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martedì 9 gennaio 2018

ART & CULTURE_My name is Style


Gian-Paolo-Barbieri-©-Sperimentazione-Milano-2001-Courtesy-29-ARTS-IN-PROGRESS-gallery-web


Fino al 10 febbraio 2018, 29 ARTS IN PROGRESS gallery di Milano (via San Vittore 13) ospita la mostra MY NAME IS STYLE, con le opere di cinque maestri della fotografia: Gian Paolo Barbieri, Lucien Clergue, Greg Gorman, William Klein, Amedeo Turello.
La rassegna ha inaugurato il format che 29 ARTS IN PROGRESS gallery proporrà annualmente in occasione del Photo Vogue Festival e che stimolerà un confronto tra gli autori più autorevoli del panorama artistico internazionale. L’iniziativa offre al pubblico uno sguardo inedito e profondo di come lo stile contemporaneo si sia diffuso attraverso la fotografia.
Il percorso espositivo vede alternarsi ritratti forti a nudi classici e dalla bellezza senza tempo: opere fotografiche che hanno segnato lo stile del XX secolo e che continuano ad influenzare e ispirare intere generazioni di fotografi ed artisti tout court. Non solo immagini epocali, chiave dell’evoluzione della fotografia e dello stile, ma anche sintesi estetica e anima della bellezza.
Gian Paolo Barbieri (Milano, 1938), fotografo italiano, ma ecletticamente produttivo nella scena della moda internazionale, ha saputo rappresentare lo spirito della fotografia di moda, in tutte le sue sfumature: dalla seduzione alla provocazione, dal mito all’eleganza. Le sue immagini sono fantastiche e magiche, oniriche e ludiche, ironiche e teatrali. Sono immagini seducenti. La superficie piatta dell’immagine fotografica diventa un “oggetto di fascino”, uno stimolante invito all’immaginazione e alla fantasia, un territorio che l’occhio si accinge ad esplorare per decifrarne i misteri.
Dal canto suo, Lucien Clergue (Arles, 1934 - Nîmes, 2014) ha rielaborato il nudo femminile, lavorando sull’aspetto chiaroscurale, per ottenere un fondo di ordine geometrico che domina la classicità del tema. Celeberrime restano, nell’ambito della sua vasta e multiforme produzione, le immagini della serie Nudo zebrato, nelle quali il corpo delle modelle appare sezionato e potenziato - nella struttura - dall’andamento di linee sinuose parallele create dalla luce e dalle ombre nette tagliate sulla pelle dalle veneziane delle finestre. E’ stato il fondatore, nel 1969, dei celebri “Rencontres Internationales de la Photographie” di Arles.
Greg Gorman (Kansas City, 1949), uno dei fotografi più noti della ritrattistica moderna e delle celebrità, presenta da 29 ARTS IN PROGRESS gallery i suoi scatti dallo stile inconfondibile, esigente e attento nelle messe in scena, studiatissimi in ogni minuscolo dettaglio, dall'ambiente alla postura, dall'espressione del volto all'esaltazione delle masse muscolari.
Immagini spogliate e anticonformiste che restituiscono tutto il sapore della complicità che si è instaurata tra il fotografo e il suo soggetto.
William Klein (New York, 1928), conosciuto per l’approccio ironico e l’utilizzo estensivo di tecniche fotografiche inusuali nel contesto del fotogiornalismo e della fotografia di moda, ha realizzato per Vogue una serie di servizi, in bianco nero e a colori, estremamente audaci e innovativi. Al venticinquesimo posto fra i cento fotografi più influenti da parte della rivistaProfessional Photographer Magazine, le immagini di Klein paiono spinte all’eccesso, frutto di arditi esercizi visivi di un artista la cui formazione da pittore lo ha portato a stravolgere le consuetudini della fotografia.
Amedeo Turello (Cuneo, 1964) fotografo di moda tra i più celebrati, con il suo obiettivo ha fotografato numerose celebrità quali Naomi Campbell, Valeria Mazza, Dita Von Teese e molte altre. Turello sa che la verità va cercata oltre le apparenze, ma soprattutto che l'apparenza non è così superficiale come sembra e che - ad osservarla da vicino - vi è una profondità insospettata. Di lui si ammirano queste donne mai del tutto vestite, mai del tutto nude, restituite così ad una specie di sottile verità.

