mercoledì 7 dicembre 2011

LEISURE_Il Natale dei 100 Alberi d'Autore




Il Natale come nessun altro periodo dell’anno ci porta almeno col pensiero ad essere vicini agli altri. Anche nel panorama fashion dilagano le iniziative charity a sostegno di chi è meno fortunato. Una su tutte Il Natale dei 100 Alberi d’Autore, ideata dall’Associazione Sergio Valente e giunta alla XVIII edizione.  
L’appuntamento, che si rinnova ogni anno, vede il contributo di esponenti del mondo della moda, dell’arte e del design chiamati a creare, secondo il proprio estro, un personale albero di Natale.
Un’ iniziativa solidale che, per questa edizione, ha deciso di convogliare attenzione e ricavi ottenuti dalla vendita degli alberi a  favore di NPS Italia Onlus, un progetto di assistenza legale per la tutela dei diritti delle persone sieropositive e dei loro familiari.
Inaugurata il 6 dicembre alla presenza di una madrina d’eccezione di nome Anna Fendi, la mostra sarà visitabile nello Spazio endi di via Borgogna a Roma per due settimane.
Molti i brand e i nomi affezionati come lo stilista Carlo Pignatelli che, per l’occasione, ha realizzato un abete fiabesco, ispirato al wedding style della maison: affusolato e tempestato di bottoni e gioielli preziosi, l’albero scintilla nelle decorazioni di pietre dure e cristalli Swarovski che lo compongono. Una creazione simile alla guglia di un castello incantato, che sembra uscito dalle pagine di una storia dei fratelli Grimm! Bagliori magici d’oro, di platino e d’argento, scintillano nella struttura a coni in degradé, la cui base in cristallo è arricchita da decori ton sur ton. L’iniziativa è da anni un appuntamento fisso per Pignatelli, particolarmente sensibile ai progetti benefici: “la moda e il lusso devono diventare un volano per sostenere le cause benefiche e aiutare, anche e soprattutto in questo periodo di festa, chi ne ha più bisogno”.
E se Pignatelli è un abitué, molte sono le new entry, Nomination in testa. La maison fiorentina -  leader nella gioielleria in acciaio ed oro – ha realizzato un suggestivo “Composable Tree”: un albero di 70 cm interamente composto dal Composable, il bracciale componibile dal design innovativo, best seller di Nomination. Il risultato è incredibile: lo sfavillio del corpo in acciaio a spirale unito all’oro 17kt enfatizza l’atmosfera natalizia, rappresentando un albero di Natale che simboleggia il suo stile inconfondibile e il suo spiccato senso di solidarietà. “L’attenzione al charity appartiene oramai al dna della nostra azienda e unire quest’aspetto alla creatività natalizia ha reso quest’appuntamento davvero imperdibile” - ha affermato Alessandro Gensini, Marketing Director di Nomination – “è importante sostenere progetti di questo genere e continuare a farlo non solo nei periodi festivi”.
In mostra per la prima volta anche la griffe Agogoa dello stilista italo americano Jerry Tommolini, a cui va il plauso d’aver trasformato il beach wear in capo d’abbigliamento. Secondo la migliore delle tradizioni yankee, candele luminose, stelle rosse e golosi candies natalizi addobbano i rami trasparenti dell’albero in plexiglass. “Iniziative di questo genere sono encomiabili e andrebbero ripetute durante tutto l’anno: il fatto di poter collaborare, con un piccolissimo contributo, a sostenere progetti e associazioni che ne hanno necessità non fa che sublimare il senso più profondo del Natale” ha dichiarato Jerry Tommolini,  Amministratore Delegato di Agoga.
Appuntamento quindi da non perdere, per una creatività che si fa solidale, coniugando note glamour e finalità charity.

martedì 6 dicembre 2011

ABOUT_Nasce PINKROMA.IT, il primo web magazine dedicato alle donne della Capitale


