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martedì 19 settembre 2017

LEISURE_Consegnati i Chi è Chi Awards 2017




I Chi è Chi Awards  ideati da Cristiana Schieppati e organizzati da Crisalide Press in collaborazione con il Comune di Milano, aprono, anche quest'anno, la Milano Fashion Week. La XVII° edizione, patrocinata da Regione Lombardia e Comune di Milano, presso la Sala Azionisti di Palazzo Edison.
Da sempre i temi del Chi è Chi Awards precorrono le tendenze, questa edizione pone l'accento sulla comunicazione moda nell'era del web 3.0: "MILLENNIALS VS BLOGGERS, LA MODA NELL'ERA #DIGITAL."   Un argomento di stretta attualità che vedrà protagonisti i brand e le aziende che hanno maggiormente investito in questo settore, le star dei social network e gli interpreti di questo nuovo modo di fare comunicazione attraverso il web.
Ricevono i CHI E' CHI AWARDS 2017 nelle seguenti categorie:
Best Digital Brand e Premio Elio Fiorucci - Marco Bizzarri - Gucci
Best Communications to Millennials - Dolce & Gabbana
Miglior sito e-commerce - Yoox  
Marchio beauty più amato dai Millennials - Sephora 
Best Millennials communications: Sofia Viscardi
Web Designer - Sergio Calatroni
Influencer sportivo Generazione Y - Filippo Bologni
Blogger - Mariano Di Vaio
Volto cinema e tv social - Elisabetta Pellini
Assegnati anche i PREMI BARBARA VITTI votati attraverso la newsletter Chi è Chi News agli uffici stampa Prada, premiato come miglior ufficio stampa moda per le attività digital e Attila & Co, migliore agenzia digital PR moda e bellezza.
La giuria tecnica che ha assegnato i premi è composta da Benedetta Barzini - Docente ed esperta in cultura della moda; Mario Boselli -  Presidente  Onorario della Camera Nazionale della Moda Italiana; Michele Ciavarella Style Magazine - Corriere della Sera; Emanuele Farneti  -  Direttore di Vogue Italia; Antonio Mancinelli  caporedattore Marie Claire - Cristina Milanesi - beauty director Io Donna; Giuseppe Modenese - Presidente Onorario della Camera della Moda; Cristina Morozzi - Giornalista e critica di design e design director of education della design school di Istituto Marangoni; Giuliana Parabiago - giornalista e pr & marketing consultant di Pitti Immagine; Massimiliano Sortino -Fashion Editor di Vogue.it.
Main partner il brand Lancia Ypsilon, che rinnova anche quest'anno la partecipazione ai CHI E' CHI AWARDS. I premiati e la giuria viaggiano a bordo di Lancia Ypsilon Unyca, la serie speciale dedicata a chiunque desideri una vettura pratica e moderna. Nel corso della premiazione Antonella Bruno, Head Lancia/Chrysler Brand - Emea Fiat Group Automobiles svelerà "Generazione Y", il nuovo contest cinematografico realizzato con lo IED che darà voce ai Millennials.
HP è presente all'evento con la nuova stampante fotografica portatile HP Sprocket: grazie alla tecnologia Bluethooth e all'applicazione mobile puoi scattare, personalizzare, condividere e stampare le tue foto preferite direttamente dallo smartphone e dagli account social, ovunque ti trovi. La stampa non è mai stata così social.
Filorga, primo laboratorio francese di medicina estetica fondato nel 1978, partecipa a questa edizione premiando vincitori e giuria con un prodotto della linea cosmetica Medi-Cosmetique: la novità Oil Absolute, siero olio anti-età globale in grado di contrastare lo stato di burn-out cutaneo, un vero e proprio elisir di giovinezza.
Tutti gli ospiti riceveranno un esclusivo kit "wrinkle free" per una settimana di trattamento con i best seller del marchio.
Collistar, azienda italiana leader da 14 anni in profumeria, é il make up partner dell'evento. Per l'occasione ha pensato alle signore presenti offrendo Collezione Caffè, la nuova capsule collection per l'A/I 2017 realizzata in collaborazione con illy. La nuova tappa del viaggio Ti Amo Italia, il progetto di Collistar che celebra le eccellenze italiane, prende vita in una collezione intensa e appassionata, che parla agli amanti della bellezza, del gusto, dell'arte, della qualità.
BKR, la bottiglia made in USA più fotografata sui social, nuova ossessione di celebrities, beauty editors e fashion insider omaggia vincitori e giuria della nuova collezione A/W ispirata alle tendenze delle sfilate di New York, Londra, Parigi e Milano. Super healthy, in vetro e silicone, sono in vendita esclusiva per l'Italia sul sito beautyaholicshop.com.
The Leading Hotels of the World (www.LHW.com), la collezione di alberghi che riunisce oltre 375 hotel indipendenti, di lusso e fuori dal comune in più di 80 Paesi, ha messo a disposizione due meravigliosi soggiorni, il primo a Villa La Massa, sulle dolci colline fiorentine e il secondo a Villa & Palazzo Aminta a Stresa, sul lago Maggiore. I premi saranno consegnati da Federica Damiani, Director, Consumer Marketing Italy.
Edizioni Condè Nast, presente con il nuovo Vogue Italia, omaggia vincitori e giuria di un abbonamento annuale.

