venerdì 10 maggio 2013

ABOUT_La Triennale di Milano compie 80 anni











Correva l’anno 1923…veniva fondata l’istituzione culturale che, nel tempo, sarebbe diventata una tra le più importanti del nostro Paese, vuoi per il plauso di dare pregio all’Italia a livello sia nazionale che internazionale, vuoi per la capacità di attrarre personaggi legati al mondo dell’arte tout court ma non solo, divulgando quel tanto agognato discorso di contaminazione tra diverse le forme espressive artistiche. Fondata a Monza nel 1923 in occasione della I Biennale delle arti decorative dell’ISIA e su istanza di Guido Marangoni, la Triennale nel 1933 viene trasferita a Milano negli spazi del nuovissimo Palazzo dell’Arte di Giovanni Muzio, realizzato grazie al lascito testamentario dell’industriale tessile Antonio Bernocchi.
Pertanto, sin dai suoi primi passi, mostra tutti gli ingredienti con cui cavalcare l’onda del dialogo tra le arti, nel rispetto di un’ottica di reciproca e sana influenza, condizione indispensabile per la miglior resa formale e di contenuti nonché per il progresso intellettuale della società. Spaziare nei vari ambiti della cultura diviene la vocazione divinatoria della Triennale, che nei decenni ha sempre operato nella realizzazione di mostre, convegni ed eventi dal respiro internazionale e volti a offrire la più ampia configurazione possibile dell’universo artistico. Arte, design, architettura, moda, cinema, comunicazione e società le tematiche attorno alle quali ha incentrato la sua attività, riuscendo a ritagliarsi un ruolo di spicco e universalmente riconosciuto nel mondo della cultura a tuttotondo. Le mostre che organizza godono della massima visibilità, ponendo al centro dell’attenzione l’arte contemporanea così come profili di architetti, designer e stilisti di fama mondiale: in altre parole, tutto ciò – fatti o persone – che hanno contribuito in maniera indelebile al cambiamento della società.
Guidata dal faro dell’intelletto, ha sempre puntato a stimolare l’interazione tra industria, mondo produttivo e arti applicate, evidenziando come la totale validazione dipenda da un’intrinseca affermazione e, successivamente, da un’autentica sinergia di competenze, visioni e approcci diversi. Sulla scia di queste considerazioni e per la sua vocazione a creare un contesto nuovo per le abitudini italiane, negli anni ha assunto un ruolo da amplificatore mediatico, catalizzando l’attenzione e l’approvazione delle diverse correnti culturali che man mano sono andate sviluppandosi.
Sin dal suo esordio milanese, svetta per la sua inclinazione all’innovazione: un’innovazione che risiede nel mondo in cui affronta l’arte e la rimanda al pubblico, coinvolgendolo in esperienze inedite per il tempo, quintessenza di emozione, suggestione, ispirazione, viaggio e immaginazione. Un contesto e un luogo nuovo, che cattura gli sguardi di approvazione di personaggi del calibro di Giorgio De Chirico, Mario Sironi, Massimo Campigli e Carlo Carrà, che decidono di prendervi parte con le loro opere. Un occhio privilegiato sulla realtà contemporanea, quello della Triennale, che l’ha vista protagonista anche negli anni del dopoguerra e della ricostruzione post-bellica, assumendo un ruolo fondamentale nella realizzazione del quartiere milanese QT8. Un’esperienza che l’ha portata a sviluppare un interesse nei confronti della pianificazione urbanistica e le innovazioni tecnologiche applicate all’edilizia al punto di farle diventare uno dei temi prioritari degli anni ’50.
Il suo approccio trasversale all’arte contemporanea, l’ha portata nel 2007 ad ospitare il Triennale Design Museum, il primo museo dedicato al design italiano nelle sue molteplici espressioni, che cambia veste annualmente, ponendosi quale summa esemplificativa illustrata della storia e del sistema design. Qui vi trovano valorizzazione imprese, distretti produttivi, territorio, ricerca, editoria e formazione: aspetti di per sé eterogenei, ma legati da uno spirito di comune, ossia di studiare e interpretare la realtà che ci circonda con spirito critico al fine di coglierne le effettive influenze e sublimarle nel modo più opportuno e consono a renderne l’essenza profonda. Vi sono pezzi di noi e della nostra vita, che hanno scritto un’epoca, traghettandola nella memoria dei posteri quale emblema di eccellenza culturale, artistica e produttiva. Grazie al suo dinamismo e continuo mutamento, offre al visitatore un occhio privilegiato e percorsi tanto inediti quanto diversificati