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mercoledì 23 novembre 2016

PEOPLE_Roger Vivier



Cosa può venire in mente pensando a un bellissimo paio di scarpe dall’inconfondibile fibbia squadrata in punta, con due celeberrime iniziali – R.V. – impresse con un carattere sì arzigogolato quanto femminile? Senza troppe esitazioni, il pensiero corre a Monsieur Roger Vivier e alle sue mirabili creazioni, quintessenza di un senso del bello e dello stile più autentico, racchiuso in una raffinatezza e un’eleganza pressoché uniche.
Convinto sostenitore del fatto che si debbano scoprire le forme antiche per reinterpretarle alla luce del nostro tempo, Roger Vivier ama attualizzare le sue calzature con quei piccoli accorgimenti legati a uno stile di vita decisamente più dinamico, che impone un passo frenetico e un utilizzo meno formale anche dei modelli più preziosi, un tempo riservati solo alle rare occasioni cerimoniali.
Una definizione piuttosto semplice di uno stile che ha contraddistinto la storia della calzatura con modelli inconfondibili alla vista così come impareggiabili nel confort e, in ogni caso, perfetta summa esplicativa del cuore delle sue creazioni.
Scultore della scarpa, indomito inventore e fantasioso sperimentatore, nel corso della sua carriera artistica ha scritto le pagine più importanti della storia della moda, realizzando creazioni divenute icone ed entrate di diritto nell’Olimpo dei divini. Modelli che, oggi come allora, godono di un fascino unico, reso tale dalle forme sublimi, dai materiali di altissima qualità e dalla manifattura eccellente. Virgola, Cancan, Pulcinella, Guignol sono solo alcuni dei nomi di battesimo - coniati dallo stesso Vivier - dati a creazioni talmente prestigiose da essere accolte nelle sale del Victoria and Albert Museum di Londra, del Metropolitan di New York, del Museo delle Arti e della Moda di Parigi.
Definito a ragion veduta il “Fragonard” e il “Fabergé” delle calzature, Roger Vivier ha potuto vantare una clientela prestigiosa, composta da dive cinematografiche del calibro di Ava Gardner e Catherine Deneuve così come da teste coronate, tra le quali svetta la Regina Elisabetta per la quale aveva realizzato uno speciale modello in occasione della sua ascesa ufficiale al trono nel 1953.

Parigino di nascita, respira sin da piccolo lo charme dell’estetica più nobile, assaporandone le caratteristiche autentiche e plasmando su di esse uno stile tutto suo, figlio di una naturale predisposizione al bello. Dopo aver frequentato l’Ecole des Beaux Arts, quasi casualmente scopre il mondo della calzatura, complice l’esortazione di alcuni amici a disegnare una collezione stravagante. Inizia così una lunga carriera che lo porta a collaborare con Pinet e Bally in Francia, con Rayne e Turnet in Gran Bretagna, con Miller e Delman negli Stati Uniti. Ed è proprio una scarpa ortopedica, disegnata per Delman e da lui scartata – per essere poi realizzata da Elsa Schiaparelli – a lanciare negli anni ’40 la moda della zeppa. Rimasto in America durante la guerra, apre con Suzanne Remi, in Madison Avenue, un negozio da modista, che ben presto diviene un punto di ritrovo immancabile per tutti coloro che seguono la moda. Nel 1947 rientra a Parigi: l’incontro con Christian Dior si rivela cruciale per il proprio destino. Il couturier, infatti, gli affida la parte stilistica dedicata alle calzature. Nel tempo, dal “su misura” Vivier passa a un concetto di moda allargata, realizzando linee di prêt-à-porter. Dopo dieci anni di sodalizio con la Maison Dior, nel 1957, decide di mettersi in proprio, dando vita a quel marchio dalle inconfondibili sigle puntate che ha calzato i piedi di dive e divine, facendo sentire un po’ tutte principesse di un mondo incantato.