MY NAME IS STYLE
Gian Paolo Barbieri, Lucien Clergue, Greg Gorman, William Klein, Amedeo Turello
Milano, 29 ARTS IN PROGRESS gallery - Via San Vittore 13
Fino al 10 febbraio 2018
Orari: martedì-sabato, 11.00-19.00.
Altri giorni e orari su appuntamento
Ingresso libero


Informazioni: tel. 02 94387188 - info@29artsinprogress.com - www.29artsinprogress.com

venerdì 17 novembre 2017

ART & CULTURE_Paolo Roversi, Incontri


Paolo Roversi_Ravenna, Paris 2003 © Paolo Roversi

Milano in questi giorni è fotografia, complice Photo Vogue Festival, l’evento targato Vogue Italia e dedicato a questa splendida forma d’arte, capace di parlare con le immagini e la forza da esse sprigionata.
Nell’ambito di questa iniziativa sono numerose le attività in calendario, tra cui la mostra “Paolo Roversi, Incontri” allestita presso la Fondazione Sozzani (Galleria Carla Sozzani, Corso Como 10, Milano) e visitabile fino all’11 febbraio 2018.
Un appuntamento dedicato all’estro visionario del fotografo che si svolge in concomitanza alla grande esposizione di Palazzo Reale “Paolo Roversi. Storie” (visitabile fino al 17 dicembre 2017) e mette in evidenza la struttura propriamente pittorica delle fotografie di Paolo Roversi.
Roversi è artista della composizione e della geometria, con un approccio astratto alla realtà. Fin dagli Anni '80 le sue fotografie rispondono a una costante esigenza formale che dà loro
un carattere sorprendentemente atemporale, in contraddizione con il gusto e gli usi della moda.
La sua familiarità con la storia dell'arte, e con la pittura italiana in particolare, gli permette di fotografare come un pittore. Lavora spesso a serie costruite attorno a un tema o a un modello, come se cercasse di estrarne tutte le possibilità plastiche.
Per questa esposizione Roversi ha raccolto le sue fotografie a due e a tre, in dittici e trittici. Questo procedimento, mai utilizzato prima in modo sistematico, offre uno sguardo inedito sul
suo lavoro, dandogli una dimensione monumentale.
La composizione a più elementi gli consente di dare un’attenzione maggiore al soggetto arricchendone la lettura. Come nei polittici del Rinascimento, che ricorrono ampiamente a questo metodo. In questa mostra la fotografia di Paolo Roversi appare più serena e controllata che mai.
Insieme a più di trenta dittici e trittici – realizzati appositamente per questa mostra a partire da alcune delle più importanti foto di Roversi – viene presentata per la prima volta una selezione di ritratti incrociati di Paolo Roversi e Robert Frank realizzati nel 2001 in Nova Scotia.

Paolo Roversi, Incontri

Fondazione Sozzani, Galleria Carla Sozzani, Corso Como 10, Milano
Fino all’11 febbraio 2018

Paolo Roversi, Storie

a cura di Alessia Glaviano

Palazzo Reale
Fino al 17 dicembre 2017


Paolo Roversi (Ravenna, 1947) inizia a lavorare come fotoreporter per l’Associated Press negli anni Settanta. Nel novembre del 1973, su suggerimento di Peter Knapp, direttore creativo della rivista Elle, si trasferisce a Parigi dove lavora per la Huppert Agency.
Nel 1974 diventa assistente del fotografo inglese Laurence Sackman. Lasciato lo studio di Sackman, inizia a lavorare per Elle e Dépêche Mode. Il suo primo servizio fotografico importante è pubblicato su Marie Claire, e firma la campagna di Christian Dior.
Nel 1980 inizia a utilizzare la pellicola Polaroid 20x25 cm e collabora con le maggiori riviste di
moda: Elle, Marie Claire, Harper's Bazaar e Vogue. Negli stessi anni inizia a scattare per alcuni tra i più importanti nomi della moda: Yohji Yamamoto, Azzedine Alaïa, Comme des Garçons, Christian Dior, Yves Saint Laurent, Hermès, Giorgio Armani e Valentino.
Vince nel 1996 il Trophée de la Mode di Parigi come miglior fotografo e nel 2001 è premiato dai China Nel 2000 espone a Milano alla Galleria Carla Sozzani;; nel 2002 a New
York alla Galleria Pace/MacGill;; nel 2006 in Giappone al Yokohama Red Brick Warehouse Number 1;; nel 2008 ai Rencontres Internationales de la Photographie d’Arles e nel 2009 a
Berlino alla Camera Work Galerie;; nel 2017 a Milano a Palazzo Reale e alla Fondazione Sozzani.
Tra le numerose pubblicazioni, Roversi ha pubblicato due libri dedicati al ritratto: “Angeli” nel 1994 e “Al Moukalla” nel 1995 per Camera Oscura e diverse monografie: “Una Donna”, Carla Sozzani Editore, 1989;; “Nudi”, Editions Stromboli, 1999;; “Libretto”, Editions Stromboli, 2000;; “Studio”, Steidlangin, 2005;; “Secrets”, Editions Stromboli, 2013;; “Dior Images”, Rizzoli International, 2018.