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lunedì 14 maggio 2012

BOOK_Fendi Baguette: la storia di uno stile adesso in un libro












25 x 15 cm: queste le misure perfette di uno stile divenuto icona, passato di mano in mano delle più sfolgoranti celebrities. Uno stile chiamato Baguette – nome derivato dall’abitudine di portare questa deliziosa bag sotto il braccio, come le pain parisien – firmato Fendi. Creata nel 1997 da Silvia Venturini Fendi, in men che non si dica è diventata una delle borse più desiderate e cercate, attraendo l’attenzione di volti noti e disseminate estimatrici che a ragion veduta l’hanno eletta must have…il più classico dei colpi di fulmine: adorabile a vederla, impossibile non averla. Sulla scia di cotanta ammirazione e approvazione, le versionilimited e non, realizzate come declinazioni tributo di speciali occasioni piuttosto che come rivisitazioni volte a nutrire il catalogo disponibile – sono arrivate a ben seicento. Ed ora, a distanza di 15 anni, un libro che porta il suo nome – “Fendi Baguette” - ne celebra i fasti, la storia, i modelli, le curiosità. Scritto a quattro mani dalla stilista e da Suzy Menkes, prestigiosa firma dell’International Herald Tribune, versione internazionale del New York Times, edito Rizzoli e in uscita a giugno, questo coffee-table book ripropone già nel formato (pocket) il concetto di stile della Baguette stessa: poco spazio, tanto gloamour.
Sfogliando le pagine di questo libello, la it-bag diventa un escamotage per le confessioni di artisti e celebrities, affascinate dall’iconico accessorio. Quirino Conti le ha addirittura dedicato un racconto – “La baguette retrouvée” – scritto alla maniera della scrittrice francese Colette. Ma non solo…Jeff Koons e Damine Hirst ne hanno realizzato personali rivisitazioni. Nel volume importanti contributi - a firma di Banana Yoshimoto, Paola Antonelli, Pearl Lam, Sarah Jessica Parker, Sophie Fontanel, Dana Thomas e Achille Bonito Oliva – nonché un excursus fotografico sulla genesi e i modelli che si sono avvicendati in un tempo relativamente breve. Si scoprono così schiere di fan dai nomi blasonati, accomunati da un amore smisurato e incondizionato per l’iconica borsetta, divenuta molto più di un semplice accessorio: un vero e proprio caposaldo da bonne vivante, chic e amante delle noti più glamour di un’eleganza sussurrata.
E quale migliore occasione della presentazione del volume per lanciare una serie di riedizioni dei modelli cult di questa it-bag? La Baguette Jeans della primavera-estate 2000, la Baguette Specchietti dell’autunno-inverno 1997, la Baguette Tucano della primavera-estate 2005 sono solo alcuni tra i modelli che la Maison ha deciso di ripresentare. Per una classe e uno stile rimasti immutabili allo scorrere del tempo.

Fendi Baguette
Rizzoli editore
Di Silvia Venturini Fendi e Suzy Menkes

lunedì 19 dicembre 2011

LEISURE_Un viaggio intorno alla qualità. Ovviamente Made in Italy



Nome in codice The Wishpered Italian Grand Tour. In pratica un viaggio a tutto tondo nell’eccellenza artigianale Made in Italy, passando dalla sartoria al cioccolato al design, per scoprire le botteghe e i luoghi, ma anche per incontrare le persone e i maestri artigiani, i veri tesorieri di quella tradizione prestigiosa e di quell’integrità manuale che tanto hanno fatto – e fanno tuttora – grande il nome dell’Italia all’estero.
Un progetto nato su volontà della maison Fendi, teso su più fronti e volto a promuoverne l’eccellenza. Un concept il cui asso nella manica è rappresentato dalla guida The Wishpered Directory of Craftsmanships, edita da Electa, giunta al secondo capitolo (ma in programma ve n’è una terza), completato nel suo spirito decantante da un road movie trasmesso su Sky - ovvero un viaggio nel Belpaese delle eccellenze artigianali compiuto a bordo di un’italianissima Maserati GranCabrio con uno speciale allestimento Fendi – una colonna sonora e un diario fotografico.
L’utilizzo del termine whispered non è casuale ed è strettamente legato all’universo della maison. Come spiega Silvia Venturini Fendi – creative director di Fendi - è entrato a far parte del bagaglio semantico della maison con la creazione della borsa Peekaboo, simbolo di un gusto sussurrato e non ostentato, complice la tendenza a dare risalto prezioso all’interno più che all’esterno. Un’inversione di rotta rispetto a quanto fatto fino ad allora e volano di un cambiamento generale nelle scelte di consumo, sempre più distanti dagli oggetti di fast fashion ed inclini ad una ricerca di bellezza senza tempo, all’insegna della qualità. Nella guida indirizzi e segnalazioni utili che ci fanno viaggiare in lungo e in largo per il nostro Paese, all’esplorazione mai esausta dell’Italia di un tempo e giunta, generazione dopo generazione, sino a noi, intatta nella sua preziosità intrinseca. La guida diviene così un utile riferimento per chiunque voglia intraprendere un simile “viaggio all’italiana”. Al contempo, ha dato vita a una sorta di club: molti artigiani applicano sulla porta dei loro atelier il bollino giallo della Whispered. Da un lato, un elemento caratterizzante la naturale propensione all’eccellenza e, dall’altro, un simbolo distintivo per chiunque lo veda, che in pochi istanti consente di cogliere la magia unica ed eterna, oggi come allora identica nel suo potere affascinante.
Al progetto The Wishpered Italian Grand Tour va inoltre il plauso d’aver rivoluzionato il tema del viaggio, sempre più visto come la concretizzazione del desiderio di instaurare un rapporto umano con le cose, di vedere dove sono prodotte e da chi, di sapere come vengono realizzate, di conoscere tutta la storia e la cultura che si portano con sé. Un viaggio quindi che non si limita a un semplice spostamento, ma implica una sperimentazione approfondita di luoghi e persone strettamente connessi, in virtù del conseguimento di un’esperienza a tutto tondo, che non tralascia di considerare alcunché, in un premiante bilanciamento delle parti. Una tendenza sviluppata dal cibo con concetti quali filiera e chilometro zero e allargata un po’ a tutto. Pena la disaffezione per lo shopping on line tout court alla volta di una vera e propria esperienza di acquisto multisensoriale. E sulla scia di un simile coinvolgimento, addentriamoci con tutta la curiosità del caso in un piacevole e affascinante esercizio di stile, pronti a conoscere di persona il gusto del saper fare. Un gusto a cui non sarà facile resistere e a cui ci si affezionerà per l’eternità.