Visualizzazione post con etichetta Speedy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Speedy. Mostra tutti i post

mercoledì 11 ottobre 2017

LEISURE_Nuovo store Louis Vuitton alla Rinascente di Roma





Louis Vuitton rinnova il proprio legame con la Città Eterna inaugurando il terzo store della Maison nella capitale, dopo quelli di Via Condotti e Piazza San Lorenzo in Lucina. Situato all’interno della nuova Rinascente di Via del Tritone, il negozio si colloca nel cuore dell’edificio principale, in una costruzione dei primi del ‘900 denominata “Palazzetto”, un vero e proprio palazzo nel palazzo. La facciata del Palazzetto, su cui si aprono gli ingressi e le vetrine del negozio, diventa parte integrante e suggestiva dell’architettura del department store.  A metà strada tra la Fontana di Trevi e Piazza di Spagna, La Rinascente si trova in un luogo altamente simbolico per Roma  e sorge su un importante sito archeologico riportato alla luce durante i lavori di restauro, un tesoro della Roma Antica ora visibile al pubblico: l’Acquedotto Vergine inaugurato da Augusto nel 19 a.C. che ancora oggi alimenta le fontane del centro storico.

Una nuova destinazione di viaggio
L’acquedotto costeggia un intero lato dell’edificio, lo abbraccia definendone la linea. La pianta del negozio Louis Vuitton, che sorge al livello stradale superiore a quello dell’acquedotto, segue anch’essa la linea curva del tracciato dell’acquedotto. Si delinea così uno spazio straordinario, eclettico, raccolto tra le vestigia del passato: l’acquedotto Vergine da un lato e la facciata del “Palazzetto” dall’altro.  Il soffitto, dall’importante altezza di sei metri, è il risultato dell’unione di due piani in un unico, maestoso ambiente in cui la luce naturale irrompe da cinque grandi finestre che affacciano sul lato dell’acquedotto. Caratteristica questa che rende il negozio un “unicum” all’interno de La Rinascente. Basati sul nuovo concept sviluppato per Louis Vuitton dall’architetto Peter Marino, gli interni sono un chiaro omaggio alla vocazione della Maison per l’unione di tradizione e innovazione, per l’utilizzo di materiali e lavorazioni preziosi e utilizzati sin dall’antichità accanto ad altri che guardano al futuro.  I monumentali pilastri, che scandiscono lo spazio replicando la teoria di colonne esterne, sono rivestiti in pietra di Trani, mentre il pavimento in pregiato seminato alla veneziana ricrea un disegno di fiori del Monogram nelle tonalità del beige e del marrone. I fiori ritornano in un delicato motivo sulle pareti, questa volta realizzati in stucco color crema. La vera nota distintiva è data dalla mescolanza di molteplici materiali e texture: legni dalle differenti lavorazioni sono accostati alla pelle pregiata, carta da parati a effetto stucco a futuristiche mensole high-tech rivestite da un film che riproduce la fibra di carbonio. Una sobria combinazione di proporzioni neoclassiche e forme contemporanee, di materiali tradizionali e tecniche innovative, permette di fondere passato e presente, la storia e l'artigianato francese e italiano con il design ultra-moderno.

Un’offerta personalizzata
Uno spazio meravigliosamente arioso fa da cornice all'intera gamma di accessori, pelletteria, calzature femminili e maschili, articoli da viaggio, tessili, orologi, gioielli e fragranze. I clienti potranno scoprire le ultime novità della Maison come “My World Tour”, la collezione di accessori da viaggio personalizzabili con divertenti stickers e iniziali del proprietario, i trolley “Horizon” disegnati da Marc Newson e una calzatura in edizione limitata creata appositamente per il negozio di Roma Tritone.