Edizioni Condè Nast, presente con il nuovo Vogue Italia, omaggia vincitori e giuria di un abbonamento annuale.

mercoledì 21 settembre 2016

LEISURE_Chi è Chi Awards 2016



I CHI E' CHI AWARDS, ideati da Cristiana Schieppati e organizzati da Crisalide Press in collaborazione con il Comune di Milano, sono ormai l'evento d'apertura ufficiale della settimana della moda milanese. La XVI° edizione si è tenuta ieri, martedì 20 settembre alle ore 11.00 presso la sala Alessi di Palazzo Marino. Titolo di questa edizione: "BLACK TIE: L'ELEGANZA MASCHILE PREMIATA DALLE DONNE", sono state infatti delle special guest al femminile a consegnare i premi ai vincitori.
Premiate diverse categorie. In particolare, hanno ricevuto i CHI E’ CHI AWARDS 2016: Andrea Incontri (miglior stilista), Davide Marello (miglior stilista emergente), Pal Zileri (miglior marchio moda uomo), Santoni (miglior marchio calzature), Alessandro Del Piero (sportivo più elegante), Massimiliano Locatelli (best men dressed design), Mario Dell'Oglio (best fashion book), Guido Taroni (best dressed photographer), Pierfrancesco Favino (miglior attore e interprete dello stile Italiano), Peter Gladel (best men dressed beauty), Ferruccio de Bortoli (Premio ELIO FIORUCCI), Simone Marchetti (best men dressed social).
Inoltre, è stato assegnato il PREMIO BARBARA VITTI, votato attraverso la newsletter CHI E’ CHI NEWS, a Mita Altomare, ufficio stampa Valentino (miglior ufficio stampa moda), e Monica Re, Studio RE (miglior ufficio stampa bellezza).
A consegnare i premi, Titti Baiocchi (Fashion Director), Benedetta Barzini (ex modella e docente di cultura della moda), Chiara Boni (Stilista), Patrizia d'Asburgo Lorena (Giornalista e Opinionista Televisiva), Elizabeth Kinnear (Attrice e Modella), Marina Lanfranconi (Avvocato), Federica Olivares (Editore e vice Presidente del Piccolo Teatro), Giuliana Parabiago (Pr e marketing consultant Pitti Immagine), Claudia Peroni (Giornalista e conduttrice televisiva), Cristina Tajani (Assessore Politiche del Lavoro, Attività Produttive, Moda e Design del Comune di Milano), Stefania Vismara (Direttore divisione Lifestyle e maschili Condè Nast).
A stabilire i vincitori, una giuria tecnica composta da Benedetta Barzini - Docente ed esperta in cultura della moda; Mario Boselli - Presidente Onorario della Camera Nazionale della Moda Italiana; Francesca Delogu - Direttore di Cosmopolitan; Emanuele Farneti - Direttore di GQ Italia; Simone Guidarelli - Fashion Editor; Luisa Micaletti - Direttore di Posh; Giuseppe Modenese - Presidente Onorario della Camera della Moda; Cristina Morozzi - Giornalista e critica di design e design director of education della design school di Istituto Marangoni; Silvia Paoli - giornalista collaboratrice di numerosi periodici femminili e founder ed editor di lostinfashion.it; Massimiliano Sortino - Fashion Editor di Vogue.it e Cristiana Schieppati - direttore del Chi è Chi del Giornalismo e della Moda e organizzatrice dell'evento.

