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giovedì 5 marzo 2015

STYLE_Lebole e Oxfam


Arriva la nuova e originalissima collezione di Lebole Goielli, che quest’anno avrà un significato e un valore davvero speciale, grazie alla collaborazione con l’associazione umanitaria Oxfam Italia. Un modo unico per unire le migliori produzioni Made in Italy, alla solidarietà e alla tutela dei diritti delle donne.
Mantenute ferme le caratteristiche che ormai sono i tratti distintivi delle creazioni di Lebole Gioielli, come l’uso del tessuto, l’utilizzo di pezzi unici e l’asimmetricità dell’orecchino, cambia l’ispirazione che fa delle sagome e della provenienza della stoffa il cuore della collezione: l’AFRICA. In Africa i tessuti sono messaggi traboccanti di contenuti, la testimonianza spirituale e terrena dell’essere. Non si tratta solo di prodotti materiali con cui vestirsi, ma incarnano, attraverso i loro decori, una sorta di “archeotesto” su cui sono disegnate le identità sociali e religiose di questo popolo.
Gli orecchini Africa sono costituiti da una coppia asimmetrica di soggetti: la maschera abbinata alla cartina dell’Africa o la maschera abbinata alla figura femminile. Il tessuto è applicato su un’anima di legno leggerissima .
La figura femminile indossa un pagne, ossia un tessuto di forma rettangolare che può essere indossato in tanti modi diversi. Il pagne rappresenta un oggetto di valutazione estetica, segno di prestigio e strumento di seduzione che in molti contesti africani rimane l’indumento base del vestiario femminile. Indossarlo è un’arte tanto da richiedere una padronanza di gesti acquisiti per imitazione o per apprendimento, ma del tutto assimilati da apparire come spontanei e naturali. Il pagne più diffuso è di cotone realizzato con la tecnica wax-print e la Lebole Gioielli, per le tre sagome della nuova Collezione, seleziona questi tessuti.
Il wax-print consiste nello stampare con una complessa tecnica mista che assicura una solidità delle tinte e un’apparenza “artigianale” di grande resa estetica, anche grazie alle craquelures, piccole irregolarità volutamente provocate dal metodo di fabbricazione. Il wax impiega la tecnica della tintura a cera con riserve: proteggendo alcune parti di tessuto con la cera e impregnandolo di tintura si ottengono una serie di motivi o forme. L’operazione viene ripetuta più volte e l’ultima tappa della sua fabbricazione, quella che dà al wax la sua etichetta, è l’applicazione dei colori sul tessuto con tamponi di legno sagomati secondo le parti del motivo da stampare.
I tessuti wax-print sono nati nel 1893 in Olanda e ancora oggi sono prodotti da ditte olandesi che ne detengono gelosamente i brevetti per un mercato specificatamente e solamente africano.

Con i gioielli della Collezione Africa, Lebole Gioielli, sostiene la campagna di Oxfam Italia Con le donne per vincere la fame, nata dalla consapevolezza che solo sostenendo le donne è possibile combattere in modo efficace la fame che ancora oggi colpisce 805 milioni di persone nel mondo. Già perché proprio le donne sono le più discriminate nonostante siano spesso in prima fila nel cambiamento, nella lotta per la giustizia e l'uguaglianza.  Oxfam stima che se le donne avessero lo stesso accesso degli uomini a risorse, credito e terra, 150 milioni di persone in meno soffrirebbero la fame nel mondo. Con la campagna Con le donne per vincere la fame, Oxfam è dunque impegnata concretamente, grazie ai progetti di lotta alla povertà che realizza nel Sud del mondo, a dare strumenti adeguati e tangibili alle donne, a partire dall’ istruzione e formazione necessarie a realizzare al meglio il proprio lavoro. Grazie ai fondi raccolti dalla collaborazione con Lebole Gioielli, sarà possibile sarà possibile liberare da fame e povertà moltissime donne e le loro famiglie, in Sudafrica come in Marocco e negli altri paesi in cui Oxfam lavora, creando per loro opportunità e futuro.(www.oxfamitalia.org).