My World Tour, la nuova frontiera della personalizzazione
La collezione My World Tour, ispirata al viaggio, insito nel DNA della Maison e alla storica tradizione di apporre delle etichette sui bagagli dei viaggiatori di inizio Novecento, come ricordo del loro passaggio nelle località più belle del mondo, prende ispirazione dalla raccolta di più di tremila etichette originali dei grandi hotel di tutto il mondo appartenute a Gaston Vuitton – nipote di Louis -  e ancora oggi meticolosamente conservate negli archivi della Maison.  Con My World Tour la personalizzazione dei bagagli fa un balzo in avanti verso l’innovazione e l’high-tech. I clienti potranno personalizzare alcuni modelli iconici della Maison tra cui le borse Speedy e Neverfull, la sacca da viaggio Keepall e il trolley Horizon, con una speciale tecnica di serigrafia che permette di stampare le etichette direttamente sulla tela originale, sia essa Monogram o Damier Graphite, che verrà in seguito tagliata e cucita per realizzare l’articolo personalizzato. Louis Vuitton ha creato cinque famiglie di etichette, posizionabili in punti predefiniti dei prodotti: LV Heritage, Cities, LV Pop, Grand Hotels e Make it your own. L’ultima categoria, Make it your own, permette ai clienti di personalizzare ulteriormente i prodotti My World Tour con lettere e date a loro care, rendendoli davvero unici. È possibile realizzare da più di 537 mila combinazioni sul portafoglio Victorine (per un massimo di 5 etichette), fino a più di 289 miliardi di combinazioni sulla borsa Speedy (per un massimo di 10 etichette).


Una calzatura in edizione limitata dedicata a Roma
Lo stivaletto Star Trail, disegnato da Nicolas Ghesquière, Direttore Artistico delle Collezioni Donna, è diventato in pochissimo tempo un’icona tra le calzature Louis Vuitton. Amato dalle celebrities di tutto il mondo, lo Star Trail è stato realizzato in edizione limitata in un inedito blu notte eclusivamente per il negozio di Roma Rinascente. Lo Star Trail, come tutte le calzature Louis Vuitton è prodotto in Italia, nella Manufacture de Souliers Louis Vuitton a Fiesso d’Artico in provincia di Venezia.

L’Arte del Viaggio, la passione per il volo rivivono a Roma
Superato il primo impatto visivo con l’incredibilmente luminoso volume e la sobria eleganza degli spazi, l’attenzione del visitatore viene catturata dalla riproduzione originale in scala uno ad uno di un monoplano di inizio Novecento, che “sorvola” il negozio, appeso al soffitto. 
Questi primi esemplari di aerei monomotore sono stati protagonisti, nei primi anni del XX Secolo, di imprese epiche come nel 1909 la prima traversata aerea della Manica. Il modello in mostra a Roma è stato realizzato in Francia sulla base di disegni originali dell'epoca.
A fare da sfondo al volo dell’aereo una veduta di Roma dal Colle del Pincio opera del fotografo di architettura tedesco Hans Georg Esch, “Panoramic Rome” (2004).
Il richiamo al mondo dell’aviazione è un omaggio al legame di Louis Vuitton con l’Arte del Viaggio. Da sempre attenti all’evoluzione dei modi di viaggiare e dei mezzi di trasporto, i Vuitton furono entusiasti spettatori di queste imprese. I figli di Georges Vuitton, i gemelli Pierre e Jean, appassionati di meccanica, nel 1909 avevano rappresentato il brand al Grand Palais all’Exposition Internationale de Locomotion Aérienne con un modello di elicottero da loro progettato il Vuitton–Huber.
E prima ancora che i viaggi in aereo divenissero un mezzo di trasporto per i civili i Vuitton avevano immaginato dei bagagli che potessero adattarsi a dirigibili e aerei. Nel 1910 la Maison aveva creato il primo baule Aéro. Due di questi speciali bauli, leggeri, compatti e versatili, potevano essere fissati ai lati sul cesto di una mongolfiera. Arrivavano a pesare solamente ventisei chilogrammi riempiti alla loro massima capacità.
Vero e proprio fan delle imprese dell’aviatore americano Charles Lindbergh, il primo a volare da New York a Parigi nel 1927 con il monoplano Spirit of Saint Louis, Gaston-Louis Vuitton fu parte della delegazione che accolse il pilota al suo arrivo all’aeroporto di Le Bourget. Prima di tornare in America in nave, Lindbergh visitò in negozio di Louis Vuitton sugli Champs-Élysées dove acquistò due bauli guardaroba, divenendo uno degli illustri clienti della Maison.

I bauli storici
Per introdurre i clienti al ricco patrimonio di Louis Vuitton, gli archivi della Maison hanno scelto due bauli storici da esibire nel negozio di Roma Tritone.

