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giovedì 30 giugno 2016

ABOUT_La Kelly di Hermès


Nata nel secolo scorso, in concomitanza con la fondazione della Maison Hermès, come borsa porta sella per i cavalieri che partecipano alle battute di caccia, soltanto nel 1930 si carica di una nuova anima, diventando – con un formato sensibilmente ridotto - una delle borsette da donna per antonomasia. Un successo annunciato che negli anni ’50 la porta a divenire un must della Maison, riconoscibile dall’inconfondibile chiusura a battente con “serratura”. Nel 1955 il battesimo con il nome della diva che l’ha resa famosa: Grace Kelly, principessa di Monaco, incinta della primogenita Caroline, la utilizza per nascondere la gravidanza ai fotografi. Immortalata su tutti i giornali, la borsa da quel momento diviene “la Kelly”. Declinata nelle nuance più tradizionali come nero, marrone, blu e bordeaux, negli anni ’80 comincia a colorarsi anche delle tinte più vivaci quali giallo, rosso, verde smeraldo e blu zaffiro. Oggi esiste in tre modelli – rigida, morbida e morbidissima – e in vari tipi di pelle (vitello, cinghiale, lucertola, struzzo, coccodrillo). Comprarla rappresenta una vera e propria esperienza d’acquisto di lusso. Le boutique Hermès, infatti, ricevono ogni stagione soltanto poche borse da vendere ai clienti che entrano in negozio (un po’ come un ristorante di livello che tiene sempre libero un tavolo per i clienti che dovessero passare di lì senza aver prenotato). In generale, quindi, se si desidera acquistarla, è necessario ordinarla, anche – e in virtù  delle infinite personalizzazioni che possono essere apportate. I modelli esposti, pertanto, sono meri campioni, utili per agevolare il cliente nella scelta del modello da ordinare. In prima istanza, si può scegliere il materiale di realizzazione così come quello delle parti metalliche (per i clienti più esigenti ci si può spingere sino all’argento, all’oro o ai diamanti incastonati); si può inoltre decidere se si vogliono le cuciture interne o a vista. Ogni Kelly, quindi, è diversa da un’altra in considerazione del semplice fatto che si tratta di una borsa nata da una precisa quanto personale idea. Per realizzarne una di dimensioni medie ci vogliono dalle 15 alle 16 ore, mentre per le più grandi da 25 a 30: un tempo inestimabile in cui l’esperienza e l’artigianalità dei malletiers Hermès prendono vita cucitura dopo cucitura.
Nel caso di materiali pregiati, come il rettile, la procedura di lavoro subisce una dilatazione dovuta alla primordiale fase di controllo delle pelli: tre o quattro uomini le passano in rassegna, stendendole su un tavolo per individuarne i difetti e, successivamente, tagliano le forme per le borse (in  questo caso, a differenza degli altri materiali, non si utilizza la pressa). Gli artigiani Hermès lavorano con tre tipi di pelli di rettile: due di coccodrillo e una di alligatore. Quella più delicata – e quindi costosa – è quella del Crocodylus porosus dell’Australia: ha scaglie quadrate al centro del ventre e quattro o cinque file di scaglie rotonde verso i fianchi. Vi è poi il Crododylus niloticus dello Zimbabwe, con scaglie più grandi al centro e due file di grosse scaglie rotonde sui fianchi. Il terzo è l’Alligator mississippiensis, che arriva da un allevamento di proprietà della Maison in Florida. Ha piccole scaglie rettangolari al centro e scaglie più piccine di forma ovale ai lati. In media, ogni Kelly, richiede l’utilizzo di tre pelli di cui si utilizza la parte morbida che si trova nella zona inferiore del corpo dell’animale, evitando quella della schiena che è ruvida e sfregiata. La pelle del ventre si utilizza per i lati e il risvolto, la parte interna della coda, che ha scaglie più grandi, per il fondo e i lati o per il soffietto. Per preservare la naturalezza, le pelli non vengono verniciate ma semplicemente lucidate sfregandovi sopra pezzetti d’agata: ne consegue che le borse non sono impermeabili. Una volta tagliate, le pelli vengono adagiate su un vassoio di plastica insieme a cerniere, chiusure, pezzi metallici, fodera e tutto ciò che serve per confezionare il prodotto finale. Ogni vassoio viene poi passato a un altro artigiano che provvede a costruire interamente la borsa, lavorando su tre articoli contemporaneamente: stesso modello, stessa dimensione, stessi materiali. La borsa viene costruita a partire dall’interno: la prima cosa che si utilizza è la griffe - uno strumento in metallo fatto a mano che somiglia a un pettine africano con i denti appuntiti – che viene premuta leggermente sui bordi della pelle per segnare l’area dove viene effettuata la cucitura a mano (solo la cerniera e l’interno delle tasche, infatti, vengono cuciti a macchina). L’artigiano inserisce poi un pezzo di cuoio duro tra l’esterno e la fodera, in modo da rendere la borsa più solida e rigida.