Oxfam Italia è un’associazione umanitaria parte di una grande coalizione internazionale, formata da 17 organizzazioni che lavorano in oltre 90 paesi per trovare soluzioni durature all’ingiustizia della povertà nel mondo. Da oltre 30 anni è impegnata in molte regioni del mondo, per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali, dando loro il potere e le risorse per esercitare i propri diritti e costruire un futuro migliore, e contribuire a garantire loro cibo, acqua, reddito, accesso alla salute e all’istruzione. Oxfam Italia lavora attraverso programmi di sviluppo, interventi di emergenza, campagne di opinione e attività educative per coltivare un futuro migliore, in cui tutti, ovunque, abbiano cibo a sufficienza, sempre.

giovedì 13 febbraio 2014

STYLE_Stella Jean pe 2014










Colore, fantasia e vita chez Stella Jean per la prossima Primavera Estate. La collezione si caratterizza per un perpetuo rincorrersi di trompe-l'œil culturali: rimandi ed ispirazioni che trovano validazione in splendide creazioni nate nel segno del proseguimento della collaborazione con l'agenzia dell'ONU International Trade Center (ITC), che ha favorito l'introduzione dei tessuti realizzati a telaio a mano dalle donne dei villaggi del Burkina Faso.
Elementi apparentemente eterogenei mettono in scena contrasti decisi, amalgamati e attenuati dalle linee sartoriali d’inequivocabile matrice europea. La collezione si ispira alle suggestive  immagini in bianco e nero degli aristocratici percorsi vacanzieri anni ’60: viaggi da sogno che iniziavano su un Aquariva  in partenza dalla Cote d’Azur, per approdare poi sull’affascinante ed indolente costiera italiana, da percorrere con spensieratezza in sella ad una Lambretta.
Le creazioni ri-disegnano una mappa che oltrepassa l’accezione geografica, per addentrarsi in quella filosofica-sentimentale: ogni capo non chiede unicamente di essere guardato e ammirato, ma di scorgere attraverso lo styling un senso più profondo, che va oltre il mero riflesso estetico.
La collezione si trasforma così in un diario di viaggio estemporaneo, in cui i racconti si rincorrono per incontrarsi in una narrativa per immagini nuova, ma ben radicata e conscia del suo passato. Lo Sguardo assume dignità propria ed viene eletto a traghettatore: per mezzo di un caleidoscopio culturale, risveglia un patrimonio di memorie comuni, attraverso il suo innesto all’interno del tessuto urbano contemporaneo.
Fondamentale per la comprensione della collezione, l’uso corretto dell’aggettivo “etnico”, che qui viene sottratto all’abuso e alle manipolazioni occidentali, per essere riconsegnato al suo autentico e ben più ugualitario contenuto. Il trompe-l'œil sorprende lo spettatore a ogni sguardo, creando giochi d’apparenze e di rimandi; il rigore delle linee orizzontali dei tessuti canvas utilizzati per i capi spalla e per le gonne dai tagli retrò, seppur richiamando per associazione di idee i rigati dei blazer dei college britannici, costituisce in realtà il portabandiera della cultura del Burkina Faso, stato dell’Africa occidentale e “terra degli uomini integri”. Le frontiere territoriali vengono così scisse da quelle mentali, meno visibili ma ben più tenaci e selettive.
Tra le etnie cui s’ispirano le creazioni, la prima è quella italiana, sottolineata dall’artigianalità dei capi unici in seta, in cui si fondono le tradizioni accademiche della pittura su stoffa e del ricamo a mano modulato artisticamente. Il tessuto wax costituisce invece lo stilema d’Africa, Paese del quale vuole rievocare la grandeur storica e non i tratti pittoreschi. Artigianalità occidentale e tradizione africana rappresentano due vive espressioni di slow fashion, entrambe distanti dalle tempistiche vorticose dell’industria moda, ma capaci di coniugarsi a capi veloci e passe-par-tout, come l’immancabile camicia a righe o come la camicia jeans dall’inconfondibile spirito decontractée.
Ad impreziosire i movimenti, i bijoux Anni ’50 che conferiscono uno stile raffinato e vagamente giocoso.
Elementi tipicamente maschili si affiancano ai classici capi del guardaroba femminile, generando un ritmo nuovo, capace di dare eco a un’eleganza inedita: le décolletées si alternano a mocassini da smocking in wax e gros-grain a contrasto; i capelli vengono rigorosamente raccolti sotto cappelli di foggia maschile, oppure avvolti da turbanti in wax o in pizzo sangallo; eleganti e rigorose camicie Guayabera cubane da uomo evidenziano una nuova femminilità composta


A proposito di Stella Jean
Stella Jean, giovane e talentuosa stilista di origine italo-haitiana, inizia a lavorare nel mondo della moda sfilando come modella per Egon Von Furstenberg. Ben presto, però, scopre la sua vera vocazione creativa: i suoi abiti devono raccontare chi lei sia e devono rendere bella colei che li indossa. Dal luglio 2011, quando si è distinta tra i vincitori del prestigioso concorso Who’s On Next, le sue collezioni continuano a ricevere l’apprezzamento di stampa e buyer internazionali. Il mood raffinato e prezioso di Stella Jean trae ispirazione dalla  sua multiculturalità che si traduce nella filosofia “Wax & Stripes Philosophy”, divenuta a ragion veduta la sua vera e propria cifra stilistica. I capi, venduti nei più importanti fashion store di tutto il mondo e indossati dalle donne più eleganti del globo, sono una personalissima interpretazione di stile senza tempo.