Baule per auto in tela Vuittonite (1923)
I bauli per auto erano progettati da Louis Vuitton per adattarsi sia all’esterno che all’interno dell’abitacolo delle prime automobili. Antenati erano i pesanti bauli che si caricavano sul lato posteriore delle carrozze.
Non solo contenitori per abiti e accessori, Louis Vuitton creò una serie di bauli per auto adatti a tutte le esigenze: set da pic-nic per i viveri, cassette degli attrezzi per l’autista che doveva essere all’epoca anche meccanico e una geniale invenzione, la Driver Bag dalla forma di una cappelliera poteva contenere numerosi accessori ed essere alloggiata all’interno della ruota di scorta per occupare meno spazio. 

Porta abiti speciale in tela Vuittonite (1930)
Alle fine del XIX Secolo, Louis Vuitton iniziò a offrire ai viaggiatori una linea di bagagli indicati con il nome generico di porte-habits, ispirati al britannico suitcase tanto caro ai Lord inglesi e apparso in Francia attorno al 1865.
Questo bagaglio a mano, che il viaggiatore poteva portare senza l’aiuto di un facchino, conteneva un determinato numero di abiti e si armonizzava alla figura del suo proprietario: le dimensioni del porta abiti dovevano infatti corrispondere alla larghezza delle spalle. Geneticamente maschile, il porta abiti venne successivamente declinato in versioni per signore e per la sua comodità, resistenza ed eleganza si impose presto come il bagaglio del nuovo Secolo. Il modello esposto a Roma riporta bande colorate e iniziali del proprietario originario. 

Louis Vuitton presso Rinascente – Via del Tritone, 61  - 00187 Roma

Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 23.00 - Servizio clienti 800 30 89 80

giovedì 25 giugno 2015

ABOUT_Louis Vuitton e il viaggio











Correva l’anno 1854, anno della sua fondazione, quando la Maison Louis Vuitton si distinse per la sua creatività e dedizione nel mettere a punto innumerevoli invenzioni e innovazioni riguardanti l’arte del viaggio. Da lì in poi, nulla fu più uguale: il marchio divenne sinonimo di lusso, savoir-faire e prestigio e viaggiare si caricò di importanti significati al punto di assurgere a un vero e proprio stile di vita.
Tre le figure centrali di questa magica avventura: Louis, Georges e Gaston. Tre generazioni che, a loro modo, hanno plasmato l’evoluzione dei tempi, nel rispetto delle aspettative e delle esigenze dei viaggiatori: dai bauli alle borse da viaggio morbide ed eleganti, lo stile della Maison si è imposto quale punto di riferimento, condensando in sé talento, genialità, unicità ed estetica.
Epocali, sono per citare qualche invenzione, la serratura antiscasso brevettata nel 1880, la celebre sacca da viaggio Keepall, antesignana delle borse leggere, il baule guardaroba, il sac chauffeur, nonché la creazione di bagagli straordinari, volti a rispondere alle necessità più inusuali di clienti speciali del calibro di Savorgnan di Brazzà, Leopold Stokowski, il Maharaja di Baroda, Marthe Chenal.
Una devozione che la Maison ha custodito gelosamente nei secoli, scandendo la sua storia al ritmo di articoli unici e inimitabili che hanno contribuito a trasformare il viaggio in una vera e propria forma d’arte. Volendo riassumerli, si possono identificare 10 icone che sono rimaste impresse nel dna della Maison, definendone l’heritage ispirazionale al punto da divenire parte della memoria collettiva del bagaglio.

Wardrobe
Emblema del bagaglio rigido, i wardrobe sono un oggetto divenuto culto. Inventati nel 1875, sono nati sulla base di un’esigenza meramente pratica quale il trasporto di tutti gli effetti personali in un unico contenitore reso assai resistente dalla struttura in legno e dal rivestimento in cuoio o in tela impermeabile. Una volta aperto, questo baule verticale si compone di due parti attrezzate: l’appendiabiti, da un lato, e i cassetti, dall’altro. La versione femminile, inoltre, include attaccapanni ai quali appendere abiti lunghi nonché una serie di pratici scomparti per i cappelli.
I wardrobe garantiscono numerosi vantaggi tra cui l’arrivo a destinazione in perfetto stato di accessori e abiti e la serratura antiscasso la cui unica chiave è riservata a ogni cliente per la totalità dei suoi bagagli Vuitton.
E se non si utilizzano per viaggiare, possono divenire lussuosi e raffinati complementi d’arredo, assumendo una veste di design dal gusto irresistibile.