Oggi, martedì 7 dicembre, viene presentato in Campidoglio PINKROMA.IT, il primo web magazine dedicato alle donne della Capitale.
A guidare il progetto web una squadra poliedrica, composta da eccellenze dei rispettivi settori d’appartenenza: Tiziana Rocca (PR di fama internazionale), Paola Guerci (giornalista con importanti esperienze nel mondo istituzionale), Maria Cimarelli (ideatrice e fondatrice di Working Mothers Italy) in testa, seguite da altre professioniste di spessore. Collaterale e complementare al lancio del progetto, un’intensa e mirata attività di comunicazione on e off line a cura della creatività di Francesco Callegher.
Il magazine si propone di offrire al 1.500.000 di donne residenti a Roma e altre oltre 500.000 che ogni giorno arrivano dall’hinterland, un sito dove potersi informare a 360° attraverso il costante aggiornamento dei contenuti, elaborati da un team redazionale di professionisti. All’interno di PINKROMA.IT ogni municipio avrà una sua pagina dedicata dove le donne troveranno notizie, curiosità, iniziative o eventi territoriali. Nove le sezioni: moda, bellezza, salute, pinktime, mamme, casa & cucina, lavoro, love & sex, attualità. Un volo pindarico nell’universo femminile, per trattare di fashion, beauty, cosmesi, ma anche di aspetti più legati alla sfera personale come il lavoro, la psicologia, ecc. Un approccio innovativo e unico che mescola notizie di varia natura contestualizzandole alla realtà del territorio. Nel sito è presente anche un blog dove si potranno inserire idee e commenti. Il web magazine sarà inoltre presente sui principali social media con un canale you tube, una pagina facebook, un account twitter ed altri strumenti social. Tutti metodi con cui le lettrici avranno voce in capitolo, interagendo e confrontandosi in prima persona. Come affermato da Tiziana Rocca “…strumenti di new media che collegano al progetto; che completano l’idea editoriale proposta con il massimo impegno quotidiano, ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro…”. In altre parole, un web magazine fatto per e con le lettrici.
Il passo successivo del progetto sarà l’apertura della stessa formula editoriale nella città di Milano, prevista per Aprile 2012.

STYLE_Vestiamoci a festa: Velvet Inspiration





Le feste si avvicinano e tra party, cene augurali, appuntamenti della vigilia, una domanda ci accompagna incessantemente: cosa mi metto? Un vestito può senz’altro risolverci molti problemi, garantendo la confortabilità di un unico pezzo d’abbigliamento e togliendoci da tormentose questioni di abbinamento, relative più a gonne e pantaloni che impongono una scelta oculata anche sul pezzo sopra. Fatto sta che il vestito ci toglie dall’impiccio di “pensare in doppia” per così dire: un unico capo e via…pronte per la soirée. Meglio ancora se è in velluto, il tessuto che per antonomasia nobilita il viso, conferendo un allure dal fascino aristocratico. E se velluto deve essere che velluto sia, declinato nelle nuances più classiche ma al contempo quelle che meglio elogiano la sua funzione nobilitante: porpora in testa, seguito da blu notte, verde e nero. Se poi si tratta di velluto di seta, la sua aria di alta nobiltà si sprigiona all’ennesima potenza, in perfetto stile Paolina Borghese Bonaparte. Arricchito da dettagli glamour come bijoux veri o fantasia, si adatta a pennello ad occasioni da grande soirée, dalla première all’evento charity. Per tutti i gusti e in tutte le fogge: dal robe bustier all’abito tunica al tuxedo, passando per le forme più essenziali, ma pur sempre charmantes, e per piccoli dettagli come ramage, inserti o pumps, volti in ogni caso a trasmettere la purezza di una preziosità incurante del tempo che passa. Perché il velluto risplende di luce propria e una volta indossato ci trasforma in principesse di un regno incantato. Dalla favolosa meraviglia. La stessa a cui pensano le grandi maison quando lavorano alle loro collezioni e interpretano il velluto come miglior alleato per un sera dal gusto molto heritage così come nota di fondo per day look dall’eleganza sobria ma preziosa.