Un’iniziativa divenuta ormai una consolidata tradizione, realizzata anche grazie al supporto di importanti sponsor del calibro di Lancia, Eyelet Milano, Filorga, Riva 1920, Castello di Velona Resort, Thermal Spa & Winery di Montalcino, Planetaria Hotels, The Leading Hotels of the World, Edizioni Condè Nast.

venerdì 22 novembre 2013

PEOPLE_Barbara Vitti – Una vita per l’eleganza






Premiata con l’Ambrogino d’oro – la massima onorificenza del Comune di Milano – per “aver fondato una figura professionale e un ruolo importante nella moda”, Barbara Vitti è una delle signore del fashion system milanese e internazionale. Nel corso della sua lunga carriera ha curato l’immagine e la comunicazione di grandi personaggi come Valentino, Versace, Armani e, soprattutto, è stata ed è al centro dei grandi cambiamenti che hanno segnato il destino del made in Italy nel mondo. Parlare di lei è come ripercorrere un’epoca, cristallizzando il passato e, sincronicamente, fissando l’attualità e disegnando il futuro.
Figlia d’arte – la madre, infatti, era giornalista di moda – comincia sin da ragazza a seguire le sfilate. Ben presto, però, pur continuando a tenere rubriche su alcune riviste di moda, capisce che il suo destino è altro e comincia così a dedicarsi alle pubbliche relazioni, un ambito d’attività che proprio nei tardi anni ’60 iniziava a farsi strada. Si sta sviluppando un universo vivace e in continuo fermento, progenitore del fecondo periodo creativo che dagli anni ’70 caratterizzerà la moda italiana: è una realtà di grande energia, con intelligenze splendide e personaggi meravigliosi. Proprio in quegli anni Milano si appresta a divenire capitale del fashion, ruolo indiscusso che ancora oggi la contraddistingue a livello mondiale.
Correva l’anno 1967: le maisons sfilavano a Firenze e Rosita e Ottavio Missoni mandarono in passerella le modelle senza biancheria intima, evidente limite estetico alle loro celeberrime creazioni in maglia. Uno scandalo che li costrinse a lasciare il capoluogo fiorentino e a scegliere Milano quale sede deputata ad ospitare le presentazioni delle loro collezioni. In men che non si dica, furono raggiunti da molti nomi emergenti. Si stava mettendo in atto una sfida senza eguali, al buon esito della quale contribuì Beppe Modenese: a lui, infatti, il plauso d’aver creato le sfilate milanesi nel senso attuale del termine, trasferendo la Camera Nazionale della Moda da Roma a Milano. Furono anni di grande fermento artistico e creativo, che all’ombra delle guglie del duomo portarono alla nascita del prêt-à-porter, un’eccellenza squisitamente italiana.
