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giovedì 1 ottobre 2015

STYLE_Le tendenze viste al BINF Fashion Show

Alcoolique

Amami

Divissima

G3N3

LaCles

Mauro Gasperi

Naira Khachatryan

Naira Khachatryan

Tutino

E' andata in scena sabato 26 settembre allo Sheraton Diana Majestic, l'edizione numero 6 del BINF Fashion Show. In passerella 8 brand per 8 stili diversi.
 Non una sola donna, dunque, ma tante ispirazioni dalle quali trarre spunto per creare il proprio personalissimo stile.
Ad inaugurare la passerella dell’edizione 2015, Mauro Gasperi con il suo minimal chic reinventato. La tendenza: abbinare tessuti coprenti come il denim alla trasparenza e alla leggerezza della seta organzata.
È stata poi la volta di Amami, brand giovane e sbarazzino come la sua ideatrice.
 Centrale, il total black reinterpretato in chiave "amami" e quindi pratico, dinamico ma soprattutto easy to wear.
Alcoolique, invece, gioca, sui colori del Mediterraneo per una donna sensuale, scanzonata e dall'inconsapevole femminilità.
 Il corallo sul macramè dell'abito con colletto in stile "camiceria napoletana" in stampa floreale dal gusto retro è la cifra stilistica del brand.  
A G3N3 il plauso d’aver puntato sulla lavorazione a mano tipica del made in Italy, presentando una collezione dall'anima soul. 
La tendenza? Le geometrie in stile mixate ad elementi presi a prestito da altre culture per una donna sicura di sé e cosmopolita.
Vere e proprie opere d'arte le creazioni di Naira Khachatryan che, per la prossima P/E, manda in passerella forme dalle silhouette cangianti e preziosi tessuti che si trasformano in punti maglia tridimensionali.
 tratto distintivo, il quadro si trasforma in vestito
Si inquadrano in un discorso di charity, ed ecosostenibilità gli abiti della collezione di La Cles realizzati in "peace silk" e volti a sostenere i progetti africani al femminile.
 La seta viene declinata in stampe, colori e forme fluttuanti per una donna sensuale dalla tendenza couture.

Con la collezione Divissima si pensa già al mare e alle sensualità della donna che sceglie di essere diva, fuori e dentro. Colore dominare, il blu acceso con gradazioni più chiare, che si accendono in geometrie difficili da dimenticare.

Il BINF Fashion Show non è solo dresses, ma anche accessori grazie alla collezione TU.TINO che rende meno serioso il look e più allegra la giornata con una collezione in cui protagonisti sono gli animali.

Presente anche un corner dedicato ai gioielli e, in particolare, alle creazioni di MADAMI, nuovo brand dalla raffinata semplicità tutta giocata sul colore dei cristalli Swarovski che incontrano l’oro, l’argento ed il bronzo creando bracciali, collane e orecchini dalle linee pulite e sofisticate. 
“In color we trust ” è il motto del brand, interamente realizzato a mano secondo la personalizzazione scelta dalla clientela.