Steamer bag
Creata nel 1901, la Steamer Bag in origine era una borsa accessoria in tela e cuoio, abbinata al baule e veniva utilizzata come contenitore per la biancheria, complice l’elaborato sistema di chiusura che consentiva di non svelarne il contenuto. Rigida alla base e molto capiente, la Steamer Bag nel tempo si è imposta come bagaglio a se stante grazie all’accompagnamento alla tela Monogram. Interamente cucita a mano, ancora oggi per essere realizzata sono necessarie 15 ore di lavoro.

Keepall
All’inizio a ogni cliente che ordinava un baule o un bagaglio rigido venivano offerte borse complementari in tela rinforzata con cinghie di cuoio. Tra queste vi era la Keepall, ideata nel 1930 e affermatasi nel tempo un bagaglio a tutti gli effetti, complice l’evoluzione dei mezzi di trasporto, del modo di vivere e di viaggiare. Quando nel 1959 viene inventata la tela morbida Monogram, la Keepall si dota di un’anima propria. La sua praticità di utilizzo e la sua maneggevolezza fanno sì che diventi il bagaglio ideale per vacanze brevi o fine settimana per clienti che, in ogni caso, non vogliono rinunciare allo stile.

Speedy
Ideata negli anni ’30, la Speedy, sorella minore della Keepall, è facilmente riconoscibile per la sua forma semplice e capiente. Da subito si è imposta come borsa cult grazie alla sua leggerezza e adattabilità. Un’identità che ben presto le fa assumere un’ulteriore valenza: non più solo articolo da viaggio, ma raffinata ed elegante borsa da città, ideale per una donna moderna e dinamica.

Noé
Creata nel 1932 da Gaston-Louis Vuitton su espressa richiesta di un produttore di vini che necessitava di una borsa solida, ma elegante e in grado di trasportare cinque bottiglie di champagne, Noé è diventata un’icona, complice l’utilizzo della tela morbida Monogram che l’ha fatta diventare un desiderata delle donne.
Nel tempo le sue forme sono state rivisitate al punto da esistere oggi in più taglie e rivestimenti.

Alma
Nel 1934 la Maison diede vita alla Squire Bag, il modello che qualche decennio più tardi – per la precisione, nel 1992 – venne rivisitato con l’ideazione dell’Alma, una forma in perfetto stile Art Déco, capiente ed elegante al punto da imporsi in men che non si dica come uno degli emblemi Vuitton.
Declinata in forme e materiali differenti, l’Alma è anche protagonista di periodiche reinterpretazioni coincidenti con le collezioni e le relative sfilate piuttosto che con le collaborazioni artistiche che da sempre avvalorano l’aspetto culturale delle creazioni Louis Vuitton.

Amazone
Creata da Gaston-Louis Vuitton per proteggere il materiale fotografico di un viaggiatore, Amazone riprende il nome dalla foresta del Sud America, evocando atmosfere e luoghi lontani e invitando all’evasione. Dotata di angoli rigidi posti alla base, nel tempo è stata perlopiù adottata dalla clientela maschile.

Porte-documents voyage
Al pari della Steamer Bag e della Keepall, il Porte-Documents Voyage fu, in origine, uno dei bagagli complementari proposti insieme ai bauli rigidi e destinato a contenere cuscini in caso di esigenza. Abbandonando gradatamente la sua funzione originaria e rivestito di cuoio Épi o di tela Monogram, si è trasformato in un porta documenti, carte e appunti, riscontrando il favore di un pubblico sia femminile che maschile.

Alzer
All’apparenza sembra una valigia tradizionale. In realtà, una volta aperto, questo bagaglio rivela un interno robusto, strutturato e spazioso. A caratterizzarlo, le serrature rinforzate, lo scompartimento separato e le cinghie interne. Le sue dimensioni ne consentono l’utilizzo anche nel caso di un soggiorno di qualche giorno. Da sottolineare che il rivestimento in Monogram ne consente la personalizzazione al fine di rendere la valigia unica nel suo genere.