lunedì 5 dicembre 2011

ART & CULTURE_Moda in Italia. 150 anni di eleganza





Pensate alla Reggia di Venaria. Mettete nomi come la Fondazione Tirelli Trappetti di Roma per la realizzazione, Gabriella Pascucci – costumista premio Oscar – e Franca Sozzani – direttore Vogue Italia – per la direzione artistica con la consulenza di Dino Trappetti, Michele De Lucchi per l’allestimento e Laura Tonatto per le note olfattive che accompagnano lo spettatore in un viaggio multi sensoriale. Un viaggio straordinario nello stile e nell’eleganza made in Italy dal nome Moda in Italia. 150 anni di eleganza, in mostra alla Reggia di Venaria fino al 29 gennaio 2012. Ma ancora di più un viaggio nella storia dei 150 anni d’Italia, ripercorrendo le gioie e i drammi attraverso il racconto di 200 vestiti che hanno fatto la moda italiana. Un itinerario storico e di stile, in bilico tra realtà e immaginario, tra cinema, romanzo e attualità. Dal seduttivo abito della Contessa di Castiglione ai manti delle regine d’Italia, dagli sgargianti tailleurs della Belle Époque alle provocazioni dei Futuristi, dal candido costume da ballo di Claudia Cardinale nel Gattopardo di Visconti all’abito pretino di Anita Ekberg nella Dolce Vita di Fellini. Fino ad arrivare alle creazioni di tutti i grandi stilisti contemporanei - Valentino, Capucci, Versace, Armani in testa. Di informazioni relative alla mostra in sé ve ne sono un’infinità e i siti http://www.lavenaria.it/ e www.italia150.it soddisfano ogni genere di curiosità in merito. Quello che invece voglio raccontare è piuttosto la mia personale visita, iniziata con il benvenuto da parte di illustri personaggi della nostra epoca e con i loro pareri sulla moda e sulle relative implicazioni semantico-culturali: La moda è l’autoritratto di una società (Ennio Flaiano), Il moderno invecchia, il vecchio ritorna di moda (Leo Longanesi), Si pensa e si agisce come si veste (Giacomo Balla), Fuori moda è tutto ciò che indossano gli altri (Oscar Wilde), La moda è fatta per diventare fuori moda (Coco Chanel). Catapultati in un’atmosfera di magico incanto, la meraviglia si fa ancora più grande di fronte ai primi capi esposti: l’abito da sera della Contessa di Castiglione e quello da ballo indossato da Claudia Cardinale ne “Il Gattopardo”. In equilibrio tra realtà e immaginario la mostra prende il via proprio dagli anni preludio dell’unità. Un percorso a doppia marcia - quello tra storia e romanzo - che mi accompagna per mano, nell’esplorazione del Belpaese. Da lì è un’escalation di abiti meravigliosi, con tutto il loro carico di vissuto: abiti realmente indossati da personaggi storici e abiti romanzati da set cinematografico. Quel che conta non è tanto l’origine quanto la capacità di narrare tutto un periodo storico, le gioie e i dolori di un Paese come l’Italia che nell’arco di 150 anni è stata protagonista di un avvicendarsi irrefrenabile di fatti e accadimenti che ne hanno segnato il tragitto indelebilmente. Un volo pindarico dal Regno alla Belle Époque, passando per il Futurismo e le due Guerre Mondiali, per approdare alla Repubblica e alla rinascita della moda italiana prima con gli atelier romani e poi con il prêt-à-porter. In mezzo protagonisti come Boldini, che con la sua pittura ha reso onore alla storia e al costume del nostro Paese, Gabriele D’Annunzio, cultore del Bello, e la “divina” Eleonora Duse, figure emblematiche del secolo scorso per la cultura italiana intesa in senso lato e abbracciante cinema, letteratura e costume. Muovendoti nella mostra comprendi come la moda ha sempre rappresentato un elemento imprescindibile per l’Italia, una sorta di seconda anima: il gusto e lo stile di un’eleganza sovrana che si spinge oltre i semplici abiti e diviene una vera e propria attitudine di vita, un esempio a cui ambire e che ci contraddistingue tuttora in giro per il mondo. Ma soprattutto ti rendi conto di come sia sempre stata legata agli accadimenti storici e sociali, semplificando con linee, forme, tagli e tessuti