La Kelly è disponibile in due versioni: il modello sellier, con le cuciture a vista, e il modello retourner, con le cuciture all’interno. Gli orli di quest’ultima sono profilati, di solito nello stesso colore della borsa. La profilatura si realizza avvolgendo un cordoncino di cuoio nella pelle e tenendo poi insieme il tutto con un po’ di colla. Nel complesso, una borsa contiene otto strati di pelle: quella esterna, il cuoio e la fodera per ogni lato, oltre ai due orli delle profilature. Il risvolto, invece, è la continuazione del retro della borsa. Gli artigiani cuciono a mano tutte le parti in pelle con un classico punto sella, utilizzando due aghi e un filo lunghissimo, in modo da poter cucire insieme tutti i pezzi senza fare nodi. Il filo di lino, che arriva dalla Francia, è antistrappo e non si logora nel momento in cui viene fatto passare attraverso la pelle. Per renderlo resistente, impermeabile e morbido, lo si tratta con cera d’api. È sempre in tinta con la pelle, a meno che non si tratti di pelle dorata o naturale: in quei casi, si utilizza un filo bianco. L’artigiano tiene insieme le pelli con un morsetto di legno, in modo da avere le mani totalmente libere; buca le tracce lasciate dai denti della griffe con un punteruolo, facendo in modo di penetrare tutti gli strati della pelle; poi infila un ago in una direzione e un ago nell’altra, tira fino a stringere il punto e procede con il successivo. All’inizio e alla fine di ogni cucitura esegue tre doppi nodi, per evitare che possa scucirsi. Una volta completata, la cucitura viene appiattita con un martello di plastica e gli orli lisciati, smerigliati e lucidati in modo da sembrare un unico pezzo. Il manico è composto da sei strati di pelle e viene messo in forma dall’artigiano: per fare ogni manico ci vogliono fino alle tre ore e mezza e, se questo non è perfetto, nemmeno la borsa lo è. Quanto l’interno e l’esterno della borsa sono pronti, l’artigiano li assembla e aggiunge le parti metalliche con un metodo tutto speciale, detto “perlaggio: si appoggiano la chiusura sulla parte esterna e un sostegno metallico sull’interno; poi, dall’interno, s’infila un chiodo attraverso ciascuno dei buchi che si trovano sui quattro angoli e si taglia la parte di chiodo in eccedenza, lasciandone solo un pezzetto. Successivamente, l’artigiano prende uno strumento speciale, simile a un punteruolo, ma con la punta leggermente concava, e, con delicatezza, lo preme ruotando il polso sul pezzetto sporgente, fino a ridurlo a una sorta di perlina rotonda. Ogni parte metallica ha 4 perline – una in ogni angolo – tutte della stessa forma. Le parti metalliche vengono poi ricoperte con una sottile pellicola di plastica per evitare che si graffino. A questo punto l’artigiano rivolta la borsa e la stira per metterla in forma. Nel caso della pelle in coccodrillo, si stira scaglia per scaglia vista la sua naturale delicatezza. Si fa passare infine un ferro sottile e caldissimo tra le cuciture per pulirle e definire i bordi. Quando la borsa è finita, un supervisore la controlla per assicurarsi che le cuciture siano simmetriche e le perline ben fatte, che la chiusura funzioni, la forma sia perfetta e la superficie priva di difetti. Se il supervisore la approva, sulla Kelly – in corrispondenza della fibbia di pelle - viene impresso un marchio che identifica l’artigiano, l’anno e il laboratorio. Viene poi infilata nel classico sacchetto arancione di feltro e spedita al reparto logistica per essere controllata una seconda volta. Se passa anche questo controllo, viene avvolta in carta velina, inscatolata e spedita al negozio, pronta per essere consegnata al cliente che l’ha ordinata.
La Kelly, ma più in generale le borse di Hermès, rappresentano l’antitesi della borsa del momento. Molti modelli sono rimasti invariati per quasi un secolo e ciononostante rimangono ambiti: una constatazione che denota come non subiscano la moda, ma, al contrario, si spingano oltre. Non ostentano loghi, fiere del fatto che siano già sufficientemente riconoscibili di per sé. Trasmettono un messaggio di nobiltà e raffinatezza, a prescindere dal braccio che le sostiene. Nel mondo del lusso, quindi, sono i più discreti tra i simboli di ricchezza e potere.