che si addentrano nei meandri del design made in Italy, esplorandolo negli aspetti spesso meno noti o celebrati. Anche il museo, come la Triennale, associa l’aspetto più scientifico e rigoroso a un approccio altresì emozionale e coinvolgente, che non tralascia di evocare suggestioni e ispirazioni nel visitatore. Rispondendo alla semplice domanda “Che cosa è il design italiano”, ogni anno cambiano gli oggetti esposti e le tematiche trattate nonché la cornice scenica che li ospita e li esalta nel massimo delle loro potenzialità e il programma di eventi collaterali che indagano le sfumature più recondite. Fino ad oggi, cinque sono state le edizioni che si sono avvicendate: “Le sette ossessioni del design italiano”, “Serie e fuori serie”, “Quali cose siamo”, “La fabbrica dei sogni”, “TDM5 Grafica italiana”.
 Ma se è vero che la contaminazione è il principio alla base dell’occhio indagatore della Triennale, dal 2011 l’istituzione ospita il Teatro dell’Arte, nuovo punto di riferimento per progetti culturali e arti performative tra i più significativi della scena milanese. Progettato da Giovanni Muzio e situato al piano seminterrato, il teatro da subito ha adottato il filone del centro culturale piuttosto che di spazio fine a se stesso, sposando il concetto consolidato nel resto del mondo di luoghi virtualmente flessibili, adattabili a tutti gli usi, anche simultaneamente: in tal modo, è garantito un vero e proprio palcoscenico da consacrare alla narrazione dell’arte, del design e della cultura.
Last but not least, la Biblioteca del progetto, l’ennesima conferma della multidisciplinarità alla base del quotidiano operato della Triennale. Inaugurata nel marzo 2005, è la sede istituzionale di ordinamento, raccolta e incremento di materiali cartacei e plastici, di modelli e audiovisivi prodotti dalla stessa Triennale di Milano presso il Centro di Documentazione (ex Centro Studi Triennale) e l’Archivio Storico. La collezione, che conta circa 14000 volumi, si è arricchita nel tempo grazie al contributo di numerosi fondi privati. Al lascito iniziale di Augusto Morello di circa 7000 volumi di arte, architettura, design ma anche filosofia ed estetica, si sono progressivamente aggiunti quelli di Casa Vogue, il fondo di Alessandro Mendini, la preziosa raccolta di Tomàs Maldonado e il fondo Architectura & Natura. La raccolta della Biblioteca del Progetto comprende anche il Centro di Documentazione (ex Centro Studi Triennale) composto dai cataloghi delle esposizioni e delle mostre e dalle altre pubblicazioni ufficiali.
Dulcis in fundo, sin dal 1923 l’istituzione ha mantenuto la buona abitudine di assegnare agli espositori premi e medaglie a testimonianza della qualità dei prodotti e dei lavori presentati. Abbandonata nel 1973, è stata poi ripresa nel 2003. Da quanto è stato reintrodotto, il Premio Medaglia d’Oro con cadenza triennale ha celebrato i seguenti progetti: Umberto Riva con PierPaolo Ricatti, Magazzino Fincantieri, Castellammare di Stabia, Napoli (2003); Renzo Piano Building Workshop (RPBW), Hight Museum of Art, Village of the Arts, Woodroof Arts Center Atlanta, Stati Uniti (2006); Massimiliano & Doriana Fuksas, Zenith Music Hall, Strasburgo (2009); Vincenzo Latina, Padiglione di accesso agli scavi dell’Artemision, Siracusa (2012).
Vista la fervida attività e l’impegno profuso alla valorizzazione dell’arte e del design in tutte le loro forme d’espressione, viene da dire “80 anni e non sentirli”. Tanto che per festeggiarli, la Triennale ha programmato quattro giornate di mostre, appuntamenti e concerti, che ne ripercorrono la storia e i lustri, animando gli spazi come vere e proprie attrattive. Dal 10 al 12 maggio il pubblico può visitare l’esposizione dell'Archivio Storico, che presenta il racconto per immagini della storia dell'istituzione; le oltre 100 opere dalle collezioni del MAGA dopo l'incendio; la mostra Pianeta Expo 2015 che presenta i contenuti dell'Esposizione Universale e Collateral Landscape. Due presentazioni, la nuova mappa a volo di uccello del centro storico di Milano e il progetto di valorizzazione della scultura lombarda del '900 Fondarterritorio con l'inaugurazione delle sculture di Angelo Bozzola e Carlo Ramous entrate a far parte della Triennale. La Run4T al suo secondo appuntamento con la corsa nel parco Sempione, concerti jazz al Teatro dell'Arte, e per bambini due laboratori e un concerto. Tutte le sere aperitivi musicali al Triennale DesignCafé all'aperto con performance dal vivo.

