Col qualche tempo d’anticipo è
giunto comunque il momento di guardare alla stagione che verrà per capire in
fatto di stile e tendenze cosa ha da proporre. Pronti quindi a immergersi in un
mondo immaginifico, in bilico tra sogno e realtà, dove tutto assume un’allure
particolare, mostrandosi nella sua essenza più profonda. Dicendo di sé e delle
visionarie interpretazioni che l’hanno ispirato. Visioni che conducono
inevitabilmente a un viaggio tra Oriente
e Occidente, mixando culture e identità. Si indosserà, pertanto, un nuovo
abito o una nuova personalità? Questo l’emblema della prossima stagione.
Decostruzioni
geometriche e fascino del Levante diventano, quindi, i leitmotiv sui quali si sviluppa la
primavera/estate 2013.
Si comincia da un classico intramontabile
e, proprio per questo, immancabile: il
bianco e nero. Un grafismo eclettico dagli effetti e dai rimandi optical.
Da Balenciaga la gonna a taglio a
sbalzo, ripresa dagli archivi della Maison, si ripropone in quest’elegante
binomio cromatico, scolpendo la silhouette nelle sue forme essenziali.
Lanvin, invece, punta il cuore della sua
collezione su uno smoking destrutturato, dove l’unica tracciabilità stilistica
di questo capo nella sua versione tradizionale è rappresentato dal rever bianco
a contrasto sul raso di seta nero.
Bando alle geometrie chez Chanel che propone una maglia dal motivo sailor in versione extra-large. Un over adorato anche da Maison
Martin Margiela che fa degli abiti dai tagli netti a vivo il must grazie al
quale esprimere una creatività intatta e sorprendente. Over, giocato con nuance
pure e texture compatte, anche chez Marni,
dove la gonna color rosa confetto si sposa con il top in eco-pelle petrolio. Nasce
così, quasi per incanto, una nuova silhouette, razionale e pulita.
E se la geometria è uno dei
capisaldi per la prossima stagione, ben vi stanno, allora, i tocchi di cubismo grafico proposti da Acne con i suoi quadrati, che molto
rimandano alle opere di Mondrian, oppure l’abito a “uovo” giocato
sull’alternanza simbiotica di luci e ombre, tra il rosa Elsa Schiaparelli e il
bianco latte, proposto da Chanel,
quasi fosse un tributo all’arte digitale, o, ancora, il soprabito di Fendi sul
quale emergono quasi in 3D i cubi multicolor, creando un nuovo spazio visivo.
Lasciando l’Occidente alla volta
dell’Oriente, Etro si ispira ai
tagli del tradizionale kimono, tra fiori dipinti o ricamati, per dare vita a
casacche da portare legate in vita e abbinate a cropped-pants.
Quintessenza d’eleganza, invece, la
collezione di Giorgio Armami, che
ancora una volta valida i canoni stilitici della sua estetica sempre più
rivolta a una donna raffinata e di buon gusto: a troneggiare su tutto, un
completo tre pezzi, composto da pantaloni ampi, top e giacca in lino grezzo,
per un orientalismo divinamente daily wear.
Stile
metropolitano, mixato a note grunge, per total look a check multicolor da Dries Van Noten e black&white per i pantaloni di 3.1 Philip Lim. A corollario di questo
stile, dettagli metal come la borsa di Stella
McCartney. Sulla stessa scia, anche se concepito con note di fondo
decisamente diverse, l’abito da cocktail di Christian Dior: un mini dress monospalla di duchesse e organza
metallica.
Per quanto concerne il colore cult della primavera/estate che
verrà, sembra trionfare il giallo,
in tutta la sua elettricità e brillantezza, sbaragliando anni di neon e nuance
tropicali. Gucci lo propone con un trench,
mentre M Missoni reinterpreta un
classico abitino bon ton in piquet e san gallo di cotone. Modernismo, invece,
nella rivisitazione di Louis Vuitton,
che sceglie un damier (tema caro alla Maison) bianco e lime.
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