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mercoledì 25 settembre 2013

LEISURE_Valentina Cortese in mostra



















Valentina Cortese è una delle dive indiscusse del cinema italiano e internazionale. Ha lavorato con i più grandi registi del mondo; ha condiviso la scena con gli attori più celebri; ha creato uno stile tutto suo, unico e inconfondibile; con la sua grazia innata, la sua leggiadria, il suo sofisticato savoir-faire e il suo talento è entrata di diritto nell’olimpo dei divini. E oggigiorno, senza troppi indugi, possiamo definirla l’ultima diva: lontani, infatti, i fasti di un’epoca che ha fatto grande la settimana arte, ma soprattutto le persone – attrici, attori, registi e maestranze – che con impegno quotidiano, spirito di sacrificio e studio meticoloso, trasformavano una loro grande passione in lavoro. Erano gli anni d’oro del cinema, fatti da dive e divine, da maestri ineguagliabili, da lavori inenarrabili, da opere di incommensurabile successo. Bandita ogni forma di nostalgia, si tratta di constatare con amara consapevolezza con quale scalpitante evidenza si tratti di un bel tempo che fu, di un’epoca ormai andata, nulla in confronto ai goffi tentativi di imitazione dei giorni nostri.
Sotto l’egida di Valentina Cortese oggi ci è concesso di godere di quel prestigio, di riviverne da vicino i fasti, di assaporarne l’esclusività, la magia e l’unicità. Fino al 10 novembre, infatti, è visitabile a Palazzo Morando a Milano la mostra “VALENTINA CORTESE. Uno stile”, una selezione di abiti e accessori provenienti dal guardaroba della diva italiana, promossa dal Comune di Milano – Cultura, Polo Raccolte Storiche e Case Museo, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico, Università e Ricerca, Moda e Design e organizzata dall’Associazione Culturale Profumo di Milano con la partecipazione di Skira Editore. Roberto Capucci, Christian Dior, Maurizio Galante, Mila Schön, Gianfranco Ferré, Valentino sono solo alcuni degli stilisti che hanno offerto al fascino indiscutibile di Valentina Cortese “una veste” per esprimersi e per rivelarsi. Dallo schermo alla vita privata, lo stile di Valentina ha lasciato una traccia precisa e inconfondibile.
Attraverso l’esibizione dei suoi abiti (una cinquantina circa) e degli accessori, ripercorriamo le tappe, le svolte del suo personalissimo stile: elegante, attento testimone della società e della moda, interprete delle generazioni che cambiano. Gusto della provocazione mai fine a se stessa, Valentina Cortese ha dato e continua a dare il “tono” di un intero periodo dagli anni Quaranta ad oggi, con coerenza anticonformista, mai a rincorrere la moda ma a proporsi “dentro la moda” in maniera personalissima. La sua abilità è stata quella di creare subito, fin dagli esordi nel mondo dello spettacolo, un proprio personale stile, fatto di intelligenza e armonia, anche nella scelta dei piccoli dettagli, dei colori e delle forme, degli accessori, dal foulard ai cappelli, alle scarpe o ai gioielli e perfino nella scelta del profumo.
La mostra VALENTINA CORTESE. Uno stile, collegata all’uscita del volume edito da SKIRA, VALENTINA CORTESE. 100 ritratti, progetto di Antonio Zanoletti, a cura di Elisabetta Invernici, si affianca ad alcuni eventi pubblici destinati a rendere omaggio all’attrice e alla sua inimitabile carriera artistica. Tra questi, dal 27 al 29 settembre, Palazzo Morando ospita proiezioni cinematografiche che hanno come protagonista la diva milanese, per restituire a Milano la pienezza di una sua protagonista che, attraverso l’arte, ha saputo portare il nome della nostra città nel mondo.

VALENTINA CORTESE. Uno stile
Mostra di abiti e accessori a Palazzo Morando
a cura di Elisabetta Invernici e Antonio Zanoletti
Palazzo Morando - Costume Moda Immagine, via Sant’Andrea 6, Milano
Fino al 10 novembre 2013
Orari: dal martedì alla domenica 9,00-13,00 / 14,00-17,30. Lunedì chiuso.
Ingresso libero

giovedì 26 aprile 2012

BOOK_Quanti sono i domani passati per Valentina Cortese?







