione di Mipel e sarà mirata a valorizzare al tempo stesso il design delle borse italiane e la loro funzione.
In mostra, 42 borse iconiche – rappresentative del proprio momento storico per forma e design -, libri ed oggetti che le hanno idealmente occupate anno dopo anno: una modalità per mettere in evidenza lo speciale rapporto fra la donna e questo indispensabile accessorio di moda. Le preziose borsette in coccodrillo a mano con i portarossetto d’argento inciso e il portamonete delle signore raccontate dai romanzi di Gadda, insieme con le cartelle operaie da attaccare alla bici degli anni della ricostruzione. Le bisacce e le postine in cuoio e camoscio degli Anni Settanta con i testi, gli occhiali e i profumi che accompagnarono le proteste. I walkman degli Anni Ottanta negli zaini in tessuto tecnico, fino alle chiavi elettroniche e i cellulari sottilissimi di oggi, elementi quasi invisibili all’interno di shopper e doppie borse scomponibili e trasformabili, da usare da mattina a sera. Un rapporto simbolico e simbiotico, che viene enfatizzato da un allestimento di grande impatto e un filmato trasmesso su un grande vidiwall, realizzato grazie al supporto di Rai Teche.
La mostra, resa possibile dall’eccezionale disponibilità di importanti archivi d’impresa e museali, ma anche di collezionisti privati e del team Mipel, raccoglie borse e accessori di Araldi 1930, Amato Daniele, Bianchi e Nardi, Bonfanti, Borbonese, Bottega Veneta, Braccialini, Bric’s, Capaf, Olop, Fendi, Fendissime, Fermoda, Ferragamo, Gherardini, Giancarlo Petriglia, Gucci, Leu Locati, Lexiapel, Parmeggiani, Plinio Visonà, Prada, Roberta di Camerino, I Santi, Serapian, Trussardi, ma anche borse e piccola pelletteria anonima, di linea innovativa.
Inedita anche la forma e lo stile del catalogo, un mazzo di carte per giocare al “Mercante in fiera”, dove borse e simboli si legano secondo la creatività e l’estro pittorico dell’illustratore Federico Bassi. Realizzato a tiratura limitata in soli duecento esemplari, è destinato a diventare oggetto di collezione.
Dopo l’inaugurazione a inviti, il 13 febbraio, il 14 febbraio la mostra resterà aperta al pubblico, proseguendo il percorso 'Mipel in città' inaugurato in occasione della scorsa edizione e volto ad offrire un momento culturale di rilievo alla città di Milano. Dovrebbe quindi essere portata all'estero nei mesi successivi.

Inside Out. The Social Life of Bags
Palazzo Morando, via Sant’Andrea 6, Milano

13 e 14 febbraio 2017

giovedì 19 gennaio 2017

LEISURE_Manolo Blahnik in mostra a Milano




Milano si prepara ad accogliere una serie di appuntamenti espositivi strettamente legati al mondo della moda. Primo fra tutti, la grande mostra dedicata all’iconico couturier Manolo Blahnik, le cui creazioni sono oggetti cult.


A Palazzo Morando (via Sant’Andrea, 6), nel cuore del quadrilatero della moda, sarà ospitata dal 26 gennaio al 9 aprile 2017 la sua prima retrospettiva, a cui faranno seguito tappe internazionali.
Un’occasione irripetibile per vedere, tutte insieme, le migliori creazioni, vere e proprie opere d’arte, dei 45 anni di attività del maestro profondamente legato alla tradizione artigianale e con una forte relazione con l’Italia dal momento che tutt’oggi, nonostante il suo marchio sia noto in tutto il mondo, continua a produrre nell’interland milanese, dove ha iniziato.


MANOLO BLAHNIK. The Art of Shoes” illustra il mondo di Manolo Blahnik: esposti 80 disegni e 212 scarpe che coprono 45 anni di attività dello stilista.