Barbara Vitti nel corso della sua carriera ha avuto il piacere di lavorare a stretto contatto con tre degli stilisti italiani che hanno segnato le prime orme della moda made in Italy: Gianni Versace, Valentino e Giorgio Armani. Tre incommensurabili talenti, seppure differenti, ai quali va riconosciuto d’aver creato moltissimo, in primis lo svecchiamento da un certo provincialismo in un momento in cui le sarte ancora si recavano a Parigi per copiare i tagli da riproporre poi nel Belpaese. Versace, il primo ad avere l’intuizione di portare modelle straniere in Italia, era uno spirito vivace ed eclettico, estremamente curioso, attento ai giovani e all’avanguardia. Armani, dal canto suo, è in grado di concepire intere collezioni già sui fogli da disegno, complice l’innato talento per il disegno. Valentino, invece, si è sempre distino per il suo estremo perfezionismo: dotato di una precisione assoluta, con un solo sguardo è in grado di individuare anche un centimetro di troppo sugli abiti. In particolare, Barbara Vitti della sua collaborazione con il couturier italiano, ricorda con piacere la sfilata a Voghera, il paese natale dello stilista e nella piazza del quale venne presentata la nuova collezione. Era un momento particolare per la moda italiana, un tempo in cui si avvertiva il bisogno di un contatto diretto con il pubblico, con il quale dialogare e dal quale trarre ispirazioni. Una mossa azzardata, quella di utilizzare una piazza come location per una sfilata, che si rivelò azzeccatissima: 14mila persone applaudirono la collezione e il suo creatore.
Per Barbara Vitti la moda deve sempre partire dalla gente, dalle tendenze che percorrono la società. Anche per i più grandi stilisti, pertanto, è importante vivere la realtà quotidiana per poi rielaborarla secondo le proprie idee ed il proprio gusto. Non si può pensare di fare moda se non si conosce il contesto in cui si vive così come se non si vanta un certo rapporto con la città. Armani, ad esempio, si è sempre impegnato in tal senso, uscendo insieme al socio Sergio Galeotti dai canoni classici con la creazione di simboli per i giovani e la rottura degli schemi comunicativi. Basta solo pensare al suo gigantesco murale che impreziosisce uno degli angoli del centro milanese: creato a Cinecittà, proiettando la foto su un grande telo e poi ricopiandola, sembrava un’iniziativa che potesse dar vita a numerosi scetticismi, ma una volta allestito divenne uno dei simboli della città.
Quello tra Milano e la moda è un rapporto indissolubile, caratterizzato da due entità che si compensano, validandosi nei contenuti e nelle istanze. Secondo Barbara Vitti, il capoluogo lombardo è il posto giusto perché la moda non è fatta solo di tessuti, ma anche di infrastrutture e aziende: una compartecipazione di fattori che determina il successo del fashion italiano. Infatti, nonostante la competizione con Parigi e New York, Milano mantiene salda la sua identità, distinguendosi per le abilità e i talenti che da sempre può vantare. 

