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giovedì 3 settembre 2015

ART & CULTURE_La Grande Madre


Comune di Milano – Cultura e Fondazione Nicola Trussardi presentano “La Grande Madre”, una mostra a cura di Massimiliano Gioni, promossa dal Comune di Milano – Cultura, ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi insieme a Palazzo Reale per Expo in città 2015.
Uno sguardo sulla maternità e sulla condizione femminile filtrato attraverso un secolo di opere d’arte, che ripropongono questioni oggi non solo presenti, ma spesso ancora irrisolte”, afferma Beatrice Trussardi, Presidente della Fondazione Nicola Trussardi. Un modo per affrontare le tematiche di Expo secondo una prospettiva di genere che enfatizza la centralità delle donne nella società. La mostra, pertanto, si pone come un’occasione unica per riflettere sui valori di cui la presenza della donna è portatrice in ogni settore sociale, rendendo Expo un prezioso momento di confronto e dialogo per quanto concerne idee e progetti volti allo sviluppo del pianeta.
Esposte, le opere di 127 artiste ed artisti internazionali, con un allestimento che si estende su una superficie di circa 2.000 metri quadrati al Piano Nobile di Palazzo Reale. Tema centrale, l’iconografia e la rappresentazione della maternità nell’arte del ‘900, dalle avanguardie fino ai giorni nostri. Dalle veneri paleolitiche alle cattive ragazze del post femminismo, passando per la tradizione millenaria della pittura religiosa con le sue innumerevoli scene di maternità: a dimostrazione che la storia dell’arte e la cultura hanno spesso posto al centro la figura della madre, spesso assunta quale simbolo della creatività e metafora della definizione stessa di arte. Senza contare che la madre – nonché la sua versione più famigliare di mamma – sono concetti intimamente legati all’immagine dell’Italia.
Una mostra, quindi, sul potere della donna: non solo sul potere generativo e creativo della madre, ma soprattutto sul potere negato alle donne e sul potere conquistato dalle stesse nel corso del ‘900. Partendo dalla rappresentazione della maternità, l’esposizione si amplia per passare in rassegna un secolo di scontri e lotte tra emancipazione e tradizione, raccontandone le evoluzioni in termini di sessualità, generi, percezione del corpo e dei suoi desideri. È così che diviene una sorta di museo temporaneo nel quale si combinano storia dell’arte e cultura visiva, costruendo una narrazione trasversale del XX secolo di cui esplora miti e cliché del femminile.
Alfred Kubin, Edvard Munch, Umberto Boccioni, Filippo Tommaso Marinetti, Man Ray, André Breton, Salvador Dalì, Frida Kahlo, Lee Miller, Louise Bourgeois, Yayoi Kusama, Yoko Ono, Cindy Sherman sono solo alcuni dei nomi degli artisti esposti a cui si accompagnano le installazioni di Jeff Koons, Thomas Schütte, Nari Ward e le opere di rilievo di Thomas Bayrle, Constantin Brancusi, Maurizio Cattelan, Lucio Fontana e Kara Walker.
Un viaggio per immagini e suggestioni alla scoperta di un’immagine della madre quale proiezione di desideri, ansie e aspirazioni individuali e collettive, maschili o femminili che siano. Un’immagine meno scontata di quella propinata da pubblicità e retorica, ma decisamente più complessa e potente.
A corollario della mostra, un catalogo a cura di Massimiliano Gioni, contenente oltre trecento immagini a colori che illustrano testi monografici e approfondimenti su tutti gli artisti esposti nonché una raccolta di saggi e testi critici inediti.