venerdì 3 ottobre 2014

ABOUT_Salvatore Ferragamo meets Marilyn Monroe




“La misura del piede mi rivela il carattere di chi lo possiede. Ho suddiviso le donne che sono venute da me in tre categorie: le Cenerentole, le Veneri e le Aristocratiche… La Venere è generalmente molto bella, affascinante e sofisticata, eppure dietro il luccichio esterno si cela spesso una donna di casa amante delle cose semplici; poiché queste due caratteristiche sono contraddittorie, la Venere è spesso incompresa: la si accusa di amare troppo il lusso e le frivolezze”.
Così Salvatore Ferragamo nella sua autobiografia descrive il prototipo delle donne che calzano scarpe numero 6, ma sembra parlare di Marilyn Monroe, l’attrice più famosa di tutti i tempi, la donna più fotografata, l’icona pop, la personalità complessa e discussa, la cliente fedele che ha reso celebri i suoi décolleté a tacco 11 cm e che non ha mai incontrato, perché acquistava le sue scarpe direttamente nel negozio di Park Avenue a New York o se le faceva comprare in Italia.
Diversi i modelli creati da Salvatore Ferragamo per l’attrice nella seconda metà degli anni ‘50 e da lei indossati nelle sue pellicole più celebri. Icona di irresistibile femminilità, Marilyn Monroe è stata una delle star più carismatiche di tutti i tempi, oltre che cliente affezionata di Salvatore Ferragamo, abile nell’esprimere l’essenza indimenticabile del suo fascino.
Marilyn Monroe adorava indossare décolleté di essenziale eleganza, dalla punta sfilata e tacco a spillo di 11 cm, che accentuavano la sua innata e prorompente femminilità e che Ferragamo declinò in una varietà di materiali e colori tipica del suo stile. Tra questi, degni di nota sono i seguenti.
Viatica, décolleté con tomaia in camoscio beige, punta, tallone e tacco a spillo in coccodrillo marrone, e Viatica 2, décolleté realizzato completamente in coccodrillo, nascono dalla famosa scarpa creata per Marilyn nel 1958-1959 e indossata dall’attrice nel film A qualcuno piace caldo di Billy Wilder.
Vi sono poi Sugar – che trae nome appunto dal personaggio della Monroe nel film di Wilder – una pump con tomaia in camoscio, piccole applicazioni in vitello e punta sfilata, e Chianti (1956), una delle più fortunate creazioni di Salvatore Ferragamo negli anni ‘50 sulla forma di décolleté realizzato per Marilyn Monroe.
 Si passa, poi, dall’allure bon ton di Romantica, décolleté in camoscio e accollato bordo smerlato, al look da sera di Honey, pump con tomaia in raso, ornamento di strass bianchi e tacco rivestito di raso, per arriva alla modernità delle lavorazioni di Norma (1958-1959), tomaia in camoscio con tagli ornamentali e fodera in capretto, e alla ricercatezza di Abbe (1959), décolleté in vitello con scollatura orlata da tre listini centinati in capretto e tacco a stiletto in vitello decorato con lo stesso motivo in diagonale.

I prodigi della lavorazione artigianale, indiscussa caratteristica della Salvatore Ferragamo, si combinano perfettamente alla semplicità del design in Beauty (1958-1959), décolleté formato da due tomaie in capretto cucite insieme e sapientemente intagliate, e in Red, pump dalla punta sfilata, interamente ricoperta di Swarovski. Quintessenza del sex appeal, questa scarpa fu realizzata per Marilyn Monroe nel film Facciamo l’amore del 1960 per la regia di George Cukor.

lunedì 29 settembre 2014

STYLE_Le Capresi










Capri è l’emblema della dolce vita. Di un bel tempo che fu. Di un’armonica convivenza di raffinatezza, eleganza, glamour. Di dive e divine per eccellenza, che camminavano per le viuzze dell’isola, portando con sé un autentico senso di celebrità.
Oggi, quest’allure di magia rivive grazie a un brand che nelle sue creazioni fa tesoro di questo spirito: Le Capresi. Sandali ma anche deliziose loafers da portare di giorno come di sera, per impreziosire look prestigiosi o caratterizzare per personalità e senso del gusto mises informali.
Creazioni uniche: per la creatività dei modelli, la qualità dei materiali, le tecniche di lavorazione, la produzione interamente manuale.
Il brand nasce nel 2008 dalla passione di Rory De Angelis per l’isola di Capri e la dolce vita. Un passato da modella e una vocazione per il senso del bello hanno fatto il resto. Et voilà che il suo talento visionario prende vita con la rivisitazione in chiave glamour del celeberrimo sandalo caprese, amato in tutto il mondo al punto da vantare estimatrici del calibro di Soraya, Maria Callas e Jackie Kennedy.
La semplicità dei modelli trova il suo contraltare nella preziosità dei dettagli: è così che linee classiche ed eleganti si sposano a materiali come cristalli Swarovski, turchesi, perle di fiume, pietre dure. Un mix calibrato di perfezione, ricerca e lusso. Sandali unici per la loro estetica nonché per la lavorazione interamente realizzata a mano da parte di maestri artigiani capresi. Uno spirito che anima anche la produzione di mocassini e loafers che combinano glamour e tendenza, nel rispetto di buon gusto e raffinatezza.
Passione, dedizione e amore gli ingredienti irrinunciabili di questa magica formula che ha catturato l’attenzione di celebrities del calibro di Olivia Palermo e Miranda Kerr.