mercoledì 14 dicembre 2011

BOOK_Professione PR. Immagine e comunicazione nell'Archivio Vitti


L’Archivio Vitti, come ben sanno gli esperti del settore, è uno dei più nutriti di materiali informativi e fotografici legati al mondo della moda. E di quel particolare periodo – tra i Settanta e il Duemila - che sancisce la nascita fulgente, lo sviluppo inarrestabile e la conseguente - nonché meritata - affermazione del sistema moda a Milano, con tanto di riflesso internazionale. Proprio quegli anni protagonisti di un epocale cambiamento per la storia, la cultura e l’economia italiane: il prêt-à-porter, il Made in Italy e Milano sono una ventata d’aria fresca per il nostro Paese, portano novità e cambiamento, attenendo sempre più a un vero e proprio stile di vita - contraddistinto per gusto ed eleganza – guardato con ammirazione dal mondo intero. Un esempio che diviene sempre di più un ideale a cui tendere. Costi quel che costi. A dare testimonianza di questi splendidi anni, una delle fonti più autorevoli in merito, una delle voci più ammirate del settore. Lei: Barbara Vitti. La signora delle PR e della moda, così ribattezzata a ragion avveduta da Mario Boselli – Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana. Più semplicemente uno dei personaggi chiave di quel periodo glorioso, che in prima persona ne ha vissuto ogni sfumatura, assistendo alle consacrazioni dei grandi nomi – da Ferrè a Trussardi, da Krizia ad Armani, da Versace a Valentino per citarne qualcuno, assaporandone la magia delle opportunità, gli eccessi degli sfarzi e la gloria del merito conquistata con impegno e dedizione quotidiani. Fautrice e sostenitrice si potrebbe dire di questo trentennio unico nel suo genere. Barbara Vitti che con un’elegante semplicità  e un piglio garbato, ma al tempo stesso determinato, ha solcato i confini di una nuova professione - quella del PR - sconosciuta sino ad allora in Italia e importata direttamente dalla tradizione anglosassone. Pioniera di un’attività non immediatamente capita, alle volte vista con sospetto proprio perché non decifrata, ma così importante a decretare l’affermazione di una griffe presso il pubblico e a veicolarne la comunicazione verso giornalisti e stylist. Lei, la donna dal pugno di ferro in guanto di velluto, si è ritagliata un posto di tutto rispetto nel sistema moda Italia. E ora, con il libro “Professione PR. Immagine e comunicazione nell’Archivio Vitti”, mette a disposizione di tutti noi l’eccellenza dei materiali che ha raccolto in questi anni, testimonianza di un passato glorioso e chiave di volta per il futuro. Emerge un quadro complesso e completo, composto da una districata rete di professionalità tra loro strettamente legate: stilisti, imprenditori, fotografi, giornalisti, PR. A dimostrazione che quando si parla di moda non si intende un mondo frivolo o vano, bensì un universo ancorato fermamente ad abili menti che, con ingegnosità e manualità, hanno costruito giorno dopo giorno un intero settore, fondamentale per l’economia nazionale. Senza contare le infinite contaminazioni con il mondo dell’arte e del design, della cultura e del giornalismo: per un’attività che non è fine a se stessa ma pensa in generale. E come tale agisce e si comporta. Foto e documenti preziosi che da una parte invitano alla riflessione di un’epoca e dall’altra spronano a seguirne le orme per fare sempre meglio e mantener viva una simile eredità. Un’eredità a cui attingere e guardare per capire, ispirarsi, conoscere. Un’eredità da reinterpretare in chiave contemporanea, con tutto il suo carico di esclusività e prestigio. Per rispettare il valore del tempo e renderlo immortale.

Baraba Vitti ha donato il suo archivio al centro interdipartimentale MIC “Moda Immagine e Consumi” dell’Università degli Studi di Milano perché sia a disposizione di un ampio pubblico di studenti e studiosi. Perché il sapere non sia individuale ma diventi al contrario bene comune. Da condividere e portare sempre con sé.
Il volume Professione PR. Immagine e comunicazione nell’Archivio Vitti è il secondo della collana edita da Skira per il Centro interdipartimentale MIC. L’Università degli Studi di Milano ha promosso nel 2010 la costituzione del Centro interdipartimentale MIC sulla storia del costume e della società, coinvolgendo il Dipartimento di Scienze della Storia e della Documentazione storica, il Dipartimento di Filologia moderna, il Dipartimento di Filosofia, il Dipartimento di Storia delle Arti, della Musica e dello Spettacolo.
Il MIC ha varato una collana dedicata allo studio della moda intesa sia come produzione di abiti e accessori, sia soprattutto come elemento fondante della società dei consumi, stimolo di nuove forme di produzione economica fortemente legate al marketing e alla comunicazione, fonte creativa di codici estetici e culturali: moda come incarnazione concreta dei simboli culturali che caratterizzano un’epoca e una civiltà.

Focus del volume:
Una storia lombarda, Quirino Conti
Comunicare la moda e comunicare con la moda, Simona Segre Reinach
Moda e comunicazione a Milano nelle carte, Barbara Vitti, Elena Puccinelli
Milano è di Moda, Mario Boselli
Non solo moda. L’importanza di chiamarsi PR, Barbara Vitti

In vendita nelle librerie da gennaio 2012

(in apertura Barbara Vitti, fotografia di Graziella Vigo)