quelle che erano le istanze dominanti nei vari momenti. Una moda quindi che non si ferma ai meri dettagli frivoli ma arricchisce le sue note più glamour con un riscontro pratico e attestabile dal contesto socio-culturale a cui si riferisce. E questo a scapito di tutti coloro che pensano si tratti solo e semplicemente di un’attività effimera, volta all’ostentazione e all’apparenza fine a se stessa. In realtà, il suo modo d’essere affonda radici ben profonde, fermamente ancorate alle ispirazioni da cui prende vita. Ti rendi inoltre conto di come sia ciclica e quindi si riproponga nel tempo, andando a ripescare di volta in volta nella storia del costume, reinterpretandone lo spirito in chiave contemporanea. La moda, quindi, come nient’altro è in grado di registrare l’oggi, annunciando il domani mentre guarda al passato. Per esempio, ti soffermi di fronte alla sezione anni ’20 e noti come questi abiti, dal taglio semplice ma arricchiti da dettagli quali piogge di jais, stampe ricamate, frange e cristalli, rimandino d’un tratto all’ultima collezione primavera/estate 2012 di Gucci; o ancora l’opulenza delle uniformi di fine ottocento abbia trovato vita in molte collezioni invernali di Dolce & Gabbana dal carattere militaresco; oppure come la preziosità di velluti, broccati, applicazioni varie fosse un uso diffuso allora come oggi, sempre e comunque nell’intento di esprimere un’eccellenza creativa e sartoriale che nessuno è ancora riuscito ad eguagliare. Ti rendi infine conto di come abbia saputo imporsi nel secolo scorso a livello mondiale, “dettando” regole di buon gusto e affascinando un pubblico internazionale. Ecco quindi che la moda italiana veste il cinema americano: è l’epoca dei grandi nomi del calibro di Emilio Pucci, Simonetta Colonna di Cesarò, Biki, Fernanda Gattinoni, Salvatore Ferragamo, le Sorelle Fontana. L’alta moda romana, quella degli atelier e della società che molto sa di Dolce Vita. Di lì a poco il passo verso la modernità è breve: ecco il fenomeno del prêt-à-porter, con tutta la sua energia e la sua voglia spregiudicata di accompagnare con l’abbigliamento il nuovo stile di vita delle donne. E’ il momento delle griffes, che di diritto entrano nel firmamento del Made in Italy, inteso come fenomeno internazionale, dietro cui si celano vitalità imprenditoriale, flessibilità e l’attitudine a sentire l’air du temps. Per viaggiare sopra gli altri ma soprattutto prima degli altri. Mentre penso questo, vedo tutti i grandi nomi prendere posto nell’atmosfera di una sfilata ricostruita ad hoc. Passerella centrale e ai lati sedute a gradoni per la platea. Gianni Versace con il suo celeberrimo abito in crêpe di seta a stampa pop art col volto di Marilyn Monroe apre le danze. Sembra di stare a una vera e propria fashion week e invece siamo ancora a Venaria: tra defilé e platea è un tripudio di creatività e maestria. Ogni nome ha messo in scena i suoi capi cult che meglio di altri evocano il proprio spirito. Un trionfo dell’italianità. Del buon gusto e del fare bene. Abiti ma anche accessori: un panorama infinito del patrimonio di stile Made in Italy. E ti accorgi che questa è solo che una piccola selezione di oggetti seppur emblematici. D’un tratto ti viene in mente tutto quanto può a giusto titolo rientrare a farne parte. A ciascuno di noi, con le nostre emozioni e suggestioni, con i nostri pensieri, ripescare nel passato e riportare alla memoria tutto quello che può arricchire questa piccola selezione: personaggi, storie e oggetti. Sempre e comunque qualcosa che evochi la bellezza intatta di una punta di diamante tutta italiana come è appunto la moda.
Come affermava la stessa Coco Chanel La moda passa, lo stile resta. Ebbene sì, nel nostro caso si tratta dell’eccezione che conferma la regola: lo stile è rimasto inalterato nel tempo, attraversando oltre un secolo, superando guerre e radicali trasformazioni sociali. La moda è invece cambiata nei decenni, dando ogni volta il massimo di sé in termini di eleganza.