Triennale di Milano
Via Alemagna 6, Milano 

giovedì 9 maggio 2013

LEISURE_Un nuovo concetto di boutique chez Louis Vuitton











Debutto estivo celebrato a pieno ritmo chez Louis Vuitton, che, per l’occasione, ha aperto il primo pop-up store in Italia e, per la precisione, a Forte dei Marmi. Una location ideale per valorizzare l’esclusività e il prestigio degli articoli della Maison, enfatizzandone, al contempo, lo stile alla base della loro ideazione e realizzazione. Uno stile che abbraccia totalmente le abitudini e i rituali di chi sceglie il marchio quale inseparabile compagno di vita e d’avventure.
Un negozio che diviene un luogo unico e ineguagliabile, in cui assaporare l’impronta Louis Vuitton, tripudio di ispirazioni, suggestioni e sogni. Tutto si declina su orme visionarie, che invitano all’immaginifica scoperta di orizzonti e tempi inesplorati. Un luogo-non luogo, che sposa pienamente la filosofia della Maison, esaltandola nei tratti peculiari e offrendone un ritratto particolareggiato, ingrandito dalle lenti di un attento scrutatore, interessato a spingersi oltre la realtà apparente, senza tralasciare di celebrare, al contempo, la vocazione vacanziera della località che lo accoglie.
In un ambiente appositamente disegnato pe riflettere il clima accogliente della località balneare e il sapore delle vacanze estive, complice una luminosa e brillante atmosfera, trova valorizzazione una selezione di pelletteria, accessori (cinture, tessili, bijoux e occhiali da sole) e calzature.
Il concept architettonico, in accordo con il desiderio di Louis Vuitton di rendere ogni negozio unico, rende omaggio allo stile di vita della Versilia. Pregiati materiai naturali, colori neutri, un’eleganza semplice e raffinata sono i tratti distintivi. Il negozio, che si inserisce nel contesto di una nuova esperienza di vendita e di sofisticazione del servizio offerto al cliente, sarà animato periodicamente con prodotti che incarnino lo spirito estivo rilassato e piacevole, oltre ad offrire un’ampia gamma di borse, accessori ed articoli da viaggio continuativi.
Per l’apertura, Louis Vuitton ha creato una versione esclusiva ed in edizione limitata della borsa cult Neverfull - la Neverfull Resort Forte dei Marmi - realizzata in tela Monogram e decorata con la scritta vintage Forte dei Marmi e l’indirizzo del negozio. L’interno in tela a righe arancione presenta una grande tasca con zip ed una pochette per contenere l’indispensabile per una giornata sulle spiagge delle Versilia: crema solare, occhiali da sole, infradito e telo mare. La Neverfull Resort sarà in vendita a partire da giugno solo ed esclusivamente a Forte dei Marmi.
Aperto al pubblico fino a dicembre, il negozio pop-up “Summer Resort” di Forte dei Marmi rappresenta una nuova destinazione nell’arcipelago Louis Vuitton nel Mediterraneo: Mykonos, Capri, Portofino, Palma de Mallorca, Puerto Banus e Porto Cervo, ognuna location simbolo di glamour vacanziero.

