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giovedì 27 febbraio 2014

STYLE_Filippo Gabriele






Sono immediatamente identificabili per l’assoluta femminilità, essenza primordiale nonché tratto distintivo che le pone in cima alla classifica delle luxury shoes per eccellenza. Si tratta delle creazioni di FG Milano-Filippo Gabriele: non a caso il logo è una corona da regina e ogni modello possiede un nome di donna.
Nato dall’unione tra l’esuberante creatività della stilista Alessandra Tonelli e l’intuito manageriale di Filippo Maria Guidotti, il marchio prodotto da FG Milano punta sull’eccellenza del made in Italy: materiali esclusivi come astrakan e cincillà, velluto di seta e raso di seta, vernice e pitone, macramé e rafia; forme ricercate e originali, come sandali-stivale o sandali con le ali frontali, oltre a décolletée, ballerine e ciabattine; lavorazioni artigianali, come la sottile catena diamantata brevettata, la fodera e la soletta interna in nappa francese cucite a mano, il fondo in tessuto cachemire e la suola in color argento effetto specchio. Piccoli grandi tratti distintivi, che rappresentato le cifre di uno stile improntato al futuro ma fedele alla tradizione manifatturiera del passato.
Le scarpe FG Milano-Filippo Gabriele sono la quintessenza di una geniale creatività: ogni modello racchiude in sé grandi segreti, invitando a un’esperienza unica e magica, in grado di suscitare desideri e dar vita a bellissimi sogni.

lunedì 3 settembre 2012

ABOUT_Il pizzo: un intrigo di stile




































Pizzo, trina o merletto. Quale che sia l’appellativo utilizzato non cambia molto nell’immaginario collettivo, che lo vuole come una delle lavorazioni tra le più seducenti: intrigante ma raffinata, sensuale ma elegante. Un gioco studiato di rivelato e non svelato, che molto dice ma ancora di più evoca, che scopre sussurrando e copre con garbo e delicatezza. Il pizzo appare come una sorta di continua antitesi tra estremi che si respingono per attrarsi, quasi a suggellare la giusta convivenza di due anime in apparenza distanti e differenti, sulla scia di un’iconica commistione tra sacro e profano che, se ben riuscita, è in grado di dare strabilianti effetti di charme e incanto.
Tecnicamente parlando, le categorie di pizzo sono due: quello eseguito con l’ago (evoluzione del ricamo) e quello al tombolo (figlio della passamaneria). Per tre secoli, i pizzi sono stati eseguiti rigorosamente a mano, assurgendo a concreta manifestazione di una minuziosa abilità sartoriale, progenitrice della couture tout court, come ancora oggi la intendiamo. Solo all’inizio dell’800 compaiono le prime macchine, a Nottingham in Inghilterra, a opera di John Hethcoat e in seguito di Leavers, che battezzerà il pizzo oggi conosciuto come “pizzo di Calais”.
Da un punto di vista storico, il pizzo compare sulla scena del tessile e, di riflesso, del costume, relativamente tardi, nella seconda metà del ‘500. All’inizio due sono i poli di debutto: Venezia - all’epoca crocevia obbligato per ogni tipo di merce – per quanto concerne il pizzo all’ago e le Fiandre per quello al tombolo. Prima di allora, per ottenere l’effetto di trasparenza (nel pizzo dovuta alla struttura leggera con piccoli fori e vuoti) si ricamava un pezzo di lino a festoni, lo si tagliava e si tiravano i fili. Da una simile constatazione e invertendo il procedimento, ecco l’idea geniale: invece di distruggere il tessuto, si creava una griglia su cui ricamare.