giovedì 24 marzo 2016

ABOUT_Chanel n. 5


Mademoiselle Chanel era solita affermare che una donna senza profumo è una donna senza futuro. Non a caso, forse, mossa da questa radicata convinzione ha dato vita a una delle fragranze che hanno fatto la storia nel mondo delle note olfattive: Chanel n° 5, un mix di conturbanti sfumature, volte ad esaltare la femminilità in un gioco evocato di seduzione e intrigo.
Et voilà! al ritmo di un calibrato alternarsi di percezioni sensoriali, le agrumate note di testa di bergamotto, limone e neroli abbracciano i sensi, per travolgerli in un cuore fiorito di gelsomino, rosa, mughetto e iris e in un successivo fondo speziato di vetiver, sandalo, vaniglia e ambra.
Voluto fortemente dalla lungimirante e determinata Coco Chanel, fu realizzato dal profumiere Ernest Beaux, che, per la prima volta, miscelò essenze naturali e sintetiche – per la precisione, 80 ingredienti differenti, tra i quali l’essenza artificiale di gelsomino -. In tal modo, grazie all’unione di questi due diversi agenti – naturali e chimici - il profumo si poteva sentire molto più a lungo nonostante fosse dosato in minori quantità. Poco incline allo smielato romanticismo dell’epoca – “…non voglio nessun olezzo di rose o mughetto”, asseriva spietata – Chanel scelse di optare per un bouquet provocante, contrariamente alla moda dilagante che voleva l’essenza di un unico fiore. Sulla base di note di muschio e gelsomino – generalmente associate a cortigiane e prostitute – il risultato fu totalmente innovativo: non aveva precedenti, vista la sua natura in parte artificiale; era gradevole ma, al tempo stesso, non riconducibile a nessuna essenza specifica. Innovativo anche nel nome, sull’origine del quale si sono dibattute leggende e digressioni in quantità che hanno portato studiosi e cultori a elaborare infinite teorie, dalle più fantasiose alle più veritiere. Favolistica a parte, la versione più attendibile suppone che Chanel abbia scelto per il suo profumo questo strano nome dopo aver annusato la quinta boccetta d’essenza di prova preparata da Beaux. Al momento di “battezzare” la fragranza, Chanel rispose “Ho lanciato la mia collezione di profumi il 5 maggio, il quinto mese dell’anno, lascerò che questo numero gli porti fortuna”. Pioniera nel campo della profumeria così come lo era stata nella moda, Chanel aveva fatto centro anche con la sua essenza, la quale segnò la strada della produzione industriale profumiera. Per decine di anni, Chanel n° 5 è stato il profumo più venduto in Francia, superato solo nel 2011 da J’adore di Christian Dior.
Intrigante il profumo nel suo articolarsi di note di testa, cuore e fondo, semplice invece la confezione: una normalissima bottiglia da farmacia trasparente, prodotta dalla vetreria Brosse, con un’etichetta minimale bianca e nera. In netto contrasto, quindi, con le elaborate e decorate boccette dell’epoca, in bilico tra il barocco e il rococò, create appositamente per attrarre l’attenzione del cliente. La prima bottiglietta prodotta nel 1919 era più piccola e più arrotondata rispetto a quella conosciuta oggi, la cui produzione iniziò nel 1924. Un cambiamento di rotta resosi necessario nel momento in cui il flacone originale si era rivelato troppo fragile, portando così all’adozione di una forma più squadrata, la stessa giunta sino ai giorni nostri. Contrariamente alla boccetta, il tappo subì negli anni numerose modifiche: originalmente era di vetro; nel 1924 venne sostituito da uno di forma ottagonale, più consono al nuovo design del flacone; nel 1950 fu oggetto di un taglio smussato e di una silhouette più voluminosa; nel 1970 divenne più grande, per poi ridursi nel 1986, rendendo più armoniose le proporzioni dell’intera boccetta.
Divenuto oggetto di culto, il flacone di Chanel n° 5 nel 1959 entrò a far parte della collezione del Museo d’Arte Moderna di New York e, a metà degli anni ’80, venne celebrato da Andy Warhol che, al pari di un’icona di stile e buon gusto, lo raffigurò con l’opera pop intitolata Ads: Chanel.
Prestigioso, conturbante, femminile, questo profumo vantò grandi estimatrici tra cui l’indimenticabile Marilyn Monroe che, in un’intervista nel 1952, ne divenne inconsapevolmente testimonial, affermando che quando andava a dormire indossava solo due gocce di Chanel n° 5. Parole che impressionarono i soldati americani al punto di spingerli a fare lunghe code fuori dai negozi Chanel per aggiudicarsi una boccetta del desiderato profumo da regalare alle fidanzate. Riportata negli anni in numerose varianti, sempre e comunque carica di tutto il suo valore conturbante, questa celeberrima frase venne utilizzata nel 1955 sulla locandina pubblicitaria del profumo, corredata da una foto della diva scattata nello stesso anno da Ed Feingersh. Negli anni, numerose furono le testimonial chiamate a personificare con il loro stile il mood di Chanel n° 5 e, di riflesso, della Maison: Catherine Deneuve, Ali MacGraw, Lauren Hutton, Jean Shrimpton, Carole Bouquet, Nicole Kidman, fino alle più recenti Vanessa Paradis e Audrey Tautou. La stessa Coco Chanel in persona prestò la propria immagine per una pubblicità su Harper’s Bazaar.
Un profumo capolavoro, che divenne nel tempo un vero e proprio oggetto d’arte, complici, senza ombra di dubbio, i magistrali spot pubblicitari firmati dalle più grandi firme creative. Nel 1998 Jacques Helleu e Luc Besson idearono e firmarono, rispettivamente, la storia animata Le Chaperon rouge, moderna rivisitazione di Cappuccetto Rosso in cui una donna ammansiva un lupo, sullo sfondo di una magica Tour Eiffel. Eccellenti le collaborazioni: Milo Manara per lo storyboard e di Patrice Garcia per le scenografie, realizzate all’interno di uno studio di Cinecittà; glamorous la protagonista, la modella Estella Warren; d’autore la colonna sonora, un brano di Danny Elfman tratto dalla colonna sonora del film Edward mani di forbice.
Una tradizione, quella della campagna pubblicitaria d’autore, preservata e perpetuata nel tempo, anche recentemente (2004) con lo spot Eau de Première. Testimonial, un’elegante Nicole Kidman, vestita da Karl Lagerfeld - con un abito nero scollato sulla schiena, dove era esposto un medaglione composto da 687 diamanti a comporre il logo dell’essenza – e intenta a interpretare “l’attrice più famosa del mondo”. Diretto da Baz Luhrmann, lo spot utilizzò la medesima ambientazione del film Moulin Rouge!, riprodotta all’interno dei Fox Studios di Sidney. A corollario, le note sonore del brano Clair De Lune di Debussy, suonato dalla Sidney Symphony Orchestra, diretta da Craig Armostrong.