Louis Vuitton Forte dei Marmi

Via Giovanni Montauti 3/B - 55042 Forte dei Marmi
Tel.: 0584 784110

Orari di apertura: Tutti i giorni 10.00 - 14.00 e 15.00 - 20.00


LOUIS VUITTON
Fondata nel 1854 a Parigi, Louis Vuitton è da sempre sinonimo dell’Arte del Viaggio. Gli iconici bauli, bagagli e borse hanno accompagnato numerosi viaggiatori nel corso degli anni. Con l’arrivo di Marc Jacobs, come Direttore Artistico nel 1997, Louis Vuitton ha esteso il proprio savoir-faire all’abbigliamento, alle scarpe, agli accessori, agli orologi ed ai gioielli, disponibili esclusivamente nei negozi della Maison presenti in più di sessanta paesi nel mondo. In Italia Louis Vuitton ha 18 negozi oltre al servizio di e-commerce.

martedì 7 maggio 2013

LEISURE_World Press Photo 2013








Una contaminazione che dimostra di non avere confini quella tra fotografia e giornalismo, rinnovando, di anno in anno, il tradizionale appuntamento con il prestigioso riconoscimento World Press Photo.
Dal 1955 una giuria di esperti, scelti tra i personaggi più accreditati della fotografia internazionale, si riunisce per valutare le immagini inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam: migliaia di scatti provenienti da ogni parte del mondo, proposti da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste.
Il Premio è uno tra i più importanti nell’ambito del fotogiornalismo: vengono esaminate, infatti, le immagini più forti e significative di un intero anno, chiamate a riproporre in pochi istanti un’epoca, quintessenza di luoghi e precisi istanti, con tutta la loro carica valoriale e fattuale.
Le fotografie premiate nelle nove categorie tematiche vengono pubblicate nel prestigioso catalogo e rese protagoniste, senza alcuna censura, di mostre itineranti presso importanti gallerie e musei (100 città in 45 diversi Paesi quest’anno). Un’occasione unica grazie alla quale ammirare le immagini più belle e rappresentative che hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti dell’ultimo anno sui giornali di tutto il mondo.
La mostra, pertanto, diviene un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali: il suo carattere internazionale, le migliaia di visitatori e l’interesse suscitato nel pubblico (specialistico e non), sono la dimostrazione del potere delle immagini di trascendere le differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.
Teatro privilegiato ad ospitare la tappa italiana fino al 2 giugno, come vuole la tradizione, sarà la Galleria Carla Sozzani di Milano.
Ad aggiudicarsi il riconoscimento “Foto dell’anno” è stato il fotografo svedese Paul Hansen con la fotografia scattata per il giornale svedese Dagens Nyheter, che mostra il funerale di due bambini palestinesi uccisi in un attacco missilistico israeliano. Nell'immagine si vede un gruppo di uomini che trasporta i due corpi in una strada stretta a Gaza. Le vittime, fratello e sorella, sono avvolti in un telo bianco e si vedono soltanto i volti. La forza della foto, spiega Mayu Mohanna, membro della giuria originario del Perù, "sta nel modo in cui mostra il contrasto fra rabbia e dolore degli adulti da una parte e innocenza dei bambini dall'altra".


La World Press Photo Foundation, fondata nel 1955, è un’istituzione internazionale indipendente per il fotogiornalismo, senza fini di lucro con sede in Olanda.
Scopo principale della Fondazione è l’organizzazione dell’omonimo concorso e della relativa mostra. Ogni anno viene pubblicato in sei lingue un catalogo che presenta i lavori premiati.
La Fondazione, inoltre, cerca di riunire i migliori fotografi internazionali per dar loro la possibilità di discutere sui principali temi di attualità legati al fotogiornalismo. Ogni anno la premiazione viene preceduta da proiezioni e seminari sulla fotografia, con l’intervento di numerosi esperti di settore. Un’occasione che permette a fotografi, picture editors e giornalisti provenienti da tutto il mondo di incontrarsi. L’indipendenza della Fondazione, la rende un efficace e libero ponte tra persone provenienti da situazioni e realtà diverse.
La World Press Photo Foundation è attiva anche nei paesi emergenti e del terzo mondo dove diffonde le leggi del copyright nella commercializzazione della fotografia, la visualizzazione e l’editing dei servizi fotogiornalistici. Ha inoltre organizzato seminari in diversi paesi, tra cui Bosnia-Erzegovina, Bangladesh, Argentina, Perù, Colombia, Brasile, Zimbabwe, India con l’intento di contribuire allo sviluppo di società più democratiche e rispettose dei diritti d’informazione. Questi seminari sono una delle attività fondamentali della Fondazione. Dal 1994 propone un’iniziativa di alto contenuto formativo: il Joop Swart Masterclass, un corso gratuito di perfezionamento, aperto a giovani fotografi selezionati da una giuria di esperti del settore. Il corso è tenuto in autunno ad Amsterdam da insegnanti qualificati in diverse discipline legate al fotogiornalismo.