La Grande Madre
Palazzo Reale, Milano
Fino al 15 novembre 2015

martedì 11 marzo 2014

ART & CULTURE_Frida Kahlo in mostra a Roma






Frida Kahlo, artista messicana simbolo dell’avanguardia del ‘900, dal 20 marzo al 31 agosto 2014 è protagonista a Roma, alle Scuderie del Quirinale, di una mostra che indaga il suo rapporto con i movimenti culturali dell’epoca, dal Modernismo messicano al Surrealismo internazionale, analizzandone le influenze sulle sue opere.
Attorno alla figura e all'opera di Frida Kahlo (1907-1954) si è sviluppato un mito di dimensione globale, che l’ha resa icona indiscussa della cultura messicana novecentesca, venerata anticipatrice del movimento femminista, marchio di culto del merchandising universale, seducente soggetto del cinema hollywoodiano: il suo legame arte-vita è senz’altro tra i più affascinanti della storia del XX secolo e della cultura contemporanea. Eppure i suoi dipinti non sono soltanto lo specchio della sua vicenda biografica, segnata a fuoco dalle ingiurie fisiche e psichiche subite nel terribile incidente in cui fu coinvolta all'età di 17 anni. La sua arte si fonde con la storia e lo spirito del mondo a lei contemporaneo, riflettendo le trasformazioni sociali e culturali che portarono alla Rivoluzione messicana e che ad essa seguirono.
Fu proprio lo spirito rivoluzionario che portò alla rivalutazione del passato indigeno e delle tradizioni folkloriche, intesi come insopprimibili codici identitari generatori di un'inedita fusione tra l'espressione del sé e il linguaggio, l'immaginario, i colori e i simboli della cultura popolare messicana.
Allo stesso tempo Frida è un'espressione dell'avanguardia artistica e dell'esuberanza culturale del suo tempo e lo studio della sua opera permette di intersecare le traiettorie di tutti i principali movimenti culturali internazionali che attraversarono il Messico dell’epoca: dal Pauperismo rivoluzionario all'Estridentismo, dal Surrealismo a quello che decenni più tardi avrebbe preso il nome di Realismo magico.
La mostra intende riunire attorno ad un corpus capolavori assoluti provenienti dai principali nuclei collezionistici, opere chiave appartenenti ad altre raccolte pubbliche e private in Messico, Stati Uniti, Europa. Completa il progetto, una selezione dei ritratti fotografici dell'artista, tra cui quelli realizzati da Nickolas Muray negli anni quaranta, indispensabile quanto suggestivo complemento all'arte di Frida Kahlo sotto il profilo della codificazione iconografica del personaggio.
Se, infatti, la mostra intende presentare e approfondire la produzione artistica di Frida Kahlo nella sua evoluzione, dagli esordi ancora debitori della Nuova Oggettività e del Realismo magico alla riproposizione dell'arte folklorica e ancestrale, dai riflessi del realismo americano degli anni venti e trenta (Edward Hopper, Charles Sheeler, Georgia O'Keefe) alle componenti ideologico-politiche ispirate dal muralismo messicano (Rivera, Orozco), è il tema dell'autorappresentazione a prevalere in questo progetto di mostra, sia in rispetto del peso numerico che il genere "autoritratto" assume nella produzione complessiva dell'artista, sia - e soprattutto - per lo specialissimo significato che esso ha rappresentato nella trasmissione dei valori iconografici, psicologici e culturali propri del "mito Frida".
Un mito che ancora oggi ispira il mondo dell’arte a tutto tondo, lambendo anche i confini della moda. Etro, infatti, oltre a sponsorizzare la moda, le ha dedicato la collezione primavera-estate 2014 così come la designer israeliana Ayala Bar una linea di gioielli; Moschino con la sua moda recente e Raffaella Curiel con il suo tripudio di pon pon, nappe, frange, pantaloni gaucho, camicie di mussola e sangallo, invece, ne hanno omaggiato lo stile.
La progettazione della mostra e del catalogo è affidata alla cura di Helga Prignitz-Poda, accreditata specialista dell'opera di Frida Kahlo, autrice con Salomon Grimberg e Andrea Kettenmann del catalogo ragionato dell'artista nel 1988.

A corollario, il Palazzo delle Esposizioni organizza un calendario di incontri di approfondimento sui temi della mostra (19 marzo/21 maggio 2014): alcuni fra i più autorevoli conoscitori e interpreti dell'opera di Frida Kahlo introducono i visitatori alla biografia e ai tratti più salienti e distintivi dell'opera della celebre artista messicana. Un percorso didascalico-formativo che prevede anche la realizzazione di laboratori per scuole e famiglie (dal 20 marzo al 31 agosto 2014) e la rassegna cinematografica “Siamo donne” (dal 22 marzo al 13 aprile 2014), incentrata sulla figura femminile.

Frida Kahlo
Scuderie del Quirinale, Roma
Dal 20 marzo al 31 agosto 2014