Zéphyr

Pratica ma al tempo stesso elegante. Dal look retrò ma all’avanguardia. E soprattutto, comoda da portarsi appresso, complici le quattro ruote. Innovativa nella sua funzionalità in quanto si tratta della prima valigia realizzata in Monogram termo-compressa, una tecnologia che associa la durata e la resistenza alle abrasioni alla capacità di assorbire gli urti. L’interno è concepito secondo le medesime logiche dei bauli dove ogni particolare risponde a un’effettiva esigenza del viaggiatore.

lunedì 4 novembre 2013

BOOK_Louis Vuitton City Bags: una storia naturale










Le City Bags di Louis Vuitton si raccontano in un incredibile volume, edito Rizzoli NY e in vendita dal mese di ottobre. Una storia naturale è il fil rouge del libro, che unisce un approccio unico e affascinante ad un gioco quasi scientifico sulle forme iconiche. Protagoniste le borse simbolo della Maison, che hanno attraversato con la loro allure l’intero XIX secolo e, ancora oggi, sono la linea di accessori più riuscita della storia della moda. Il loro eclatante successo infatti, ha contribuito in misura determinante a fare di Louis Vuitton sinonimo di lusso contemporaneo.
La versatilità è la loro caratteristica principale. Discendenti dei bagagli a mano riposti all’interno di quei bauli e wardrobe che rappresentavano l’immagine del Malletier, nel giro di un secolo o poco più
si sono diversificate per adattarsi a ogni esigenza della donna moderna. I modelli contemporanei sono un elemento fondamentale del guardaroba femminile e i loro nomi sono diventati ormai familiari: Speedy, Papillon, Alma, Lockit, Noé, Bucket, Neverfull, Sac Plat e Pochette.
Ammiccando ai tentativi novecenteschi di categorizzazione dei prodotti di design industriale, il volume ripercorre l’evoluzione delle city bag ispirandosi all’antica classificazione scientifica di piante e animali. La genealogia dei diversi modelli è esplorata fino
a identificarne i diretti “antenati” nei quattro bagagli a mano Steamer Bag, Vanity Case, Alzer e Keepall.
Ogni membro delle “famiglie” così individuate è descritto
ed esaminato nel dettaglio, dai primi esemplari storici alle più ambite creazioni contemporanee.
L’opera offre la più completa genealogia dell’universo delle city bag Louis Vuitton e dimostra come le ambiziose collaborazioni artistiche intraprese negli ultimi vent’anni ne abbiano accelerato l’evoluzione in un’esplosione multiforme.
Due le edizioni: una per le librerie e una per le boutique del marchio (compresa la sezione shop on line), rigorosamente in versione deluxe. Quest’ultima, come i classici libri di Storia Naturale, viene presentata in un cofanetto in tela carta marmorizzata
e undici tavole illustrate.


SOMMARIO
PARTE I: GENESI
In principio Saggio di Florence Müller
Antenati comuni: The Vanity, The Alzer, Steamer e Keepall
Nell’intimità: la borsa e l’identità personale
Saggio di Jean-Claude Kaufmann
Florence Müller, francese, è una storica della moda. Laureata presso l’École du Louvre e l’Institut d’art
et d’archéologie, ex direttrice e curatrice dell’Union française des arts du costume dal 1987 al 1993, ha curato numerose mostre in Francia e all’estero. Professore associato presso l’Institut français de la mode, insegna cultura della moda storica e contemporanea. È autrice di opere di riferimento sulla moda e lo stile.
Jean-Claude Kaufmann è un sociologo francese.
 Si interessa alle problematiche legate alla vita quotidiana, e in particolare ai legami con il concetto di identità.
 I suoi contributi sono riconosciuti fondamentali
per il rinnovamento di tutta l’area di studi.
 Nel quadro delle ricerche da lui condotte per il CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique),
 di cui fa parte dal 1977, lavora anche sulla socializzazione e la soggettività in collaborazione con il Centro di ricerca sui legami sociali dell’università Paris Descartes.
 Nel 2011 ha pubblicato Le sac. Un petit monde d’amour per le edizioni Jean-Claude Lattès.

PARTE II: FAMIGLIE
Ritratti di Colombe Pringle
Capitolo I: Speedy/Papillon
Capitolo II: Alma/Lockit