World Press Photo
Fotografia e giornalismo: le immagini premiate nel 2013
Galleria Carla Sozzani, Corso Como 10 – Milano

Dal 5 maggio al 2 giugno 2013
martedì, venerdì, sabato e domenica, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
lunedì, ore 15.30 – 19.30

giovedì 2 maggio 2013

PEOPLE_Maurizio Galimberti: la fotografia che diviene mosaico












Fotografo italiano, Maurizio Galimberti rimane profondamente influenzato dallo studio delle ricerche delle avanguardie storiche: una passione che lo spinge ad approcciarsi con spirito critico al mondo della fotografia, facendo parte del Gruppo Abrecal diretto da Nino Migliori. Sperimenta l’utilizzo della pellicola polaroid a sviluppo immediato e ne diviene un esperto manipolatore proponendosi, da semplice appassionato, come un grandioso interprete. Affinando la sua arte fotografica scatto dopo scatto, si segnala su diverse riviste del settore come Fotografare e Fotopratica e, nel 1992, vince il prestigioso Grand Prix Kodak per la pubblicità italiana. Ideatore della Polaroid Collection Italia, diviene testimonial del marchio, realizzando importanti progetti di ritratto in grande formato 50x60 alla mostra del cinema di Venezia dal 1996 al 1998 e al Festival di Sanremo nel 1997 e 1998, e, in tempi più recenti, della Fuji Instant, proponendosi in numerosi workshop e in diverse conferenze.
Pubblica su Time Magazine, Class, Max, Vogue, Vanity Fair, Cartier Magazine, Kult e per la Giorgio Mondadori Editore. Innumerevoli le mostre personali che ne hanno celebrato la cifra stilistica in tutto il mondo, accompagnate da importanti cataloghi come Polaroid e dintorni, Viaggio in Italia, Pro-Art, Un mondo ri-composto, Istantaneo Luigi Veronesi. Nel 2003, collabora con una serie di immagini inedite al volume Il fotografo, mestiere d’arte di Giuliana Scimè, edito da Il Saggiatore. Nel numero di maggio del 2000 la rivista Immagini gli dedica un numero monografico.
Maurizio Galimberti non di ferma mai: lavora nella pubblicità e al tempo stesso nella foto architettonica e in quella di moda. Svolge le sue ricerche attraverso immagini panoramiche, realizzate con una fotocamera Widelux, nonché per mezzo delle famose composizioni a mosaico, con cui immortala paesaggi e compone ritratti di importanti personaggi del mondo della cultura, dell’arte e della moda.
Una passione, la sua, per la ritrattistica, che l’ha portato a essere il primo fotoritrattista italiano nella classifica stilata dal mensile Class. Ultimamente ha realizzato diversi progetti, che, ça va sans dire, spaziano negli ambiti da lui più amati: per Edizioni Condé Nast “Vogue Gioiello” ha creato nel settembre 2006 un volume speciale sui profili dei personaggi dei gioiellieri italiani; per Keracoll Design, il libro New York Materico-movimentosa; per Fiat Auto, Viaggio in Italia…Nuova Fiat 500.
A fianco la carriera accademica, che lo vede impegnato nei più importanti istituti di design e gli consente di trasmettere oltre le immagini il senso del suo stile. Uno stile inconfondibile, quasi da pioniere, che scruta ed esamina, documentando e immortalando un’epoca.