domenica 4 dicembre 2011

ENTERTAINMENT_“Lioness: Hidden Trasures”. Il nuovo album di Amy Winehouse


Oggi, lunedì 5 dicembre, esce il disco postumo di Amy Winehouse “Lioness: Hidden Trasures”. Un disco non nuovo nelle tracce – trattandosi di cover o vecchie registrazioni – ma dalle sonorità emozionanti e suggestive, che spaziano dagli standard jazz all’hip hop, mostrando la completezza artistica della cantante.
Un disco frutto del lavoro emotivamente impegnativo dei produttori Salaam Remi e Mark Ronson, stretti collaboratori della Winehouse, che hanno assemblato la tracklist ripercorrendo il patrimonio artistico della cantante. Scavando nel profondo e scovando una bellezza più unica che rara, fonte di ispirazione per le generazioni future. 
“Our Day Will Come”, il singolo che si sente da settimane in radio, suggella un invito alla vita. Quasi in direzione opposta a “Back to black” – giusto per citare uno dei brani cult della cantante – da lei tanto celebrato. Un inno alla gioia e al futuro, magari di condivisione. Nel giorno che sarà nostro.
La voce di Amy Winehouse è smagliante e profonda al tempo stesso. Calda e morbida. Sembra evocare un’atmosfera famigliare, quasi di festa, fatta di suoni vivi e fascinose emozioni. E non importa dove ci si trova…quel che conta è che in due si cammina nella vita, in un gioco di coppia colorato da una complicità d’intesa. Nulla è simulato. Tutto è reale. Per andare insieme incontro al giorno che verrà: felici e fieri, accompagnati da un romanticismo di un tempo che fu e che sarà. E proprio questo romanticismo viene suggellato dalla sua voce indimenticabile e inconfondibile, capace di attestare i più contrastanti stati d’animo, delineandone ogni più profonda e celata sfumatura.
Un sound che nasconde rimandi d’antan, per creare una continuità con la storia della musica. Per ambientare oggi melodie e toni di ieri, adattandoli e reinterpretandoli con tutta la sua personalità, con il gusto sofisticato e il garbo elegante che solo lei sapeva trasmettere.
Una scia comune a tutte le tracce, cover di successi internazionali. In “A Song For You” di Leon Russell, resa famosa da Donny Hathaway, la Winehouse canta e suona la chitarra. “Will You Still Love Me Tomorrow”, incisa nel 2004, è il brano di Carole King portato in classifica negli anni ’60 dalle Shirelles e finita già, nella versione targata Winehouse, nel film “Che pasticcio, Bridget Jones!”. “The Girl From Ipanema” è la prima canzone in assoluto che l’artista registrò all’età di diciott’anni: una bossa nova di Jobim De Moraes da lei completamente rivisitata. Vi sono poi la celebre “Valerie” degli Zutons - qui più lenta – e “Best Friends”, portata nei numerosi live prima dell’esordio, nonché l’imperdibile duetto con Tony Bennett “Body & Soul” e - sua ultima registrazione - la prima versione della ballata “Tears Dry” e di “Wake Up Alone”, entrambe appartenenti al secondo disco. Tre gli inediti che completano l’album: “Halftime”, “Between The Cheats” e “Like Smoke” featuring Nas.
L’emozione nell’ascoltarla è molta. Ma si tratta di un’emozione che prende vita in una libera interpretazione che riconduce alla condivisione del domani, del non noto, dell’inesplorato. Per trovare un fascino contemporaneo in un futuro spesso custodito dal passato.