A proposito di ITC - THE INTERNATIONAL TRADE CENTRE’S ETHICAL FASHION INITIATIVE
La Ethical Fashion Initiative promossa da ITC favorisce la realizzazione di prodotti di moda, creati attraverso la collaborazione fra case di moda e comunità di micro produttrici in vari paesi africani e in Haiti. L’iniziativa ha creato un business fiorente che ha consentito a migliaia di micro imprenditrici di far parte della catena del valore della moda, sempre controllando (attraverso rigorose valutazioni di impatto e applicazione dei principi del Fair Labour) che si tratti di lavoro che conferisca dignità e indipendenza. La Ethical Fashion Initiative produce splendidi accessori in partnership con grandi Case di moda, tra cui Stella McCartney, Ilaria Venturini Fendi, Vivienne Westwood, Chan Luu, Sass & Bide, Osklen , United Arrows e Manor. La Ethical Fashion Initiative sostiene il lavoro di designer africani e internazionali. Anche Stella Jean, ha preso parte alla collaborazione e ha recentemente visitato il Burkina Faso in preparazione delle sue future sfilate. La Ethical Fashion Initiative crede in Stella Jean come un partner serio e affidabile che condivide i principi etici di tutta l’iniziativa.

venerdì 2 marzo 2012

STYLE_La primavera colorata di Simonetta Ravizza











Chi ha detto che pelle e pelliccia siano relegate solo alla stagione più fredda, destinate perlopiù ad affascinanti regine dell’inverno, amanti della ricchezza degli ornamenti? Simonetta Ravizza, infatti, per l’estate 2012 le propone in una chiave tutta nuova, giocando la carta del magico incontro tra le atmosfere tribali dell’Africa Nera e il look metropolitano, chic e seducente.
Un cocktail vitaminico di colori inebrianti e stampe vivaci caratterizza abitini, pantaloni, zeppe e maxi bag.
La cultura urbana s’intreccia con quella africana, generando un mix di suggestioni al ritmo di una danza stilistica dal forte impatto visivo: la donna by Simonetta Ravizza è consapevole della sua bellezza, ama fasciarsi in mise iper femminili ma al tempo stesso giocose e divertenti, senza però rinunciare alla cura dei dettagli. Nulla è lasciato al caso, anzi, è il risultato dello studio ricercato di capi e accessori che singolarmente rispecchino una o l’altra cultura, mentre combinati tra loro si facciano portavoce di un insolito - ma ben riuscito - abbinamento di forme, cromatismi e volumi.
Una collezione interculturale che coinvolge, fa dialogare e operare insieme due civiltà all’apparenza diverse e lontane: diverse nei colori – vivaci per l’africana (turchese, verde smeraldo, arancio, fucsia) e neutri per la metropolitana (testa di moro, champagne); nelle lunghezze – maxi per i pantaloni e mini per shorts, abitini, gonne e leggings di suede; ma soprattutto nei materiali – il corposo e colorato cotone Wax, tipico dell’Africa e famoso per i suoi grafismi d’ispirazione tribale, e pelle, suede, pelliccia per il côté urbano.   
Un gioco di contrasti e contrapposizioni cromatici ma soprattutto di consistenze e tagli. In questo continuo mix&match, le ispirazioni anni ’60 la fanno da padrone, complici little dress, minitrech dai tagli lineari e urban chic allo stesso tempo, tailleur strutturati con cuciture a vista, gilet corti e lunghi che siano, camicie over.
Un’impronta stilistica inconfondibile per la stagione ormai alle porte, resa ancora più tale dalle bag in tessuto stampato da portare rigorosamente a mano, dalle maxi clutch di pelliccia colorata decorate con frange di pelle e code di marmotta per un allure metropolitano, dalle zeppe in tessuto Wax. Per affrontare con colore l’estate che verrà, fervide sostenitrici dell’importanza di una sana contaminazione culturale.