Una borsa Hermès, in altre parole, è la quintessenza di quello che era un tempo il lusso e che oggigiorno non è più: maestria, cultura, abilità, esperienza, disinvoltura, pacatezza.

martedì 17 maggio 2016

ABOUT_La Kelly di Hermès


Nata nel secolo scorso, in concomitanza con la fondazione della Maison Hermès, come borsa porta sella per i cavalieri che partecipano alle battute di caccia, soltanto nel 1930 si carica di una nuova anima, diventando – con un formato sensibilmente ridotto - una delle borsette da donna per antonomasia. Un successo annunciato che negli anni ’50 la porta a divenire un must della Maison, riconoscibile dall’inconfondibile chiusura a battente con “serratura”. Nel 1955 il battesimo con il nome della diva che l’ha resa famosa: Grace Kelly, principessa di Monaco, incinta della primogenita Caroline, la utilizza per nascondere la gravidanza ai fotografi. Immortalata su tutti i giornali, la borsa da quel momento diviene “la Kelly”. Declinata nelle nuance più tradizionali come nero, marrone, blu e bordeaux, negli anni ’80 comincia a colorarsi anche delle tinte più vivaci quali giallo, rosso, verde smeraldo e blu zaffiro. Oggi esiste in tre modelli – rigida, morbida e morbidissima – e in vari tipi di pelle (vitello, cinghiale, lucertola, struzzo, coccodrillo). Comprarla rappresenta una vera e propria esperienza d’acquisto di lusso. Le boutique Hermès, infatti, ricevono ogni stagione soltanto poche borse da vendere ai clienti che entrano in negozio (un po’ come un ristorante di livello che tiene sempre libero un tavolo per i clienti che dovessero passare di lì senza aver prenotato). In generale, quindi, se si desidera acquistarla, è necessario ordinarla, anche – e in virtù  delle infinite personalizzazioni che possono essere apportate. I modelli esposti, pertanto, sono meri campioni, utili per agevolare il cliente nella scelta del modello da ordinare. In prima istanza, si può scegliere il materiale di realizzazione così come quello delle parti metalliche (per i clienti più esigenti ci si può spingere sino all’argento, all’oro o ai diamanti incastonati); si può inoltre decidere se si vogliono le cuciture interne o a vista. Ogni Kelly, quindi, è diversa da un’altra in considerazione del semplice fatto che si tratta di una borsa nata da una precisa quanto personale idea. Per realizzarne una di dimensioni medie ci vogliono dalle 15 alle 16 ore, mentre per le più grandi da 25 a 30: un tempo inestimabile in cui l’esperienza e l’artigianalità dei malletiers Hermès prendono vita cucitura dopo cucitura.
Nel caso di materiali pregiati, come il rettile, la procedura di lavoro subisce una dilatazione dovuta alla primordiale fase di controllo delle pelli: tre o quattro uomini le passano in rassegna, stendendole su un tavolo per individuarne i difetti e, successivamente, tagliano le forme per le borse (in  questo caso, a differenza degli altri materiali, non si utilizza la pressa). Gli artigiani Hermès lavorano con tre tipi di pelli di rettile: due di coccodrillo e una di alligatore. Quella più delicata – e quindi costosa – è quella del Crocodylus porosus dell’Australia: ha scaglie quadrate al centro del ventre e quattro o cinque file di scaglie rotonde verso i fianchi. Vi è poi il Crododylus niloticus dello Zimbabwe, con scaglie più grandi al centro e due file di grosse scaglie rotonde sui fianchi. Il terzo è l’Alligator mississippiensis, che arriva da un allevamento di proprietà della Maison in Florida. Ha piccole scaglie rettangolari al centro e scaglie più piccine di forma ovale ai lati. In media, ogni Kelly, richiede l’utilizzo di tre pelli di cui si utilizza la parte morbida che si trova nella zona inferiore del corpo dell’animale, evitando quella della schiena che è ruvida e sfregiata. La pelle del ventre si utilizza per i lati e il risvolto, la parte interna della coda, che ha scaglie più grandi, per il fondo e i lati o per il soffietto. Per preservare la naturalezza, le pelli non vengono verniciate ma semplicemente lucidate sfregandovi sopra pezzetti d’agata: ne consegue che le borse non sono impermeabili. Una volta tagliate, le pelli vengono adagiate su un vassoio di plastica insieme a cerniere, chiusure, pezzi metallici, fodera e tutto ciò che serve per confezionare il prodotto finale. Ogni vassoio viene poi passato a un altro artigiano che provvede a costruire interamente la borsa, lavorando su tre articoli contemporaneamente: stesso modello, stessa dimensione, stessi materiali. La borsa viene costruita a partire dall’interno: la prima cosa che si utilizza è la griffe - uno strumento in metallo fatto a mano che somiglia a un pettine africano con i denti appuntiti – che viene premuta leggermente sui bordi della pelle per segnare l’area dove viene effettuata la cucitura a mano (solo la cerniera e l’interno delle tasche, infatti, vengono cuciti a macchina). L’artigiano inserisce poi un pezzo di cuoio duro tra l’esterno e la fodera, in modo da rendere la borsa più solida e rigida.