sabato 3 dicembre 2011

ART & CULTURE_Il tesoro di Chicchi Meroni in mostra a Milano





È stata inaugurata giovedì 1° dicembre, nel raffinato cult store milanese de l’Arabesque in Largo Augusto, la mostra “Costume Jewelry”, curata da Chicchi Meroni. Una speciale raccolta di preziosi bijoux d’epoca dagli anni ’20 agli anni ’70, il periodo forse più florido per l’incantevole ed esuberante gioielleria vintage. Lo stesso incanto che ha fascinato Chicchi Meroni e che si può trovare e rivivere con le magnifiche creazioni esposte di Eisenberg, Trifari, Miriam Haskell, Nettie Rosenstein, Stanley Hagler, Yves Saint Laurent, Christian Dior, tra gli altri.
Bijoux importanti e spettacolari, dal grande impatto emotivo ed estetico, raccolti da Chicchi Meroni nei suoi innumerevoli viaggi e da lei tanto amati. Un amore il suo per il design e lo stile trasmesso dalla madre indossatrice, che l’ha introdotta nel mondo dell’alta moda e dei grandi ateliers, e dal padre, a contatto con i più grandi nomi dell’architettura. Un amore e una sensibilità che desidera condividere ora con il pubblico. Per trasmettere e comunicare quello stesso fascino incantevole che l’ha sempre accompagnata nella sua esplorazione alla ricerca di oggetti più o meno rari, ma pur sempre caratterizzati da una bellezza unica, senza eguali e soprattutto senza tempo.  
Visitabile fino al 31 gennaio 2012

giovedì 1 dicembre 2011

STYLE_La gioielleria siciliana di Dolce & Gabbana



Cuori, croci, medagliette votive, rosari, cornetti portafortuna, chiavi. Tutto quanto può essere preso a prestito dal sacro velato di profano, nell’evocazione più pura di una sicilianità che in modo preponderante torna nelle ispirazioni del duo Dolce & Gabbana. Questa volta per una jewellery collection - alta gioielleria s’intende - tripudio di oro giallo, bianco e rosa, diamanti e pietre preziose. Per un mix&match di cattolicesimo-sensualità-mediterraneità. Le immagini di Madonne, santi e angioletti trionfano in queste creazioni, evocando i regali donati alle cerimonie religiose come la medaglietta della prima comunione, il ciondolino del battesimo, il rosario della cresima.
Per un tempo passato che ritorna, attualizzato nelle forme e nei materiali, ma intatto nel fascino magnetico e nel potere seduttivo. Un tempo famigliare - quello delle nostre nonne con la loro aria semplice ma sofisticata – caricato di un’allure di mistero e di una dimensione mistica, con elementi porte-bonheur e citazioni allegoriche dolcemente accennate.
Ultimo tassello della maison che già profuma di successo annunciato. Un successo che anche in questo caso è frutto di viaggi, studi, ispirazioni ed esplorazioni, iniziati in Portogallo. Qui, affacciato sull’Oceano, il duo ha acquistato qualcosa come 80.000 medagliette antiche - una diversa dall’altra - affidate in Italia alle abili lavorazioni artigianali di esperti del mestiere. Risultato: oltre 80 pezzi di joaillerie, alcuni sobri e stilizzati, altri teatrali, elaborati e complessi. Rosari in giada nera, croci incastonate di rosette di gemme a fare da orecchini o pendetifs, bracciali tintinnanti, spille concentrato di simboli semplicemente evocati. Per ogni gusto, per ogni desiderio, per ogni evenienza. Per la sera come anche per il giorno, senza paura di osare e col piacere di indossare quell’artigianalità squisitamente italiana. 
E subito viene da pensare a questi monili abbinati a un abito di pizzo o di velluto - due grandi cult della maison, tra le altre cose - per vere femme fatale che amano il gioco sottile della seduzione in bilico tra feste patinate e solennità religiose, rimandi celebrativi e spettacolari, per una bellezza senza tempo e oltre il tempo.
A fare da testimonial nella campagna pubblicitaria l’italianissima Bianca Balti, in un’atmosfera molto made in Sicily, dall’antica memoria gattopardiana e dall’odierna joie de vivre.
Già disponibile nelle boutique di Milano, Parigi e Londra, la collezione già preziosa lo diverrà ancora di più con una limited edition di 14 pezzi, che presto arriverà nella boutique milanese. Un gioiello nei gioielli. Giusto per non farsi mancare nulla.