Capitolo III: Noé/Bucket

Capitolo IV: Sac Plat/Neverfull
Capitolo V: Pochettes/Minaudières
Capitolo VI: Mutazioni
Mutagenesi Saggio di Ian Luna
CdG x LV di Rei Kawakubo
Conversazione con Yayoi Kusama con Isao Takakura e Mariko Nishitani
Conversazione con Takashi Murakami con Mariko Nishitani
Una specie invasiva: Louis Vuitton
in Giappone Saggio di Mariko Nishitani
Colombe Pringle è una giornalista anglo-francese.
 Esordisce come redattrice di moda presso la rivista “Elle”,
 di cui sarà vicecaporedattrice dal 1982 al 1986. Per tre anni è l’inviata de “Le film français” al festival di Cannes. 
Nel 1987 è nominata caporedattrice di “Vogue Paris”,
 prima di diventare corrispondente dall’estero per “L’Express” nel 1996. In parallelo assume la direzione della rivista
di interior design “Maison française”, fino al 2003.
Dal 2004 dirige il settimanale “Point de vue”. È autrice
di Telle qu’Elle, 50 ans d’histoire des femmes à travers
le journal Elle per le edizioni Grasset (1995)
e di una biografia di Roger Vivier nella collana
“Mémoire de la mode” per le edizioni Assouline (1999).
Ha recentemente collaborato per Rizzoli a una monografia dedicata a Roger Vivier (2013).
Ian Luna è un critico che vive a New York. Autore di diversi libri di architettura, design e moda, è editor e coautore
di Pharrel Williams: Places & Spaces I’ve Seen (2012). 
Tra le sue collaborazioni precedenti: Louis Vuitton: Architecture and Interiors (2011) e Louis Vuitton: arte, moda e architettura (2009); A Bathing Ape (2008) con Nigo®; Tokyolife: Art and Design (2008) con Toshiko Mori; On the Edge: Ten Architects from China (2007) con Yung Ho Chang; Retail: Architecture and Shopping (2005); Immaginare Ground Zero: progetti e proposte per l’area
del World Trade Center (Rizzoli, 2005) con Suzanne Stephens e New York: Architecture of a City (2003). Ha insegnato urbanistica e storia dell’architettura alla facoltà di Architettura e urbanistica del MIT e alla facoltà
di Architettura di Yale ed è critico e corrispondente
per alcune testate in Cina e in Giappone, tra cui l’edizione digitale e cartacea di “Studio Voice”, “High Fashion” e “Tokion” Giappone.
Mariko Nishitani è una giornalista e redattrice di moda
che vive tra Tokyo e Kyoto. Dal 1974 al 2012 ha lavorato come redattrice presso il Bunka Publishing Bureau (BPB), un prestigioso gruppo editoriale giapponese di moda. Corrispondente da Parigi per conto del BPB all’inizio della sua carriera, è stata vicecaporedattrice di “Soen” (1994-1999), “High Fashion” (2001-2011) e caporedattrice di “High Fashion Online” fino al 2012.
Ha curato diverse mostre dedicate alla moda contemporanea, tra cui “Feel and Think: A New Era of Tokyo Fashion” presso la Tokyo Opera City Art Gallery, nel 2011.
Tra le sue pubblicazioni: Sotai-sei Comme des garçons
(“Il relativismo di Comme des garçons”, 2012) e Fashion wa Katarihajimeta (“La moda incomincia a parlare”, 2011), antologia critica di importanti marchi giapponesi
come A Bathing Ape e Undercover. È docente presso l’università Kyoko Seika, dove insegna storia della moda
e cultura popolare.

PARTE III: CODICI
Errare perfectum est Saggio di Deyan Sudjic
Laboratori, materiali e processi di produzione

Espressioni idiomatiche e proverbi
Deyan Sudjic è il direttore del Design Museum di Londra. Rettore della facoltà di Arte, architettura e design della University of Kingston di Londra, è stato critico d’architettura per il settimanale britannico “The Observer” dal 2001 al 2005, caporedattore della rivista “Domus” dal 2000 al 2004, caporedattore e fondatore della rivista “Blueprint”. Nel 2002 ha diretto e curato la biennale di Venezia.
È autore di numerose monografie sul design, tra cui Rei Kawakubo & Comme des garçons (Rizzoli, 1990).