La Kelly è disponibile in due versioni: il modello sellier, con le cuciture a vista, e il modello retourner, con le cuciture all’interno. Gli orli di quest’ultima sono profilati, di solito nello stesso colore della borsa. La profilatura si realizza avvolgendo un cordoncino di cuoio nella pelle e tenendo poi insieme il tutto con un po’ di colla. Nel complesso, una borsa contiene otto strati di pelle: quella esterna, il cuoio e la fodera per ogni lato, oltre ai due orli delle profilature. Il risvolto, invece, è la continuazione del retro della borsa. Gli artigiani cuciono a mano tutte le parti in pelle con un classico punto sella, utilizzando due aghi e un filo lunghissimo, in modo da poter cucire insieme tutti i pezzi senza fare nodi. Il filo di lino, che arriva dalla Francia, è antistrappo e non si logora nel momento in cui viene fatto passare attraverso la pelle. Per renderlo resistente, impermeabile e morbido, lo si tratta con cera d’api. È sempre in tinta con la pelle, a meno che non si tratti di pelle dorata o naturale: in quei casi, si utilizza un filo bianco. L’artigiano tiene insieme le pelli con un morsetto di legno, in modo da avere le mani totalmente libere; buca le tracce lasciate dai denti della griffe con un punteruolo, facendo in modo di penetrare tutti gli strati della pelle; poi infila un ago in una direzione e un ago nell’altra, tira fino a stringere il punto e procede con il successivo. All’inizio e alla fine di ogni cucitura esegue tre doppi nodi, per evitare che possa scucirsi. Una volta completata, la cucitura viene appiattita con un martello di plastica e gli orli lisciati, smerigliati e lucidati in modo da sembrare un unico pezzo. Il manico è composto da sei strati di pelle e viene messo in forma dall’artigiano: per fare ogni manico ci vogliono fino alle tre ore e mezza e, se questo non è perfetto, nemmeno la borsa lo è. Quanto l’interno e l’esterno della borsa sono pronti, l’artigiano li assembla e aggiunge le parti metalliche con un metodo tutto speciale, detto “perlaggio: si appoggiano la chiusura sulla parte esterna e un sostegno metallico sull’interno; poi, dall’interno, s’infila un chiodo attraverso ciascuno dei buchi che si trovano sui quattro angoli e si taglia la parte di chiodo in eccedenza, lasciandone solo un pezzetto. Successivamente, l’artigiano prende uno strumento speciale, simile a un punteruolo, ma con la punta leggermente concava, e, con delicatezza, lo preme ruotando il polso sul pezzetto sporgente, fino a ridurlo a una sorta di perlina rotonda. Ogni parte metallica ha 4 perline – una in ogni angolo – tutte della stessa forma. Le parti metalliche vengono poi ricoperte con una sottile pellicola di plastica per evitare che si graffino. A questo punto l’artigiano rivolta la borsa e la stira per metterla in forma. Nel caso della pelle in coccodrillo, si stira scaglia per scaglia vista la sua naturale delicatezza. Si fa passare infine un ferro sottile e caldissimo tra le cuciture per pulirle e definire i bordi. Quando la borsa è finita, un supervisore la controlla per assicurarsi che le cuciture siano simmetriche e le perline ben fatte, che la chiusura funzioni, la forma sia perfetta e la superficie priva di difetti. Se il supervisore la approva, sulla Kelly – in corrispondenza della fibbia di pelle - viene impresso un marchio che identifica l’artigiano, l’anno e il laboratorio. Viene poi infilata nel classico sacchetto arancione di feltro e spedita al reparto logistica per essere controllata una seconda volta. Se passa anche questo controllo, viene avvolta in carta velina, inscatolata e spedita al negozio, pronta per essere consegnata al cliente che l’ha ordinata.
La Kelly, ma più in generale le borse di Hermès, rappresentano l’antitesi della borsa del momento. Molti modelli sono rimasti invariati per quasi un secolo e ciononostante rimangono ambiti: una constatazione che denota come non subiscano la moda, ma, al contrario, si spingano oltre. Non ostentano loghi, fiere del fatto che siano già sufficientemente riconoscibili di per sé. Trasmettono un messaggio di nobiltà e raffinatezza, a prescindere dal braccio che le sostiene. Nel mondo del lusso, quindi, sono i più discreti tra i simboli di ricchezza e potere.

