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martedì 22 marzo 2016

LEISURE_Gufram on the rocks


In occasione di miart e Salone del Mobile 2016, la Galleria Carla Sozzani presenta GUFRAM ON THE ROCKS. 50 Years of Design against the Tide.
La mostra racconta i primi 50 anni di Gufram attraverso i suoi progetti più simbolici che, recentemente, hanno fatto rivivere la leggenda del marchio e le sue visioni folli e controcorrente.
Con uno speciale allestimento, alcune delle icone più rappresentative della storia di Gufram invadono lo spazio della galleria: dal divano Bocca di Studio65 al Cactus disegnato da Guido Drocco e Franco Mello, dal Pratone di Giorgio Ceretti, Pietro Derossi e Riccardo Rosso, al Sasso e Sedilsasso di Piero Gilardi, dal Globe del duo Studio Job alla Magnolia di Marcel Wanders, e molti altri.
Charley Vezza, Global Creative Orchestrator del marchio, racconta: “Gufram nasce a Torino nel 1966 rivoluzionando il paesaggio domestico e dando vita, assieme ad altre realtà di quel periodo, a quello che oggi è conosciuto come Italian Radical Design. Senza dare peso al susseguirsi sempre più intenso di mode e costumi effimeri, Gufram continua ancora oggi questo percorso rimanendo fedele a se stessa: le sue icone sono diventate dei punti fermi nell'immaginario collettivo, come scogli intorno a cui passano le correnti. In occasione dei 50 anni del marchio, e proprio ora che il Radical Design è stato storicizzato e vive una nuovo momento di splendore, abbiamo deciso di visualizzare questa storia di resistenza con una mostra nella Galleria Carla Sozzani che è da sempre un luogo dove le idee controcorrente possono esprimersi liberamente. Non aspettatevi una mostra didascalica, quello che vedrete sarà la rappresentazione in prospettiva di un pensiero indisciplinato e anticonformista”.
All'interno della galleria due progetti inediti presentati per la prima volta in occasione della mostra. Poltrona di Alessandro Mendini è una seduta totemica e simbolica, un trono domestico che vive del contrasto tra la leggerezza del poliuretano e la finitura in finto marmo. Prodotta in un unico esemplare agli inizi degli anni '80 e utilizzata per una storica copertina della rivista Casabella è ora realizzata in edizione limitata in “vero-finto” marmo di Carrara.
All’artista Kris Ruhs, invece, il compito di presentare in anteprima una scultura morbida in "vero-finto" ferro arrugginito, ripreso dalle sue sculture modulari e divenuto un solo blocco, secondo il gioco ironico del finto vero che contraddistingue le creazioni Gufram.
Dalla fine degli anni '60 in un momento in cui la società Italiana stava vivendo un profondo cambiamento, Gufram è stata al centro di un movimento portato avanti da artisti e architetti, divenuto poi il radical design come lo conosciamo oggi.
Tratto distintivo di Gufram, l’utilizzo del poliuretano negli oggetti di arredo in virtù della sua resistenza e duttilità utili per realizzare le forme più inusuali e diverse, mantenendone, al contempo, la morbidezza e creando, così, un cortocircuito tattile e visivo.
Un poliuretano che diviene protagonista di visionarie interpretazioni, complice il trattamento con la pittura sintetica idrorepellente messo a punto per la prima volta dall’artista Piero Gilardi, che oggi ricorda: "Negli anni '70 lavorare sul tema "dell'imbottito integrale" significava per i designer essere vincolati dal problema di realizzare fodere in tessuto molto complesso e spesso impossibile da fare. In Gufram riuscimmo a liberare la fantasia dei designer attraverso il Guflac".
L'intuizione innovativa di Gilardi, denominata Guflac, alla base dello sviluppo dei prodotti Gufram, trasforma il poliuretano che diventa non solo struttura ma anche componente estetico.
Con il passare degli anni il Guflac è stato modificato, migliorato, attualizzato, rimanendo, però, sempre quella speciale vernice naturale che, pellificando il poliuretano attraverso un sapiente lavoro artigianale, crea quei sogni fantastici che sono i progetti Gufram.
La mostra sarà visitabile dal 10 aprile al 1° maggio (tutti i giorni h. 10.30-19.30, mercoledì e giovedì h. 10.30-21.00),  con aperture speciali durante il Salone del Mobile (12-17 aprile h. 10.30-21.00).