Ultimo capitolo della saga spot movies Train de nuit, ideato da Jean-Pierre Jeunet e di cui protagonista è una raffinata Audrey Tautou. Magico e misterioso lo scenario - l’Orient Express – così come il profumo: un subliminale invito a lasciarsi andare a una conturbante sinfonia olfattiva, abbandonando i sensi a una fascinosa esperienza profumata.

venerdì 21 febbraio 2014

ABOUT_Il magico mondo degli stivali










Gli stivali hanno saputo conquistare l’immaginario collettivo, complice il supporto fornito da personaggi di fantasia che in essi hanno trovato il loro segno di riconoscimento: dal Gatto con gli Stivali, protagonista dell’omonima e celebre fiaba popolare, a I Tre Moschettieri di Alexander Dumas. A dar manforte, una miriade di personaggi cinematografici: per citarne qualcuno, John Wayne con i suoi camperos, Robert Redford con gli inseparabili stivaletti da aviatore nel film “La mia Africa”, Catherine Deneuve con fiammanti gambali appuntiti e tagliati a V sotto il ginocchio ne “La ragazza con gli stivali rossi” di Jean Louis Buñuel, Jane Fonda e l’interpretazione di Barbarella divenuta celeberrima anche grazie ai cuissardes quasi inguinali, quintessenza di audacia e sensualità.
Dal grande schermo al guardaroba di noi altri, il passo è stato breve. E così, gli stivali sono divenuti protagonisti indiscussi sia del côté femminile che di quello maschile: utili e indispensabili nella stagione invernale, dimostrano di possedere una versatilità a tutto tondo se visti nel loro approccio con la moda. Un legame che si è consolidato nel tempo, tanto da trasformare gli stivali in un must have perfetto in ogni stagione, complice l’elevata qualità dell’italian style.
Parlando proprio di made in Italy, gli stivali femminili e maschili prodotti nel nostro Paese occupano un posto di rilievo in tutte le vetrine del mondo, evocando i valori classicamente associati alle produzioni italiane. Eccellenza tecnica e ricerca stilistica sono i fattori chiave di successo con i quali vincere le sfide con i competitors. Un giusto mix che ha consentito nel tempo di coniugare la tradizione artigianale con l’innovazione in termini di stile. Un percorso non semplice, reso possibile dalla cura riposta nella scelta dei materiali, spesso ricercati, a volte inusuali, e dall’attenzione per la modellistica, che tende a privilegiare il comfort ad ogni costo. La realizzazione di un paio di stivali parte da una meticolosa valutazione delle forme, della suola e dei tacchi oltre che dei materiali certificati da utilizzare per ottenere una comodità che non sacrifica la bellezza estetica.
Dal canto loro gli stivali vantano una storia di tutto rispetto: molte, infatti, sono le tappe che li hanno portati dagli antichi Greci, quando coprivano solo la caviglia, ai giorni nostri. A metà polpaccio nel 1500 e fino al ginocchio nel 1700, erano prerogativa degli uomini di potere o dei militari; con i lacci e i bottoni nel 1800 conquistano anche le donne. Nel 1900, divenuti oramai una consuetudine, vestono dame eleganti e signore bon ton. Ma è negli anni ’70 che vedono una nuova vita. Correva il tempo di Mary Quant e delle sue gonne ben sopra il ginocchio: gli stivali escono così allo scoperto. Si mettono in mostra e mostrano le gambe, senza pudori né esitazioni, bensì con un pizzico di ironia. Questo è il primo passo della scalata nell’olimpo della moda e della creazione con essa di un legame indissolubile. Un legame consolidato nel tempo, che ha reso gli stivali i protagonisti di un processo creativo e stilistico inarrestabile e li ha introdotti nei guardaroba di dive, celebreties e semplici estimatrici dello stile. Sono così andati ben oltre il concetto di stagionalità, diventando un passe-partout valido tutto l’anno: complici personaggi come Miranda Kerr e Kate Moss che li indossano anche d’estate, gli stivali hanno subito un’ulteriore interpretazione, assumendo i tratti di summer boots, realizzati in pelle sfoderata, camoscio o tela, da indossare con shorts e abiti leggeri.