Una borsa Hermès, in altre parole, è la quintessenza del lusso in termini di maestria, cultura, abilità, esperienza, disinvoltura, pacatezza.

martedì 13 ottobre 2015

LEISURE_Il Design etico a Milano


Con una selezione di circa 40 brand tutti di ricerca, sperimentazione e rigorosamente Made in Italy, inaugurerà giovedi 15 ottobre a Milano in piazza Gae Aulenti la tappa conclusiva targata Expo 2015 di Natura Donna Impresa, il progetto nato nel 2010 (organizzato da Paola Sammarro, Caterina Misuraca, Valentina Martin e Riccardo Grazioli) che negli anni ha messo in rete e dato visibilità ad oltre 200 donne di tutto il Paese. Nella nuova agorà milanese del Fashion e della Finanza sarà l’evento più importante della Moda Etica e del Design Green.
300mq di esposizione e valorizzazione del “saper fare” al femminile, tra sperimentazioni di nuovi materiali per creare outfit speciali: pelle di pesce, corteccia di cocco, sughero, bamboo, canapa. Bijoux innovativi per forma e concept e arredi di eco-design dal tratto unico e singolare. Novità edizione Expo, area dedicata al food, con sapori della tradizione italica.
Il Temporary Shop sarà allestito in una suggestiva Location nella nevralgica piazza (tra lo store della Swatch e la Banca Unicredit) e si presenterà come il più sperimentale dei “cantieri”. Un vero e proprio hub tra nuove proposte in fase di start up e realtà già affermate e tutte in linea con i principi della sostenibilità, nel senso alto del termine, quindi della tracciabilità e trasparenza dei processi produttivi. Dalla scelta degli allestimenti alla location il leitmotiv sarà: benvenuti nel il cantiere open e in progress del nuovo Made in Italy!
I brand protagonisti sono: I 4 Chicchi,13 Ricrea, Milena Andrade, Gabriella Campanella, Il Cannolo, Deaoliva, Le Delle Santi, Descart, Essevì, Monica Gray, Valentina Laganà, Adriana Lohmann, Maggiolina Milano, Messaggi da Indossare, Minnie’s Jewels, NVK Design, Paglia Milano, Parteattiva, Prigen Cosmesi, Rebirth Italy, Ricreando Design, Adela Romero, Cinzia Rossi, Salesalato, Irene Sarzi Amadè, Angela Simone, Trequattrosette, Natsuko Toyofuku, Francesca Tronca, Toto Verien, Laura Zeni, Daniela Ponti Creazioni, Eugenia Scaglioni, Perego&PeregoVini.