E così, a distanza di decenni, il mito di Capri corre intatto, portando con sé la duplice dimensione di sogno e realtà. Dimensioni nelle quali l’esclusività diviene sinonimo di tradizione ed eleganza.

www.lecapresi.it 


lunedì 19 maggio 2014

STYLE_I bijoux di Regina Alleni





Regina Alleni alias Giulia Maria Benvenuto, esperta di marketing e comunicazione con una passione innata per il mondo dei bijoux. Una passione caratterizzata da uno stile unico e da un inconfondibile senso dell’eleganza e della raffinatezza, requisiti che si ritrovano in ogni sua collezione.
Gioielli dotati di un magnetismo particolare, che ingloba la donna che li indossa e da essa è, a sua volta, sprigionato. Gioielli che diventano con lei un tutt’uno, inneggiando alla vita e alla perfezione, nel segno di un fascino eccezionale.
Già nel logo Regina Alleni suggella il mood del suo stile: un serpente attorcigliato, simbolo misterioso da sempre attribuito alla donna, animale-archetipo che rimanda al ciclo continuo della vita, e una corona sovrastata da un fiore. Un binomio cristallizzato di prestigio e femminilità.
Eleganza e sobrietà, ma, al tempo stesso, fantasia e concretezza, romanticismo e spirito rock sono i tratti distintivi delle collezioni Regina Alleni, rivolte a una donna che vive la quotidianità con classe, senza lasciare nulla al caso e attribuendo al dettaglio un’importanza significativa per la definizione della propria allure. Gusto classico e slancio moderno si combinano armoniosamente, dando vita a creazioni che molto riprendono dalla tradizione, strizzando, al contempo, l’occhio al design contemporaneo. In una bilanciata alchimia di fattori sorprendenti e affascinanti.
Rigorosamente made in Italy, i gioielli Regina Alleni sono prodotti e assemblati nel laboratorio di una storica micro fonderia sita nel cuore di Milano. Ogni elemento è realizzato tramite fusione, tra le cui tecniche va citato il metodo tradizionale della cera-persa. Ogni creazione, in tal modo, risulta essere figlia sia della sapiente manualità degli artigiani che lavorano a questo procedimento che della creatività delle modelliste dalle cui sapienti mani nascono i modelli madre che danno vita agli schizzi disegnati su carta.
I gioielli Regina Alleni sono realizzati con l’utilizzo dei materiali classici dell’alta bigiotteria, quali leghe ad alta percentuale di stagno, bronzo e ottone, cui si sommano innovative sperimentazioni come la lavorazione dell’alluminio. Il procedimento di doratura di ogni pezzo avviene per mezzo di bagni galvanici che donano ai metalli una placcatura che va dall’argento all’oro all’ottone. Ogni bijou è certificato come prodotto artigianale e la sua lavorazione è garantita dal rispetto delle vigenti normative europee in termini di standard qualitativi, assicurando un prodotto 100% nichel free. Le pietre che arricchiscono e impreziosiscono le collezioni – Swarovski, rinomati cristalli tedeschi e cecoslovacchi, in particolare boemi - sono applicare manualmente. Spesso si abbinano all’utilizzo di particolari e pregiate resine o pellami per la realizzazione di speciali creazioni come pochette da sera o cinture.
Le collezioni Regina Alleni sono in continua evoluzione: una sperimentazione di stili e tendenze che passa anche attraverso emblematici nomi, che evocano luoghi lontani, fasti antichi e tempi passati, riportati ai giorni nostri grazie a moderne interpretazioni. Orecchini e bracciali che nei nomi evocano un vissuto, fatto di storia, tradizioni e visioni, e che nelle forme ripropongono valori d’antan attualizzati secondo un’estetica che si confà alle esigenze del XXI secolo, nel rispetto di un’artigianalità senza limiti e senza tempo, che rifiuta tecniche di produzione industriale per inneggiare liberamente al savoir-faire manuale, sigillo di esclusività e ricercatezza.

Un prestigio che non è sinonimo di snobismo, bensì di autenticità evoluta e bellezza innata. Un prestigio che diviene elogio della vita, declinata nei suoi valori intrinseci.