ILLUSTRAZIONI E FOTOGRAFIE PRINCIPALI
Patrick Gries è un fotografo lussemburghese. Negli anni Ottanta collabora con varie riviste d’arte e design a New York, e pubblica il suo primo progetto documentario sulla Romania postcomunista nel 1990. Oggi collabora con marchi di lusso, artisti e istituzioni di arte e design, tra cui la Fondation Cartier e il Musée du quai Branly a Parigi.
Le sue fotografie ritraggono contesti e realtà sociali
in mutamento e sono oggetto di mostre internazionali
e di numerose raccolte. Ha da poco pubblicato Évolution,
in collaborazione con Jean-Baptiste de Panafieu per
le edizioni Xavier Barral.
Martin Mörck è un artista e incisore norvegese che vive tra la Svezia e Copenaghen. Dopo aver concluso gli studi d’arte, si è dedicato alla tecnica dell’incisione sotto
la direzione di Arne Wallhorn delle Poste svedesi. Il suo primo francobollo viene emesso in Svezia nel 1977. Da allora lavora principalmente per le amministrazioni postali dei paesi nordici e di numerose nazioni, tra cui Francia e Cina. Collabora regolarmente come illustratore alla rivista britannica “Monocle” e alla danese “Euroman”. Ha fondato la Beijing School of Engraving in collaborazione con le Poste cinesi. Le sue incisioni e i suoi acquerelli sono stati pubblicati in prestigiose riviste e in volume.
Martine Rupert è un’illustratrice francese. Vive tra Parigi e Berlino e ha collaborato con le edizioni teNeues per
la collana “City Journal”, Exacompta Clairefontaine
e con l’Institut du monde arabe. I suoi disegni sono stati esposti al Consiglio d’Europa, alla sede del canale televisivo franco-tedesco Arte e in gallerie d’arte di Ginevra e di Londra.
Nick Veasey è un fotografo britannico. Incomincia a lavorare per la pubblicità e la televisione prima di dedicarsi alle radiografie di oggetti. Ha realizzato numerose campagne pubblicitarie per marchi internazionali e le sue opere sono state esposte al Victoria and Albert Museum di Londra e all’Illinois Institute of Technology di Chicago, oltre a far parte della British Collection of Photography. Il suo lavoro
è stato riconosciuto, premiato e pubblicato in tutto il mondo.

LOUIS VUITTON EDITORE
I libri e la scrittura hanno sempre ricoperto un ruolo molto speciale nella storia di Louis Vuitton.
Gaston-Louis Vuitton (1883-1970), nipote del fondatore,
fu grande amante di libri e letteratura. Bibliofilo dichiarato, fonda ben tre società di bibliofili intessendo una stretta trama di corrispondenze con editori, illustratori e scrittori del suo tempo.
Nel 1914, quando viene inaugurato il nuovo negozio di Louis Vuitton sugli Champs-Elysées, offre ai propri clienti un confortevole salone di lettura e di corrispondenza.
Questa tradizione si perpetua oggi nelle Maison Louis Vuitton di Parigi, Taipei, Hong Kong, Londra, Singapore, Roma
e Venezia con le librerie Louis Vuitton che propongono una selezione di libri di arte, moda, design, viaggio e cinema. Bibliofilo insaziabile Gaston-Louis Vuitton era altrettanto appassionato di scrittura. La sua passione per la tipografia lo condusse ad allacciare legami privilegiati con un ampio numero di scrittori viaggiatori.
Dei legami unici, oggi testimoniati da pezzi storici gelosamente conservati negli archivi della Maison,
come la Malle Bibliotéque di Ernest Hemingway nella quale furono ritrovati dei carnet manoscritti dal grande scrittore, o ancora la Malle-Bureau di Pierre Savorgnan de Brazza nei cui cassetti segreti fu ritrovato un rapporto confidenziale dell’esploratore del Congo.
Louis Vuitton fu inoltre un pioniere nell’industria del lusso nel creare la propria casa editrice. Forti di un catalogo
di sessanta titoli le Editions Louis Vuitton si concentrano attorno a tre collezioni chiaramente devote al viaggio – guide, carnet e recensioni letterarie – e collaborano in parallelo ad una serie di volumi sulla storia della Maison.
Erede di questa tradizione eccezionale e avendo a cuore un’arte secolare, Louis Vuitton ci invita oggi a un nuovo viaggio nell’universo della scrittura.

SPECIFICHE TECNICHE
400 PAGINE. 24 x 31 cm
500 immagini a colori: disegni specifici e immagini da servizi fotografici, campagne pubblicitarie, documenti d’archivio.
Stampato in Italia.
Da settembre 2013 disponibile il video di presentazione del libro su louisvuitton.com.
Allo stesso momento, Les Editions de La Martinière proporrà una divertente applicazione per iPhone e iPad scaricabile gratuitamente su App Store.

EDIZIONE LIMITATA
Ottobre 2013
Edizione deluxe per le boutique Louis Vuitton: il libro viene presentato in un cofanetto rilegato in tela buckram, arricchi- to da 11 tavole illustrate.
125€
EDIZIONE LIBRERIA
L’opera è pubblicata in francese per le Éditions de la Martinière, in inglese per Rizzoli NY
e in italiano per Rizzoli Italia.
90€