Natura Donna Impresa, negli anni è stato contenitore di mostre, innovazione e racconti di vita. Per questo motivo, con orgoglio, presenta la partecipazione speciale del marchio di eccellenza sardo Edilatte costola di EDILANA pluripremiata da riconoscimenti prestigiosi in Italia e nel mondo per la Sostenibilità con al vertice Daniela Ducato. Direttamente dal Padiglione Italia di Expo 2015 l’azienda realizzerà site specific a Natura Donna Impresa una suggestiva e poderosa installazione omaggio al Paese Italia: IL DESIGN SENZA GUERRA. Omaggio al Design Italiano e a Gae Aulenti che ha dato all’Architettura e al Design una connotazione “femminile” riconoscibile in tutto il mondo. Altresì in occasione del 16 ottobre, Giornata Mondiale FAO dell’Alimentazione l’opera di Edilatte sarà un forte messaggio al mondo per un consumo responsabile del cibo, attraverso le parole dell’architettura.
Lo spunto di riflessione arriva anche attraverso l’esposizione di un altro progetto, promosso dall’Associazione no profit SBLU_spazioalbello con l’installazione “Non di solo pane...” basata sul concetto “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Infine, ma non per ultimo, ci sarà la partecipazione straordinaria di NOVACIVITAS con una suggestiva installazione di Edilizia Green.

Orari di apertura con ingresso libero e gratuito:
Giovedì 15 ottobre dalle 16 alle 23

Venerdi 16 e sabato 17 dalle ore 10.30 alle 22.30
Domenica 18 dalle ore 10.30 alle 21.00

Info

www.naturadonnaimpresa.com - info@naturadonnaimpresa.com

mercoledì 7 ottobre 2015

ABOUT_Bertoni Leather Heritage





La storia di Bertoni inizia nel 1949 a Varese quando Riccardo Bertoni ed altri soci fondano la Valigeria Bertoni, specializzata nella produzione di bauli e articoli da viaggio. Sin da subito si contraddistingue per la raffinatezza e l’accuratezza delle lavorazioni nonché per la qualità dei pellami utilizzati. Abili artigiani eseguono lavorazioni tailor-made, conferendo un inestimabile valore aggiunto agli articoli Bertoni, rivolti a una clientela sofisticata ed esigente, amante del bello ed estimatrice di un concetto di vita che si spinge oltre la semplice estetica, premiando l’eccellenza dei dettagli e delle lavorazioni.
Ancora oggi Angelo Bertoni, insieme alla sua famiglia e ai figli, prosegue la strada intrapresa dal padre, combinando la tradizione con l’innovazione, nel pieno rispetto dell’heritage ma senza tralasciare di introdurre nuove idee. È così che passato e futuro si combinano tra di loro, dando vita ad articoli unici nel loro genere, che mantengono inalterato il dna, ma amano proiettarsi nel domani.
Un’eleganza senza tempo e un prezioso savoir-faire da cui trae ispirazione anche la nuova stagione del brand, che ha visto l’introduzione di una linea di borse e bagagli deluxe, s’intende. Anche in questo caso, ogni dettaglio è personalizzabile grazie all’abilità maturata nel tempo e alla sapienza produttiva degli artigiani preposti a realizzare simili capolavori. Chi compra Bertoni, pertanto, acquista un bene senza tempo e unico nel suo genere, plasmato su gusti ed esigenze. Un bene che domani parlerà di oggi, evocando la storia di una famiglia prima ancora che di un marchio e invitando a lasciarsi andare a sognare.
Per quanto concerne i materiali, sono quattro le principali finiture trattate da Bertoni 1949 nella produzione di borse, valigie e accessori: la pelle di capra a pelo rasato, leggera, trasparente e resistente, ma, al tempo stesso, estremamente raffinata; coccodrillo e alligatore, le più nobili e lussuose; la pelle cosiddetta French Calf, morbida, corposa e rotonda al tatto; la pelle Wood, trattata con una lavorazione che dona un ricercato effetto legno.
Ma non è tutto…Bertoni 1949, infatti, è anche special projects, avendo all’attivo diverse collaborazioni che legano il brand al mondo del design a livello internazionale, dimostrando che le commistioni tra il mondo della moda e le altre forme espressive sono innumerevoli. 

