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lunedì 25 gennaio 2016

ART & CULTURE_Milano celebra Gabriele Basilico



“Gabriele Basilico – Ascolto il tuo cuore, città”. La prima grande antologica dedicata a Gabriele Basilico nella città dove è nato nel 1944 e dove ha lavorato e vissuto fino al 2013, anno della sua prematura scomparsa, nonché prima grande mostra storica interamente organizzata e curata da UniCredit Pavilion, che conferma la propria vocazione di luogo destinato alla produzione e alla diffusione della cultura nelle sue diverse manifestazioni.
L’esposizione, curata da Walter Guadagnini con la collaborazione di Giovanna Calvenzi e composta da circa 150 fotografie, videoproiezioni e una serie di filmati, si concentra sul tema più frequentato e amato da Basilico, quello della città, della sua natura e delle sue modificazioni, a partire dalla serie che ha dato il via a questa indagine, le quaranta fotografie di “Milano. Ritratti di fabbriche”, uno dei cicli più celebri e influenti della fotografia italiana contemporanea. Realizzate fra il 1978 e il 1980, queste fotografie segnano l’inizio temporale della mostra, e si collegano – idealmente e visivamente – con l’ultimo lavoro di Basilico, quello dedicato proprio all’area di Porta Nuova, all’interno della quale si svolge la mostra odierna. In seguito a una commissione di Hines, Basilico ha documentato e interpretato tutte le fasi del recupero e della riqualificazione della zona, dalla grande voragine iniziale alla nascita della Torre UniCredit: è proprio sul notturno dedicato a questo edificio e all’intera area che la mostra trova la sua conclusione ideale, il suo commovente punto di arrivo. Tra “Ritratti di fabbriche” e Porta Nuova si dipana l’avventura visiva e intellettuale di Basilico, narrata in mostra attraverso la serie dei “Porti” concepita alla metà degli anni Ottanta, quella dedicata a “Beirut”, ripresa più volte tra il 1991 e il 2011, e soprattutto le circa 50 immagini di città colte in ogni angolo del mondo. Da Milano a Napoli, da Mosca a Parigi a Berlino, da Istanbul a Madrid, da Rio a San Francisco fino a Shanghai, Basilico ha coltivato la sua amorevole ossessione per la città intesa come organismo vivente, alla ricerca degli elementi di quella “strana bellezza” che può caratterizzare ogni metropoli, “non solo nella memoria dei centri storici, ma anche nella frammentazione spontanea delle periferie”.
Fotografie che testimoniano insieme la coerenza dell’ispirazione di Basilico e la sua straordinaria capacità di ritrovare gli elementi di congiunzione tra le diverse metropoli, costruendo “un luogo globale come somma di luoghi diversi”, come diceva lui stesso.
Lungo il percorso espositivo è possibile vivere l’artista attraverso una serie di filmati, interviste, documentari, realizzati a partire dai primi anni Ottanta, che rappresentano una sorta di guida attraverso le innumerevoli suggestioni create dalle fotografie esposte.

“Gabriele Basilico – Ascolto il tuo cuore, città”
Fino al 31 gennaio 2016
Unicredit Pavilion, Piazza Gae Aulenti 10, Milano