Fino al ‘700 il merletto fu utilizzato anche dagli uomini per i jabot e i polsini arricciati che fuoriuscivano dalle giacche. Con i primi dell’800, diventa esclusiva del guardaroba femminile, usato per abiti, giacche, velette, ombrelli, scialli nonché come guarnizione di biancheria e accessori. Da Venezia e dalle Fiandre, conquista il mondo intero: si diffonde subito in Francia poi in Inghilterra, Spagna e Svizzera. In Asia e America del Sud fu probabilmente importato dai missionari. Fra i merletti più famosi ad ago, ci sono quelli di Alençon e Argentan in Normandia, fra i pizzi a tombolo, lo Chantilly, il Valenciennes e il merletto di Burano o pizzo veneziano. L’arte del pizzo a mano è ancora insegnata in molte scuole specializzate, mentre musei di tutto il mondo hanno ricche collezioni di merletti antichi. Uno dei più famosi fabbricanti è Riechers-Marescot a Calais, che lavora per i maggiori couturier del mondo.
Negli anni il pizzo ha contraddistinto le note più glamour della moda per la sua duplice anima grazie alla quale, mentre suggella una provocante sensualità, evoca un’eleganza raffinata, mixando sapientemente le carte in un calibrato gioco di stili e ispirazioni. Elemento di lusso per la couture, declina il suo aspetto sofisticato per merito dell’abilità manuale delle sarte che dedicano ore di lavoro alla più perfetta resa formale della sua essenza. Non meno prezioso sul versante prêt-à-porter, che lo vede trionfare in ogni dove e in ogni come, vuoi elemento preponderante di una creazione – abito, camicia, gonna, ecc. -, vuoi dettaglio lussuoso, volto a elogiare un capo d’abbigliamento piuttosto che un accessorio – bag, jabot, balze, scarpe. Intrigante ma mai volgare, sussurrato e mai gridato, il pizzo mantiene inalterato il suo fascino altero che rimanda ad antiche epoche aristocratiche. Ideale per il giorno se utilizzato nella sua variante più discreta, diviene un alleato insostituibile per la sera con total look capaci di incantare un’intera platea nelle occasioni più mondane. La sua azione nobilitante non si ferma davanti a nulla: dai look più formali arriva ad arricchire quelli più informali, donando in ogni caso quel tocco d’indiscussa preziosità.
Molte maison – da Valentino a Prada, passando per Louis Vuitton - lo utilizzano nelle loro collezioni, proponendolo di volta in volta declinato nelle stagioni e negli outfit. Per alcune – Dolce&Gabbana in testa – è divenuto un must della loro cifra stilistica: la coppia di stilisti made in Italy lo inserisce in ogni sfilata, donandogli ora un’anima dark, ora una imperiale, ora una sexy. Il pizzo è divenuto un elemento cardine della loro moda, un dettaglio di stile che evoca la tradizione della sicilianità più pura tanto cara alla coppia e prezioso bagaglio d’ispirazione per la loro moda. Dal classico tubino all’abito corto dal tocco bon ton, dalla longuette super femminile alla blusa très charmante, dall’inserto di gonne nelle fantasie più varie – animalier o floreali che siano – alle bag e alle scarpe, il pizzo rivela la sua anima versatile, pronta a sposare ogni linea e ogni forma. Per look dall’alto tasso sensuale a tutte le ore del giorno, che non perderono mai di vista l’eleganza più autentica.  