Promossa da Comune di Milano | Cultura, Musei Storici, prodotta e organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con Manolo Blahnik e con il sostegno del Governo delle Isole Canarie, la mostra curata da Cristina Carrillo de Albornoz  racconta la profonda influenza che l’arte e la cultura italiana hanno avuto e hanno ancora oggi sulle sue creazioni. La scultura greco-romana, il barocco, il cinema di Visconti, il Gattopardo, i coralli di Sicilia, tutto questo e molto altro si ritrova nelle calzature di Manolo Blahnik.

La scelta di Milano non è casuale, bensì fortemente voluta dal grande creativo in virtù del suo forte legame con l’Italia, patria dell’arte e dell’artigianato riconosciuti in tutto il mondo.
Dopo Milano, la mostra approderà all’Hermitage di San Pietroburgo in quella Russia che è stata per Blahnik una fonte d’ispirazione costante; passerà poi al Museum Kampa di Praga nella Repubblica Ceca, patria del padre dell’artista; infine sarà ospitata al Museo Nacional de Artes Decorativas di Madrid, in quella Spagna che è da sempre nel cuore di Blahnik. Nel 2018 il tour andrà poi al prestigioso Bata Shoe Museum di Toronto, in Canada.


MANOLO BLAHNIK. The Art of Shoes”
Palazzo Morando, via Sant’Andrea 6, Milano

Dal 26 gennaio al 9 aprile 2017

venerdì 11 novembre 2016

ART & CULTURE_Milano, storia di una rinascita


Dalla Milano piegata dai bombardamenti delle forze alleate, alla città che da quelle ferite ha saputo rialzarsi e ripartire, dando vita a una stagione esaltante, nella quale diventa non solo artefice del proprio riscatto ma motore per quello dell’intero Paese.
È la mostra MILANO, STORIA DI UNA RINASCITA. 1943 – 1953 dai bombardamenti alla ricostruzione” a cura di Stefano Galli, organizzata dall'Associazione Spirale d'Idee e promossa da Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici, in programma a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine in via Sant’Andrea, fino al 12 febbraio 2017.
Attraverso 170 immagini d’epoca, video, documenti, reperti bellici, oggetti di design, cimeli e molto altro, l’esposizione documenta un periodo cruciale per la storia recente di Milano tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli anni della ricostruzione.
“MILANO, STORIA DI UNA RINASCITA. 1943 – 1953 dai bombardamenti alla ricostruzione” è il terzo appuntamento espositivo a Palazzo Morando iniziato con MILANO TRA LE DUE GUERRE. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti” (2013) e proseguito con “MILANO, CITTA’ D’ACQUA” (2015), teso a raccontare il capoluogo meneghino a partire dalla sua storia, dalla sua specificità, dalle vicende della storia sociale, capaci di trasformare in modo radicale il volto della città.
La mostra si apre con i grandi bombardamenti del 1943, quando Milano diviene oggetto di reiterati attacchi che ne segnano per sempre il profilo. Una mappa con i luoghi colpiti dai raid è il fulcro di una narrazione condotta attraverso immagini d’epoca, cimeli e reperti bellici (dalle maschere antigas agli ordigni, fino al paracadute “da bengala” usato per illuminare a giorno la città prima dell'attacco) in grado di restituire la situazione dei diversi quartieri cittadini e i luoghi più rappresentativi colpiti dalle bombe, dal Duomo a Palazzo Reale, passando per il Cenacolo Vinciano.
Una pagina dolorosa per Milano, riassunta anche in una sezione video dove accanto ai filmati originali delle incursioni aeree si affianca la testimonianza del trionfale concerto di riapertura della Scala, diretto dal maestro Arturo Toscanini nel maggio 1946, a simboleggiare il ritorno alla normalità.
La mostra prosegue con il racconto di alcuni aspetti della quotidianità in tempo di guerra, ricostruendo la complessità ma anche la ricchezza delle relazioni sociali tessute in un momento tanto difficile e drammatico, passando dal dramma degli sfollati agli episodi di solidarietà vissuti nelle mense collettive, fino alla documentazione di una economia spontanea basata sul mercato nero.