mercoledì 30 settembre 2015

STYLE_Bianchi e Nardi spring/summer 2016





La collezione primavera-estate 2016 Bianchi e Nardi 1946 nasce dalla natura selvaggia della foresta pluviale tropicale.
Resi soffici dalla concia al vegetale, nobilitati da esclusive tinte naturali e lavorati da sapienti mani artigiane, i pellami di coccodrillo, pitone e struzzo sembrano quasi far ritorno al loro habitat naturale.
E le borse vibrano come attraversate dalla magia e dalla diversità della foresta pluviale: dal grigio-verde delle pietre ricoperte di muschio ai toni scuri del sottobosco passando per il turchese iridescente delle ali di una farfalla; dalle tonalità contrastanti del becco di un tucano alle geometrie cangianti disegnate dal sole sulle chiome degli alberi.
Cinque i temi, ma accomunati da quelli che sono i tratti distintivi Bianchi e Nardi 1946: l'esclusiva chiusura gioiello in perla di pietra d'agata, i manici decorati a mano, le  audaci combinazioni di colori, forme e materiali, insieme ai pellami esotici di altissima qualità certificata e la straordinaria vocazione all'eccellenza artigiana.

Crocodile Rock 
La linea nasce dall'accostamento tra pellami di coccodrillo dalla finitura vellutata, sapientemente tinti a mano, e suede dai colori tenui. Le tonalità si ispirano a quelle del trionfante sole pomeridiano che si riflette sui fiumi e sulle cascate della giungla.

Python Sunrise  
Le straordinarie gradazioni cromatiche metalliche della linea Python Sunrise, disponibile nelle versioni 'Butterfly Blue' o 'Wood', sono frutto di un'esperienza che affonda le proprie radici nella lunga tradizione della maison Fiorentina.

Fast Seat 
Ispirate ai lussuosi interni in pelle della leggendaria Aston Martin di James Bond, le borse Fast Seat sono realizzate con pellami esotici matelassé cuciti a mano per conferire loro rilievo e contrasto.
Le borse Fast Seat in pitone sono disponibili nelle colorazioni nero o “natural “. Le borse Fast Seat in struzzo sono disponibili in più audaci tonalità tropicali che si richiamano a quelle degli uccelli del paradiso.

Jungle 
Realizzate in pelle di serpente incisa al laser, declinate nelle vivaci combinazioni cromatiche verde e giallo o rosso e blu, le borse della linea Jungle si ispirano all'astratta bellezza organica delle foglie di palma baciate dal caldo sole tropicale.

Night Stars 

Un trionfo di gioielli scintillanti pronti a risplendere nelle calde notti estive. La linea Night Stars si compone di eleganti pochette dalle forme arrotondate, da tenere in mano come una pietra preziosa o da indossare in spalla, di borse a secchiello che celano al loro interno un beauty e uno specchio sul fondo, così come di pochette a borsellino dove riporre l'essenziale per la serata, dotate di tasca esterna per avere il cellulare sempre a portata di mano.