Lo scorso mercoledì 11 aprile, avvolta in un abito in seta color glicine, raffinata, elegante e divina come nessuna, Valentina Cortese ha presentato negli spazi del suo tanto caro e adorato Piccolo Teatro di Milano l’autobiografia “Quanti sono i domani passati”, edita Mondadori.
Un appuntamento emozionante per molti aspetti: per la presenza scenica dell’attrice, mito del teatro e del cinema in tutto il mondo; per lo scenario scelto per la presentazione, luogo in cui l’artista ha vissuto intensi momenti della sua vita personale e professionale; per l’eccezionalità degli aneddoti raccontati, che hanno visto protagonisti grandissimi personaggi della storia del cinema e del bien vivre d’alta società di un tempo, presentati però nella loro essenziale normalità, complice la semplicità e la spontaneità narrative di Valentina.
Un’artista che ha perseguito gli ideali di grazia e bellezza e ai quali - a detta della medesima - intende rimanere fedele, soprattutto in un’epoca come quella attuale, troppo affezionata alla volgarità e alla bruttezza.
“Sono un’attrice vecchio stile, con la voce flautata. Nella vita, lo so, cerco di fare il clown, cerco di tenermi questa etichetta che mi hanno messo addosso della diva un po’ evanescente e che, in fondo, mi protegge e mi fa comodo”. Ma tolti gli abiti di scena, Valentina è soprattutto una donna, con una grande umanità che la rende vicina più di qualsiasi altra persona. Gli aspetti divini rimangono nelle meravigliose creazioni sartoriali firmate Capucci piuttosto che Galante – tripudi di shantung di seta volti a riprodurre gigli primaverili o eleganti drappi e sovrapposizioni, quintessenza di uno stile che è andato sparendo nel tempo; nel turbante sapientemente portato; nei modi di presentarsi; ma parlando della vita, dalle sue parole trapela un’inaspettata e gradita semplicità. “Io amo la vita anche se la vita spietatamente ci scaraventa là, così, subito, brutalmente nel caos”. E proprio la sua vita, raccontata nel libro, sembra una favola hollywoodiana, che inizia allo scoccare del nuovo anno in una Milano d’altri tempi, per passare alle rive dell’Adda imbiancato, fino a Torino, Roma, Cinecittà, Hollywood e poi al palcoscenico del Piccolo Teatro. Una vita costellata di successi e di grandi amori con uomini altrettanto grandi: Victor De Sabata, Giorgio Strehler; d’incontri e amicizie straordinarie: da Fellini a Marilyn Monroe, da Truffaut a Alda Merini.
Infiniti gli aneddoti – sensibili o pepati che siano - che Valentina racconta ogni volta con emozione: dal teatrino costruito da papà Giuseppe al sorriso di Paolo Grassi quando era già in clinica a Londra malato di cuore, dal sorriso di Marcello Mastroianni quando gli aveva avvolto una sciarpa in cachemire gialla al collo mentre andava verso il Teatro Manzoni (una delle sue ultime rappresentazioni) alla mano di Victor (de Sabata) che conduce il Tristano e Isotta, passando per l’abbraccio di Giorgio (Strehler), i passi traballanti del figlio Jackie quando a nove mesi cammina da solo sulla Queen Elizabeth di ritorno da Hollywood, il whisky gettato con violenza in faccia a Darryl Zanuck, fino ad arrivare a ogni primo passo compiuto per entrare in scena.
Una donna, un’attrice, un mito che nella grandiosità della sua vita ha saputo preservare nell’anima un approccio fanciullesco con il quale ancora oggi vive, vede e interpreta il mondo: “Il mio passato vive nel mio presente. Porto dentro di me tutta la pienezza della mia vita affettiva, dei ruoli che ho interpretato, dei luoghi che ho conosciuto, delle case che ho abitato con la stessa vivida memoria con la quale conservo in me la mia infanzia”.

Quanti sono i domani passati, di Valentina Cortese, Mondadori, 18 €