È inoltre proposto un importante approfondimento sulla presenza del regime in città, attraverso i luoghi del Fascismo: l’Albergo Diana, prima sede del comando tedesco, l’Albergo Regina, a sua volta quartier generale nazista a Milano, Villa Triste, teatro di sevizie e torture compiute dalla Banda Koch, reparto speciale della polizia della Repubblica di Salò incaricato di catturare ed eliminare gli oppositori politici, Piazzale Loreto, teatro dell’epilogo dell’egemonia fascista.
Terminato il focus sul periodo bellico, l’esposizione accompagna il visitatore alla scoperta degli anni ricchi di fermento ma non meno traumatici della ricostruzione passata, anche attraverso la distruzione di edifici storici e di pregio che, seppure danneggiati solo marginalmente dalle bombe, furono sacrificati alla modernità o alla speculazione. È il caso del vecchio Palazzo Trivulzio, di Palazzo Visconti sul Naviglio, di Palazzo Pertusati Gropallo, del teatro Manzoni di piazza S. Fedele e di molti altri luoghi ormai dimenticati.
I cambiamenti urbanistici corrono in parallelo al mutamento radicale di una società che uscita da vent’anni di regime e da cinque di guerra, riassapora lentamente la libertà: Milano, progressivamente, torna alla vita. Aprono nuovi negozi e nascono nuove forme d’impiego; i bambini si dilettano con giochi e giocattoli prima sconosciuti e anche gli adulti riscoprono il tempo dello svago. Si apre la stagione delle balere e delle osterie, ritrovi pubblici fondamentali per rinsaldare il senso di appartenenza ad una comunità rinnovata.
È sempre una duplice visione quella che accompagna la mostra di Palazzo Morando, che intende testimoniare come una nuova città sia risorta – dal punto di vista architettonico e urbanistico – ma anche come abbia preso forma una cittadinanza nuova: con interessi, sogni e visioni completamente diversi rispetto al passato. E così, mentre sorgono nuovi quartieri, come il QT8, e nuovi edifici inseriti nel contesto del centro cittadino su progetti degli architetti Moretti, Figini, Pollini, Bottoni e Portaluppi, compare in piazza San Babila la prima cabina telefonica installata in Italia, si afferma la grande scuola del design e Palazzo Reale ospita nel 1953 la mostra monografica dedicata a Pablo Picasso con la significativa esposizione nella distrutta Sala delle Cariatidi di Guernica, capolavoro di denuncia sociale mai più in futuro esposto in Italia.
In una convergenza di elementi che segnano il ritorno della città a ruolo di protagonista nel panorama italiano ed europeo si pongono le basi per il boom economico e sociale del decennio seguente.
L’esposizione prosegue anche al di fuori degli spazi di Palazzo Morando con due sezioni speciali: una alla Biblioteca Gorla in via Asiago 1, con un approfondimento sul bombardamento subito il 20 ottobre 1944 dalla scuola elementare "Francesco Crispi" in cui morirono 184 bambini; l’altra alla Biblioteca Gallaratese in via Giacomo Quarenghi 21, nel quartiere QT8 simbolo della ricostruzione e rinascita della città.
Inoltre, in concomitanza con l’esposizione sono previsti tre ‘Percorsi fuori mostra’ che si snodano nelle vie cittadine: Città bombardata (la Galleria, la Scala, Palazzo Reale e la Sala delle Cariatidi, via Gesú, piazza S. Carlo, piazza S. Babila, il vecchio bar Cova, Palazzo Marino e Palazzo Spinola); Città costruita (il grattacielo svizzero, corso Europa, la Rinascente, l’Albergo di via Corridoni e piazza Diaz); Città non ricostruita (Palazzo Pertusati Gropallo, Palazzo Visconti di Modrone, case Sfondrati, via Manzoni e il Teatro Manzoni). Data l’importante valenza istruttiva dell’iniziativa, infine, sono stati predisposti appositi percorsi didattici per consentire agli alunni delle scuole di ogni genere e grado di approfondire gli argomenti trattati. Previsti anche workshop specifici di fotografia.
A corollario, diverse conferenze su aspetti legati alle tematiche esposte e un catalogo edizioni Spirale d’Idee.

Milano, storia di una rinascita
Fino al 12 febbraio 2017

Palazzo Morando, via Sant’Andrea 6, Milano