Materiali: cuoio, suede, vernice, pelle. Quest’ultima anche stampata o invecchiata. E poi, cavas, denim, velluto, rete, tulle, raso, pelliccia, lana tricottata. Con ricami e decorazioni di perline, cristalli, paillettes, borchie, piume, nastri.

Forme: largo, dritto e comodo, fino al ginocchio o a metà polpaccio, nei modelli unisex. Aderente, persino a calza; morbido, quasi afflosciato; con bordo in contrasto di colore o con risvolto; chiuso in alto da un cinturino o stretto da una coulisse; chiuso dietro da lacci o fibbiette.

Suole: di diversi materiali, a seconda del look e dello stile. Il classico e super intramontabile vero cuoio, eccellenza tutta italiana: leggero e flessibile. La gomma carrarmato o la para nei modelli destinati all’inverno. Non  da ultimo, la sperimentazione della corda, della plastica, persino del camoscio e del sughero.

Colori: il marrone e il cuoio, il nero e il grigio, il blu e il bordeaux. Ma anche il rosso rubino e il verde bottiglia o militare; tutta la gamma dei pastello, fino al bianco; i fluorescenti; i metallizzati e i marmorizzati. E perché no, un mix multicolor o grafismi optical.

Tacchi: basso e squadrato, solido e rientrante. A stiletto e a spillo; a rocchetto e da gattina; a cono rovesciato o a parallelepipedo; a banana e a virgola; scultoreo e di design. Sì anche a zeppa e plateaux interni. Dai 2 centimetri si arriva in un battibaleno ai 15 centimetri di altezza.

Modelli: camperos e texani, da cavallo e da biker, Beatles e doposci. Stringati alla russa o alla Belle Epoque; con le frange da squaw; con la fibbia alla Richelieu; cut-off, bondage, a gabbia. La nuova tendenza: open toe e slingback. Classici evergreen: i cuissardes. 