giovedì 19 luglio 2012

STYLE_Braccialetti Cruciani: piccoli oggetti di culto










Quadrifoglio come fortuna, cuore come amore, farfalla come libertà, una chiave e un lucchetto a simboleggiare una promessa d’amore. Questi e molti altri i simboli utilizzati da Cruciani, marchio di maglieria e filati di lusso, per realizzare i suoi inconfondibili braccialetti in macramè, vero e proprio must have della Maison che ha conquistato il polso di celebrities internazionali. Tutto è nato dalla lungimiranza e dall’intraprendenza di Luca Caprai, patron del marchio Cruciani. Un’idea non casuale, ma strettamente legata all’attività di famiglia: i braccialetti sono infatti realizzati ad ago in pizzo macramè, dalla Arnaldo Caprai Gruppo Tessile, guidata dal 1955 da Arnaldo Caprai, padre di Luca. Un’idea, quindi, 100% made in Italy che ha subito spopolato, diventando fenomeno di tendenza.
L’estate scorsa il debutto, accolto con favore dal pubblico: da lì in poi è stato un successo continuo, alimentato da nuovi modelli (spesso limited edition), opening di monomarca dedicati nelle Città più emblematiche per il marchio e per i braccialetti stessi, interminabili schiere di estimatori, pronte anche a code fuori dai negozi pur di comprarsi uno di questi adorabili bijoux benaugurali.
Ad inaugurare questa tendenza, il Braccialetto Quadrifoglio. Simbolo di speranza, gioia inattesa e fortuna, il quadrifoglio è universalmente associato ad avvenimenti nuovi e felici. Vista la sua rarità, molte popolazioni lo considerano una pianta sacra e, quindi, un efficace portafortuna per chi lo trova così come per chi lo riceve. Composto da quattro foglie, ciascuna rappresenta una particolare virtù: la prima la reputazione, la seconda la ricchezza, la terza la salute e la quarta l’amore sincero. Sulla scorta di queste considerazioni, nasce il Braccialetto Quadrifoglio di Cruciani, un amuleto per tutti coloro che lo acquistano o lo ricevono in regalo: sette quadrifogli (numero magico) a rappresentare altrettanti desideri, in una magica corrispondenza valoriale.
Ben presto si sono aggiunti diversi modelli ad arricchire la gamma disponibile, simboleggiando, di volta in volta, i significati più sublimi della vita: il Ponte Milvio, composto dalla coppia di braccialetti Chiave e Lucchetto, a suggello di un’autentica promessa d’Amore; amore anche per la versione del Braccialetto con i cuori così come per la rivisitazione che combina il nobile sentimento con la fortuna, due facce della stessa medaglia, chiamate a completarsi per un’unione perenne e inossidabile: il primo con la sua eternità e la seconda con la sua fugacità, nella resa ottimale di un rapporto destinato a durare nel tempo, alimentato da attimi di euforica divinazione; il Braccialetto Drago, che rappresenta la creatura mitologica in tutta la sua imponente dirompenza, forte e sinuoso ad omaggiare con garbo il 2012, anno del dragone cinese; dalla leggenda alla realtà il passo – o meglio il volo – è breve…un battito d’ali et voilà! il Braccialetto Farfalla, inno elegante a quella stessa libertà a cui ogni uomo aspira, in cui riporre equilibrio e trovare serenità, chiave di volta per vivere i cambiamenti e guardare al futuro con grazia, oltre i confini dello spazio e del tempo. Last but not least, due nuovissime novità: il Pirata e il Marte Rosso. Il primo, presentato in occasione dell’apertura del negozio Cruciani C a Taormina, con quel suo fascino evocante atmosfere alla Capitan Jack Sparrow, è divenuto in men che non si dica il must have della stagione, a un anno esatto dall’esordio in grande stile dei Braccialetti Cruciani. Il Marte Rosso, invece, è stato lanciato durante la manifestazione di moda Pitti ed è dedicato a Ray Bradbury, scrittore di Fahrenheit 451, il primo a ipotizzare, prima della scoperta vera e propria, il colore del pianeta Marte (rosso, per l’appunto). Disponibile anche una versione multicolor fluo. A corollario, a suggerire l’intenzione di creare un’effettiva filosofia di vita Cruciani, la realizzazione di una linea Kid, dedicata ai più piccoli: quadrifogli, cuori, stelle marine, farfalle, in versione slim, per un trionfo di colori e divertimento.
Fenomeno di tendenza, i Braccialetti Cruciani hanno conquistato anche i più insospettabili, entrando, di diritto, nel firmamento degli oggetti di culto. Complice l’eccellenza produttiva, la qualità delle materie prime e il garbo della manifattura, questi deliziosi bijoux racchiudono lo spirito del più puro made in Italy e, nello specifico, “made in Cruciani”. Inconfondibili per il loro stile e la foggia dei dettagli, hanno spopolato al punto di stimolare l’apertura di numerosi monomarca dedicati in Città simbolo per la Maison: la romantica Verona, le mondane Forte dei Marmi, Capri e Taormina, ma anche l’internazionale Madrid. Recentissima, risalente al 16 luglio, l’opening di Milano, in via Manzoni 19: un luogo-non luogo, uno scrigno, tripudio di gioco di luci e di forza estetica, in cui ammirare e acquistare i Braccialetti, le borse in pvc, le colorate pashmine in cashmere, seta e lino.

La Arnaldo Caprai Gruppo Tessile (www.caprai.it) è la più importante azienda di produzione di biancheria per la casa impreziosita con merletti; ha la più grande Collezione Museale privata delle Arti Tessile esistente al mondo, la prima a diventare virtuale nel sito www.museocaprai.it; ha una propria filiera tessile completa, dal filato al prodotto finito ed è stata una delle prime aziende a ad ottenere il certificato "TF- Traceability & Fashion", il marchio che identifica il sistema di tracciabilità dell’Italian Textile Fashion, garantendo così il suo essere…orgogliosamente Made in Italy dal 1955.

La Cruciani (www.cruciani.net) produce e distribuisce capi di maglieria e total look di altissima qualità. Ogni prodotto è realizzato con le migliori materie prime provenienti da tutto il mondo: il cashmere, la seta, la lana e il cotone tra i quali spiccano quelli speciali e rari. Queste preziose materie prime vengono selezionate, stoccate ed accomodate in una sorta di stagionatura, secondo un processo che ne esalta le caratteristiche ed il pregio. Lavorazioni che avvengono tutte interamente in Italia per garantire la vera qualità del Made in Italy.