giovedì 16 luglio 2015

BOOK_BasilicoMilano


Circa 200 immagini selezionate dai primi lavori sino al 2012 nella sua città natale, Milano. Questo è il contenuto della pubblicazione BasilicoMilano, a cura di Giovanna Calvenzi ed edita da Contrasto. Ad arricchire gli scatti, testi di amici, intellettuali e artisti del calibro di Marco Romano, Vittorio Gregotti, Alberto Garutti, Ferruccio de Bortoli, Gustavo Pietropolli Charmet, Michele De Lucchi, Francesco De Gregori, Antonio Bozzo, Francesco Moschini, Massimo Minini, Marina Spada, Italo Rota, Gianni Siviero, Marco Belpoliti, Mario Calabresi.
“Amo questa città come si può amare qualcuno a cui ci lega un vecchio rapporto di familiarità e di amicizia. È la città nella quale sono cresciuto. Ha dato forma anche alle mie passioni, alle mie speranze, alle mie angosce” era solito affermare Gabriele Basilico tanto da fare da ouverture al volume. Parole che testimoniano la costante ricerca artistica del fotografo nei confronti di Milano e la volontà di documentarne il paesaggio urbano.
Milano è la protagonista di “Milano ritratti di fabbriche 1978- 80”, il primo progetto fotografico di Gabriele Basilico, lavoro sulla periferia industriale milanese, nato “dal bisogno di trovare un equilibrio fra un mandato sociale – che nessuno mi aveva mai dato, ma che era la conseguenza dell’ammirazione che provavo per il lavoro dei grandi fotografi del passato – e la voglia di sperimentare un linguaggio nuovo, in grande libertà e senza condizionamenti ideologici”, come ha scritto Basilico stesso. Dopo quel primo progetto comincerà una ricerca che condurrà il fotografo in varie città del mondo, nelle quali ritroverà sempre segni e frammenti della sua Milano. Negli anni è diventata per me come un porto di mare, un luogo privato dal quale partire per altri mari, per altre città, per poi ritornare e quindi ripartire. Un porto, cioè un luogo fermo, stabile, dove accumulare reperti e impressioni di luoghi lontani. […] Questa città mi appartiene e io le appartengo, quasi fossi un frammento fluttuante nel suo immenso corpo.
A Basilico il plauso d’aver sempre mostrato la personalità più profonda e vera di Milano, d’avercene tramandato e consegnato l’anima attraverso i decenni del Novecento. Sempre e comunque Milano: con le sue luci, le sue strade, i suoi monumenti, le sue fabbriche. Nulla appare approssimativo, bensì frutto di un’attenta analisi e meditazione. Una meditazione su quello che è il vero cuore meneghino: un’eredità lasciata ai posteri e di cui fare tesoro per una narrazione figurata che viaggia sul filo delle emozioni.  

Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013) dopo la laurea in Architettura (1973), si dedica con continuità alla fotografia. La forma e l’identità delle città. “Milano ritratti di fabbriche” (1978-­80) è il primo lungo lavoro che ha come soggetto la periferia industriale. Nel 1984-85 con il progetto “Bord de mer” partecipa, unico italiano, alla Mission Photographique de la D.A.T.A.R., il grande incarico governativo affidato a un gruppo internazionale di fotografi con l’obiettivo di documentare le trasformazioni del paesaggio francese. Nel 1991 partecipa, con altri fotografi internazionali, a una missione a Beirut, città devastata da una guerra civile durata quindici anni. Da allora, Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi progetti di documentazione in Italia e all’estero dai quali sono nati mostre e libri, come Porti di mare (1990), L’esperienza dei luoghi (1994), Italy, Cross Sections of a Country (1998), Interrupted City (1999), Cityscapes (1999), Berlino (2000), Scattered City (2005), Appunti di viaggio (2006), Intercity (2007). Tra i lavori recenti, Roma 2007, Silicon Valley, Mosca Verticale, indagine sul paesaggio urbano di Mosca, ripresa nel 2010 dalla sommità delle sette torri staliniane, Istanbul 05 010, Shanghai 2010, Beirut 2011, Rio 2011, Leggere le fotografie (2012). Partecipa alla XIII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (2012) con il progetto “Common Pavilions”, il cui volume è stato pubblicato da Contrasto. Contrasto ha pubblicato anche Abitare la metropoli, uscito postumo nel 2014.