GUFRAM ON THE ROCKS
50 Years of Design against the Tide
Galleria Carla Sozzani, Corso Como 10, Milano 

giovedì 23 aprile 2015

LEISURE_Kris Ruhs: Hanging Garden









Fino al 26 aprile la Galleria Carla Sozzani ospita Hanging Garden la nuova installazione ambientale di Kris Ruhs.
Un giardino sospeso di fiori di porcellana e foglie di fili di ottone leggerissimi, piegati a mano, con cui l’artista prosegue la sua ricerca al di là delle vie tradizionali della pittura e della scultura in una continua sollecitazione visiva.
In Hanging Garden la fragilità apparente dei fiori di filo metallico e delle piante di ceramica crea un equilibrio sottile tra la delicatezza della visione e la forza della materia nonché della natura stessa.
Ruhs costruisce una foresta inedita di forme e materia, quasi un richiamo a una natura ossessiva e magnifica. Questo lavoro riflette la sua costante attenzione per il regno naturale e, più in generale, la bellezza e le forze primarie che lo governano.
La manualità e il culto della materia sono le caratteristiche essenziali della ricerca e del linguaggio espressivo di Kris Ruhs. Le sue istallazioni sono spesso riconoscibili per l'utilizzo dei colori della terra, per i disegni fluidi e per le forme sinuose e leggere. La sua sperimentazione di forme e materiali si fonda su un lavoro artigianale sapientemente condotto, frutto di dedizione e passione, coinvolgendo elementi primari quali fuoco, terra, acqua, ferro, aria e luce. Questo consente all’artista di applicare con maestria qualsiasi tecnica per adattarla al proprio processo creativo.
L'approccio di Kris Ruhs fa sì che le idee circolino libere e si trasformano senza sforzo apparente, quasi per gioco, in una riflessione costante sulla natura e sullo spazio. Disegni, progetti, materiali di recupero, modelli e prototipi costruiscono passo dopo passo il suo fare: “non parto mai dai disegni” - afferma Ruhs – “gli oggetti si formano mentre lavoro”.

Nota biografica
Artista, scultore e designer, Kris Ruhs nasce nel 1952 a New York da una famiglia di origine tedesca e studia alla School of Visual Arts. Dal 1996 ad oggi vive fra l’ Italia, la Francia e il Marocco. Dal 1980, partecipa a mostre personali e collettive presso importanti gallerie americane, dalla Richard Green Gallery di Los Angeles (1988), alla Wapping Idraulic Station di Londra (2012), alle mostre personali alla Galleria Carla Sozzani, ultima New Series (2015).

Kris Ruhs – Hanging Garden, 2015
Fino al 26 aprile 2015
Galleria Carla Sozzani, Corso Como 10, Milano

mercoledì 21 gennaio 2015

ART & CULTURE_Kris Ruhs New Series








È stata inaugurata sabato 17 gennaio alla Galleria Carla Sozzani di Milano la mostra dedicata a Kris Ruhs, pittore e scultore americano dall’estro eclettico e visionario.
Kris Ruhs vive a New York nell’epoca in cui la scena delle arti era dominata dal colore e dal minimalismo: Stella e Kusama usavano le forme sulla tela per espanderle al di fuori delle pareti e le vecchie guardie Pollock e Frankenthaler continuavano a inasprire la controversia fra l’espressionismo astratto e le nuove istanze del minimalismo.
Mentre, negli anni ‘80, gli artisti esploravano i processi per forzare l’evidenza delle due dimensioni con la relazione tridimensionale fra la tela, lo spazio e il soggetto, Ruhs ruppe le divergenze attraverso la costruzione di ‘schermi’ al di sotto dei quali si svelavano altre superfici.
Crede nel riciclo dei materiali per la loro intrinseca bellezza e molte di queste costruzioni erano - ed ancora sono - realizzate con materiali recuperati per strada. La mano dell’artista è concreta e visibile, un aspetto della realizzazione dell’opera che Ruhs continua ad adottare e non importa quale sia il mezzo espressivo, conferendo ad ogni opera una ‘umana e personale’ qualità inconfondibile.
Non significa che un’opera abbia una denominazione o un titolo che possa aiutare a guidarci nell’esperienza visuale. In queste opere le astrazioni sono come sempre rigorose, ma l’estensione della gamma dei colori e la delicatezza degli equilibri fra gli elementi, che catturano e fermano l’attenzione, ci trasportano in nuove e sottili relazioni con l’interesse di Kris Ruhs per la superficie e il fondo che continua ad affascinarlo.
Fino a tempi recenti, Ruhs ha usato soprattutto una tavolozza modernista con il bianco dominante, o, più precisamente, l’assenza di colore nelle costruzioni scultoree in cui la luce ha giocato un ruolo attivo con l’opera. La re-introduzione del colore drammatizza la significativa fondamentale realtà della superficie. Un processo che chiaramente dimostra il personalissimo atteggiamento esplorativo che guida il suo pensiero creativo.
Questi lavori non sono proprio tele, non esattamente dipinti, nemmeno sculture, piuttosto l‘artista continua a sfidare le suddivisioni per categorie.

Kris Ruhs – New series
Galleria Carla Sozzani, Corso Como 10, Milano

Fino all’1 febbraio 2015