venerdì 20 dicembre 2013

LEISURE_Louis Vuitton, campagna di comunicazione p/e 2014

Gisele Bundchen

Caroline De Maigret

Catherine Deneuve

Catherine Deneuve

Edie Campbell

Louis Vuitton NN14 Cuir Nuance

Louis Vuitton NN14 Les Extraordinaires

Louis Vuitton NN14 Les Extraordinaires

Louis Vuitton NN14 Les Extraordinaires

Louis Vuitton NN14 Monogram Idole 

Louis Vuitton NN14 Sprouse

Louis Vuitton NN14 Studs

Sofia Coppola

Sofia Coppola


Per il suo ultimo “capitolo di stile” targato Louis Vuitton, Marc Jacobs ha guardato alle donne che l’hanno sempre ispirato. Con lo stesso spirito, la campagna Primavera/Estate 2014 ritrae le sue muse ispiratrici.
Catherine Deneuve, Sofia Coppola, Gisele Bündchen, Fan Bingbing, Caroline de Maigret e Edie Campbell, la modella che lo stilista stesso ha scelto per aprire la sua ultima sfilata, fotografate da Steven Meisel. Lo sfondo semplice dello studio e la sobria palette di colori esaltano la personalità di ciascuna delle muse così come le differenti declinazioni della borsa Noé in coccodrillo, vitello, tela Monogram o tessuto ricamato di paillettes con il motivo disegnato da Stephen Sprouse o ancora ricoperta di piume e cristalli.
Così come la sfilata ha voluto essere una celebrazione del lavoro di Marc Jacobs da Louis Vuitton, così la campagna è un vibrante omaggio alle donne muse e allo stile senza tempo della Maison: otto ritratti su singola pagina – apparirà sui numeri di febbraio delle principali testate di tutto il mondo.
Fotografo: Steven Meisel; Stylist: Karl Templer; Capelli: Guido Palau; Trucco: Pat McGrath.

Protagonista degli scatti insieme a queste sei icone di stile e bellezza, la borsa NN14 in una miriade di varianti: una nuova declinazione del mitico secchiello Noè, disegnato da Gaston-Louis Vuitton nel 1932 in risposta alla richiesta di un produttore di champagne di trasportare in maniera elegante cinque bottiglie di preziose bollicine.
L’edizione limitata NN14 è stata creata attraverso ciò che Marc Jacobs descrive come una “pulizia” del progetto originale: più piccola, più aerodinamica, ma pur sempre riconoscibile come “secchiello” per champagne o per altri usi.
Oltre a Les Extraordinaires, le rarissime e preziosissime edizioni i cui stravaganti ornamenti (piume, cristalli, paillettes, borchie, applicazioni in coccodrillo) testimoniano l’eccezionale savoir-faire di Louis Vuitton, faranno la loro apparizione nella campagna Primavera/Estate 2014 - e ne definiranno i toni - altre versioni della borsa NN14. Tutte avranno in comune alcuni elementi distintivi del modello: il tassello di chiusura in pelle plissettato a mano, la maniglia in pelle goffrata Louis Vuitton e gli iconici lucchetti e portachiavi a campana LV. All’interno della borsa, una pochette chiusa da cerniera, per riporre gli oggetti più preziosi.
Indossata da Sofia Coppola nella campagna pubblicitaria, la NN14 in Monogram Idole unisce la tela logata ai profili in pelle di vitello nero, rosso scuro oppure blu scuro, un sobrio tocco di colore che regala nuova ricchezza ed eleganza al celebre Monogram. La borsa è disponibile in due misure: piccola, da portare a mano (disponibile anche nella classica tela Monogram con bordo in cuoio naturale) e grande, da portare anche a spalla.
La NN14 in morbido vitello Cuir Nuance è l’emblema della ricerca dell’eleganza non ostentata, le sue linee raffinate sono esaltate dalla bellezza autentica del pellame. Oltre all’intramontabile nero, presentato nella campagna da Gisele Bündchen, la versione piccola è disponibile in rosso rubino e la grande in rosso, blu e terra di Siena sulla quale una patina applicata a mano dona una nuance intrigante e delicatezza insieme.
A completare la collezione ci sono due ulteriori declinazioni: la NN14 portata da Edie Campbell in vitello borchiato dall’allure rock, nonché quella indossata da Fan Bingbing in Monogram jacquard blu scuro, interamente ricamato di paillettes nere a motivo graffiti di Stephen Sprouse.

Louis Vuitton
Dal 1854 Louis Vuitton ha realizzato modelli unici al mondo, unendo innovazione e style nel rispetto della più alta qualità. Ancora oggi la Maison rimane fedele allo spirito del fondatore, Louis Vuitton, che diede vita alla vera “arte del viaggio” con i propri bauli, borse ed accessori, innovativi, pratici ed eleganti. Da allora l’audacia ha segnato la storia di Louis Vuitton. Fedele a questa tradizione la Maison ha aperto nel corso degli anni le proprie porte ad architetti, artisti e designers sviluppando le collezioni di ready-to-wear, scarpe, accessori, orologi, gioielli e accessori per la scrittura. Questi oggetti, creati con grande passione, sono la testimonianza dell’impegno di Louis Vuitton al raggiungimento dei più alti livelli di artigianato. Per ulteriori informazioni: www.louisvuitton.com