BasilicoMilano

Contrasto Editore, 204 pagine, 211 fotografie, cartonato, 55€

mercoledì 1 aprile 2015

LEISURE_Le immagini di Letizia Battaglia


Ultimi giorni per vedere la mostra dedicata all’universo di Letizia Battaglia, una tra le firme della fotografia italiana più famose nel mondo, testimone con il suo obiettivo di uno dei periodi più oscuri della storia del nostro Paese: Palermo tra miseria e incanto, l’orrore dei delitti di mafia, i volti del dolore di chi è rimasto e, infine, il riscatto nella bellezza e nel coraggio degli “Invincibili” che hanno segnato la storia. Fino al 5 aprile, infatti, Palazzo della Ragione, nel cuore di Bergamo Alta, ospita l’esposizione di una selezione dei suoi lavori migliori che si propone di raccontare passo passo l’itinerario della fotografa, fotoreporter e giornalista palermitana, che ha fatto del suo lavoro un manifesto e un' esperienza artistica riconosciuta a livello internazionale. In mostra, 59 fotografie rigorosamente in bianco e nero, realizzate dal 1974 al 2015 e provenienti dall’archivio personale dell’artista, organizzate in quattro sezioni espositive: Palermo, Cronaca, Rielaborazioni e Invincibili. Il viaggio comincia con “Palermo”, in cui rivive l’anima della città nelle sue profonde contraddizioni. Vi è poi “Cronaca”, con le immagini che sono diventate icone in tutto il mondo degli anni bui delle guerre di mafia: nel 1979 l’esecuzione con una raffica di mitra del magistrato Cesare Terranova e del maresciallo di pubblica sicurezza Lenin Mancuso; nel 1980 l’omicidio del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, fratello dell’attuale Presidente della Repubblica; l’uccisione di Salvo Lima, la strage di Capaci e la strage di Via D’Amelio, in cui vengono uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Dopo le stragi del ’92 Letizia Battaglia decide di cambiare. Si allontana da Palermo, alla volta di Parigi, in cerca di un po’ di pace.
 E’ il periodo delle Rielaborazioni: nel 2004 sceglie i più dolorosi e significativi fra i suoi scatti di cronaca mafiosa e li trasforma in altro, sovrapponendo alle immagini della morte, come in un rito 
di purificazione, quelle dell’acqua e di un nudo femminile, di una bambina o di un fiore, perché l’atrocità sia finalmente lasciata sullo sfondo portando in primo piano il richiamo alla bellezza
e alla speranza.

Sono passati molti anni e la situazione a Palermo non è cambiata: la mafia esiste ancora. Letizia Battaglia ha quasi ottant’anni e dopo aver lottato tutta la vita per il rispetto del valore universale
di giustizia, ora è stanca di tutto questo dolore.
Nel 2013 nasce così la serie Gli Invincibili, composizioni di immagini per omaggiare i suoi miti: tra gli altri, Gabriele Basilico, Pier Paolo Pasolini, Rosa Parks, Il Crocifisso di Santo Spirito di Michelangelo, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, James Joyce, Freud, Marguerite Yourcenar, Che Guevara.

La mostra di Letizia Battaglia è il cuore della IV edizione del Festival Domina Domna, rassegna culturale che vuole essere un contenitore e un amplificatore della creatività femminile.


