venerdì 27 settembre 2013

PEOPLE_Ernersto Esposito: non chiamiamole solo scarpe










Non sono in molti gli italiani a possedere un proprio ritratto firmato dal padre della pop art Andy Warhol. Ernesto Esposito, fashion shoes designer, è uno di questi. E il Warhol autografo non è che un tassello della sua collezione d’arte e fotografia contemporanea. Galeotta per la reciproca stima con l’artista americano, è stata sicuramente la condivisione della spirito creativo e della passione per le scarpe. Warhol, infatti, ne ha disegnate alcune paia all’inizio della sua carriera, Esposito non ha mai smesso.
Lasciati gli studi per seguire il proprio istinto creativo, a vent’anni già girava il mondo per uno dei più importanti brand calzaturieri italiani, Sergio Rossi, e iniziava a collaborare con altre prestigiose maison.
Negli anni ’80 faceva parte del team di un allora giovanissimo Marc Jacobs, con cui rimase quasi dieci anni, avviando poi una collaborazione con Louis Vuitton e Sonia Rykiel.
Complice l’esperienza maturata sul campo, Ernesto Esposito si è guadagnato la stima e la considerazione delle griffe più esigenti, tanto da passare alla guida delle calzature Fendi, diventare direttore creativo degli accessori del brand Bruno Magli e sviluppare due collezioni all’anno con il proprio nome.
La sua creatività è inesauribile, alimentandosi di un continuo confronto con l’arte contemporanea: Pistoletto, Helmut Newton, Jack Pierson e Mario Testino sono solo alcuni dei grandi nomi ai quali si è ispirato e s’ispira tuttora, interpretandone la personalità in collezioni à-porter, tripudio di artigianalità, qualità e femminilità. 

Nessun commento:

Posta un commento