Letizia Battaglia 1974-2015
Palazzo della Ragione, Bergamo Alta

Fino al 5 aprile 2015

lunedì 23 marzo 2015

ART & CULTURE_Italia Inside Out


Claudio Sabatino, Pompei, 2000

Domingo Milella, Polignano a mare, 2008

Francesco Jodice, Capri

Milano ospita presso Palazzo della Ragione la più grande mostra di fotografia mai dedicata all’Italia. Dal 21 marzo al 27 settembre un viaggio per immagini nel Belpaese e nella sua cultura, a validazione di un’eredità artistica in senso lato di indubbio valore. Una magica esplorazione divisa in due momenti distinti ma collegati: due mostre dal titolo Inside – aperta dal 21 marzo al 21 giugno con protagonisti i fotografi italiani – ed Out, dal 1 luglio al 27 settembre, di scena i fotografi del mondo. Il risultato è Italia Inside Out, una grande mostra fotografica che conta l’esposizione di più di 500 immagini. L’esposizione ripercorre la storia del nostro paese attraverso l’occhio attento degli artisti che hanno seguito le trasformazioni dell’Italia dal dopoguerra fino a oggi. Un periodo lungo settant’anni, che la fotografia ha attraversato come testimone e interprete di realtà sociali, di mutazioni ambientali, di trasformazioni urbanistiche, di entusiasmi, di lotte, di disperazioni, di tragedie, fedele al proprio mandato di essere in sintonia con i tempi ma soprattutto di aiutare a vedere e a capire i mutamenti della società.
Promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, Palazzo della Ragione, Civita, Contrasto e GAmm Giunti, curata da Giovanna Calvenzi e allestita con un progetto scenografico di Peter Bottazzi, la rassegna caratterizza, nei mesi di Expo 2015, il programma di Palazzo della Ragione Fotografia e fa parte di Expo in città, il palinsesto di iniziative che accompagnerà la vita culturale di Milano durante il semestre dell’Esposizione Universale.
In mostra per la prima volta il lavoro di grandi maestri che, in momenti diversi e con esperienze soggettive, hanno colto gli aspetti principali e le peculiarità che hanno contraddistinto e contraddistinguono tuttora l’Italia e i suoi abitanti. La loro ricerca si è concentrata sulla bellezza dei paesaggi, sullo sviluppo delle città, sugli stereotipi, sul modo di vivere, ma anche sulle speranze, sui sogni e sui drammi della nostra storia recente. Un viaggio nel tempo, nei luoghi, nelle vicende che, mescolandosi, costituiscono la trama per un riflessione su quello che l’Italia e gli italiani sono e sono stati. La suggestione del viaggio, inoltre, viene ricreata dal particolare allestimento di Peter Bottazzi che, per l’occasione, ha pensato a un lungo convoglio composto da diverse carrozze, ciascuna delle quali ospita, al suo interno, delle piccole mostre personali di ciascun autore, dei racconti per immagini che interpretano i luoghi dell’Italia che più l’hanno ispirato.
La prima parte - INSIDE - accoglie fino al 21 giugno 2015 una selezione di oltre 250 immagini di quarantadue fotografi.
La cronologia è scandita dall’evoluzione del linguaggio fotografico, come il passaggio dal bianco e nero al colore, dalla narrazione umanista e “romantica” agli sguardi più indagatori che utilizzano la lezione del “linguaggio documentario”, dall’impegno giornalistico all’uso esplicito delle nuove tecniche che consentono di costruire paesaggi d’invenzione. Idealmente, il percorso inizia e si chiude a Milano, con le poetiche immagini di Paolo Monti e le vedute di Vincenzo Castella.
Molti autori hanno lavorato sul proprio territorio, realizzando immagini che sono entrate di diritto nella storia della fotografia - Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli, Domingo Milella, Mimmo Jodice e Francesco Jodice, Lisetta Carmi, Claudio Sabatino, Nino Migliori, Franco Pinna, Letizia Battaglia - altri hanno scelto luoghi d’elezione e di affetti - Giovanni Chiaramonte, Pietro Donzelli, Gabriele Basilico, Luca Campigotto - alcuni hanno risposto a suggerimenti professionali o a progetti di ricerca - Guido Harari, Cesare Colombo, Federico Patellani, Guido Guidi e Paola De Pietri, Marta Sarlo - e altri ancora hanno lavorato a lungo su progetti personali - Olivo Barbieri, Marina Ballo, Mario Cresci - o giocato con la realtà, mescolato fotografia e manipolazioni, immaginario e reale - Riverboom, Silvia Camporesi e Paolo Ventura.
Nella seconda parte - OUT -, dal 1° luglio al 27 settembre 2015, saranno protagoniste le fotografie dei grandi maestri internazionali, quali Henri Cartier-Bresson, David Seymour, Alexey Titarenko, Bernard Plossu, Isabel Muñoz, John Davies, Abelardo Morell e altri.
Un viaggio unico e irripetibile nella storia e nell’autenticità del nostro Paese ma anche nell’evoluzione estetica della fotografia grazie alla cifra stilistica di alcune tra le firme più nobili di quest’arte.
Al pubblico sarà offerta la possibilità di acquistare il singolo biglietto di ingresso, ma anche un vantaggioso biglietto cumulativo  che consentirà di visitare i due allestimenti della grande mostra.
Per ciascuno dei due allestimenti sarà pubblicato da Contrasto e GAmm Giunti un catalogo completo con tutte le foto esposte. I due volumi potranno infine essere raccolti in un unico cofanetto.

Italia Inside Out
Fino al 21 giugno 2015

Palazzo della Ragione, Piazza dei Mercanti 1, Milano